domenica 15 febbraio 2026

Flabo: un gancio verso il cielo


 


Ieri, prima della strepitosa partita di basket OJM-Brescia (vinta da Varese 98-96), Ottorino Flaborea, giocatore della Ignis vincitutto, è stato premiato con la medaglia degli 80 anni della Pallacanestro Varese. Molti gli applausi ricevuti, ma non credo che fossero in molti, al Palazzetto, ad aver visto dal vivo le gesta cestistiche di Flabo, negli anni Sessanta e Settanta. Io c'ero. Flabo era a Varese anche per presentare il suo libro 'Oltre il canestro - La mia vita nel basket', scritto da Ottorino in collaborazione con Mara Trevisan. 

Flabo, Mister uncino, il re del gancio. Ancora lo vedo: alto, massiccio, un terzo tempo non certo velocissimo dalle parte della riga del tiro libero e poi quel gancio, all'apparenza flaccido e lento, eppure immarcabile e regolarmente ciuffato in retina. E che dire dei tiri liberi realizzati a due mani dal basso? Anche lì, una tecnica non certo da NBA eppure il canestro era ad alta percentuale. Che ricordi, era il solo che ancora usava il tiro all'antica. Ed ora ecco il suo libro. Dopo i libri di Dino Meneghin, Paolo Vittori, Aldo Ossola (ma in quel caso tutti e tre i fratelli Ossola) ora si è aggiunto Flabo. Mancano ancora Morse, Raga, Bisson, Zanatta, Rusconi, Bulgheroni e poi la grande Ignis che ricordo io c'è tutta.

sabato 14 febbraio 2026

La chiave di Varese a Re Bosino


 






Un inizio di Carnevale bosino davvero internazionale, sabato 14 febbraio 2026. Un San Valentino bosino ma anche salvadoregno. Infatti il corteo che ha accompagnato Re Bosino dalla stazione delle Ferrovie Nord in Salone Estense è stato animato, colorato, sonorizzato dalla comunità varesina di El Salvador: majorettes, banda e anche tre maschere tipiche della cultura sudamericana. Ma andiamo con ordine. Ritrovo alle 15 alla stazione delle FNM, come da tradizione. Il Re, il sindaco e il regiù si sono accomodati su un’auto d’epoca, questa volta coperta visto il meteo assai incerto: ma non ha piovuto. Seguivano altre auto d’epoca (in una sedeva donna Lidia, la consorte di Re Bosino) e davanti a tutti la bandiera della Famiglia Bosina e alcuni bosini in abiti tradizionali. Il corteo si è diretto quindi dapprima in corso Matteotti. Qui, sulla balconata della gioielleria Chicherio, che si affaccia su piazza del Podestà, si è svolto il primo momento: discorsi del regiù, del sindaco di Varese, del Console di El Salvador in Italia, e naturalmente un primo saluto di Re Bosino, in ineccepibile dialetto locale. Quindi il corteo è ripartito verso Palazzo Estense. Lasciate le auto, sindaco, Re e regiù si sono incamminati a piedi, raggiungendo insieme al festoso gruppo, cadenzato dalle note intemperanti e varie della banda di El Salvador, il Salone Estense.  

Qui giunti e accomodati, il regiù Luca Broggini ha preso la parola, ha ringraziato tutti i presenti ed in particolare la comunità varesina di El Salvador, così coinvolta in questa festa. Saluti anche da parte della Reginetta del Mais, quindi un rappresentante sudamericano ha spiegato il significato delle tre maschere presenti: il cane a due facce (bianca e nera), il diavolo e una sorta di Peter Pan dal sombrero verde. Pin Girometta (al secolo Loris Baraldi) ha poi ricordato che la maschera varesina compie in questo 2026 settant’anni, essendo nata dalla genialità di Giuseppe Talamoni nel 1956. Quindi il momento più atteso, la consegna della grande chiave della città. Un passaggio simbolico e carnascialesco, durante il quale il sindaco Davide Galimberti ha ricordato al Re (all’anagrafe Antonio Borgato) tutti gli impegni di un primo cittadino, compresa la visita agli atleti giapponesi e canadesi, in questi giorni in allenamento a Varese, impegnati nelle Olimpiadi di Milano-Cortina. Il Re Bosino ha poi letto un nuovo discorso in dialetto, invitando tutti alla grande sfilata di sabato grasso, 21 febbraio.


Discùrs dul pugiö

 

Gènt da Varées, passàa ’n'altr'ann, sun rivàa chì

par vess ul vòstar Re Busìn in 'stì vott dì.

