martedì 25 agosto 2026

Temporale

 




TEMPORALE

 

Non faccio nulla di serio, non produco,

sono fermo a guardare il temporale,

il tuono dice che forse può insegnare

anche se sosto in piedi nel mio buco.

 

Gocce veloci e tempo che procede,

verde nel grigio, aria deprimente,

continuo nel progetto di far niente,

lascio il mio sguardo perso in ciò che vede.

 

Sfilo la spina, che non bruci la tele,

salvo il picì, il maschio lascia il foro,

guardo sulle mie dita il poco oro,

penso a un nome da rima: Emanuele.

 

Niente di niente, solo tempo perso,

non mi faccio strozzare dall’angoscia,

verrà la morte, brandendo la sua ascia,

trovandomi a lottare con un verso.


11 maggio 2019

 

La Madonnina dei ciclisti del S.Monte


 

Ieri, lunedì 24 agosto, salendo in bici al S.Monte ho notato una persona avanti negli anni che si aggirava, elegantemente vestita, con una scala, intento a fare non so che. Non ci ho fatto tanto caso, poi su VareseNews ho letto la storia (con ubicazione sbagliata, però, perché lì si parla di una zona vicino al Brinzio mentre siamo al S.Monte). Ebbene, un anziano di 83 anni, ex ciclista e uomo di fede (in particolare devoto alla Madonna di Medjiugorje), ha pensato di ripulire un piccolo anfratto, di collocarvi una Madonnina e in più un quadretto con la chiesa di Medjiugorje. Titolo: 'La Madonnina dei ciclisti'. Esattamente si trova un duecento metri dopo il Ponte della funicolare, poco prima della curva sulla sinistra, dove finalmente inizia il piano dopo 4 km di salita dura. E così ora, insieme alla Madonna nera del Santuario, e alla Madonna del Campo dei Fiori, abbiamo una Madonnina specifica per noi ciclisti. Ringrazio chi si è dato da fare.

domenica 23 agosto 2026

'Rambo' Mora colpisce ancora


 

Il mio amico Maurizio 'Rambo' Mora è stato protagonista ieri, sabato 22 agosto, di un'impresa delle sue. Convinto da Walter Chiari di Walter Coppe (organizzatore di eventi e grande sportivo) a partecipare almeno alle prime salite di Everesting, Mora ha fatto di più. Everesting, cioè una nuova formula giusto per faticare un po': coprire gli 8848 metri di dislivello in salita della montagna più alta del mondo, ripetendo un tot di volte una salita in bici. Ecco allora l'Everesting varesino: 15 volte la salita del Campo dei Fiori, partendo dal bivio di Velate e arrivando al Belvedere. Maurizio è partito alle 5 del mattino (era ancora buio), non pensava di arrivare a 15, non aveva programmato nulla ma lui è costantemente allenato sia con la bici che nella corsa in montagna. Fatto sta che, salita dopo salita, si è ritrovato a 14; con lui solo il giovanissimo (18 anni) Leo Montalbetti. I due, di nuovo al buio, erano circa le 22, si sono messi a pedalare verso l'ultimo Campo dei Fiori. Eccoli felici in cima. Fra l'altro ho scoperto che Leo è nipote del mitico Felice Vanoli, che ben oltre i 90 anni ancora sale in bici (elettrica) sulla montagna varesina.
Bravissimi!!!!!!

sabato 22 agosto 2026

Io e Gabriele


 

Gabriele Targhetta ha vinto l'oro agli Europei di ginnastica artistica, con un favoloso esercizio al cavallo con maniglie (foto sopra). Se lui è all'università, io a suo tempo ero in prima elementare e lì sono rimasto. Ma comunque non mi lamento, almeno sul cavallo sono salito! Grande Gabriele! 

venerdì 21 agosto 2026

Nuovo libro per Umberto Bellodi



 

Umberto Bellodi, classe 1977, di Crema, è un operatore culturale attivo nel settore dello spettacolo dal vivo e della formazione. Laureato in filosofia, collabora dal 2003 con l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, per la quale ha coordinato progetti culturali e di formazione tecnica e artistica in Europa e America Latina. Dal 2010 assiste l’Education, Audiovisual and Culture Executive Agency a Bruxelles per la valutazione dei progetti sostenuti dall’Unione Europea. Nel 2007 ha fondato con altri 11 componenti l’associazione ‘Alice nella città’ a Castelleone (Cremona), con la quale realizza progetti di matrice comunitaria.

Bellodi ha molte passioni, la musica su tutte. Polistrumentista, vorace uditore di svariati generi musicali, ha messo a frutto questo suo interesse pubblicando un libro. Titolo: ‘#COMMUNITYMUSIC’. Sottotitolo: ‘Un viaggio musicale da Ry Cooder al Pacifico colombiano (e ritorno).’

Si legge in quarta di copertina: “#COMMUNITYMUSIC è una proposta di viaggio alla ricerca degli ingredienti segreti e universali che potrebbero rivoluzionare il modo in cui siamo soliti pensare la musica e l’esibizione musicale. Partendo dagli spunti della carriera di Ry Cooder e dalle produzioni World Circuit, il libro raggiunge luoghi inesplorati – alcuni dei quali mai toccati dal musicista californiano né dall’etichetta inglese – ma oggi più facilmente avvicinabili grazie al rapido gioco dei correlati innescato dal web….” Già queste poche righe introduttive danno l’idea di un corposo volume (400 pagine, compresa una ricchissima bibliografia, discografia citata, audiovisivi, radio, podcast, variabilia) unico nel suo genere, per specialisti del settore ma anche per chi è alla ricerca di nuovi input musicali. Si legge inoltre: “Si scoprono via via scenari di pratica musicale vissuta come esperienza propria della quotidianità, svuotata dall’enfasi della performance, dalla celebrazione pop del palcoscenico, dal senso di gravità opprimente dell’arte e dell’artista. Si definiscono possibilità diverse, in cui la partecipazione all’incontro musicale è alla portata di tutti, prescinde dalle latitudini e dalle provenienze degli uomini e può far parte della vita di chiunque tanto quanto lo svegliarsi, il nutrirsi, l’addormentarsi. Si ipotizza così una vita migliore, fatta di prossimità e condivisione. La musicofagìa dell’autore trascina i lettori alla scoperta di questa nuova possibilità dal Caribe all’Africa sub-sahariana, dalla Polinesia al Golfo del Messico, dal Mississippi al Pacifico colombiano, dai terribili Acholi dell’Uganda al centro di Londra nella prima metà degli anni ottanta.”

Il libro è arricchito dalle illustrazioni di Valentina Zanzi.

Il volume è disponibile su Amazon.



La Varese di papà Mario


 



Non ho fatto che lamentarmi, in questi mesi, per il caldo insopportabile e la siccità e adesso, al secondo giorno di pioggia, arrivata finalmente l'acqua e assaporato il fresco, già cala in me la nebbia di una sottile malinconia, che mi riporta a papà Mario, a quel pomeriggio dell'autunno 2018. Lo convinsi a riportarmi nei luoghi dei suoi primi lavori da pasticciere: il caffè Garibaldi (poi Pirola e ora Nespresso) in corso Matteotti, la pasticceria Marcolini di via Albuzzi, la pasticceria Ghezzi, la sola che è rimasta. Un anno dopo mio papà, a 93 anni, si è ammalato. Con lui l'Atala rossa, la bici che ora è in sosta nel mio garage.
Allontano la malinconia, un gesto necessario. La pioggia cade copiosa, lavando e dissetando la città.

mercoledì 19 agosto 2026