domenica 6 aprile 2025

Caducità


 

Ogni anno ci tocca osservare la stupenda caducità della primavera. Proprio in questi giorni, baciati da un sole amabile. E fra i petali più rappresentativi di quanto la bellezza sia effimera, ecco quelli della magnolia. Straordinariamente belli questi fiori, miseramente e troppo rapidamente deperiti, sostanza informe schiacciata dai nostri piedi. Bruttezza poltigliosa. 

Il termine caducità ben rappresenta la caduta dall'alto di una bellezza subito sfiorita. 

in foto: magnolie nel parco di Villa Recalcati a Varese

sabato 5 aprile 2025

La disumana intelligenza artificiale


 



Buon inizio per la Primavera della Cultura 'Premio Chiara 2025'. Ieri, sabato 5 aprile, nella sala Ambrosoli di Villa Recalcati, a Varese, è stato presentato il libro 'Umano, poco umano' (Piemme), scritto da  Giuseppe Girgenti, filosofo specializzato nella filosofia antica, specialmente greca, che è stato intervistato da Domenico Vitali, filosofo anch'egli, figlio del narratore Andrea Vitali. A fare gli onori di casa Bambi Lazzati. Sottotitolo del volume (che ha un altro autore, Mauro Crippa) è: 'Esercizi spirituali contro l'intelligenza artificiale'.
Girgenti, con grande chiarezza espositiva, ha spiegato che gli esercizi spirituali vanno intesi alla greca antica, quando la cura del corpo doveva essere completata con la cura della psiche, esercizi fisici ed esercizi spirituali. E tali esercizi sono nuovamente attuali per preservare la nostra psiche, la nostra anima dai rischi della incombente ed ingombrante intelligenza artificiale, che rispetto alla psiche umana difetta sia verso l'alto che verso il basso. Verso l'alto perché l'IA non ha coscienza di sé, non sa di sapere. Verso il basso perché non ha vita, è priva di emozioni, non prova piacere, dolore, non è libera, non ha ambizioni eccetera. E' quindi opportuno fare tesoro della sapienza degli antichi, senza lasciarsi ingannare dai bagliori della modernità. 

Amalia, la scienziata che ammalia



Da non perdere, oggi, domenica 6 aprile, a Luino. 
 

venerdì 4 aprile 2025

Umano, poco umano


Oggi, sabato 5 aprile, ha inizio la Primavera della Cultura 'Premio Chiara 2025'. Alle ore 18, a Villa Recalcati (piazza Libertà 1, a Varese) verrà presentato il libro 'Umano poco umano - Esercizi spirituali contro l'intelligenza artificiale' (Piemme). Sarà presente uno dei due autori, il filosofo Giuseppe Girgenti, che dialogherà con Domenico Vitali.

Ingresso libero. 
 

Pasquale Bianchi, varesino appassionato

                                                       foto 1

                                            foto 2
                                            foto 3
                                            foto 4
                                            foto 5
                                            foto 6
                                            foto 7
                                            foto 8
                                            foto 9
                                            foto 10

Perché fare memoria del varesino Teodoro Pasquale Bianchi, classe 1911, morto il 7 marzo del 1982 a 71 anni? Perché era il proprietario del negozio di abbigliamento Bianchi, storica bottega che si apriva sulla piazzetta dell’ex cinema Impero, oggi MIV (foto 1)? O perché sponsor di molte attività sportive? Queste e altre ragioni mi invogliano a tornare con poche parole e qualche immagine sul commendator Bianchi che, come molti varesini, ci hanno lasciato e subito sopra di loro si è accumulata la polvere della dimenticanza. Invogliato anche dal figlio Livio, classe 1956, che dal padre ha ereditato la passione sportiva e che mi ‘spalanca’ davanti uno scatolone di fotografie, mi metto in cammino. Non ho molti dati, e anche Livio non è prontissimo di memoria, ma le immagini mi aiutano. Ecco allora una bella foto fine anni Venti-inizi anni Trenta, con Pasquale ritto in piedi fra mamma, papà, i fratelli e le sorelle Carlotta e Maria (foto 2). E poi qualche anno dopo eccolo in moto, probabilmente sulla via oggi Walter Marcobi, ben distinguibile in tuta bianca (foto 3).

Ul sciur Bianchi viene su dalla gavetta, niente raccomandazioni o ricchezze di famiglia, e parte prima della seconda guerra mondiale con una sartoria proprio di fronte al cinema Impero. Quindi il passaggio nel palazzo sulla destra (guardando il MIV), che è rimasto in attività sino alla fine degli anni Novanta, gestito dopo la morte del Bianchi il 7 marzo del 1982, dal figlio Livio e dalla moglie Pierina Caggioni (foto 4).

