sabato 8 maggio 2021

Ra Girumèta in dialètt


 

Antonio Borgato ha dedicato al neo vincitore della Girometta d'Oro 2021, il prof. Paolo Antonio Grossi, una speciale motivazione in dialetto. Eccola:


Ra Giruméta d'òr par ra fèsta da San Vitùr 2021


"Cüràss cun la natüra, l'è lunga ma sicüra",

disévan i nòst vécc se 'n quaivün l'éva in lécc.

"I dutùr al lett d'un maràa hinn 'mè i òrb ca tìran bastunàa",

'l giuntàva là 'n tòcch 'n quaivün un pù matòcch.

Ma in 'sti pruèrbi gh'è pócch da bunséns e sagézza

e, incöö, fànn dumà surìid e tanta tenerézza.

'Na póma al dì la garantìss mia da restà san

e scampà da malànn e da dutùr par cént'ann!

In 'sti ann da "gübèj", dul virus cun la curóna,

ga saréss da ringrazià püssée d'una persóna,

però incöö, ra Famiglia Bosina da Varées

la prémia 'n càmis bianch ca 'l unùra 'l nòst paés.

Par la Giruméta d'òr, difàti, l'ha pensàa

pròpi a 'n dutùr, un prufessùr, un busìn scienziàa

che, ùltra a vèss un lüminàri in du l'uspedàl,

l'è impegnàa in 'sta "guèra" fina a livèll naziunàl.


La Girometta d'oro per la festa di San Vittore 2021


"Le cure con metodi naturali sono lunghe ma sicure",

dicevano i nostri vecchi se qualcuno era malato.

"I dottori al letto d'un malato sono come ciechi che tirano bastonate",

vi aggiungeva qualcuno un po' sciocco.

Ma in questi proverbi c'è poco buonsenso e saggezza

e, oggi, fanno solamente sorridere e tanta tenerezza.

Una mela al giorno non garantisce il restare in salute

e l'allontanamento di malanni e dottori per cent'anni!

In questi anni grami (lett.: di maggiolini), del virus con la corona,

si dovrebbero ringraziare più persone,

però oggi, la Famiglia Bosina di Varese

premia un camice bianco che onora il nostro paese.

Per la Girometta d'oro, infatti, ha pensato

proprio a un dottore, un professore, un bosino scienziato

che, oltre ad essere un luminare in ospedale,

è impegnato in questa "guerra" persino a livello nazionale.

Re Busìn

Festa di San Vittore e Girometta d'Oro


 




                                                        ph carlozanzi


La festa di San Vittore, sabato 8 maggio 2021, è partita all’alba, alle 6.30, dal santuario della Madonna del Monte, con l’accensione della fiaccola e il via alla fiaccolata per i rioni della città, con arrivo dei runner (in testa Micalizzi) dopo 47 chilometri sul sagrato della basilica, dedicata al nostro patrono. Ad attenderli il prevosto Mons. Luigi Panighetti, il sindaco Davide Galimberti, il regiù della Famiglia Bosina Luca Broggini e molte autorità (fra le altre il questore Michele Morelli, il comandante dei Carabinieri Gianluca Piasentin, il comandante delle Guardie di Finanza Marco Lainati, il comandante della Polizia locale Matteo Ferrario), oltre naturalmente ai rappresentanti della Famiglia Bosina.

Messa solenne, accensione del globo destinato alla memoria dei martiri (Sic transit gloria mundi), corale San Vittore, all’organo il maestro Gabriele Conti, intensa omelia da parte del Prevosto quindi, dopo la benedizione, il momento destinato alla Famiglia, che come poche realtà varesine intende valorizzare la Festa patronale, caratterizzandola con alcune premiazioni e su tutte la Girometta d’oro.

