venerdì 15 maggio 2026

mercoledì 13 maggio 2026

martedì 12 maggio 2026

Da 64 anni


 

Da 64 anni la bicicletta è mia fedele amica. Anche stamani, nel vento, mi ha tenuto compagnìa. Posso garantire che la foto in alto (siamo nel 1962) è stata scattata di domenica o di giorno festivo, perché ho la cravatta, di quelle con l'elastico. Mia mamma ci teneva che i suoi bambini fossero eleganti...anche in bici! 

domenica 10 maggio 2026

OJM: alti, bassi e un finale onorevole



 Domenica 10 maggio: Varese perde nettamente a Bologna, Trento vince in casa contro Milano, quindi Trento va ai play-off, noi ultima doccia e via, per le vacanze. Diciamo la verità: avremmo incontrato come prima partita dei play-off proprio Bologna, la prima della classe, quindi saremmo usciti subito però un'altra partita in casa ci stava, anche per onorare quello che è stato il costante protagonista di questa stagione (e anche delle altre): il pubblico. Sempre presente, anche nei momenti più bui, sempre entusiasta e fiducioso, nella speranza di un ritorno glorioso ai fasti di un tempo ormai lontano. Che dire in sintesi? Si è visto ciò che si è visto negli ultimi anni: alti e bassi, tremarella per il rischio retrocessione, poi la vittoria contro Trapani, poi Trapani che esce dal campionato quindi solo una squadra dovrà lasciare la A, poi i 2 punti guadagnati contro i siculi ci vengono negati ma inanelliamo vittorie importanti, anche con squadre blasonate, si allontana l'incubo serie A2 e nelle ultime giornate appaiono come un miraggio i play-off, sempre più vicini, sfumati ieri in serata. Si apre ora, nuovamente, il laboratorio per la prossima stagione, perché la OJM Pallacanestro Varese è sempre un cantiere aperto, ogni anni si ricomincia, non ci saranno certamente Assui, capitan Librizzi e Nkamhoua, ma altri se ne andranno e altri dovranno vestire la maglia biancorossa. Con una sola certezza: il pubblico non mancherà!

Forza Varese!

La Prima Comunione di Tommaso


 

Grande feste e grandi emozioni oggi, domenica 10 maggio, per la Prima Comunione di mio nipotino Tommaso.

Allargando il discorso, credo che il problema non sia il sacramento dell'Eucarestia, ma quello che lo precede e che è il viatico della Comunione, e cioè la Confessione. Non ho statistiche, ma credo di non sbagliare se affermo che non pochi credenti non si accostano più alla Comunione perché bloccati dalla Confessione. Inoltre sono convinto che, fra quelli che si accostano all'ostia benedetta, un certo numero non si è confessato: nessun prete può negare la particola, perché nessun prete ha la certezza che un fedele non sia passato prima dalla Confessione. Questa seconda categoria di credenti può appellarsi ad una preghiera che, nella Messa, precede di poco la Comunione: 'O Signore, non sono degno di partecipare alla Tua mensa, ma di' soltanto una parola, ed io sarò salvato'. 

Il pensiero che il clero abbia 'inventato' la Confessione per una forma di controllo e di conoscenza del vissuto dei fedeli è assai disturbante.

 

sabato 9 maggio 2026

Gli è andata bene


 

Con le formiche sono drastico: se sono in casa o all'interno del garage le uccido senza pietà, se sono all'aria aperta le lascio vivere. Mi pare giusto. A questa formica oggi è andata bene, perché stava lavorando sul muro esterno del garage. Stava trasportando una briciola, per noi l'equivalente di una patata da record. Già pensava alle riserve invernali? 