L'è bell vess scià tücc inséma in 'sto bell sìit,

cunt i òspit da la Merica e i mè busìtt.

Par vott dì trém via robb brütt e pensée gramm

gudémas 'l carnavàa sénza crüzzi o afàn!

Vöri vidé, in sta setimana, ra cità

Culurada da fiö e bagài tücc mascuràa!

Sü alégar 'gnì inséma a nünch 'n dul municìpi

a vidée, dul carnaval busin, ul princìpi!

Gh'è 'na cerimònia: ul Sìndic l'unùr ma fà

da damm in di mè man la ciàv du la cità.

Cunt ul Pin Girometta, ul Regiù, in cumpagnìa

andém a guvernà Varées in alegrìa!

 

 

Discurs par la cunségna d'ra ciav du la cità

 

La ringrazi, sciùr Sìndich, dr'unùur che 'l ma fà

a damm in di mè man la ciàv du la cità.

Vess chi, segund cunfùrma a ra nòstra tradiziùn,

l'è sèmpar un piasé e 'na granda emuziùn.

A Lü e a ra Bosina fò i mè cumplimént

par avégh cumbinàa sto bel ricevimént.

L'è bell truvàss anmò, trequal 'mè l'ann passàa,

ma l'è bell püssée pa'l carnavàa dass da fa.

E 'mè 'l diséva ul grand Speri della Chiesa

femm inséma al nostar carnaval bèlla ciera!

"Che 'l poda stagh in pari e anca passagh da là

da quell ca fann par sòlit in altar cità!

E l’è par quést che ‘dèss mi vöri salüdà

tücc i gént da la Mérica dul süd rivàa.

L’è bèll vidéi inscì tànti e tücc culuràa

Girà pa’i stràa e unurà ‘l nòst Carnavàa.

Quìi d'ra Famiglia Bosina hinn dabùn in pìsta,

par fa pròpi pulìtu tütt i laurà in lista.

Cunt ul Pin Girometta, ul Regiù, in cumpagnìa

cumìncium a guvernà Varées in alegrìa

Gént, in da 'sti vòtt dì, ga lhemm in man nünchl balìn:

stìi tücc in ‘legrìa:l dìsi mì, 'l Re Busìn!


La leonessa perde il pelo e il vizio (di vincere)


 




Partita memorabile stasera al palazzetto, Varese contro la prima della classe, Brescia. Dopo il primo quarto avevo già il titolo pronto: Brescia la leonessa sbrana la OJM Varese. A metà partita il titolo non era cambiato. Poi la svolta, sino al titolo che potete leggere qui sopra. Si parte bene (4-0) poi è un assolo di Brescia, dominio assoluto in tutti i reparti, 34 punti in un quarto, contro i nostri 22. Si teme la figuraccia. Passi, palle perse, il solo che tiene in piedi la baracca è Iroegbu. Nel secondo quarto cambia poco, una fiammata di Moore (due triple di fila), ma sia lui che Librizzi sono troppo nervosi, proteste contro gli arbitri, un tecnico non ho capito se a Moore o al nostro coach, bella schiacciata di Renfro ma la Germani è un rullo compressore, con il suo cecchino, l'eterno Della Valle, e il gigantissimo Bilan (foto), e Massinburg...Insomma, andiamo al riposo lungo 41-55. Nel terzo quarto si teme il peggio, il crollo, la resa, ma non sarà così. Renfro con due schiacciate suona la carica, qualche fallo contro Varese di troppo ma in compenso le entrare sgattaiolanti di Iro vengono spesso compensate con un fallo, e nei liberi Iro è un'irodiddio, non ne sbaglia uno. Mentre comincia a perdere qualche colpo Brescia, sorretta da un pubblico amico assai ciarliero e rumoroso. Finalmente si sveglia Alviti, si stringono le maglie in difesa, andiamo all'ultimo riposo sotto di 6: 72-78. Varese c'è e non molla. Renfro schiaccia spalle al ferro, a -6'30" dalla fine ecco il pareggio (80-80), poi addirittura avanti (86-82), poi di nuovo indietro (88-89), poi ancora avanti quando manca 1'30" (96-93). Poi un passi di Moore che è una mazzata, Della Valle non sbaglia un libero, 96-96 quando mancano 12": ma la palla è nelle nostre mani. Iro dice: 'Ghe pensi mi!' E pensa bene: entrata a perforare la muraglia biancoazzurra, canestro giusto giusto al secondo 0: 98-96. Una vittoria che vale un abbonamento! Iroegbu, il nostro hero di giornata, fa 26 punti e 26 di valutazione; Nkamhoua, altro eroe, fa 21 punti e 26 di valutazione, Renfro 18 di valutazione, Moore pasticcione fa comunque 15 punti e 16 di valutazione. Non male anche Freeman e Assui. Alviti si riprende nel finale e salva la partita.  
Il pubblico è in visibilio, gli innamorati che tifano OJM Varese (oggi è San Valentino) saranno ancor più gasati e le effusioni amorose abbondanti e grate al destino.
Forza Varese!

