La
Fondazione La Casa di Varese (Consultorio familiare, Centro Famiglia, ambulatorio
privato Apes) è in festa per i sessant’anni di vita. Alla fine degli anni
Sessanta, se si chiedeva ai varesini cosa fosse questa Casa, rispondevano: ‘Lo
so, ci sono andato: i corsi prematrimoniali’. Già allora non era solo i corsi prenozze,
ma dall’intuizione del prevosto Mons. Enrico Manfredini ad oggi il viaggio è
stato lungo, a volte tortuoso, reso possibile da sacerdoti e laici con il bene
della famiglia nel cuore (non possiamo non citare almeno don Pino Gamalero).
Cosa è diventato oggi La Casa di allora, una Fondazione con direttore Giuseppe
Tarantino e con presidente don Marco Paleari, lo dicono i numeri. Nel 2025 la
Fondazione ha raggiunto 3.884 persone, erogando 16.397 prestazioni. I percorsi
di educazione all’affettività nelle scuole e negli oratori hanno coinvolto
5.323 destinatari, tra alunni, insegnanti e genitori.
La
festa per i sei decenni di vita ha avuto un momento iniziale lo scorso 6 marzo,
con una Via Crucis presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini, e avrà un atto
conclusivo sabato 7 novembre, con un convegno dal titolo: ‘Famiglie: fili, nodi
e nuove trame.’
“Non
abbiamo voluto autocelebrarci” dice il dottor Tarantino, “ma proporre una
mattina di studio.” Nulla si improvvisa, la società cambia e occorre rispondere
ai nuovi bisogni. “La qualità dei servizi dipende dalle persone, dalla loro
professionalità e dalla capacità di lavorare insieme” dice Tarantino. “Oggi è
fondamentale raggiungere le persone nei contesti in cui vivono, costruendo reti
capaci di rispondere ai bisogni emergenti.”
Il
convegno del 7 novembre (dalle 9 alle 13.30 a Villa Cagnola di Gazzada)
affronterà i seguenti temi: ‘I Centri per la famiglia come nodo d’integrazione:
sfide e buone pratiche’ (Matteo Moscatelli); ‘Famiglie tra generazioni: ruoli
che cambiano, agency relazionale e possibilità di fiorire’ (Elisabetta Carrà): ‘La
famiglia e la polis: i destini del simbolico nella contemporaneità’ (Federica
Facchin). I tre relatori sono docenti all’Università Cattolica; con loro
modererà gli interventi Emanuela Saita.
Nella conferenza stampa di presentazione del Convegno, il presidente don Marco Paleari ha parlato di due dimensioni: il servizio alla persona, alla famiglia, alla comunità deve durare nel tempo, non basta l’attimo, e per accompagnare occorre rinnovamento, un rinnovamento che non è un tornare indietro, alle sicurezze passate, a cioè che è solido, ma un’uscita, un andare incontro alle persone. Dell’importanza del terzo settore ha parlato anche Roberto Molinari, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Varese.
Tutte le informazioni si possono trovare sul sito della Fondazione: www.lacasadivarese.it, su @fondazionelacasadivarese, sulle pagine fb e instagram.

