mercoledì 15 aprile 2026

I primi mughetti


 

Nel mio prato sono fioriti i primi mughetti. Amo questo fiore. E' il fiore del mio matrimonio. E' un ricordo di mio papà Mario, che li regalava ogni anno.   

martedì 14 aprile 2026

Lidia, Antonio e le canzoni bosine


 

Per chi ama i canti tradizionali in dialetto bosino, un appuntamento da non perdere. Sabato 18 aprile, ore 20.30, Antenne 3 (Canale 11 del digitale terrestre), Lidia e Antonio (la coppia più bosina del mondo) proporranno alcuni canti della tradizione varesina. E fra questi anche il mio 'Valzer par Varés', per me un grande onore.

Mezzo secolo di Sci Nordico Varese


 


In Salone Estense a Varese, nei giorni scorsi, lo Sci Nordico Varese ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni di vita. Era il 1975 quando, sollecitati dal mai dimenticato prof. Gianni Bellorini (foto), un gruppo di ardimentosi diedero vita al sodalizio, che voleva affiancarsi, sulla pista del Brinzio, al già collaudato Sci Club Cunardo, che operava nella vicina Cunardo. Nel 2004 l’amico Lanfranco Dall’Ora (primo presidente dello Sci Nordico) mi regalò il libro che raccontava i primi dieci anni di vita dell’associazione sportiva. Grazie allo SNV, e al Centro Fondo Brinzio, per decenni il piccolo Tibet varesino è diventato meta di appassionati. Purtroppo vuoi per la carenza della bianca coltre, vuoi per problemi legati all’utilizzo dei campi innevati, da qualche anno Brinzio ‘piange’, ma se piange la pista di sci da fondo, sorride almeno lo Sci Nordico che, sebbene a fatica e con sacrifici, resiste e festeggia il suo mezzo secolo di vita. L’altra sera, in Salone Estense, Matteo Zen (figlio di Gianni Zen, fra i soci fondatori) ha parlato della situazione attuale. Fra i presenti, alcuni protagonisti della storia dello Sci Nordico. Morto prematuramente Gianni Bellorini, morto anche un altro mito, Alberto Zuffi, era invece vivo, vegeto e quanto mai presente Alfredo Bianchetti, per anni presidente dello SNV, padre di Lucia Bianchetti (sciatrice più volte in nazionale), campione del mondo di sci nordico categoria master over 90! Coordinatore della serata il giornalista Riccardo Prando, altro personaggio che molto ha dato a questo sodalizio, e che tutti ricordano come ‘il pirata del Brinzio’ per via della caratteristica bandana (foto).  

Per quanto mi riguardo, ho conosciuto lo Sci Nordico e il piacere dello sci da fondo sulla magica pista del Brinzio solo agli esordi del nuovo millennio, grazie soprattutto all’amico e collega Pippo Gazzotti. E’ stato per me un decennio indimenticabile, con la ciliegina sulla torta della Brinziobianca (foto), gara che mi ha divertito assai, con l’Albertone Zuffi pronto con la pentola del tè caldo e tanti altri amici. Onore al merito a chi continua questa bella avventura, pur con tutte le difficoltà.    






lunedì 13 aprile 2026

Giuseppe il maratoneta


 

Aveva già superato il traguardo dei cinquant'anni l'odontoiatra varesino Giuseppe Micalizzi, quando scoprì i sorprendenti benefici della corsa di resistenza. Partì, si allenò, corse la sua prima maratona e da allora il Forrest Gump varesino non si è più fermato. Ieri, domenica 12 aprile 2026, era a Milano per la sua 57^ maratona in 15 anni, la Unicredit Relay Marathon, che ha concluso in 4 ore e 32 primi. Fra i principali organizzatori della EcoRun Varese (che si disputerà il 25 e 26 aprile), Giuseppe punta naturalmente alle 60 maratone, e  poi alle 70 e via correndo. Bravissimo!