Livio Bianchi non è certo il tipo che ama vantare le gesta del padre, ma mi lascia intendere che Pasquale ha molto operato non solo per il bene del suo negozio (ovvio) ma anche per la città di Varese, in particolare con la valorizzazione dello sport dilettantistico, amatoriale, stampando sulle magliette intrise di sudore la scritta Bianchi Confezioni. E allora ecco una prima immagine con una data quasi certa: fine anni Cinquanta, con da sinistra Pasquale Bianchi, in braccio il figlio Livio di pochi anni e sette atleti, non si sa bene di quale sport (foto 5). Quindi certamente a far data dal morire degli anni Cinquanta il commendator Bianchi era attivo nella sponsorizzazione, forse addirittura prima del Giovanni Borghi che, con la sua Ignis, ha ‘inventato’ l’utilizzo della pubblicità attraverso i campioni dello sport (si legga il bel libro di Gianni Spartà ‘Mister Ignis’). Certo, il cumenda meneghino faceva le cose in grande, il Bianchi un po’ meno, ma sempre di soldi investiti nello sport si tratta. Dalle foto sappiamo che Bianchi confezioni sponsorizzò la pallacanestro, la pallavolo e soprattutto il ciclismo, e qui le immagini davvero abbondano, anche se non abbiamo scritte che ci aiutino nel collocare date e recuperare nomi. Senz’altro Pasquale fu presidente (e sponsor) del Velo Club Varese ‘Luigi Ganna’, carica che lasciò nel 1965 per sopravvenuti impegni di lavoro. Eccolo (foto 6) con alcuni dirigenti e atleti del VC Varese ‘Ganna’, vicino a lui Sandro Stocchetti e Giampaolo Caravati detto ‘il baffo’. E soprattutto fu anima del GS Bianchi Confezioni, una squadra di ciclismo per senior, veterani e junior (gare Enal e Uvi) che per molti anni si distinse nelle competizioni di queste categorie, all’epoca molto frequentate. Ci viene in aiuto un annuario, quello del 1974, titolo ‘A ruota libera’, che riassume l’attività agonistica del GS Bianchi Confezioni e che così si apre: ‘Al comm…Pasquale Bianchi. In apertura di questa raccolta di risultati e di cronache di avvenimenti sportivi che ci vedono protagonisti, vogliamo ringraziare il nostro Presidentissimo, che allestendo una squadra competitiva a tutti i livelli, ha reso possibili i nostri successi. Mai come in questi anni lo abbiamo visto al seguito delle corse, vicino agli atleti, appassionato ed entusiasta.’

Braccio destro, naturalmente, il figlio Livio, che proprio in quegli anni ha maturato la sua grande passione per le due ruote.

Epica la rivalità far i due patron più noti del territorio: Pasquale Bianchi (GS Bianchi confezioni) e Renato Berti (GS Berti, re della Valcuvia). Bortolazzo (Bianchi) e Aiardi (Berti): che sfide. E come ci rimase male Pasquale quando perse un Campionato italiano per pochi centimetri proprio contro un uomo della Berti!

Il citato annuario del 1974 è ricco di dati, fotocopie di articoli di giornale, cronache, foto e alcuni ringraziamenti finale: a Piero Modesti (medico sportivo), Natale Cogliati (giornalista), Achille Pavarin (meccanico), Angelo Bianchi (detto Giulò, factotum), Remo Macchi e gli amici di Cuasso. Nella foto 7 vediamo la partenza di una gara da piazza Monte Grappa.

Interessante anche la foto 8. Pasquale Bianchi valorizzò anche il basket femminile, fra i primissimi a Varese. Le ragazze che vedete sono l’ossatura di quella che diventerà la Galimberti e quindi la Ignis femminile. Riconosciamo Manzardo (7), De Marchi (4), Rusconi (12) e Giudici (10). Nella foto 9 vediamo invece una formazione di pallavolo, non si sa di che categoria, con a sinistra Livio e Pasquale Bianchi.

Infine la foto 10 ci mostra Bianchi con due rappresentanti del Gruppo Folk Bosino e la Befana, protagonista della Befana solidale, che omaggiava ai bambini, riuniti al cinema Impero, pacchi dono assai graditi. Ho ragione di credere che per la realizzazione di quei pacchi molto abbia contribuito Pasquale Bianchi, così come per altre iniziative benefiche.

Come già scritto, il commendator Bianchi morì nel 1982 e quasi subito è sceso l’oblìo su di lui ma è bello, molti anni dopo, ricordare questo personaggio della nostra città carico di passione e di vitalità.

foto gentilmente concesse da Livio Bianchi 




    


                      


 

giovedì 3 aprile 2025

Arnaldo Bianchi, poeta pensionato

 


Che fine ha fatto il poeta varesino Arnaldo Bianchi? Per solito lo si incontrava - essendo il suo luogo di lavoro - alla civica biblioteca varesina, ma da tempo è in pensione, quindi non è più possibile dialogare con lui, di libri e di poesia, in via Sacco. E allora può servire anche questo blog per avere le ultime notizie sull'autore di numerose raccolte poetiche, ultima in ordine di tempo 'Transiti solitari', uscita nel 2023. Arnaldo Bianchi, appartato e poco incline a mettersi in mostra, non è certo inoperoso, dedica naturalmente molto tempo alla lettura e alla scrittura, quindi dobbiamo attenderci un altro volume fra qualche anno. Bianchi legge molta narrativa, in particolare narrativa giapponese, il suo amato Murakami e altri, ma abbiamo notato che si è concesso un ritorno al romanzo italiano, forse perché si tratta di un autore varesino, belfortese come lui, anche se dal 1981 manca dal viale Belforte, essendo salito ai piedi del Sacro Monte.  

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