Perché
fare memoria del varesino Teodoro Pasquale Bianchi, classe 1911, morto il 7
marzo del 1982 a 71 anni? Perché era il proprietario del negozio di
abbigliamento Bianchi, storica bottega che si apriva sulla piazzetta dell’ex
cinema Impero, oggi MIV (foto 1)? O perché sponsor di molte attività sportive?
Queste e altre ragioni mi invogliano a tornare con poche parole e qualche
immagine sul commendator Bianchi che, come molti varesini, ci hanno lasciato e
subito sopra di loro si è accumulata la polvere della dimenticanza. Invogliato
anche dal figlio Livio, classe 1956, che dal padre ha ereditato la passione
sportiva e che mi ‘spalanca’ davanti uno scatolone di fotografie, mi metto in
cammino. Non ho molti dati, e anche Livio non è prontissimo di memoria, ma le
immagini mi aiutano. Ecco allora una bella foto fine anni Venti-inizi anni
Trenta, con Pasquale ritto in piedi fra mamma, papà, i fratelli e le sorelle
Carlotta e Maria (foto 2). E poi qualche anno dopo eccolo in moto,
probabilmente sulla via oggi Walter Marcobi, ben distinguibile in tuta bianca (foto
3).
Ul
sciur Bianchi viene su dalla gavetta, niente raccomandazioni o ricchezze di
famiglia, e parte prima della seconda guerra mondiale con una sartoria proprio
di fronte al cinema Impero. Quindi il passaggio nel palazzo sulla destra
(guardando il MIV), che è rimasto in attività sino alla fine degli anni
Novanta, gestito dopo la morte del Bianchi il 7 marzo del 1982, dal figlio
Livio e dalla moglie Pierina Caggioni (foto 4).
Livio
Bianchi non è certo il tipo che ama vantare le gesta del padre, ma mi lascia
intendere che Pasquale ha molto operato non solo per il bene del suo negozio
(ovvio) ma anche per la città di Varese, in particolare con la valorizzazione
dello sport dilettantistico, amatoriale, stampando sulle magliette intrise di
sudore la scritta Bianchi Confezioni. E allora ecco una prima immagine con una
data quasi certa: fine anni Cinquanta, con da sinistra Pasquale Bianchi, in
braccio il figlio Livio di pochi anni e sette atleti, non si sa bene di quale
sport (foto 5). Quindi certamente a far data dal morire degli anni Cinquanta il
commendator Bianchi era attivo nella sponsorizzazione, forse addirittura prima
del Giovanni Borghi che, con la sua Ignis, ha ‘inventato’ l’utilizzo della
pubblicità attraverso i campioni dello sport (si legga il bel libro di Gianni
Spartà ‘Mister Ignis’). Certo, il cumenda meneghino faceva le cose in grande,
il Bianchi un po’ meno, ma sempre di soldi investiti nello sport si tratta.
Dalle foto sappiamo che Bianchi confezioni sponsorizzò la pallacanestro, la
pallavolo e soprattutto il ciclismo, e qui le immagini davvero abbondano, anche
se non abbiamo scritte che ci aiutino nel collocare date e recuperare nomi.
Senz’altro Pasquale fu presidente (e sponsor) del Velo Club Varese ‘Luigi Ganna’,
carica che lasciò nel 1965 per sopravvenuti impegni di lavoro. Eccolo (foto 6)
con alcuni dirigenti e atleti del VC Varese ‘Ganna’, vicino a lui Sandro
Stocchetti e Giampaolo Caravati detto ‘il baffo’. E soprattutto fu anima del GS
Bianchi Confezioni, una squadra di ciclismo per senior, veterani e junior (gare
Enal e Uvi) che per molti anni si distinse nelle competizioni di queste
categorie, all’epoca molto frequentate. Ci viene in aiuto un annuario, quello
del 1974, titolo ‘A ruota libera’, che riassume l’attività agonistica del GS
Bianchi Confezioni e che così si apre: ‘Al comm…Pasquale Bianchi. In
apertura di questa raccolta di risultati e di cronache di avvenimenti sportivi
che ci vedono protagonisti, vogliamo ringraziare il nostro Presidentissimo, che
allestendo una squadra competitiva a tutti i livelli, ha reso possibili i
nostri successi. Mai come in questi anni lo abbiamo visto al seguito delle
corse, vicino agli atleti, appassionato ed entusiasta.’
Braccio
destro, naturalmente, il figlio Livio, che proprio in quegli anni ha maturato
la sua grande passione per le due ruote.
Epica
la rivalità far i due patron più noti del territorio: Pasquale Bianchi (GS
Bianchi confezioni) e Renato Berti (GS Berti, re della Valcuvia). Bortolazzo
(Bianchi) e Aiardi (Berti): che sfide. E come ci rimase male Pasquale quando
perse un Campionato italiano per pochi centimetri proprio contro un uomo della
Berti!
Il
citato annuario del 1974 è ricco di dati, fotocopie di articoli di giornale,
cronache, foto e alcuni ringraziamenti finale: a Piero Modesti (medico
sportivo), Natale Cogliati (giornalista), Achille Pavarin (meccanico), Angelo
Bianchi (detto Giulò, factotum), Remo Macchi e gli amici di Cuasso. Nella foto
7 vediamo la partenza di una gara da piazza Monte Grappa.
Interessante
anche la foto 8. Pasquale Bianchi valorizzò anche il basket femminile, fra i
primissimi a Varese. Le ragazze che vedete sono l’ossatura di quella che
diventerà la Galimberti e quindi la Ignis femminile. Riconosciamo Manzardo (7),
De Marchi (4), Rusconi (12) e Giudici (10). Nella foto 9 vediamo invece una
formazione di pallavolo, non si sa di che categoria, con a sinistra Livio e
Pasquale Bianchi.
Infine
la foto 10 ci mostra Bianchi con due rappresentanti del Gruppo Folk Bosino e la
Befana, protagonista della Befana solidale, che omaggiava ai bambini, riuniti
al cinema Impero, pacchi dono assai graditi. Ho ragione di credere che per la
realizzazione di quei pacchi molto abbia contribuito Pasquale Bianchi, così
come per altre iniziative benefiche.
Come
già scritto, il commendator Bianchi morì nel 1982 e quasi subito è sceso l’oblìo
su di lui ma è bello, molti anni dopo, ricordare questo personaggio della
nostra città carico di passione e di vitalità.
foto gentilmente concesse da Livio Bianchi