Quel punticino in più o in meno


 




Di un punto si vince, di uno si perde, di un punto si rivince: questo è il basket, e Varese ne sa qualcosa. Ieri era ospite a Masnago Sassari, più che mai a rischio retrocessione, allenata da quel Veljko Mrsic (foto) fra i protagonisti della nostra gloriosa stella caduta nel 1999, e giustamente applaudito dal pubblico. La OJM non poteva concedere nulla, visto che è in lotta per i play-off. Partiamo male, 0-5, poi due triple di Moore (le uniche cose buone della sua partita), tripla di Iro e finisce 24-20. Il secondo quarto ci dà lo slancio, e sembra già finita: triple a ripetizione, Iro che sale in cattedra, Nkamhoua positivo, bene anche gli altri a parte Moore che, nervoso, comincia a pasticciare. Siamo avanti anche di 12 (37-25), lì si poteva forse dare una spallata decisiva e invece Varese affretta le conclusioni, mostra un calo di concentrazione e Sassari resta appiccicata a noi: 51-42 a metà partita. Si sa che nel basket 10 punti di margine non sono nulla, se ne vanno subito come uno scatto di Bolt. E infatti, puntualmente, i sardi ci credono e si fanno sotto, gli arbitri fischiano un antisportivo ad Alviti assai discutibile, coach Kastritis ritarda a chiedere time-out, quarto fallo di Renfro, le nostre bombe non entrano nemmeno a caricarle con la dinamite, tutto ciò porta al pareggio di Sassari (58-58), male Moore, altro antisportivo contro di noi assai discutibile, il piatto della bilancia psicologica ora pende nettamente per il Banco di Sardegna, finisce 63-67, con uno sconsolante 0 su 8 da tre punti per la OJM. Si teme il peggio. Ultima fatica, e non partiamo bene, per fortuna Alviti fa 3 su 3 nei liberi, Sassari scappa di nuovo (68-73) ma mettono l'aureola i due santi di giornata, Iro e Stewart. Mancano ancora 6' di partita ma da questo momento in avanti l'equilibrio sarà totale, sempre lì vicini, una tripla di Stewart ci dà un po' di respiro (85-81), ma i sardi tornano avanti (85-86), 3 su 3 di Stewart nei liberi, San Iro segna e dirige il traffico, 88-88, 90-88 con 2 su 2 nei liberi dall'infallibile Iro. Ma Sassari pareggia subito, restano 4" da giocare, palla a noi. E qui due episodi che rendono meno esaltante la gioia di Varese. Iro entra, fischiato fallo a Sassari, due liberi. Il nostro play non sbaglia il primo (91-90) e sbaglia volutamente il secondo, per impedire a Sassari di chiedere time-out e giocare l'ultimo secondo in attacco. Rimbalzo sardo, tiro alla disperata e anche qui, forse, fallo di Varese non fischiato. Finisce 91-90. Mrsic inviperito afferma che bisogna lasciar vincere i giocatori. Al netto degli ultimi secondi di gara, che dire di Varese? Bisogna dir grazie a Iroegbu, sempre più protagonista: 34 di valutazione, 29 punti, 11 su 12 nei liberi (ma sarebbero 12 su 12), 8 assist. Grazie anche a Carlos Stewart (foto), punti importanti nei momenti decisivi. Bene Alviti e Nkamhoua, male Moore, discreti gli altri. Sassari domina nei rimbalzi (49 contro 28) ma spreca molto nei tiri liberi (solo il 68%). Ora siamo ottavi in classifica, teoricamente ai play-off, ma è ancora lunga. 
Forza Varese!     

domenica 12 aprile 2026

Brava Maddalena




 Complimenti a mia figlia Maddalena. Sono un po' di parte, lo so, ma la mia secondogenita, dopo aver corso sabato scorso la First Zanzi's & Friends half marathon sulla ciclabile del lago di Varese, oggi era a Milano per la Unicredit Relay Marathon. In staffetta con altri tre compagni di avventura, ha corso la sua frazione di oltre 11 km in 63'32", cioè 5'34" di media al mille. Si è divertita assai, e questo è ciò che conta.  

Il primo granturco


Il nuovo granturco di Castelleone.

 

sabato 11 aprile 2026

Papà: la grande bellezza


 

In Italia, nel 1946, 1947, 1948 e 1964 sono nati in un anno più di un milione di bambini. Nel 2015 per la prima volta si scese sotto il mezzo milione di nuovi nati. Nel 2016 furono 473.000, nel 2017 458.151, nel 2023 meno di 400.000 (dati Istat). Il che significa che ci sono sempre meno padri, cioè sempre più uomini disposti più o meno volontariamente a rinunciare alla grande bellezza della paternità.

Se vi interessa l'argomento ne parliamo mercoledì 15 aprile, ore 17.45, biblioteca 'Bruna Brambilla' presso la scuola media Anna Frank, via Carnia 155, Varese.



Agricoltura automatizzata


Trattore a Castelleone (Cremona): tutto automatico.

