venerdì 13 marzo 2026

Enrico e don Marco




Mi giungono queste immagini dall'amico Enrico Piazza, a Cogne a fare sci da fondo. "Queste sono le mie montagne" mi scrive, "in modo particolare la cima Pousset, che ho fatto disegnare sul camper. E' la mia dedica a  don Marco." E allora non posso non tornare con grata memoria a don Marco Galfrascoli, suo ma anche mio amico. Enrico lo ringrazia perché grazie a lui, da ragazzo e da giovane, imparò ad amare la montagna, soprattutto la zona di Cogne, io perché conobbi don Marco alla Vidoletti (insegnava religione) e con lui ebbi più occasioni di praticare sport (in particolare il suo amato calcio) e di confrontarmi su molti argomenti, e soprattutto sul mistero di Dio. Un grande don! Calciatore eccelso, predicatore chiaro, sintetico, anche 'coraggioso' per alcune sue uscite teologiche, assolutamente in linea con il mio pensiero. A tanti anni dalla sua morte prematura don Marco non si dimentica. E' qui accanto a me.




  
 

Un crocevia culturale


 




Inizia con il botto, cioè con una sala piena, il ciclo di incontri 'Varese nel Novecento - Un crocevia culturale', organizzato dal Centro Storie Locali dell'Università dell'Insubria. Ieri, giovedì 12 marzo, nella bella sala al primo piano di Villa Toeplitz, introdotto da Laura Facchin, Enzo Rosario Laforgia (docente di storia e filosofia al 'Cairoli' nonché Assessore alla Cultura del Comune di Varese) ha svolto il tema: 'Varese: prime prove di Democrazia (1945-1946)', arrivando quindi sino a quel 7 aprile del 1946 (compiva proprio quel giorno 18 anni mia mamma Ines, ma questo non l'ha detto Laforgia), giorno delle Elezioni Amministrative post belliche per la nostra città.
Per i successivi incontri si vede la locandina o il sito www.cslinsubria.it.

mercoledì 11 marzo 2026

Un sole lunare


 

Stamattina il sole pareva più una luna, fiacca e tiepida. Incerta.

Nel dubbio, ha preferito fasciarsi nelle nuvole. Scomparire.  

martedì 10 marzo 2026

Una luna solare


 

Cosa sarebbe la luna senza il sole?

Qual è il mio sole?

La Varese che non amo


 

Campetti da basket di Casbeno. A chi spetta la pulizia? 

Bisogna meritarselo il titolo di 'Città giardino'.

Non si vive di rendita.

lunedì 9 marzo 2026

Angela Borghi a Materia


 

Per chi ama i gialli, qui troverà pane per i suoi denti. 'Fiori per la danza macabra' di Angela Borghi, martedì 17 marzo, ore 18, sede di Materia a Castronno, via Confalonieri 5.

I cani di Stefano


 



La Prealpina mi porta questa notizia: domenica mattina, 8 marzo, uno scoppio con incendio (probabilmente un corto circuito) allarma gli abitanti di Via del Casluncio, a Sant'Ambrogio. In un giardino privato brucia una tenda con alcuni mobili, fuggono 14 cani e Stefano Castagnetti, che con gli animali viveva, fondatore della Onlus 'Occhi struggenti'. Tutti salvi, ma Castagnetti non se ne vuole andare da lì, ha un regolare contratto per 5 anni, chiede aiuto, arrivano volontari, si apre una racconta fondi (su GoFundMe), e la gente probabilmente si domanda come faccia un uomo di 70 anni a vivere solo con tutti quegli animali, in una collocazione abitativa precaria. La notizia mi colpisce particolarmente perché Stefano è stato mio compagno al liceo (vedi foto, e l'ultimo in alto a sinistra). Con lui (anziché studiare greco e latino) andavo, nel pomeriggio, al cinema. Ricordo 'L'etrusco uccide ancora', 'Fragole e sangue', 'Conoscenza carnale'. Dopo il liceo non ho saputo più nulla di Stefano, salvo ritrovarlo qualche anno fa, ancora una volta su La Prealpina, per via del suo amore incredibilmente spassionato per i cani. Era in affitto in una villa sul lago di Varese, attorniato da decine di animali, testardamente convinto che non meritassero il canile e che quindi, in attesa di adozioni, se li teneva lui. Anche lì ci furono problemi, il lago uscì e sommerse l'abitazione, dovette andarsene e ora me lo ritrovo in tenda. Non molla, ha già dichiarato che da lì non se ne va, sistema tutto e va avanti.