mercoledì 8 aprile 2026

Vecchi e nuovi papà


 

Perché un incontro dove riproporre il mio primo libro, uscito nel lontanissimo 1988, frutto della mia esperienza di giovane padre? Perché il libro 'Papà a tempo pieno' sarà solo lo spunto iniziale per propiziare un dialogo fra un padre ormai nonno, e un giovane padre di due figli, Stefano Mirioni. Dove inevitabilmente si parlerà, fra l'altro, del ruolo del padre e della crisi delle nascite. Due generazioni a confronto, su un tema importante. 

Vi aspetto mercoledì 15 aprile, ore 17.45, biblioteca 'Bruna Brambilla' (presso la scuola media Anna Frank) di via Carnia 155, a Varese. Piccolo rinfresco finale, per brindare alla bellezza della paternità (e della maternità, ovviamente).  

martedì 7 aprile 2026

Auguri, mamma Ines


 

Il 7 aprile del 1928 nasceva a Varese mia mamma Ines. Lei ha sempre sostenuto fosse venerdì santo, invece stando a quanto ho trovato su internet era sabato santo, una Pasqua davvero di resurrezione per i suoi genitori Angela e Battista, che solo due anni prima avevano visto morire Ines, la loro primogenita ventenne. Un dolore incolmabile. Mia mamma è nata per 'sostituire' la sorella, e quindi anch'io sono il frutto di una morte prematura. In sintesi: se mia zia Ines non fosse morta, io non ci sarei.

Auguri, mamma Ines. 

Due papà a confronto


 

Un papà degli anni Ottanta e uno del Duemila, due generazioni a confronto, stesso ruolo. Mercoledì 15 aprile, ore 17.45, Biblioteca 'Bruna Brambilla', scuola media Anna Frank, via Carnia, Varese. 

lunedì 6 aprile 2026

Pasquetta in bicicletta.


 

Un paio d'orette in bicicletta anche a Pasquetta contro la pancetta. 

Campo dei Fiori colmo oltre ogni limite, auto ovunque.

domenica 5 aprile 2026

Roberto Benotti, alias RobiHood


 




Probabilmente l'ultimo libro pubblicato da Pietro Macchione editore è una corposa monografia su Gaspare Morgione, abilissimo vignettista varesino morto anni fa. Ebbene, Varese può vantare altri vignettisti, e quello che più ricorda Morgione è Roberto Benotti: per il tratto, per la vena umoristica. Benotti (si firma RobiHood), classe 1957, nato a Buenos Aires da genitori italiani, laureato in Scienza della Comunicazione, autore di diversi libri, si presenta ora (per la verità è del 2025) con 'Sui passi della speranza - Appunti di un pellegrino giubilare' (Sanpino edizioni), commento di Valerio Bocci. L'anno giubilare si è concluso, ma le buone intenzioni e gli spunti che possono nascere dalla lettura di questo lavoro sono sempre di attualità. 

Vittorio: comunque è un rischio, una scommessa


 

A 84 è morto il giornalista e scrittore Vittorio Messori. Le nostre vite si sono incrociate tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta. Il primo incontro durante i miei tre anni all'Isef. Era appena stato pubblicato il suo best seller 'Ipotesi su Gesù' e il mio docente di morale lo adottò come libro di testo per l'esame. Ricordo che non mi impressionò più di tanto, avevo oltre 50 esami da affrontare in tre anni. Quando però, alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta, cominciarono i miei dubbi di fede, allora di corsa recuperai quell'ipotesi sul Nazareno, comprai anche 'Scommessa sulla morte' e 'Inchiesta sul cristianesimo', sempre di Vittorio. Non ottenni la soluzione ai miei dubbi di fede, ma del resto il modenese Messori l'aveva sempre detto: bisognava scommettere, rischiare, anche nella fede, come in molte altre scelte della vita, matrimonio compreso (questo lo aggiungo io). Un salto nel buio, insomma. Con la sua 'Ipotesi', cercava forse di mettere almeno un lumicino in quel buio. Messori si dedicò anche alla narrativa, lessi un suo romanzo che non mi esaltò. Lui lesse (almeno così scriveva in una sua lettera a me indirizzata) il mio primo romanzo, 'La Comune di Barbara', e scrisse qualche riga abbastanza elogiativa. Ma immagino fossero parole di circostanza, visto che l'editore gli aveva spedito il mio libro e qualcosa doveva pur rispondere. Ora forse riprenderò in mano per la terza volta 'Ipotesi su Gesù' nella speranza, vana, di un po' di luce.

Ciao, Vittorio.

Chi la fa, l'aspetti


 

Chi vince di un punto, si aspetti di perdere per un punto: questa è una delle leggi, non scritte, del basket. E puntalmente si è avverata. Avevamo di recente vinto di un punto, con canestro di questo signore in foto, Iroekbo, all'ultimo secondo. Una gioia indescrivibile. Ieri abbiamo perso di un punto (90-89) a Trento, dopo una tripla di Alviti a 4 secondi dalla fine, che ci avrebbe regalato la vittoria. Ma restavano 4 secondi e due tiri liberi per i trentini, che non li hanno sbagliati. Era un match molto importante per i play-off, è ancora lunga, può capitare di tutto ma è una sconfitta che brucia. Si sa: chi la fa, l'aspetti!

Forza Varese!