lunedì 27 marzo 2023

53: forse qualcuno ricorderà


 

Forse qualcuno ricorderà che qualche annetto fa avevo la mania dei tiri liberi a basket, mi allenavo costantemente nella mia amata palestra alla Vidoletti ed arrivai a 53 tiri liberi di fila. Poi la pensione mi ha allontanato da quel regno di sport e - un poco - ne ho sofferto. Ma grazie ad un regalo delle mie figlie (il canestro più il pallone) e all'ottimo lavoro del mio amico Carlo Alberti (che ha realizzato il supporto smontabile per il balcone)  posso tornare ad allenarmi in versione domestica, tentando di raggiungere il record che mi sfuggì allora: tanti canestri di fila quanti sono i miei anni. Impresa praticamente impossibile (qui poi non ho nemmeno il tabellone), oltre ogni logica (con il passare del tempo il compito si fa più complesso anziché semplificarsi) eppure mi darò da fare, con quel po' di passione, medicina contro i difetti della pensione.    

Una Messa per Maurizio


 

Domani, martedì 28 marzo, alle ore 18, nella chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore verrà celebrata una Messa in ricordo del mio amico Maurizio.

domenica 26 marzo 2023

Varese vincente


 


Altra partita tiratissima, altro match di alti e bassi, con Verona che non molla, che scappa e poi riscappa e così sin quasi alla fine. Altro Palazzetto stracolmo di varesini che amano questa squadra e sono disposti a pagare e a soffrire. Inizia male, molto male per noi. Con un bel 0 su 5 da 3 per Varese e Verona che scappa, che si fa coraggio, che mostra subito quello che sarà il suo gioco: giropalla veloce e preciso, perforazione della difesa di Varese che cede, molti canestri sotto la tabella e noi che tiriamo e sbagliamo. 6-20, un meno 14 che fa paura. Una tripla di Wolde ci porta al primo intervallo un  po’ meno sotto: 15-27. Nel secondo quarto abbiamo il Woldeshow: tripla+schiacciata+3 su 3 dai liberi + altra tripla + una cavolata e poi un’altra tripla. Tutto ciò, al netto che Ross non pare in giornata, ci fa stare a galla e non naufragare. Arriviamo persino ad un 30-34 poi Verona scappa ancora un po’ e si va all’intervallo lungo 43-49. Brown non pare in giornata, e così il play folletto. Nel terzo quarto Ross comincia a carburare, anche se da par suo monopolizza un po’ troppo il gioco, un paio di triple di Johnson ci fanno bene, Brown non fa meraviglie, si arriva al 62-62 ma Verona mette in retina un paio di triple e riparte di nuovo. Numero della coppia Ross-Owens, si va all’ultimo intervallo 73-76. La Tezenis che porta i colori della grande Ignis, gialloblu, è tosta, autorevole in campo, fa il suo gioco e ci castiga appena ci avviciniamo. Molto bene Taylor Smith ma anche Anderson, il coriaceo Cappelletti, Bortolani. Ultimo quarto, altro numero della coppia Ross-Owens(foto) e, finalmente, si sveglia Brown quando più ci serve. E se Wolde ci aveva salvato all’inizio, ora Markel mette due triple che sono ossigeno puro. Finalmente il sorpasso. E mentre Caruso (bravo anche lui) ci lascia per 5 falli Ross tiene bene il campo e così De Nik e così Owens e tutto sommato anche Johnson che caccia una tripla in un momento importante...il nostro vantaggio cresce sino al 98-88 quando mancano un paio di minuti. Verona non muore mai, ci crede sino allo stoppone finale di Owens (dopo errore di Brown) che chiude la partita: 98-94.

Che dire? Che siamo a 26 punti, vicini ai play-off (una parola non più proibita), che la OJM ha rischiato di perderla (per merito di Verona, si capisce) ma che alla fine – anche grazie ad un pubblico favoloso – l’ha vinta. Per cui: forza Varese!


sabato 25 marzo 2023

Sulle orme di Angelo


 

Angelo Monti amava il nostro Sacro Monte. Che le nuove generazioni possano seguire il suo esempio. 

Il nostro caro Angelo


 

A 91 anni è morto oggi, sabato 25 marzo, Angelo Monti, che qui in foto vediamo lo scorso anno, premiato dalla Famiglia Bosina per il suo multiforme impegno nel bene comune, per la sua amata Varese. Ho avuto modo di conoscerlo, lui, sua sorella Rina, il fratello Antonio, figli di una grande famiglia varesina, dedita al servizio della città e della Chiesa locale. Nel 2008 Angelo mi regalò la sua gentilezza, partecipando alla presentazione di un mio libro e leggendo alcuni passaggi. Leggeva come un attore.

Lo voglio ricordare con ciò che scrissi più di un anno fa, in occasione dei suoi novant'anni.