venerdì 13 febbraio 2026

Primizia


 

Oggi pomeriggio primo Campo dei Fiori del 2026. Via..si riparte! Ho voluto la bicicletta e, con piacere, pedalo.

La nuova stagione del Premio Chiara



 







Quando morì San Carlo Borromeo, per svolgere il suo immane lavoro fu necessario l'utilizzo di più Cardinali, non ricordo se quattro o cinque. Fatte le debite proporzioni, e gli ambiti diversi, alla morte di Bambi Bianchi Lazzati sono stati chiamati in campo un certo numero di giovani, non so se quattro, cinque, sei o di più. Perché Bambi era l'anima e il braccio del Premio Chiara che stamani, a Villa Recalcati, si è presentato nella sua nuova veste, meglio, nella nuova stagione. Conferenza stampa del Premio Chiara/Festival del racconto 2026. Ha fatto da coordinatore dell'evento Salvatore Consolo che, con Cesare Chiericati, a nome dell'Associazione Amici di Piero Chiara ha raccolto il testimone della coppia Oldrini-Bambi, e ha avuto la brillante idea di preparare e salvaguardare il futuro del Premio, coinvolgendo i giovani. In esordio il ricordo di Bambi e di Pietro Macchione (a lui sarà dedicato il Premio Chiara inediti), quindi largo ai giovani (che si sono presentati) e alle autorità. Il Chiara può ancora avvalersi del sostegno di Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Varese, del Comune di Luino, di svariate associazioni (Camera di Commercio, Confidustria, Fondazione Comunitaria del Varesotto...), un supporto fondamentale. Abbiamo ancora il Premio Chiara Editi, quello per Inediti, il Chiara Giovani, il concorso di Filmmaking e due novità: il Chiara 12-14 e il Premio 'Una voce per Piero Chiara'. 
E poi gli eventi, nel periodo febbraio-maggio 2026. "Tutti gli eventi sono a ingresso libero" si legge nel Comunicato stampa "a conferma della vocazione del Premio Chiara alla diffusione della cultura e del racconto come spazio di confronto e condivisione."
Premio Chiara alla Carriera 2026 al maestro Riccardo Muti.
Tutti i particolari della rassegna e i bandi sono sul sito: www.premiochiara.it 

giovedì 12 febbraio 2026

Le mie Olimpiadi


 






Come la totalità di chi pratica sport agonistico, sognavo di andare alle Olimpiadi. E come per la maggioranza di chi sogna la gloria olimpica, non ci sono andato. Ho fallito Montreal 1976, avevo vent'anni. Mi è andata male anche a Mosca '80 e Los Angeles '84. Teoricamente avevo l'età anche per Seul 1988, ma all'epoca avevo già due figlie e gareggiavo nelle Olimpiadi domestiche! Pazienza. Se non fosse stato per le mie figlie, non avrei neppure partecipato alle Olimpiadi come spettatore non televisivo, e invece mi hanno regalato un biglietto e ieri ero a Rho Fiera, per la partita di hockey femminile Finlandia-Canada (5 a 0 per le canadesi). Un pomeriggio di emozioni.

La Varese che amo


Per il rinnovo della carta d'identità mi sono recato tre volte all'ufficio anagrafe di Varese. E per tre volte ho incontrato una dipendente dell'ufficio. Ha molti compiti: dare il benvenuto agli utenti e indirizzarli ai vari sportelli, nonché risolvere ogni genere di richiesta e consegnare le nuove carte di identità. Ebbene, questa signora mi ha sorpreso per la gentilezza e la pazienza. Mi ha persino chiamato per nome. E questo trattamento era riservato a tutti, ovviamente. Una fiammella luminosa.

Questa è la Varese che amo, anche se qui Varese c'entra poco. Parlerei di buona educazione e di passione per il proprio lavoro.