mercoledì 1 luglio 2026

Allora...te lo spiego io


 

Chi, di fronte alla ‘Merde d’Artiste’ di Piero Manzoni non ha detto fra sé e sé: “Ma che cagata è?” Eppure c’è chi la considera un capolavoro, un pezzo d’arte significativo e geniale. Abbiamo preso come esempio la scatoletta contenente feci umane ma gli esempi sarebbero assai abbondanti, perché l’arte contemporanea in qualche modo ha a che vedere con il ritornello ‘non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace’. E a qualcuno piace la merda d’artista, o l’orinatoio di Marcel Duchamp, o i rivoluzionari tagli di Fontana, oppure la banana scocciata da quel gran genio di Maurizio Cattelan.

Alberto Palazzi, che non è per professione esperto d’arte (è un ex docente di lettere) ma che ama l’arte ed ha acquisito una certa esperienza, si è divertito a scrivere il libro ‘Allora…te la spiego io’ (Menta e Rosmarino editore), che ha per sottotitolo ‘Dispute semiserie tra chi grida capolavori e chi storce il naso’. Palazzi prende in esame una quindicina di ‘capolavori’ e immagina dispute fra chi il capolavoro lo mette senza virgolette, e chi le virgolette le segna eccome e, appunto, storce il naso. L’autore prende posizione? Con chi sta? Non si sbilancia più di tanto, però un poco sì, perché nel penultimo capitolo immagina, al tavolino del Bar Jamaica, i redivivi Picasso, Pollock, Duchamp e Kandinsky, artisti astrattamente contemporanei. I quattro discutono, ma ecco aprirsi uno squarcio dal soffitto, calano Caravaggio e Van Gogh e dicono la loro. Ed ecco il finale: “Caravaggio e Van Gogh svanirono insieme, lasciando dietro di sé solo il fruscio dei pennelli inutilizzati. Quando il silenzio tornò, i pittori ‘moderni’ rimasero immobili. In silenzio. Un silenzio che sapeva di lezione impartita e di grandezza perduta.”

Il libro è impreziosito e completato dalla prefazione di Maurizio Lucchi e dalla postfazione di Silvano Colombo.

Lo scopo principale di questa nuova avventura letteraria di Palazzi è quello di provare a costruire un dialogo fra chi grida ‘capolavoro’ e chi storce il naso, con curiosità, qualche lecito dubbio e, quando serve, magari anche un sorriso.


Altro non chiedo


 

ALTRO NON CHIEDO

 

Altro non chiedo

che tanti amici fidati

e un morbido sostegno

alla mia coscia;

figli, nipoti e, forse, un Dio possibile.

Un bagno nel mattino,

un divano la sera,

un romanzo in testa

e un altro nel cassetto,

occhi da poeta

e gambe svelte in salita,

dolori sopportabili,

voli taglienti di rondini,

grasso e rughe quel giusto,

il bello di ogni donna,

un giorno ancora,

e un altro,

e un altro

e un altro

e un altro ancora

perché poco ho imparato

ed è tempo di esami.

 

 

1.7.2026