Ogni
volta che incontro le opere di Nicoletta Magnani, artista multimodale, mi dico:
“Ecco un talento che non è valorizzato abbastanza, che non è conosciuto
abbastanza.” E aggiungo: “Ma è giovane, ha tempo davanti.” E così me lo sono
detto anche ieri pomeriggio, al vernissage della sua personale in Sala Veratti
a Varese; una prima inaugurazione, che ha puntato soprattutto sulla Magnani
scrittrice di brevi testi in prosa poetica, che accompagnano le sue opere
pittoriche, capolavori realizzati per lo più con penne a sfera su fondo di
tempera acrilica. Perché Nicoletta una sola volta ha provato la pittura ad
olio, a 16 anni, nel 1988, e quel quadro è presente, ad aprire la fila dei suoi
lavori (foto). Ha capito che l’olio non faceva per lei, e la sua mano talentuosa
ha impugnato la matita. Il designer Giovanni Anceschi l’ha definita ‘artista
multimodale’: come dargli torto? La Magnani scrive, disegna, recita, canta, suona, vive
d’arte nel senso che è artista in ogni cellula del suo sottilissimo corpo, e
vive d’arte perché non svolge altra professione che non sia legata a questa sua
impellenza vitale. Ecco allora che Nicoletta merita doppiamente di essere
conosciuta. L’occasione? Il secondo vernissage, sabato 11 luglio, ore 18, Sala
Veratti in via Veratti 20, a Varese. Parlerà di Nicoletta Lara Treppiede. E poi
ci sarà tempo sino al 25 luglio, ma solo il fine settimana (venerdì e domenica
al pomeriggio, sabato mattina e pomeriggio).
Questa
personale antologica si avvale del supporto del Comune di Varese e del Circolo
degli Artisti. Titolo: ‘Ho visto un cratere nel sole dopo mille miglia di luce
della luna’.
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