mercoledì 8 luglio 2026

Respiro


 

RESPIRO

 

Respiro la città che dorme nel mattino,

le storie nel silenzio raccontano di pace,

i primi fari accesi nel buio che riluce,

un uomo corre lento, un passero, un gattino.

 

Respiro la mia vita di nuovo alla partenza,

grato perché c’è un Dio, la fede, una preghiera.

Non sarà vero nulla? Chissà, verrà la sera

quando di quel Signore vedrò la vera essenza.

 

Respiro ed è già molto, respiro e trovo il tutto,

precario, in equilibrio fra il baratro e la cima

mentre la mia città si sveglia come prima,

stanca o felice, tra un saggio e un farabutto.

 

 

9 novembre 2018

martedì 7 luglio 2026

Neve


 

Neve


La neve succhia all’aria i suoi veleni

ma resta bianca, per miracolo divino,

chiede spazio alle cose e in un inchino

delicata s’appoggia e tu rinvieni.

 

15 marzo 2019


può bastare il ricordo per rinfrescarsi un po', in questa calura che prosciuga energie

Sara alla Capanna Margherita




 

Complimenti alla mia amica Sara Bianchi che ieri, lunedì 6 luglio, era capocordata per l’ascesa alla Capanna Margherita. Ecco la sua cronaca in sintesi:

“Ieri abbiamo ri-conquistato Capanna Margherita (Punta Gnifetti)..ho avuto il piacere di guidare la cordata, al centro c’era Elisa (prima esperienza coi ramponi), che sognava da sempre la capanna ☺️..con noi Davide, Luca e Giordano (anche lui alla sua prima volta in Margherita)..a parte un freddo incredibile la salita è stata molto bella e semplice, anche se il ghiacciaio è quasi irriconoscibile..sotto la Parrot si è staccato un pezzo di seracco che ora invade la vecchia traccia..la salita al Col del Lys è una specie di salto agli ostacoli per evitare i crepacci che sono grandi e con ponti sottilissimi..ogni tanto sentivamo dei boati inquietanti ed erano i Lyskam che scaricavano dal versante svizzero..insomma, un Rosa che raramente si vede così concio a fine agosto, figuriamoci a inizio luglio..è molto triste essere su e fare fatica a riconoscere un paesaggio che negli anni è diventato una seconda casa..comunque bellissima ascesa con un gruppo fantastico..tante risate e una bella prova per chi non era mai stato in cordata.”

lunedì 6 luglio 2026

Prospettiva


 

PROSPETTIVA

 

Sereno licenzierò la gran fatica

di dare un senso all’alba, uno al tramonto;

finalmente la notte sarà amica

né dovrò giustificare il mio racconto.

 

Se ne andranno mali fisici e morali,

nessun sospetto d’essere un fallito,

seguiranno giorni quieti sempre uguali,

niente obbligo d’essermi pentito.

 

Se qui c’è guerra, là ci sarà pace,

persino il nulla, pur di non brigare;

meglio quel luogo dove tutto tace

e se c’è un Dio, sarà facile amare.

 

9 febbraio 2019

domenica 5 luglio 2026

Auguri, Mock


 Felice compleanno a mio fratello Marco.

Nicoletta Magnani, artista multimodale


 





Ogni volta che incontro le opere di Nicoletta Magnani, artista multimodale, mi dico: “Ecco un talento che non è valorizzato abbastanza, che non è conosciuto abbastanza.” E aggiungo: “Ma è giovane, ha tempo davanti.” E così me lo sono detto anche ieri pomeriggio, al vernissage della sua personale in Sala Veratti a Varese; una prima inaugurazione, che ha puntato soprattutto sulla Magnani scrittrice di brevi testi in prosa poetica, che accompagnano le sue opere pittoriche, capolavori realizzati per lo più con penne a sfera su fondo di tempera acrilica. Perché Nicoletta una sola volta ha provato la pittura ad olio, a 16 anni, nel 1988, e quel quadro è presente, ad aprire la fila dei suoi lavori (foto). Ha capito che l’olio non faceva per lei, e la sua mano talentuosa ha impugnato la matita. Il designer Giovanni Anceschi l’ha definita ‘artista multimodale’: come dargli torto? La Magnani scrive, disegna, recita, canta, suona, vive d’arte nel senso che è artista in ogni cellula del suo sottilissimo corpo, e vive d’arte perché non svolge altra professione che non sia legata a questa sua impellenza vitale. Ecco allora che Nicoletta merita doppiamente di essere conosciuta. L’occasione? Il secondo vernissage, sabato 11 luglio, ore 18, Sala Veratti in via Veratti 20, a Varese. Parlerà di Nicoletta Lara Treppiede. E poi ci sarà tempo sino al 25 luglio, ma solo il fine settimana (venerdì e domenica al pomeriggio, sabato mattina e pomeriggio).

Questa personale antologica si avvale del supporto del Comune di Varese e del Circolo degli Artisti. Titolo: ‘Ho visto un cratere nel sole dopo mille miglia di luce della luna’.


