giovedì 6 maggio 2021
mercoledì 5 maggio 2021
Amo parlare della morte
Amo parlare della morte non perché ami la morte...tutt'altro....la odio...a meno che non arrivi per liberarti dal soffrire...e spesso è così...amo parlarne perché spero di riuscire a succhiare tutto il 'buono' che, dalla prospettiva della morte, si può ricavare. E cioè uno smodato amore per la vita, anche se a volte si è tentati (e lo si fa) di godersi la vita perché lo si ritiene non solo lecito ma doveroso e giusto, una sorta di compenso per la tragedia della fine.
Parlare della morte significa prendere in considerazione Dio, che è (ipotesi o verità?) una via consolatoria, a volte essenziale, unica, indispensabile per molti. Ad esempio per me.
martedì 4 maggio 2021
Un Giro d'incoerenza
Sabato, da Torino, partirà il Giro d'Italia 2021. Mantengo tutte le mie riserve sullo sport agonistico (troppo stress per il fisico, troppa competizione, troppi rischi...troppi trucchi), eppure -in piena incoerenza e contraddizione- sarò lì a guardare le tappe del Giro. In genere guardo gli ultimi 20-30 km delle tappe di pianura. e seguo con più attenzione le tappe di montagna. Quest'anno poi abbiamo una squadra, la Eolo-Kometa, prettamente varesina, con Ivan Basso come general manager. Da sessant'anni vado in bicicletta, ora più che mai solo per la salute e solo in salita, non in mezzo al traffico, niente competizione, solo sfida con me stesso e con il cronometro, che inesorabilmente attesta il mio declino.
Mamma piantala!
Mamma piantala! E' questa la simpatica esclamazione che fa da 'colonna sonora' all'iniziativa che la Fondazione Centro per la Famiglia-Istituto La Casa di Varese onlus mette in campo per la Festa della mamma di domenica 9 maggio 2021. Sui sagrati delle chiese del decanato, a partire dalle Messe prefestive del sabato sera, si potrà fare un dono solidale, portando a casa una (o più) piantina di rosmarino, salvia, timo, menta, basilico...profumi delicati e preziosi in cucina.
Per ulteriori informazioni: www.lacasadivarese.it
Ciò che possiede Caterina
Questa volta mia figlia Caterina non c'entra. In effetti quando qui sul blog parlo di Caterina spesso è lei la protagonista. Qui alludo a Caterina Soffici, giornalista e scrittrice, che vive a Londra. Abbiamo fatto parte della Giuria del Premio Chiara per alcuni anni, agli inizi del nuovo millennio. Esce in questi giorni nelle librerie il suo nuovo romanzo, 'Quello che possiedi' (Feltrinelli). Ecco la trama:
Clotilde ha ottantadue anni e la malattia non l’ha cambiata troppo: è algida, elegante, impeccabile ed eccentrica come è sempre stata. Il tempo ha solo sbiadito i segni della sua bellezza. Olivia, sua figlia, è in piena crisi di mezza età: vegetariana, ossessionata dalla forma fisica, corre per non pensare al rapporto traballante con il marito e alla propria vita intrappolata in un vicolo cieco. Quando in una mattina di autunno Clotilde sparisce da Villa del Grifo, la dimora sulle colline di Firenze che appartiene da secoli alla famiglia, nessuno sa spiegarsi il perché. Anche da giovane amava partire a bordo della sua Lancia Aurelia in viaggi molto chiacchierati dagli avventori del bar tabacchi delle Tre Vie. Ma questa volta è diverso, tutti lo capiscono subito: questa fuga ha a che fare con la sua giovinezza. Nel suo passato è successo qualcosa di doloroso che ha sempre cercato di nascondere dietro le formalità e i rituali della vita altoborghese, tra mondanità e viaggi. Ora che la fine si avvicina, Clotilde deve fare i conti con i suoi demoni. E Olivia è inevitabilmente coinvolta nella ricerca della verità. Perché il passato della madre riguarda anche la figlia. Sua la scelta se continuare sulla strada delle menzogne e dei silenzi o prendere in mano il proprio destino, per dimostrare prima di tutto a sé stessa che ognuno è in grado di scrivere il proprio futuro e trovare la libertà. Caterina Soffici svela le ferite nascoste sotto una bellezza insidiosa per raccontare un’intensa storia di ribellione e riscatto al femminile.
lunedì 3 maggio 2021
Sassolungo a domicilio
Salvo imprevisti Covid, il mio nuovo romanzo 'Sassolungo' verrà presentato a Varese sabato 5 giugno 2021, ore 16, Salone Estense.
Chi desidera ricevere prima il libro lo può fare anche rivolgendosi direttamente a me (carlo.zanzi@teletu.it 338.6806423). Consegnerò personalmente il volume (euro 14).
sabato 1 maggio 2021
Buon lavoro a Daniele Bellasio
Da oggi, primo maggio, Daniele Bellasio è il nuovo direttore del quotidiano La Prealpina. Auguro al giornalista (che ha lavorato anche a Repubblica) buon lavoro: che sappia ben dirigere lo storico quotidiano varesino, per il quale ho collaborato alcuni anni.
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