Ciao, Angelo.

  

Festa a sorpresa stamani, giovedì 27 gennaio, in Salone Estense e in Camera di Commercio a Varese per Angelo Monti, in occasione dei suoi 90 anni. Angelo Monti, molto più del suo essere stato sindaco di Varese per 13 giorni, quando tangentopoli faceva razzia: non a caso venne scelto lui, ragazzo d’oratorio, cattolico praticante, politico nella Democrazia Cristiana ed esempio indiscutibile di moralità, di affezione al bene comune, di serietà nel pubblico e nel privato. Una festa a sorpresa partita dai Monelli della Motta, che hanno in Monti un presidente onorario, mentre presidente effettivo (e anima della festa) è Giuseppe Redaelli, che ha salutato i presenti e ha ricordato il Monti ‘monello’ ma anche l’amico di famiglia, presente nel consiglio di ACI e in Camera di Commercio. Ma hanno parlato bene del canuto varesino, ottimo ciclista, anche il prevosto Mons. Luigi Panighetti, il presidente della Camera di Commercio Fabio Lunghi, l’assessore ai Servizi Sociali Roberto Molinari, e poi il regiù della Famiglia Bosina Luca Broggini, Luigi Barion di ‘Varese per l’Italia’, l’ex sindaco di Varese Giuseppe Gibilisco, Cesare Corti per la Robur et Fides, altri ancora. Era presente, anche se non ha preso la parola, l’ex Ministro Roberto Maroni. E poi ha parlato lui, Angelo, con la sua voce potente, la sua cadenza da attore, il suo latinorum: “Mi avete riservato un’accoglienza esagerata!” Dando prova di una umiltà che tutti gli riconoscono, ha ammesso di dover fare un mea culpa per quanto non è riuscito a fare nella sua lunga vita: “Avrei potuto fare di più, essere più significativo.” Dal Salone Estense la festa si è poi spostata in Camera di Commercio, dove Angelo Monti ha dimostrato per 35 anni la sua professionalità, il suo amore per Varese, la sua vasta cultura, la sua disponibilità ad ascoltare, ad aiutare. Varese ha quindi dato un abbraccio corale, meritato e doveroso a questo varesino d’eccellenza, che porta sempre due stilografiche nel taschino della giacca perché, se andate da lui, è pronto ad appuntare il vostro nome, la vostra richiesta, e a regalare promesse per lo più mantenute.

Il sorriso e la fantasia di Silvano Contini


 




La biblioteca di Gavirate ha ospitato stamani, sabato 25 marzo, la presentazione del libro che Paolo Costa (giornalista in Regione Lombardia) ha voluto dedicare a Silvano Contini, ciclista varesino classe ‘58 che è stato fra i professionisti più autorevoli delle nostre terre ondulate e ciclisticamente appetibili. Costa ha così chiarito le ragioni del suo impegno di scrittore: “Avevo già scritto un libro su Binda e uno su Bartali, dovevo completare la trilogia ed ecco il nome di Silvano Contini. La qualità di un ciclista non si giudica solo dal numero di vittorie, ma dai valori che ha saputo trasmettere in tanti anni di carriera.” Commosso Contini, oggi nonno felice, detto allora il piscinìn per la sua altezza e per la giovane età che lo ha visto professionista. “Sì” ha detto Silvano, “quando sono entrato alla Bianchi avevo 19 anni e mi chiamavano piscinìn, al cospetto di Gimondi che aveva 36 anni e di tanti altri corridori ormai al termine della carriera.”

Ospite d’onore, compagno di squadra e rivale, coetaneo dal palmarès invidiabile sedeva stamani in biblioteca anche Beppe Saronni, un corridore che ha vinto davvero tanto, compresa una Tre Valli varesine, quella nella quale Contini arrivò terzo.

Sergio Gianoli, giornalista e anch’egli ottimo ciclista dilettante, con una vittoria alla Varese-Campo dei Fiori, ha saputo trovare le domande adatte per regalare una mattina di sport, in una sala ricolma di appassionati delle due ruote.

Il volume, 180 pagine riccamente illustrate, ha come editore Sunrise Media, una casa editrice che fa dello sport il suo cavallo di battaglia.

Sulla qualità della scrittura di Paolo Costa non abbiamo dubbi. Lo leggeremo e torneremo sull’argomento.

Titolo: ‘Sorrisi e fantasia-Il ciclismo di Silvano Contini’. Sottotitolo: Storie e retroscena negli anni di Gimondi, Hinault, Saronni, Moser.

Sorrisi perché Silvano Contini è noto per il suo sorriso, per la sua visione ottimistica della vita; fantasia perché il ciclismo degli anni Settanta, Ottanta, Novanta utilizzava anche molta fantasia.

 Il ricavato della vendita del volume avrà una finalità benefica.