Un’edizione 2021 velata di tristezza. La recente scomparsa di Augusto Caravati e di Natale Gorini, due figure di spicco del sodalizio varesino - a lungo ‘regiù’ il primo, ‘re bosino’ l’altro -  lasciano in eredità un po’ di malinconia che si va ad aggiungere alle difficoltà provocate dalla pandemia.
La “Girometta d’oro 2021” è stata conferita al prof. Paolo Antonio Grossi, direttore del Reparto Malattie infettive dell’Ospedale di Circolo, inserito dal Ministero della Salute nella task force che si occupa  del contenimento dell’infezione da Coronavirus. Il prof. Grossi, 65 anni il mese prossimo, bergamasco di nascita, dopo la laurea e la specializzazione ha lavorato a Pittsburgh e al Policlinico San Matteo di Pavia prima di approdare nel 2000 all’Università dell’Insubria e all’Ospedale di Circolo. La “Girometta” è un riconoscimento che vuole premiare non solo la sua indiscussa professionalità e competenza, la sua abnegazione in questi quindici mesi in trincea contro il Covid 19, ma anche il suo unanimemente apprezzato rapporto con i pazienti, che ricorda la tradizione dei medici di una volta che si prendevano a cuore tutto il malato, non solo i suoi organi attaccati dalla malattia.                                                              
Il riconoscimento per l’Attività Economica premia quest’anno la Libreria Antiquaria Canesi  di via Walder 39. Roberto Canesi, geometra con la grande passione per i libri, comincia la sua attività a Pavia, poi, per amore, si trasferisce a Varese dove apre nel 1984 la libreria che da subito è diventata meta di eruditi alla ricerca di testi rari  o più semplicemente luogo d’incontro per bibliofili: Angelo Stella, Luigi Zanzi, Giugi Armocida, Romano Oldrini, Renzo Dionigi  - solo per citarne alcuni – hanno a lungo frequentato e frequentano i locali del signor Roberto. Non solo: grazie a Internet la libreria di Varese ora è conosciuta e vende in tutto il mondo. Da sempre alleata della Famiglia Bosina, la Libreria Antiquaria Canesi è anche punto di riferimento per le iscrizioni al sodalizio e per la vendita dei Calandari.

Il premio Mamma dell’anno 2021 è stato assegnato a Giuseppina Larghi, per tutti alle Bustecche, dove risiede, “Pinuccia”.  Sposata con Claudio da quasi vent’anni, ha avuto due figli Michele e Martina. Quest’ultima, fin dalla nascita, ha avuto necessità di cure particolari e costanti e che la famiglia le ha riservato con dedizione e con amore. Non solo: l’ha aiutata ad inserirsi nella comunità parrocchiale, a scuola e nel centro “Anaconda” che oggi frequenta. Nonostante gli impegni familiari, “Pinuccia” non ha mai smesso di portare avanti i propri impegni lavorativi e si è’ sempre attivamente prodigata nel volontariato, animando la vita di comunità’ e contribuendo a consolidare la Parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino. Negli ultimi mesi “Pinuccia” ha dato una ulteriore dimostrazione della sua forza d’animo trascorrendo, a turno con il marito, lunghi periodi in ospedale insieme alla figlia che, grazie a questa vicinanza, riesce a sopportare con coraggio e con il sorriso anche i momenti più’ difficili. Hanno ritirato il premio il marito Claudio e il figlio Michele.

Infine uno spazio anche ai nuovi Maestri del lavoro, che sono Maria Grazia Rovertoni e Pier Cesare Malgarini, premiati alla presenza fra gli altri del decano ed ex sindaco di Varese Angelo Monti.

 

 


Sic transit gloria mundi


 Brucia il globo dei martiri, il celebrante ripete il tradizionale 'sic transit gloria mundi', così passa la gloria del mondo, a dire che un martire considera la vita terrena secondaria rispetto alla vita in Cristo. Commovente celebrazione stamani in basilica, Messa solenne per il patrono di Varese, San Vittore. La corale, all'organo il maestro Gabriele Conti, l'omelia di Monsignor Panighetti, il pensiero ad un uomo capace di morire per un ideale e quel fuoco, a dire che la vita è volatile, oggi più che mai.   

venerdì 7 maggio 2021

A Paolo Antonio Grossi la Girometta d'Oro


 


