martedì 22 settembre 2026

Lasciate che i baskettari vengano a me


 

‘Tant zùcc tant cràpp!’ (tante zucche, tante teste) direbbe don Umberto Zerbi. Ci sono preti alla San Giovanni Bosco (lasciate che i bambini vengano a me) e altri che quando un bimbo disturba l’omelia, dentro, si innervosiscono. Ci sono persone mature che, quando sentono le urla di bimbi che giocano, si commuovono e ringraziano perché la vita va avanti, ed altre che (saranno forse invidiose?) fanno il broncio e mettono i puntini sulle i. Il mondo è bello perché è vario, ma a volte certe varietà creano polemiche. Una discussione varesina è nata a seguito di un torneo di basket organizzato dalla VBS (Varese Basket School), che ha utilizzato piazza San Vittore domenica 20 settembre. La piazza è del Comune di Varese, permesso regolare, concesso per l’intera giornata.  Che succede? Che in mattinata vengono celebrate tre Messe in basilica, il prevosto durante la celebrazione chiede scusa ai fedeli, se rumori inopportuni disturbano il sacro rito. Certamente i genitori in piazza fanno il tifo, i ragazzini non stanno muti, c’è il microfono di chi organizza le partite. Senz’altro qualche rumore passerà. Il giorno appresso l’organista rincara la dose, forte il disturbo, in particolare durante la Messa delle 11.30, particolarmente solenne per un anniversario. L’assessore alla partita (colui che ha dato il permesso) si difende (stando ad un articolo apparso su La Prealpina online), avrebbe dato il consenso a condizione che le partite venissero sospese durante le Messe. Una mamma, che aveva il figlio in campo e che è stata alla Messa delle 11.30, garantisce che faceva più rumore il suono delle campane che quello proveniente dal torneo. Tale mamma scrive una lettera a La Prealpina, che rimarca fra l’altro il valore socializzante dello sport. Stiamo ora a vedere se i responsabili della VBS risponderanno, se altri genitori interverranno, se il dibattito (meglio non chiamarla polemica) lieviterà, regalando utili considerazioni.

Io faccio parte di chi si commuove quando sente i bimbi giocare. Conosco la VBS, i valori che ci stanno dietro, attenti al rispetto delle regole e alla pacifica convivenza. Passando di lì la scorsa domenica ho anche scattato delle foto, perché era bello ciò che vedevo. Mi piace il profumo dell’incenso, ma forse ancor più quello del sudore di chi, giocando, si diverte. Non do ragione a nessuno, perché i fatti vanno conosciuti bene prima di dare giudizi. Mi mancano un po’ di elementi. Poiché simpatizzo per San Giovanni Bosco, so cosa avrebbe pensato lui.  

lunedì 21 settembre 2026

Auguri a Valentina e Umberto


 

Felice anniversario di nozze a Valentina e Umberto.

Lepre e Paolo di Maria Chiara Mannucci


 

Conoscevo Maria Chiara Mannucci come disegnatrice, non come autrice. E in effetti ‘Lepre e Paolo’ (Le Piste edizioni) è il primo libro dove unisce disegni e testo. Un libro (adatto per lettori dai 6 anni in su) che definirei delicato. Si tratta di pagine essenzialmente illustrate, grandi tavole dal tratto leggero e dai colori tenui, dove dominano le tonalità dei verdi, dei grigi, dei marroni, degli ocra. Le parole, misurate, essenziali, narrano la vicenda di Paolo, di Adele e di una lepre di nome Lepre, dove l’aria aperta, la natura con i suoi messaggi, il silenzio e la semplicità sono elementi importanti. In quarta di copertina si legge in sintesi: ‘Una storia sulla dolcezza di aiutare e di accettarsi, crescendo insieme’. In definitiva, abbiamo qui una delicata storia d’amore. 

Si legge nel sito della Casa Editrice: ‘Il volume mette al centro la pazienza, l’accettazione di sé, la solidarietà, l’ascolto. Le immagini, ad acquerello, sono deliziose, riposanti, ricche di sfumature narrative che ci fanno soffermare sui vari aspetti della storia di Paolo, della lepre che egli trova e salva, e di Adele, la fanciulla che riunisce il tutto con saggezza. Adatto a mamme e bambini, insegnanti, bibliotecarie, e a tutti quanti lavorano con e per l’infanzia.’

Il libro verrà presentato sabato 26 settembre, ore 10,30, presso la Libreria degli Asinelli in piazza Repubblica 5 (cortile interno) a Varese.

