mercoledì 15 luglio 2026

Amore a sessant'anni


 

Amuùr a sesant’ann

 

A sesant’ann ma sunt inamurà,

in trüscia ‘l cöör anmò par una dona,

ma sunt spusà, a gh’ho tri fiö par cà

e ‘na prumesa dananz a la Madòna.

 

Epüür ul cöör al cùur e le l’è bela,

düü ugìtt ca fan passà tucc i magàgn,

dent ul me cò la brila me ‘na stèla,

ga pensi ‘l dì e la nott: destin vilàn.

 

Un nasin ‘me ‘n puntìn, e ‘na buchìna…

cent e mila surìs dumà par mi,

e l’è giùina, dulza e peverìna;

sa gh’è le gh’ho curàgg, sun mia stremìi.

 

Da paròll na fa pòcch, l’è mia ‘na miée,

preferìs stà visìn, i mè basìn,

i mè brasc, i carèzz, insema a le

vùga ‘l temp, cùur la vita, bel facìn.

 

Ga pias andà a balà, ga pias viagià,

durmì e vess ninàda me’n fiurìn.

E mi bali cun le, vöri pensà

dumà al so bèn, dumà a restag visìn.

 

La so vùus l’è ‘n amuùr, la ta dislèngua,

i manìn paran fai da purcelàna,

i cavei curt e d’or, gh’è mia ‘na lengua

par dì, cunt i paròll, la mè matàna.

 

Ma par da viv dabùn un gran bel sögn,

cumànda le, smurfiùsa e piscinìna;

la me dona da piang gh’ha no bisögn:

sunt ul so nònu, e le la me neudìna.

                                                   

 

L'alpino Antonio è già in montagna



 Alpino Antonio sta per Antonio Verdelli (capogruppo degli Alpini di Varese, sezione con 95 anni alle spalle), la montagna è il Campo dei Fiori. Lì ci siamo incontrati stamani, perché Antonio è già sui monti, per organizzare la Festa della montagna 2026, tradizionale e immancabile settimana (anzi, quest'anno sono 8 giorni) di Ferragosto al Campo dei Fiori...che di fiori ne ha pochi, mentre ha molti grattacapi.

"Caro Carlo" dice Antonio, "sono sempre di meno quelli che si rimboccano le mani, mentre i problemi aumentano di anno in anno. Chi l'anno scorso era vicino agli ottanta ora ne ha ottanta, manca il ricambio."

Le penne nere posano lo zaino?

"Andiamo avanti" dice Antonio. Si alza la sbarra che conduce al Grand Hotel. Antonio mette lo zaino in spalla e via!

La bici di papà Mario



 

Sono contento di aver speso qualche euro dal mio amico ciclista di Masnago Zoccarato detto Zocca, per rimettere in sesto la bici di mio papà Mario, un'Atala datata metà degli anni Ottanta. Mio papà è andato in bici sin dopo i 90 anni (lo vedete in sella a quella prima dell'Atala). La usava per andare in centro, qualche volta si spingeva sino a S.Ambrogio. Derideva chi, avanti negli anni, si vestiva di tutto punto, bici da corsa: 'Ma fan rid!' esclamava. Non è mai stato un ciclista per passione, utilizzava l'ecologico mezzo per gli spostamenti. Ora potrò pedalare con lui, sulla sua Atala, rivivendo ciò che provavo prima del 1977 (anno della mia prima bici da corsa), quando usavo la Gloria (senza cambi) di mio padre. 

domenica 12 luglio 2026

Sara Bianchi sul Dente del Gigante

 








L'appetito vien mangiando, le vette vengono scalandole, e  così la mia amica ed ex alunna Vidoletti Sara Bianchi, dopo la Capanna Margherita alla Punta Gnifetti ha cambiato massiccio. Dopo il Rosa il Bianco, che ha una 'bocca' enorme ma un solo dente, ed è il Dente del Gigante. Lì si è avventurata di buon'ora stamani, domenica 12 luglio 2026, Sara, con la guida Luca Moroni, ed è arrivata in cima, toccando entrambe le vette, perché il noto Dente del Bianco ha due punte, la Sella (4009 m slm) e la Graham (4014). Abbraccio alla Madonnina (quella attuale è stata posata nel 2010, perché quelle precedenti erano state distrutte dagli eventi atmosferici) e quindi giù in corda doppia verso la gengiva del Dente. "E' stata un'emozione incredibile e immensa" racconta Sara. "Faticosa in alcuni punti, anche per l'ossigeno non proprio presente a quelle quote."

Auguri, Ric


 Felice compleanno al mio amico Riccardo detto Ric.

ph Albert Bortoluzzi

venerdì 10 luglio 2026

Sì, è bravo, ma potrebbe fare di più


 

Mi capita spesso di tirare le somme e di pensare: 'Il mio bilancio esistenziale è in attivo o in passivo?' Alla domanda risento subito la frase di alcuni miei prof delle medie e del liceo (al liceo senza più il sì, è bravo'): "Sì, è bravo, ma potrebbe fare di più." Davvero avrei potuto fare di più? Certamente sì, ma sfido chiunque a dire con sincerità che ha dato sempre il massimo, spremendo le sue ore e i suoi talenti come un limone, sicché meglio di così non avrebbe mai potuto fare. Tutti avrebbero potuto fare di più. Certo, poi ci sono le differenti gradazioni. Ad esempio nello studio. Ho scelto la foto della mia seconda elementare alla 'Cairoli', con la maestra Spotorno, perché lì credo di aver dato il massimo nell'impegno scolastico, dalla seconda alla quinta elementare. Poi mi sono adagiato, prima sugli allori, poi sulla scomoda poltrona di chi vive alla giornata, confidando anche nella fortuna e in qualche trucco del mestiere.

Quando si arriva alla mia età bisogna per forza assolversi, valorizzare le cose migliori o ritenute tali, accettare la nostra debolezza. E poi c'è sempre tempo per il riscatto finale! 

L'antro del Gavia


 

Mi ero innamorato del passo Gavia (2618 m slm), da raggiungere in bici, vedendo l'epica tappa del Giro d'Italia del 1988, quando i corridori lo superarono malmenati da una micidiale tormenta di neve. Sette anni dopo ero in vacanza a Ponte di Legno, quindi non potevo non tentare l'impresa. Partii con la mia Olympia il 12 luglio, superai non senza fatica un lungo tratto di strada sterrata ma, a pochi chilometri dal passo, ecco una galleria: lunga, nessuna luce, quello che chiamerò (scrivendolo dietro la foto che vedete in alto) l'antro del Gavia. Mi avventurai ma tornai indietro, impaurito. Presi il sentiero che si snoda sulla sinistra, la vecchia strada, che era inagibile, una pietraia che completai a piedi, quindi tornai in sella e raggiunsi il passo. Oggi leggo (e posto la foto) che verrà presto inaugurata la variante, che permette di non accedere giocoforza alla galleria. Mi rallegro, anche perché quest'anno vorrei tornare al Gavia...naturalmente in bici!