Un angolo di Val Gardena



 

Anni fa abbiamo raccolto un pinetto sul Monte Pana, in Val Gardena. Era alto meno di una spanna. Uno di quei tanti pinetti che non cresceranno mai, finito proprio sulla rivetta della strada. Più volte l'ho dato per spacciato, ridotto a pochi rametti, soprattutto in inverno. Questa primavera ha avuto una botta di vita verde, ed ha di molto aumentato i suoi aghi, virgulti color clorofilla. Mi rallegro. Se va avanti così lo pianteremo sul prato. Un angolo della nostra amata Val Gardena.

venerdì 8 maggio 2026

Disinfettati


 

Noi anziani non stiamo molto simpatici ai giovani. Almeno lo immagino. Ci considerano tanti, troppi, gente che ha avuto dei privilegi e che non è stata in grado di garantire questo tenore di vita a figli e nipoti. Quindi un po' colpevoli, anche se non direttamente impegnati in politica o in ruoli decisionali di alto profilo. Quindi noi anziani dovremmo evitare atteggiamenti troppo 'conservativi', come di chi ha paura anche della sua ombra, si tiene stretta la vita, manco fosse appena nato e avesse tutta la vita davanti. Tale pensiero mi è stato suggerito da un fatto. Ieri ero a Messa, alla mia destra una anziana ancor più vecchia di me, diciamo più vicina agli ottanta che ai settanta. Quando è giunto il momento dello scambio del segno di pace, ero pronto con la mano verso la sua ma lei ha congiunto le mani in atteggiamento orante, si è chinata, ha detto 'Pace, pace' e non mi ha dato la mano. Pochi istanti dopo ha donato al sacrestano una moneta, e si è subito passate le mani con un detergente. Immagino i pensieri di un giovane, di fronte a tale signora 'disinfettata'!  

giovedì 7 maggio 2026

Federica




 

Ciao Federica, ragazza morta troppo presto. Ti offro una rosa, il suono della campana della Schiranetta, il più bel cielo di maggio. 

Enrico Piazza sull'Etna con gli sci





 

'Gitarella' siciliana per il mio amico Enrico Piazza, che oggi ha pensato bene di raggiungere il cratere di NE dell'Etna (3340 m slm) con gli sci. Vento tremendo ma vetta raggiunta!  

mercoledì 6 maggio 2026

Bani, Bianchi e Massari alla Piccola Fenice


 





Anna Bani, Arnaldo Bianchi e Valeria Massari, tre poeti varesini, sono stati accolti ieri sera, mercoledì 6 maggio, alla Piccola Fenice di Silvio Raffo, per un momento culturale intenso, direi appassionato, perché appassionato è anzitutto il padrone di casa, Silvio Raffo, poeta e narratore, che nel suo procedere avanti e indietro negli spazi del suo bazar letterario, libro alla mano, ha letto, improvvisato e certamente valorizzato l'arte poetica dei tre ospiti. Ci ha messo la sua competenza (sebbene sempre da seduto) un altro Silvio, Aman, intellettuale colto e sensibile. I tre autori, accomunati da una non comune padronanza poetica, hanno avuto modo di leggere alcune liriche. Come giustamente ha sottolineato Raffo al termine dell'incontro, "non è facile a Varese, ma anche altrove, trascorrere una serata così arricchente, non banale."

Sete



 

Tutti vorremmo bere quell'acqua che toglie definitivamente la sete.

Ciao Evaristo


 

Quando muore un tuo coetaneo, ci resti male. Evaristo Beccalossi, centrocampista dell'Inter, era nato il 12 maggio del 1956, un mese prima di me. Alla fine degli anni Settanta, inizi Ottanta il calcio era l'ultimo dei miei interessi, quindi non ho molti ricordi di Beccalossi, che proprio in quegli anni ha fatto grandi cose all'Inter. Per me c'erano la fine degli studi, il militare, l'inizio della professione, il matrimonio...Non seguivo il calcio ma - nerazzurro da sempre - gioivo quando sapevo che l'Inter aveva vinto.

