‘Tant zùcc tant cràpp!’
(tante zucche, tante teste) direbbe don Umberto Zerbi. Ci sono preti alla San
Giovanni Bosco (lasciate che i bambini vengano a me) e altri che quando un
bimbo disturba l’omelia, dentro, si innervosiscono. Ci sono persone mature che,
quando sentono le urla di bimbi che giocano, si commuovono e ringraziano perché
la vita va avanti, ed altre che (saranno forse invidiose?) fanno il broncio e
mettono i puntini sulle i. Il mondo è bello perché è vario, ma a volte
certe varietà creano polemiche. Una discussione varesina è nata a seguito di un
torneo di basket organizzato dalla VBS (Varese Basket School), che ha
utilizzato piazza San Vittore domenica 20 settembre. La piazza è del Comune di
Varese, permesso regolare, concesso per l’intera giornata. Che succede? Che in mattinata vengono
celebrate tre Messe in basilica, il prevosto durante la celebrazione chiede
scusa ai fedeli, se rumori inopportuni disturbano il sacro rito. Certamente i
genitori in piazza fanno il tifo, i ragazzini non stanno muti, c’è il microfono
di chi organizza le partite. Senz’altro qualche rumore passerà. Il giorno
appresso l’organista rincara la dose, forte il disturbo, in particolare durante
la Messa delle 11.30, particolarmente solenne per un anniversario. L’assessore alla
partita (colui che ha dato il permesso) si difende (stando ad un articolo
apparso su La Prealpina online), avrebbe dato il consenso a condizione che le
partite venissero sospese durante le Messe. Una mamma, che aveva il figlio in
campo e che è stata alla Messa delle 11.30, garantisce che faceva più rumore il
suono delle campane che quello proveniente dal torneo. Tale mamma scrive una
lettera a La Prealpina, che rimarca fra l’altro il valore socializzante dello
sport. Stiamo ora a vedere se i responsabili della VBS risponderanno, se altri
genitori interverranno, se il dibattito (meglio non chiamarla polemica)
lieviterà, regalando utili considerazioni.
Io faccio parte di chi si
commuove quando sente i bimbi giocare. Conosco la VBS, i valori che ci stanno
dietro, attenti al rispetto delle regole e alla pacifica convivenza. Passando
di lì la scorsa domenica ho anche scattato delle foto, perché era bello ciò che
vedevo. Mi piace il profumo dell’incenso, ma forse ancor più quello del sudore
di chi, giocando, si diverte. Non do ragione a nessuno, perché i fatti vanno
conosciuti bene prima di dare giudizi. Mi mancano un po’ di elementi. Poiché
simpatizzo per San Giovanni Bosco, so cosa avrebbe pensato lui.