Inizio modulo

 

Auguri, Tadej


 

Felice compleanno al grandissimo ciclista Tadej Pogacar, nato il 21 settembre del 1998 a Komenda (Slovenia). Non sto qui ad elencare i suoi successi, la sua classe, la sua simpatia. Per quanto mi riguarda, solo Eddy Merckx può essere paragonato a lui. Spero che la brutta caduta, la clavicola rotta in 5 punti, gli altri guai non intacchino la macchina perfetta che la natura gli ha regalato, e che lui ha coltivato con dedizione, grinta e volontà ferrea. Spero posso prendersi anche la Vuelta (che aveva già vinto in questo 2026), il sesto Tour, altre maglie iridate eccetera, ma so che non sarà facile. Scendere a 100 all'ora in discesa con un fisico già provato, con la paura di un'altra caduta, richiederà il coraggio dei campionissimi. Lui lo è, quindi ci conto. Si sarà capito che sono un grande tifoso di Tadej: in effetti è così. Buon compleanno!   

domenica 20 settembre 2026

Il basket e il campanile


 





VBS sta per Varese Basket School, ma potrebbero essere le iniziale anche di San Vittore Basket, dato che ieri, domenica 20 settembre, si è disputato un torneo di basket proprio in piazza San Vittore, all'ombra del campanile del Bernascone (e anche sui campetti di Casbeno) organizzato proprio dalla VBS di Martino Rovera e Marco Passera. Il binomio basket-campanile non è certo (soprattutto per Varese) una novità, viste le esperienze di sport oratoriano, e per stare in centro città quella della Robur et Fides, ma giocare proprio sulla piazza più religiosa di Varese è un onore, un piacere e uno spettacolo per le centinaia di ragazzi, genitori, allenatori, nonni che ieri, dentro una splendida giornata di sole, hanno dato vita a momenti indimenticabili. Complimenti agli organizzatori, a chi si dà da fare per propiziare simili eventi sportivi.

OJM Varese-Maxima Roma: 99 a 105

 







Una sconfitta che non brucia, perché risultato di una partita amichevole, sebbene di lusso, partita vera, l'ultima precampionato giocata ieri sera al Palazzetto varesino dalla OJM Varese versione 2026/2027 contro la Maxima Roma..che ha dato il massimo, come noi del resto. Impegno dal primo all'ultimo minuto, partita tirata e, soprattutto, buone impressioni per la pallacanestro Varese, che molto ha investito in nuovi acquisti, e molto si aspetta. A conti fatti direi una buona impressione, in vista di una stagione che vedrà Varese impegnata anche in Europa. Primo quarto equilibrato, con Alviti che dimostra subito di avere la tripla calda (due di fila), e Roma che mette paura con il gigante Bilan e l'immarcabile Holiday (foto). Finisce 25-22 per noi. Sempre leggermente avanti noi anche a metà partita, con le triple che sono la conclusione preferita da una parte e dall'altra: ancora Alviti, 3x3 da parte del nuovo acquisto Hale (foto), una anche il nuovo Ikangi (foto), il gioiellino Della Valle (foto) tenuto spesso in panchina. Si va al riposo lungo: 54-51 per noi. Il terzo quarto vede il massimo vantaggio per Varese (63-53) che dura poco, Roma si fa subito sotto con il solito Alibegovic, bella schiacciata di Duke jr. (foto), primo sorpasso di Roma (69-70), infine 79-78. Iniziamo bene il quarto quarto (87-82) ma è Roma a dimostrare maggior concretezza nel finale, Alib non perdona, la Maxima scappa e non la riprendiamo più, anche se a 36 secondi dalla fine un eroico tuffo di Ikangi, con recupero palla, potrebbe ancora permettere un riaggancio, che non arriva. Finale: 99-105.
Avrò modo di parlare di volta in volta dei nuovi acquisti, perché a parte Alviti, Renfro, Librizzi, Ladurner e Villa, tutti gli altri giocatori sono una novità per il nostro palazzetto. Per ora concentrazione alla prossima, che sarà la prima di Campionato, a Varese, contro la Virtus Bologna: forza Varese! 

Il sultano Anquetil e la bionda Janine


 




Tutti conoscono la travagliata storia d'amore del campionissimo Fausto Coppi e della dama bianca, ma ben pochi sanno che l'altrettanto divo del pedale, Jaques Anquetil, il 'Coppi' transalpino (5 Tour de France, il primo dopo Coppi a vincere Tour e Giro d'Italia nello stesso anno, la tripletta Giro+Tour+Vuelta eccetera) ebbe una storia d'amore ancor più romanzesca e appassionante. Ci ha pensato Beppe Conti a tappare il buco con il suo libro 'Jaques Anquetil, il sultano' (Minerva editore), presentato ieri a Gavirate. Per i non addetti ai lavori, Beppe Conti è fra i massimi giornalisti e scrittori specializzati in ciclismo: segue questo sport tremendo e affascinante da 50 anni, ha fatto cronaca a ben 48 Giri d'Italia, ha pubblicato una cinquantina di libri, volto noto televisivo, informato come pochi anche sui retroscena, insomma, un nome una garanzia di passione, competenza e serietà. Ad intervistarlo nella bella sala comunale del comune rivierasco Paolo Costa, a sua volta grande esperto di ciclismo, giornalista e scrittore varesino con al suo attivo diversi libri, ma non su Jaques, il bel francesino dalla pedalata elegante, che ha fatto appassionare migliaia di tifosi, e sognare in languide visioni moltissime donne. E fra queste Janine, la francesina dai capelli colore del grano maturo, che è stata per Jaques una presenza determinante. Conti assicura che qui la realtà supera la fantasia, che nulla di ciò che ha scritto è invenzione, anche se il tutto appare inverosimile. Leggere per credere.