 

Soffioni di pianura


 

I soffioni del taràssaco, amici dei bambini.

E c'è pure il rinfresco!


 

Quando presento i miei libri c'è sempre qualcuno che dice: "Avresti più pubblico se proponessi un bel rinfresco alla fine!" Ebbene, qui abbiamo anche il rinfreschino finale. Non per merito mio, ma per lodevole iniziativa dei Volontari Auser, che gestiscono la Biblioteca 'Bruna Brambilla' e organizzano questi spazi culturali. Ho avuto il piacere di essere fra i selezionati.

Quindi vi aspetto mercoledì 15 aprile, ore 17.45, presso la scuola media 'Anna Frank' di via Carnia 155, a Varese. 

venerdì 10 aprile 2026

Ampio parcheggio, gratis


Più d'uno si lamenta perché, alla presentazione dei miei libri, deve penare per trovare parcheggio. Ebbene, non è il caso di questo 15 aprile: ampio parcheggio, gratis, presso la scuola media Anna Frank di via Carnia 155, zona bustecche, Varese.

 

Giacomo è sempre interessante


 Giacomo è sempre interessante.

clicca sulla foto per ingrandire

Moriah: un docufilm da non perdere


 

Per chi ha l'abbonamento a Netflix consiglio il docufilm 'The truth and tragedy of Moriah Wilson', non solo per gli appassionati di ciclismo.  

giovedì 9 aprile 2026

Le luci rosse non brillano a Varese


 

Al pari dell'amico e sodale Piero Chiara, Mauro Della Porta Raffo, veloce di favella, abbonda in aneddoti interessanti. Ieri ad esempio, introducendo la serata di presentazione del suo nuovo libro, ha voluto dare qualche notizia sulla sala Montanari, dove si teneva l'incontro. 

La sala varesina è dunque dedicata a Giuseppe Montanari, pittore che Raffo ebbe modo di conoscere nel 1973. Prima quel luogo era un cinema, il cinema Gloria, che divenne Rivoli quando i proprietari pensarono fosse produttivo proiettare film a luci rosse a Varese. Ma l'idea non fu buona, i varesini non amano quel genere cinematografico, quindi il Comune di Varese lo trasformò in sala Montanari.

"Come mia abitudine in quegli anni" racconta Mauro "giocavo a carte con Piero Chiara e Bruno Lauzi. Era il 1973. Suonò il campanello, venne introdotto il pittore Giuseppe Montanari che recava con sè un pacchetto. Non si fece molto caso a lui, che pazientemente attese la fine del nostro gioco. Ma noi giocavamo a scopa d'assi sino a quando i soldi erano esauriti, quindi il tempo passava, Montanari lasciò il pacchetto regalo e se ne andò. Aveva già più di ottant'anni. La partita finì, Piero Chiara mi doveva 100.000 lire, aprì il pacchetto, vide che era un disegno del pittore, un regalo per Mimma, la moglie dello scrittore. - Tieni, questo è per le 100.000 lire che ti devo - disse Chiara, e il debito fu saldato. Quel disegno ancora si trova in camera mia."  

Donald secondo Mauro


 







Che lo si voglia o no, che lo si ami o lo si odi, Donald Trump è personaggio che determina anche la nostra vita. Un leader mondiale, oggi particolarmente in auge, e allora ecco, puntuale, il contributo di Mauro Della Porta Raffo, fra i massimi esperti italiani di politica statunitense. E il contributo è un volume, dal titolo 'Donald Trump - Le origini, i trascorsi, l'oggi, il futuro' (Arca edizioni), che ieri è stato presentato in sala Montanari a Varese, con il contributo organizzativo de La Varese Nascosta di Luigi Manco. Con il Gran Pignolo, tre personaggi autorevoli: l'ex sindaco di Varese Raimondo Fassa, il critico cinematografico Maurizio Cabona e il direttore di VareseNews Marco Giovannelli. Fra il pubblico, numeroso, il sindaco di Varese Davide Galimberti. Come ha detto il moderatore Fassa, il libro è di agevole lettura, capitoli brevi, scanditi anche dall'indicazione del giorno e dell'ora, scritti dall'autore varesino (in festa fra l'altro ieri per i 57 anni di matrimonio) con innegabile competenza. Non è certo il primo libro che Mauro Raffo dedica agli Stati Uniti. Il volume è arricchito da un considerevole numero di contributi di altri esperti in materia, compreso Bruno Vespa. 
Partendo dal presupposto (e dalla conclusione) che arrivare a definizioni certe e a previsioni sicure con un personaggio come Trump, ondivago e imprevedibile, è impossibile, questo volume resta un contributo importante per chi non vuole limitarsi ai sintetici giudizi e alla cronaca limitata dei nostri media. 