Sarà un’edizione velata di tristezza, ma forse per questo ancora più intensamente partecipata quella della Girometta d’Oro 2021. La recente scomparsa di Augusto Caravati e di Natale Gorini, due figure di spicco del sodalizio varesino - a lungo “regiù” il primo, “re bosino” l’altro -  lasciano in eredità un velo di tristezza che si va ad aggiungere alle difficoltà provocate dalla pandemia. Quindi niente corteo e proclamazione al Salone Estense ( le norme anti Covid non lo consentono), ma una sobria cerimonia al termine della solenne celebrazione per la festa di San Vittore in Basilica delle 11,00.  Terminata la Messa e ripetuto l’antichissimo rito del faro, ossia l’accensione del  pallone votivo in ricordo del martirio di Vittore, verranno consegnati i riconoscimenti.
La “Girometta d’oro 2021” verrà conferita al prof. Paolo Antonio Grossi, direttore del Reparto Malattie infettive dell’Ospedale di Circolo, inserito dal Ministero della Salute nella task force che si occupa  del contenimento dell’infezione da Coronavirus. Il prof. Grossi, 65 anni il mese prossimo, bergamasco di nascita, dopo la laurea e la specializzazione ha lavorato a Pittsburgh e al Policlinico San Matteo di Pavia prima di approdare nel 2000 all’Università dell’Insubria e all’Ospedale di Circolo. La “Girometta” è un riconoscimento che vuole premiare non solo la sua indiscussa professionalità e competenza, la sua abnegazione in questi quindici mesi in trincea contro il Covid 19, ma anche il suo unanimemente apprezzato rapporto con i pazienti, che ricorda la tradizione dei medici di una volta che si prendevano a cuore tutto il malato, non solo i suoi organi attaccati dalla malattia.                                                              
Il riconoscimento per l’Attività Economica premia quest’anno la Libreria Antiquaria Canesi  di via Walder 39. Roberto Canesi, geometra con la grande passione per i libri, comincia la sua attività a Pavia, poi, per amore, si trasferisce a Varese dove apre nel 1984 la libreria che da subito è diventata meta di eruditi alla ricerca di testi rari  o più semplicemente luogo d’incontro per bibliofili: Angelo Stella, Luigi Zanzi, Giugi Armocida, Romano Oldrini, Renzo Dionigi  - solo per citarne alcuni – hanno a lungo frequentato e frequentano i locali del signor Roberto. Non solo: grazie a Internet la libreria di Varese ora è conosciuta e vende in tutto il mondo. Da sempre alleata della Famiglia Bosina, la Libreria Antiquaria Canesi è anche punto di riferimento per le iscrizioni al sodalizio e per la vendita dei Calandari.

Il premio Mamma dell’anno 2021 è stato assegnato a Giuseppina Larghi, per tutti alle Bustecche, dove risiede, “Pinuccia”.  Sposata con Claudio da quasi vent’anni, ha avuto due figli  Michele e Martina. Quest’ultima, fin dalla nascita, ha avuto necessità di cure particolari e costanti e che la famiglia le ha riservato con dedizione e con amore. Non solo: l’ha aiutata ad inserirsi nella comunità parrocchiale, a scuola e nel centro “Anaconda” che oggi frequenta. Nonostante gli impegni familiari, “Pinuccia” non ha mai smesso di portare avanti i propri impegni lavorativi e si è’ sempre attivamente prodigata nel volontariato, animando la vita di comunità’ e contribuendo a consolidare la Parrocchia di Santa Teresa di Gesù Bambino. Negli ultimi mesi “Pinuccia” ha dato una ulteriore dimostrazione della sua forza d’animo trascorrendo, a turno con il marito, lunghi periodi in ospedale insieme alla figlia che, grazie a questa vicinanza, riesce a sopportare con coraggio e con il sorriso anche i momenti più’ difficili.

 

 


Le splendide bagnanti


 Ho voglia d'estate, ho voglia di fare una bella nuotata, più che al mare in una piscina all'aperto. Casualmente, quasi a sollecitare un mio desiderio, mi ritrovo fra le mani, uscita dal fondo di un cassetto, questa pagina della Prealpina, datata mercoledì 25 giugno 1975. Era da poco in funzione la piscina alla Schiranna. E non mancavano (come precisa la didascalia) anche le splendide bagnanti! 

giovedì 6 maggio 2021

La Girometta d'Oro a una donna?


 

Sabato 8 maggio 2021, Festa di San Vittore, patrono di Varese, e quindi, dal 1958, assegnazione della prestigiosa Girometta d'Oro da parte della Famiglia Bosina, riconoscimento destinato ad un varesino eccellente. Varesino o, finalmente, varesina? Scorrendo infatti l'elenco dei premiati, se è vero che si parte nel 1958 proprio con una signora, la nobildonna Luisetta Tola Doria vedova Molina, si nota poi che la quota rosa resta assai minoritaria. Ultima premiata, nel 2013, Rosita Missoni. Una Girometta rosa? Chissà. Come al solito massimo riservo nei locali di via Speroni. Noi azzardiamo un paio di nomi. Ce l'avrà fatta Laura Macchi detta Chicca, una delle migliori cestiste italiane (e non solo) di sempre? Oppure l'attuale Ministro della Giustizia Marta Cartabia, che in verità è nata a San Giorgio su Legnano ma ha molti legami con Varese, studentessa al liceo scientifico 'Ferraris'..? Staremo a vedere. Vi è da dire che da qualche anno, forse proprio per porre rimedio alla prevalenza maschile dei giromettati, la Famiglia Bosina ha sponsorizzato il premio 'La mamma dell'anno'. 

