venerdì 13 febbraio 2026

Primizia


 

Oggi pomeriggio primo Campo dei Fiori del 2026. Via..si riparte! Ho voluto la bicicletta e, con piacere, pedalo.

La nuova stagione del Premio Chiara



 







Quando morì San Carlo Borromeo, per svolgere il suo immane lavoro fu necessario l'utilizzo di più Cardinali, non ricordo se quattro o cinque. Fatte le debite proporzioni, e gli ambiti diversi, alla morte di Bambi Bianchi Lazzati sono stati chiamati in campo un certo numero di giovani, non so se quattro, cinque, sei o di più. Perché Bambi era l'anima e il braccio del Premio Chiara che stamani, a Villa Recalcati, si è presentato nella sua nuova veste, meglio, nella nuova stagione. Conferenza stampa del Premio Chiara/Festival del racconto 2026. Ha fatto da coordinatore dell'evento Salvatore Consolo che, con Cesare Chiericati, a nome dell'Associazione Amici di Piero Chiara ha raccolto il testimone della coppia Oldrini-Bambi, e ha avuto la brillante idea di preparare e salvaguardare il futuro del Premio, coinvolgendo i giovani. In esordio il ricordo di Bambi e di Pietro Macchione (a lui sarà dedicato il Premio Chiara inediti), quindi largo ai giovani (che si sono presentati) e alle autorità. Il Chiara può ancora avvalersi del sostegno di Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Varese, del Comune di Luino, di svariate associazioni (Camera di Commercio, Confidustria, Fondazione Comunitaria del Varesotto...), un supporto fondamentale. Abbiamo ancora il Premio Chiara Editi, quello per Inediti, il Chiara Giovani, il concorso di Filmmaking e due novità: il Chiara 12-14 e il Premio 'Una voce per Piero Chiara'. 
E poi gli eventi, nel periodo febbraio-maggio 2026. "Tutti gli eventi sono a ingresso libero" si legge nel Comunicato stampa "a conferma della vocazione del Premio Chiara alla diffusione della cultura e del racconto come spazio di confronto e condivisione."
Premio Chiara alla Carriera 2026 al maestro Riccardo Muti.
Tutti i particolari della rassegna e i bandi sono sul sito: www.premiochiara.it 

giovedì 12 febbraio 2026

Le mie Olimpiadi


 






Come la totalità di chi pratica sport agonistico, sognavo di andare alle Olimpiadi. E come per la maggioranza di chi sogna la gloria olimpica, non ci sono andato. Ho fallito Montreal 1976, avevo vent'anni. Mi è andata male anche a Mosca '80 e Los Angeles '84. Teoricamente avevo l'età anche per Seul 1988, ma all'epoca avevo già due figlie e gareggiavo nelle Olimpiadi domestiche! Pazienza. Se non fosse stato per le mie figlie, non avrei neppure partecipato alle Olimpiadi come spettatore non televisivo, e invece mi hanno regalato un biglietto e ieri ero a Rho Fiera, per la partita di hockey femminile Finlandia-Canada (5 a 0 per le canadesi). Un pomeriggio di emozioni.

La Varese che amo


Per il rinnovo della carta d'identità mi sono recato tre volte all'ufficio anagrafe di Varese. E per tre volte ho incontrato una dipendente dell'ufficio. Ha molti compiti: dare il benvenuto agli utenti e indirizzarli ai vari sportelli, nonché risolvere ogni genere di richiesta e consegnare le nuove carte di identità. Ebbene, questa signora mi ha sorpreso per la gentilezza e la pazienza. Mi ha persino chiamato per nome. E questo trattamento era riservato a tutti, ovviamente. Una fiammella luminosa.

Questa è la Varese che amo, anche se qui Varese c'entra poco. Parlerei di buona educazione e di passione per il proprio lavoro.

 

martedì 10 febbraio 2026

Lavoratori dello spettacolo


 

Un conto è lo sport per la salute (che tutti dovrebbero praticare), un altro mondo è lo sport agonistico. Gli atleti professionisti sono lavoratori dello spettacolo. Si allenano, spesso (dipende dallo sport) rischiano anche la vita per tanti motivi, ma uno è senz'altro mostrare ad un pubblico ciò che può fare un corpo umano, insieme a una mente umana. A volte il risultato è davvero 'disumano', sorprendente, degno di ammirazione, esaltante, incredibile. 

Fumo rosa



 

Stamani il cielo plumbeo non regalava allegria. All'alba un'apertura a oriente ha lasciato spazio ai raggi di sole dell'alba. Il fumo di un comignolo si è tinto di rosa. Il grigio per un attimo si è colorato. 

domenica 8 febbraio 2026

Lindsey


 

Ci sono le persone normali, prudenti, mediocri (come me) e poi c'è Lindsey. Una campionessa stratosferica ma mai appagata. Un fisico messo a dura prova da tanti incidenti, una clamorosa ripresa a 41 anni, altre vittorie inimmaginabili, il sogno di un oro (l'ennesimo) alle Olimpiadi, un ginocchio che si acciacca di nuovo, ma lei non può fermarsi. E così parte per la libera di Milano-Cortina, cade, un infortunio grave, una gamba spezzata e una valanga di critiche dai mediocri come me. Doveva accontentarsi. 

Ma i tipi come Lindsey sono di un altro pianeta. Sono capitati qui di passaggio. Probabilmente tornerà da dove è venuta.