mercoledì 8 aprile 2026

Vecchi e nuovi papà


 

Perché un incontro dove riproporre il mio primo libro, uscito nel lontanissimo 1988, frutto della mia esperienza di giovane padre? Perché il libro 'Papà a tempo pieno' sarà solo lo spunto iniziale per propiziare un dialogo fra un padre ormai nonno, e un giovane padre di due figli, Stefano Mirioni. Dove inevitabilmente si parlerà, fra l'altro, del ruolo del padre e della crisi delle nascite. Due generazioni a confronto, su un tema importante. 

Vi aspetto mercoledì 15 aprile, ore 17.45, biblioteca 'Bruna Brambilla' (presso la scuola media Anna Frank) di via Carnia 155, a Varese. Piccolo rinfresco finale, per brindare alla bellezza della paternità (e della maternità, ovviamente).  

martedì 7 aprile 2026

Auguri, mamma Ines


 

Il 7 aprile del 1928 nasceva a Varese mia mamma Ines. Lei ha sempre sostenuto fosse venerdì santo, invece stando a quanto ho trovato su internet era sabato santo, una Pasqua davvero di resurrezione per i suoi genitori Angela e Battista, che solo due anni prima avevano visto morire Ines, la loro primogenita ventenne. Un dolore incolmabile. Mia mamma è nata per 'sostituire' la sorella, e quindi anch'io sono il frutto di una morte prematura. In sintesi: se mia zia Ines non fosse morta, io non ci sarei.

Auguri, mamma Ines. 

Due papà a confronto


 

Un papà degli anni Ottanta e uno del Duemila, due generazioni a confronto, stesso ruolo. Mercoledì 15 aprile, ore 17.45, Biblioteca 'Bruna Brambilla', scuola media Anna Frank, via Carnia, Varese. 

lunedì 6 aprile 2026

Pasquetta in bicicletta.


 

Un paio d'orette in bicicletta anche a Pasquetta contro la pancetta. 

Campo dei Fiori colmo oltre ogni limite, auto ovunque.

domenica 5 aprile 2026

Roberto Benotti, alias RobiHood


 




Probabilmente l'ultimo libro pubblicato da Pietro Macchione editore è una corposa monografia su Gaspare Morgione, abilissimo vignettista varesino morto anni fa. Ebbene, Varese può vantare altri vignettisti, e quello che più ricorda Morgione è Roberto Benotti: per il tratto, per la vena umoristica. Benotti (si firma RobiHood), classe 1957, nato a Buenos Aires da genitori italiani, laureato in Scienza della Comunicazione, autore di diversi libri, si presenta ora (per la verità è del 2025) con 'Sui passi della speranza - Appunti di un pellegrino giubilare' (Sanpino edizioni), commento di Valerio Bocci. L'anno giubilare si è concluso, ma le buone intenzioni e gli spunti che possono nascere dalla lettura di questo lavoro sono sempre di attualità. 

Vittorio: comunque è un rischio, una scommessa


 

A 84 è morto il giornalista e scrittore Vittorio Messori. Le nostre vite si sono incrociate tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta. Il primo incontro durante i miei tre anni all'Isef. Era appena stato pubblicato il suo best seller 'Ipotesi su Gesù' e il mio docente di morale lo adottò come libro di testo per l'esame. Ricordo che non mi impressionò più di tanto, avevo oltre 50 esami da affrontare in tre anni. Quando però, alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta, cominciarono i miei dubbi di fede, allora di corsa recuperai quell'ipotesi sul Nazareno, comprai anche 'Scommessa sulla morte' e 'Inchiesta sul cristianesimo', sempre di Vittorio. Non ottenni la soluzione ai miei dubbi di fede, ma del resto il modenese Messori l'aveva sempre detto: bisognava scommettere, rischiare, anche nella fede, come in molte altre scelte della vita, matrimonio compreso (questo lo aggiungo io). Un salto nel buio, insomma. Con la sua 'Ipotesi', cercava forse di mettere almeno un lumicino in quel buio. Messori si dedicò anche alla narrativa, lessi un suo romanzo che non mi esaltò. Lui lesse (almeno così scriveva in una sua lettera a me indirizzata) il mio primo romanzo, 'La Comune di Barbara', e scrisse qualche riga abbastanza elogiativa. Ma immagino fossero parole di circostanza, visto che l'editore gli aveva spedito il mio libro e qualcosa doveva pur rispondere. Ora forse riprenderò in mano per la terza volta 'Ipotesi su Gesù' nella speranza, vana, di un po' di luce.