Ciao, Evaristo, degno, degnissimo coscritto!

martedì 5 maggio 2026

Scrivo coi piedi


 

Scrivo coi piedi in una duplice accezione. Da un lato perché la mia scrittura non è certo 'raffinata e ricercata', e dall'altro perché per trovare buone idee e schemi di capitolo spesso devo camminare, a volte persino correre o pedalare. 

lunedì 4 maggio 2026

Arnaldo Bianchi alla Piccola Fenice


 


Il Centro culturale 'La piccola Fenice' di Silvio Raffo (via Caracciolo a Masnago) ospita mercoledì 6 maggio, ore 21, il poeta varesino Arnaldo Bianchi. Bianchi, classe 1954, da anni pubblica regolarmente le sue liriche, molte le raccolte già al suo attivo (in uscita una nuova silloge in questo 2026), e soprattutto concordi i pareri dei critici in merito alla sua poesia, che definirei essenziale. Lo stesso Raffo considera Arnaldo Bianchi una delle voci più convincenti nel panorama lirico della nostra città. Non resta che andarlo a trovare mercoledì prossimo. 

San Vittore e Girometta d'Oro 2026

 










San Vittore e Girometta d’Oro 2026

 

Domenica 3 maggio la Famiglia Bosina ha dato il meglio di sé, organizzando la Festa di San Vittore e la tradizionale consegna della Girometta d’Oro. Partenza all’alba dalla Madonna del Monte, accensione della fiaccola che dal Santuario mariano, percorsi oltre 40 km e toccati i rioni cittadini, è giunta in Salone Estense. Qui il regiù della Famiglia, Luca Broggini, ha introdotto la mattinata, che ha visto la premiazione di due attività commerciali: la prima, storica, ben 130 anni di vita, e cioè la fabbrica di caramelle Mera & Longhi, la seconda, neonata, cioè il ristorante Tarèl. Quindi il momento solenne, la Girometta al registra teatrale Andrea Chiodi, regista emergente nato e cresciuto in una città che non possiede un teatro di prosa. Quindi il corteo, con il Gruppo Folk Bosino, i rioni, gli sbandieratori, si è diretto verso la basilica di San Vittore, dove il prevosto Mons. Gabriele Gioia, con la fiamma accesa al Sacro Monte, ha dato fuoco al faro, simbolo del martirio, in onore del santo martire Vittore: ecco come brucia la gloria del mondo, un attimo, una fiammata, mentre bisogna ricercare la gloria di Dio. Al termine della Messa solenne è stata premiata Mamma dell’anno Felicita Maria Mortarino, classe 1924, mamma, nonna e bisnonna. Infine un rinfresco, offerto dalla Famiglia Bosina.


domenica 3 maggio 2026

La sciarpa di Mock


 



Mio fratello Mock, grande tifoso dell'Inter, aveva una bella sciarpa nerazzurra, che oggi ho io. Ieri sera, alle 22, vincendo l'Inter 1 a 0 contro il Parma alla fine del primo tempo, ho stretto quella sciarpa in vita e sono sceso di corsa in centro, passando prima da via Crispi (dove aveva lo studio il mio caro amico Leo, interista in ogni cellula) e poi anche in via Ugo Foscolo, l'abitazione dove noi fratelli Zanzi abbiamo trascorso i primi anni di vita. In piazza Monte Grappa alle 22.40 la festa non era ancora cominciata, ho tirato dritto per il viale Aguggiari, qualche auto strombazzante, una bandiera sventolante fuori da un finestrino, una bella doccia, una tisana e via a dormire, pensando a Mock, agli anni Sessanta, al potere di una sciarpa e di due colori.   

Lago d'argento


 

Il sole e la barca giocano con l'acqua del lago d'Orta.

Dall'altra sponda



 La Madonna del Sasso e l'isola di San Giulio visti da Orta.

venerdì 1 maggio 2026

Un aiuto a credere


 



Non sono certo io ad avere certezze di fede, ma la vista di così tante chiese in pochi chilometri quadrati, in Piemonte, edifici religiosi che si specchiano nel lago d'Orta, certamente mi interroga, e un poco mi rincuora. Quanto meno questo bisogno di Dio è davvero tenace come il granito che regge il santuario della Madonna del Sasso, pietre che dall'anno mille hanno edificato il campanile della chiesa di San Filiberto di Pella, e poi San Bernardino vicino ad Ardò e via dicendo.