1 novembre: il paradiso coi suoi Santi.
Pensieri & Parole Tre
sabato 31 ottobre 2026
Salone Oratorio di Velate
Non è la prima volta che presento un mio libro nella bella sala dell'oratorio di Velate, in piazza Santo Stefano, di fianco alla chiesa. L'ultima volta risale al 18 settembre 2021 (foto), per il romanzo Sassolungo. Era il tempo delle mascherine e del distanziamento. Domenica prossima 8 novembre, ore 15, staremo tutti più vicini.
'Una piccola cosa proibita' di Andrea Fazioli
Ogni tre o quattro anni
Elia Contini, investigatore privato un
po’ flemmatico un po’ sveglio, amante del silenzio e dei boschi, si rianima dal
torpore e dalla routine e si impegna alla soluzione di un nuovo caso. E in
effetti l’ultima sua avventura, ‘Le strade oscure’, porta la data del 2022.
Quattro anni sono passati, è tempo di agire, quindi Contini si mette all’opera.
Che sarebbe come dire che il suo inventore, lo scrittore ticinese Andrea
Fazioli, deposita sugli scaffali delle librerie il suo nuovo romanzo noir.
Eccolo qui, trecento pagine di suspance. Titolo: ‘Una piccola cosa proibita’
(Guanda Noir), sì, perché la tentazione di lasciarsi andare a una piccola cosa
proibita può generare conseguenze fatali. Faccio tesoro di quanto scritto sull’aletta
di copertina, perché sulla trama di questo genere di romanzi si può dire ben
poco, e ciò che è scritto lì è senz’altro ben scritto, e non rivela più di
tanto. Ma per guadagnarmi la pagnotta qualcosa di mio dovrò pur scrivere,
quindi dico ciò. Anzitutto consiglio all’autore di mettere una legenda all’inizio,
con i personaggi, perché sono davvero tanti, a volte si inseriscono a sorpresa,
come una volpe che caccia fuori il muso all’improvviso (visto che Contini ama i
boschi e le volpi). Lo dico soprattutto a favore dei lettori anziani come me, perché
i giovani dalla mente fresca, che sa trattenere i nomi e non li fa scivolar via
come sulla cera, non avranno problemi. Fatta la ramanzina, per il resto ho
trovato un affinamento nella già buona prosa di Fazioli, e un intreccio
narrativo ben costruito. Da amante della bici ho apprezzato che una delle protagoniste
utilizzi le due ruote come antidepressivo e antistress. Amo i capitoli brevi, e
ne fa largo uso lo scrittore, conosciuto anche a Varese perché molto attivo nel
Premio Chiara. Fazioli ha già regalato molto lavoro al suo Contini, che troviamo
in numerosi romanzi. Classe 1978, figlio d’arte, nato, cresciuto e residente a
Bellinzona, oltre che come romanziere, Andrea Fazioli si guadagna da vivere
come giornalista e conduttore per la Radiotelevisione Svizzera (RSI). E ora
ecco la trama: ‘Un circolo di lettura, una libreria fuori mano e un concorso
di haiku dall’apparenza innocente. Eppure, proprio queste brevi poesie sembrano
nascondere la chiave di un feroce omicidio avvenuto nella Svizzera italiana. Il
corpo di un uomo, un importante avvocato di Milano, è stato rinvenuto davanti
all’ingresso di un’antica miniera. A condurre le indagini arriva proprio da
Milano l’ispettrice Anna Scovalupi, che si trova a confrontarsi con la cauta
macchina giudiziaria elvetica e a collaborare con l’investigatore Elia Contini.
Lei, appassionata ciclista, percorre strade ignote e scopre un paese meno
quieto del previsto. Lui, più a suo agio fra boschi e montagne che tra le
persone, è coinvolto nella caccia a quello che si rivelerà un assassino
seriale. Mentre la polizia segue piste che conducono ai lati più oscuri della
finanza fra Svizzera e Italia, un giovane libraio continua a ricevere anonimi
haiku che sembrano anticipare ogni sviluppo delle indagini…’
E tanto per darvi l’idea,
ecco l’incipit del cap 26: ‘Qualche minuto prima una forsizia, all’ingresso di
Novaggio, fingeva che fosse primavera. Ha messo su dei fiori di un giallo poco
convinto, e fra i rami ci sono piccoli fagotti di piume e freddo: pettirossi e
fringuelli che aspettano le ore più calde, se mai arriveranno…’
Fazioli presenterà il suo
nuovo libro il 6 novembre (ore 18,
Venegono Superiore, Sala Consiliare, piazza Mauceri 12) e l’11 dicembre (ore
18, Varese, Sala Montanari, via dei Bersaglieri 1).
