Non si può dire che l'annata alpinistica della mia amica Sara Bianchi sia stata fortunata. Dopo la rinuncia al Cervino (causa continue scariche di sassi), e dopo aver dirottato la scelta sul Monte Olimpo in Grecia, fra la Tessaglia e la Macedonia, ancora una volta Sara ha dovuto ridimensionare l'itinerario, causa nubi incombenti e pioggia a dirotto. Il meteo ha costretto il gruppo (Sara, Luca, Dimitri e Pippo) a dirigersi non verso la mitica cima Mytikas (2918 m), sede degli dei, ma sulla cima Skolio (2911 m), meno difficile sotto il profilo della scalata. Inoltre hanno dovuto affrontare l'ascesa in giornata (tanto che Pippo ha rinunciato, fermandosi al rifugio), e in cima solo nebbia. Ma Sara non si ferma, e già pensa alle prossime avventure!
Pensieri & Parole Tre
giovedì 1 ottobre 2026
martedì 29 settembre 2026
Auguri, Sauro
lunedì 28 settembre 2026
Simone Novario alla Adamello Ultra Rail
Complimenti a Simone!
Il gregge
Fra le opere di Rosario Oliva esposte alla Chatart Gallery di Varese, vi è questa dal titolo: 'Il gregge'. Siamo tutte pecore che seguono non il loro pastore, ma il pastore telefonino. Mi sono inserito anch'io fra questi anonimi personaggi, sfruttando la vetrina e il riflesso del sole. Anch'io faccio parte del gregge, sebbene abbia una certa avanzata età e mi illuda di non farmi condizionare più di tanto.
Rosario Oliva alla Cathart Gallery
Restano solo due giorni (il 29 e il 30 settembre, orario 16.30/18.30) per visitare la mostra di Rosario Oliva alla Cathart Gallery di Carla Pugliano (Piazza Papa Giovanni XXIII, 13, a Varese, zona Brunella). Titolo: AlTer. La Cathart Gallery di Carla Pugliano si sta imponendo come spazio aperto non solo all'arte della Pugliano (pittrice) ma anche alla presenza di altri artisti, come appunto Rosario Oliva, pittore napoletano, pittore ma non solo (illustrazione digitale, fotoritocco, immagine tridimensionale, animazione). Qui però abbiamo un ritorno di Oliva al primo amore, ha rimesso le mani in pasta, il pennello nei suoi colori ed ecco la produzione recente, esposta a Varese. Molto spazio è dato al potere del cellulare, che diluisce la nostra vera immagina (infatti i volti sono sfocati, annebbiati) fino a farci credere che siamo quelli che vediamo nel piccolo schermo, novelli narcisi che si illudono di trovare una nuova identità nell'immagine falsa di noi, che ci regala il dio telefonino. Molte altre le suggestioni che si possono cogliere nei lavori di Oliva e complimenti alla Pugliano per il suo coraggio e la sua passione artistica.
Sei minuti da incubo
La Itelyum Arena, ieri sera, era uno spettacolo: tutti con la maglietta rossa regalata da 'Il basket siamo noi', tutto esaurito, un inizio di Campionato che partiva con i migliori auspici, i nostri in elegante maglietta rossa contro il bianco moscio della Virtus Bologna, e invece....E invece ecco che partiamo bene , con un triplone di Alviti, ma i felsinei replicano subito, il nostro coach cambia molto, altra tripla di Librizzi, noi molti falli, schiaccia Renfro ma il primo quarto ci vede già sotto: 21-26. Il secondo quarto mostra le nostre crepe: è vero, non c'è Della Valle, non c'è ancora il play titolare White, ma gli altri stentano assai, a parte Alviti, Librizzi e Renfro. E poi già il sospetto arriva: con questo Hale finisce male. Il numero 12 (foto) non ne centra una e insiste a tener palla a dirigere il traffico, andando sempre lui a concludere, e sempre male: 39-47 al termine del secondo quarto. Pausa lunga e si riparte. Il terzo quarto è forse il nostro migliore, con Hale che finalmente mette una bomba, due ne caccia Alviti ma gli ospiti replicano colpo su colpo, noi ci avviciniamo, siamo lì a due punti (56-58), penso: 'Ecco la svolta, ora il sorpasso e via.' Niente da fare, partono solo i nostri errori e Bologna torna avanti di 10, 58-68 alla fine del terzo quarto. Ma il peggio deve ancora arrivare. Per ora Hale ha il 13% dal tiro: 2 su 16!!!! E non molla la palla. Quarto quarto ed ecco il peggio: da -6'30" a -1' non segniamo più, restiamo incollati al numero 63 per quasi sei minuti, 18 a 0 per la Virtus, i tifosi cominciano a lasciare il Palazzetto, rossi di maglietta e di vergogna, finisce 69-90.
Che dire? E' la prima di Campionato, la Virtus è forte e si sapeva, non è certo il caso di drammatizzare ma il caso Hale è già sul piatto, coach Kastritis avrà molto da lavorare.
Forza Varese!
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