In paradis

                                                             Cristo Risorto: basilica di San Vittore a Varese

 

In paradis

 

Marì e miée, mort insema un dì dre l’alter,

sa trövan bei cuntent in paradis.

“L’è giüsta inscì” al dis l’òmm a la so dona.

“A semm cuscrìtt” e slarga ‘n bel suris.

 

“Verament sètt da magg e mi da utùbar”

fa la miée, bela e prunta a lamentàss.

“Sunt cun ti ma via, l’ann l’è pö l’istèss”

e i düü mort fan la mosa da basàss.

 

In chela, ciav in man, riva San Pèdar:

“Spusìtt dra Lumbardia, ben rivà!

Si stai premià par la vostra fedeltà

ma va specia rispùnd a ‘na dumànda.

 

Preferì avegh cuntèza di altarìtt

o certi ròbb a l’è mej lasai scundü?”

I do anim, catà sü a la spruvista

fann la facia da chi sa sent perdü.

 

Taca l’omm: “Fuss par mi, sunt bianc me’l lacc,

ma i donn la fann grosa par nagòtt.”

E la miée: “La Madona ma perdona,

a l’è mej lasà perd i dì perdü.”

 

Rid ul Sant: “L’è ‘n sfulcìtt, tranquil, bagaj,

ma v’avisi, chi sa fann no munelàd,

parché in cas da pecà va disi -Ai, ai,

saltan föra i robb vecc, e alura hinn guai.”

 

“San Pedar benedètt, l’è mej l’Islàm”

al diss ‘l’omm, c’ha sentì chela cundàna.

“Prumètan donn a mazz dumà par ti,

e cun bundanza sa sazia la to famm!”

 

“Bestema no, linguascia d’un marì.

San Pedar g’ha resùn, chi sa sta quiètt.

Sempar l’istesa fisa tutt i dì:

nanca la mort l’è stai bona da guarìtt!”

 

“Me cara dona, l’è bell ul paradis,

ma anca chi van da moda i sacrifizi

e alura l’eva mej viv da surìis,

pütost che fa tasè bej robb e vizi.”

 

Sentì la discusiun ‘riva ul Signùur:

“Sa l’è sto gibileri? Ghè ‘na rogna?”

e l’varda i nomm di dò pena rivà.

“Per forza” al dis “te chi, ghè stai ‘n erùr.

 

Ti te sett Mario? E ti te sett Carlotta?”

“Sunt propri Mario.” “E mi sì, sun Carlotta.”

“E alura preparèvas a ‘na bota:

föra da chi, va specia ul pian da sota!”

 

 

In paradiso

 

Marito e moglie, morti insieme un giorno dopo l’altro

si trovano belli contenti in paradiso.

“E’ giusto così” dice l’uomo alla sua donna.

“Siamo coscritti” e allarga un bel sorriso.

 

“Veramente sei di maggio e io di ottobre”

fa la moglie, bella e pronta a lamentarsi.

“Sono con te ma via, l’anno e poi lo stesso”

e i due fanno la mossa di baciarsi.

 

In quella, chiavi in mano, arriva San Pietro:

“Sposini di Lombardia, ben arrivati!

Siete stati premiati per la vostra fedeltà

ma vi aspetta rispondere a una domanda.

 

Preferite avere contezza degli altarini

o certe cose è meglio lasciarle nascoste?”

Le due anime, prese alla sprovvista,

fanno la faccia di chi si sente perso.

 

Attacca l’uomo: “Fosse per me, sono bianco come il latte,

ma le donne la fanno grossa per niente.”

E la moglie: “La Madonna mi perdoni,

è meglio lasciar perdere i giorni perduti.”

 

Ride il Santo: “E’ uno scherzetto, tranquilli, ragazzi,

ma vi avviso, qui non si fanno monellate,

perché in caso di peccato vi dico: -Ai, ai,

saltano fuori le cose vecchie, e allora sono guai.”

 

“San Pietro benedetto, è meglio l’Islam”

dice l’uomo, che ha sentito quella condanna.

“Promettono donne a mazzi solo per te,

e con abbondanza si sazia la tua fame.”

 

“Non bestemmiare, linguaccia di un marito.

San Pietro ha ragione, qui si sta quieti.

Sempre la stessa fissa tutti i giorni:

neanche la morte è stata capace di guarirti!”

 

“Mia cara donna, è bello il paradiso

ma anche qui vanno di moda i sacrifici,

e allora era meglio vivere di sorrisi,

piuttosto che far tacere le cose belle e i vizi.”

 

Sentita la discussione arriva il Signore:

“Cos’è questa confusione? C’è un problema?”

e guarda i nomi dei due appena arrivati.

“Per forza” dice, “ecco qui, c’è stato un errore.

 

Tu sei Mario? E tu sei Carlotta?”

“Sono proprio Mario.” “E io sì, sono Carlotta.”

“E allora preparatevi a una botta:

fuori di qui, vi aspetta il piano di sotto!”