'Non muore neanche se lo ammazzano' di Riccardo Prando
Riccardo Prando,
giornalista e narratore varesino, è finalmente riuscito a regalare al suo amato
Giovannino un’invenzione letteraria meritevole di attenzione. Giovannino è
Guareschi, e l’opera in questione è la pièce teatrale ‘Non muore neanche
se lo ammazzano’ (concreo edizioni), freschissima di stampa. In attesa che il
lavoro di quello che si può ormai definire un drammaturgo varesino arrivi a
teatro (già Prando si è fatto notare per ‘Il traditore, il soldato, la
peccatrice’), abbiamo un testo che merita di essere gustato anche in forma
cartacea, da subito. Si legge in quarta di copertina: ‘Vita breve, ma
significativa e senza alcun finale, di Giovannino Guareschi, lo scrittore
italiano più tradotto al mondo, che riteniamo approvata in quanto da lui stesso
scritta o piuttosto romanzata e da noi soltanto portata a teatro con qualche
innocua, ma decisiva aggiunta di contorno pensata in occasione degli 80 anni
dalla nascita del suo Mondo Piccolo’.
Arricchito da una
prefazione di Alberto Guareschi (figlio di Giovannino), completato da una
postfazione di Prando, il copione vede come attori protagonisti Giovannino, la moglie Margherita-Ennia, due
giornalisti, un lettore e una voce fuori campo. L’attor primo, il protagonista
è Guareschi, che si racconta, e l’autore della sceneggiatura utilizza una prosa
che davvero ricorda quella di Giovannino. Del resto è noto l’amore di Prando
per lo scrittore emiliano, del quale condivide praticamente tutto, dal suo
essere cristiano al suo essere monarchico, dalla idiosincrasia per ogni forma
di obbedienza cieca, di idealismo preconcetto all’amore per la libertà, che
deve dar conto solo alla coscienza. Parla Giovannino e non può che raccontare l’avventura
straordinaria del prete don Camillo, del sindaco Peppone e del Crocifisso
parlante, sì, quel Cristo dialogante che il recente sceneggiato televisivo ha
clamorosamente dimenticato. Mi piace proporre qui alcuni passaggi della
prefazione di Alberto Guareschi: ‘I personaggi di don Camillo e Peppone sono
nati sul settimanale Candido alla vigilia di Natale del 1946, un anno dopo il
rientro del loro autore, mio padre, dai lager tedeschi…Riccardo Prando rende
loro, e al loro inventore, questo bellissimo omaggio e lascia concludere la sua
opera a mio padre: - Sono più vivo oggi di quando ero vivo ieri perché Peppone,
don Camillo, il Cristo Crocifisso e tutto il resto della mercanzia che si fa
spaccare il cervello dal sole della Bassa o compare d’improvviso fra la nebbia
del Po che si taglia col coltello, sono continuamente amati ai quattro angoli
della Terra e alla faccia dei critici letterari con la puzza sotto il naso. Per
questo la mia storia, come le storie di Mondo piccolo, del Corrierino delle
Famiglie e di tutto il resto, non finisce mai, il che è bello e istruttivo –’
La chitarra di Guido
Come mia abitudine, non mancherà la musica domenica 8 novembre (ore 15, sala oratorio di Velate), in occasione della presentazione del mio libro 'Anatomia di uno scrittore'. Gli ultimi 15 minuti dell'incontro saranno riservati a Guido Zanzi, talentuoso chitarrista varesino. Un motivo in più per salire a Velate.
venerdì 30 ottobre 2026
Torna il Poeta Bosino
Torna
il Poeta Bosino, concorso di poesia dialettale organizzato dalla Famiglia
Bosina. Le modalità di partecipazione di trovano sul sito della Famiglia (www.famigliabosina.it), quindi invito
gli interessati a visionarlo. Per parte mia dico solo che parteciperò alla
competizione, come ho sempre fatto (con alterne fortune) dai primi anni
Novanta. Invito a seguire il mio esempio. Non è necessario essere Speri della
Chiesa Jemoli o Natale Gorini, basta avere un animo poetico e conoscere il
nostro bel dialetto. Capisco che per i giovani tale lingua prealpina è arabo, e
non è neppure colpa loro se non la conoscono. Mi rivolgo quindi a chi di anni
ne ha sommati un certo numero, sempre sperando che qualche mosca bianca voli
anche dalle parti di piazza Canonica, nuova sede della Famiglia Bosina. Avete
tempo sino al 14 dicembre. La premiazione durante la Festa du ra Giöbia, ultimo
giovedì di gennaio 2027. Buona scrittura! In foto Enrico Tediosi, poeta bosino 2025.