Ciao, Vittorio.

Chi la fa, l'aspetti


 

Chi vince di un punto, si aspetti di perdere per un punto: questa è una delle leggi, non scritte, del basket. E puntalmente si è avverata. Avevamo di recente vinto di un punto, con canestro di questo signore in foto, Iroekbo, all'ultimo secondo. Una gioia indescrivibile. Ieri abbiamo perso di un punto (90-89) a Trento, dopo una tripla di Alviti a 4 secondi dalla fine, che ci avrebbe regalato la vittoria. Ma restavano 4 secondi e due tiri liberi per i trentini, che non li hanno sbagliati. Era un match molto importante per i play-off, è ancora lunga, può capitare di tutto ma è una sconfitta che brucia. Si sa: chi la fa, l'aspetti!

Forza Varese!

sabato 4 aprile 2026

Sole estivo sulla 1st Zanzi's half marathon

 


Oltre 20° sulla ciclabile del lago di Varese in questo sabato santo estivo, 4 aprile. Meteo più che favorevole per la prima edizione della mezza maratona familiare di casa Zanzi, arricchita dalla partecipazione di alcuni amici. Al via, alle 15, Valentina, Maddalena, Carlo, Umberto, Alessandro, Maurizio, Daniele e Alberto. Partenza dal km 0 al lido della Schiranna, direzione in senso orario verso la sponda sud, giro di boa al km 10,5, non lontano da Cassinetta. Tutti al traguardo, con differenti tempi ma uguale impegno e soddisfazione.

venerdì 3 aprile 2026

Nel suo abito della festa


 

Chi oggi, venerdì santo 3 aprile, è salito al Sacro Monte, ha incontrato Varese col suo abito della festa. Seduto al Ristorante Milano, ho anche visto la prima rondine della stagione. Scendendo per via Coventino, Milano si toccava con mano.  

giovedì 2 aprile 2026

Pallone sgonfiato


 

Fra i miei interessi sportivi, il pallone del giuoco del calcio si sta sgonfiando.

in foto: pallone utilizzato per la partita Varese-Valenzana, campionato di serie D 

Venerdì Santo


E' davvero esistito un uomo chiamato Gesù, vissuto in Palestina più di 2000 anni fa, morto in croce? Molto probabilmente sì. Era davvero il Figlio di Dio? E Dio esiste? Queste ultime due domande non hanno risposta. Vale la pena porsele? Sì, ma senza aspettare una risposta. O sì o no, così, alla cieca. Ma una certezza c'è: l'uomo. Darsi da fare per l'uomo è una buona idea. Dio -ammesso ci sia- approverebbe. 

Il Crocifisso di San Pietro in Silvis - Induno Olona, Varese 

 

Giovedì Santo, Varese affranto


 





Clima mite, terreno di gioco tutto sommato accettabile, poca gente sugli spalti per il turno prepasquale del campionato di calcio di serie D, quello del Varese, che sul terreno amico affrontava oggi, Giovedì santo 2 aprile, la Valenzana, qualche punto meno del Varese in classifica. Giovedì santo senza molta gloria, e tutto sommato i rossoblu vincono con merito. Primo tempo inguardabile, ritmo lento, noia. Ad un certo punto uno scossone: prima un rigore chiesto a gran voce dalla Valenzana, e subito dopo un errore oratoriano del nostro portiere Taina, che esce maldestramente, lascia scoperta la porta, permette a Montini di segnare con una certa facilità (foto). Comprensibile la sua esultanza. E' il 24° del primo tempo. Nel secondo tempo il Varese parte più grintoso, costruisce qualche palla gol, poi la papera clamorosa del portiere ospite: buca la sfera che rotola beffarda in rete e Sattanino, di giallo vestito (foto), non può che allargare le braccia chiedendo scusa. Il Varese non molla, vuole vincere ma diamo merito alla Valenzana, perché Doria al 30° imbastisce una bella azione, un tiro di buona fattura, ed esulta (foto). I biancorossi ci mettono tanta buona volontà ma nulla più. Nessun dramma: il Vado è troppo avanti, la retrocessione è da escludere, stiamo nell'aurea mediocritas.
Forza Varese!