domenica 5 aprile 2026

Vittorio: comunque è un rischio, una scommessa


 

A 84 è morto il giornalista e scrittore Vittorio Messori. Le nostre vite si sono incrociate tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta. Il primo incontro durante i miei tre anni all'Isef. Era appena stato pubblicato il suo best seller 'Ipotesi su Gesù' e il mio docente di morale lo adottò come libro di testo per l'esame. Ricordo che non mi impressionò più di tanto, avevo oltre 50 esami da affrontare in tre anni. Quando però, alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta, cominciarono i miei dubbi di fede, allora di corsa recuperai quell'ipotesi sul Nazareno, comprai anche 'Scommessa sulla morte' e 'Inchiesta sul cristianesimo', sempre di Vittorio. Non ottenni la soluzione ai miei dubbi di fede, ma del resto il modenese Messori l'aveva sempre detto: bisognava scommettere, rischiare, anche nella fede, come in molte altre scelte della vita, matrimonio compreso (questo lo aggiungo io). Un salto nel buio, insomma. Con la sua 'Ipotesi', cercava forse di mettere almeno un lumicino in quel buio. Messori si dedicò anche alla narrativa, lessi un suo romanzo che non mi esaltò. Lui lesse (almeno così scriveva in una sua lettera a me indirizzata) il mio primo romanzo, 'La Comune di Barbara', e scrisse qualche riga abbastanza elogiativa. Ma immagino fossero parole di circostanza, visto che l'editore gli aveva spedito il mio libro e qualcosa doveva pur rispondere. Ora forse riprenderò in mano per la terza volta 'Ipotesi su Gesù' nella speranza, vana, di un po' di luce.

Ciao, Vittorio.

Chi la fa, l'aspetti


 

Chi vince di un punto, si aspetti di perdere per un punto: questa è una delle leggi, non scritte, del basket. E puntalmente si è avverata. Avevamo di recente vinto di un punto, con canestro di questo signore in foto, Iroekbo, all'ultimo secondo. Una gioia indescrivibile. Ieri abbiamo perso di un punto (90-89) a Trento, dopo una tripla di Alviti a 4 secondi dalla fine, che ci avrebbe regalato la vittoria. Ma restavano 4 secondi e due tiri liberi per i trentini, che non li hanno sbagliati. Era un match molto importante per i play-off, è ancora lunga, può capitare di tutto ma è una sconfitta che brucia. Si sa: chi la fa, l'aspetti!

Forza Varese!

sabato 4 aprile 2026

Sole estivo sulla 1st Zanzi's half marathon

 


Oltre 20° sulla ciclabile del lago di Varese in questo sabato santo estivo, 4 aprile. Meteo più che favorevole per la prima edizione della mezza maratona familiare di casa Zanzi, arricchita dalla partecipazione di alcuni amici. Al via, alle 15, Valentina, Maddalena, Carlo, Umberto, Alessandro, Maurizio, Daniele e Alberto. Partenza dal km 0 al lido della Schiranna, direzione in senso orario verso la sponda sud, giro di boa al km 10,5, non lontano da Cassinetta. Tutti al traguardo, con differenti tempi ma uguale impegno e soddisfazione.

venerdì 3 aprile 2026

Nel suo abito della festa


 

Chi oggi, venerdì santo 3 aprile, è salito al Sacro Monte, ha incontrato Varese col suo abito della festa. Seduto al Ristorante Milano, ho anche visto la prima rondine della stagione. Scendendo per via Coventino, Milano si toccava con mano.  

giovedì 2 aprile 2026

Pallone sgonfiato


 

Fra i miei interessi sportivi, il pallone del giuoco del calcio si sta sgonfiando.

in foto: pallone utilizzato per la partita Varese-Valenzana, campionato di serie D 

Venerdì Santo


E' davvero esistito un uomo chiamato Gesù, vissuto in Palestina più di 2000 anni fa, morto in croce? Molto probabilmente sì. Era davvero il Figlio di Dio? E Dio esiste? Queste ultime due domande non hanno risposta. Vale la pena porsele? Sì, ma senza aspettare una risposta. O sì o no, così, alla cieca. Ma una certezza c'è: l'uomo. Darsi da fare per l'uomo è una buona idea. Dio -ammesso ci sia- approverebbe. 

Il Crocifisso di San Pietro in Silvis - Induno Olona, Varese 

 

Giovedì Santo, Varese affranto


 





Clima mite, terreno di gioco tutto sommato accettabile, poca gente sugli spalti per il turno prepasquale del campionato di calcio di serie D, quello del Varese, che sul terreno amico affrontava oggi, Giovedì santo 2 aprile, la Valenzana, qualche punto meno del Varese in classifica. Giovedì santo senza molta gloria, e tutto sommato i rossoblu vincono con merito. Primo tempo inguardabile, ritmo lento, noia. Ad un certo punto uno scossone: prima un rigore chiesto a gran voce dalla Valenzana, e subito dopo un errore oratoriano del nostro portiere Taina, che esce maldestramente, lascia scoperta la porta, permette a Montini di segnare con una certa facilità (foto). Comprensibile la sua esultanza. E' il 24° del primo tempo. Nel secondo tempo il Varese parte più grintoso, costruisce qualche palla gol, poi la papera clamorosa del portiere ospite: buca la sfera che rotola beffarda in rete e Sattanino, di giallo vestito (foto), non può che allargare le braccia chiedendo scusa. Il Varese non molla, vuole vincere ma diamo merito alla Valenzana, perché Doria al 30° imbastisce una bella azione, un tiro di buona fattura, ed esulta (foto). I biancorossi ci mettono tanta buona volontà ma nulla più. Nessun dramma: il Vado è troppo avanti, la retrocessione è da escludere, stiamo nell'aurea mediocritas.
Forza Varese!