Programma ridotto per questo 8 maggio pandemico: le premiazioni si svolgeranno in basilica, durante la Messa solenne delle ore 11. E sempre lì si concluderà la staffetta, con partenza alle 6.30 dalla Madonna del Monte e arrivo in città, dopo una corsa di oltre 40 chilometri, una maratona passando dai principali rioni varesini.   

Villa Toeplitz di Bruno Belli


 

Non si può certo dire che Bruno Belli, ricercatore appassionato, stia con le mani in mano. Eccolo annunciare un nuovo volume. Sarà infatti nelle librerie dal prossimo 27 maggio e, quindi, anche nei vari siti online di vendita del settore

VILLA TOEPLITZ DI VARESE (Macchione Editore)

Si tratta del primo studio monografico sulla villa varesina e si focalizza su due punti fondamentali: la Storia dei coniugi Toeplitz, inserita nel contesto varesino ed europeo dell’epoca; le notizie sulla villa e sul parco con riferimenti a documenti di archivio, a testimonianze e ad immagini, una parte dei quali fino ad ora inedita, frutto di ricerche e d’intersezioni tra le discipline storiche, artistiche e sociali.

Come scrive Bruno Belli nell’«Avvertenza», il libro è un rifacimento, con numerosi ampliamenti, con integrazioni, con foto inedite, con testimonianze dell'epoca, del piccolo volume strenna edito dall’«Associazione Mazziniana Italiana» sezione di Varese «Giovanni Bertolè Viale», le cui copie sono andate esaurite in soli tre mesi e la cui prefazione è ristampata nel volume.

L’Editore Macchione, in accordo con l’Associazione stessa, ha così proposto all’autore una revisione del testo con l’inserimento di tutto quel materiale che, per motivi logistici, non poteva entrare a fare parte della pubblicazione edita dall’«Ami».

In Appendice vi è anche l’importante intervento «Villa Toeplitz e l’Università degli Studi dell’Insubria», curato dall’«Università dell’Insubria» nelle persone dei professori Ezio Vaccari (Centro di Ricerca sulla Storia della Montagna, della Cultura Materiale e delle Scienze della Terra) e Daniele Cassani (RISM), di Sara Fontana e Claudia Biraghi (Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali e le Diversità Culturali),

 

Dalla «quarta di copertina»:

«Il complesso di Villa Toeplitz, situato nel rione di S. Ambrogio Olona a Varese, è uno dei massimi esempi di «eclettismo» architettonico che si riflette adeguatamente nel parco, considerato, oggi, uno dei dieci più belli d'Italia, grazie ai giardini, alle fontane scenografiche ed ai giochi d'acqua accuratamente progettati. Si tratta di un complesso che fa parte di una delle ben centoventi ville storiche site nel Comune di Varese che conta il 73% del paesaggio protetto.

Fu soprattutto Edvige Toeplitz, donna dai poliedrici interessi, a “disegnare” il parco secondo la propria sensibilità e le suggestioni in lei nate durante il viaggio in Kashmir, dove poté visitare gli «Shalimar-bagh» ed i «Verinag-bagh», le due più belle realizzazioni dell'imperatore mongolo Jahangir, detto «Padre dei Giardini». La villa, acquistata dal banchiere Giuseppe Toeplitz nel 1914, fu ampliata e disegnata secondo le esigenze dei proprietari, che ne allestirono così un «unicum» in Italia.

Dopo un'esauriente carrellata sulla storia varesina tracciata dalla seconda metà dell'Ottocento riguardo gli aspetti territoriali e l'ambiente sociale e civile, l’autore, ricorrendo a diversi documenti, anche inediti, traccia i profili dei coniugi Toeplitz, di origine polacca, Giuseppe, banchiere, ed Edvige Mrozowska, personaggio poliedrico ed interessantissimo, e di alcuni tra i loro conoscenti più notevoli, molti ospitati nella Villa di Varese: Matilde Serao e Margherita Sarfatti, «Margheritona» come la chiamava Giuseppe Toeplitz, il regista Alessandro Blasetti, Mario Soldati, il Duca degli Abruzzi, il Conte di Torino, banchiere Henri de Rothschild, membri delle famiglie Agnelli e Pirelli, Achille Bertelli, Léon Kochnitzky, Gabriele D'Annunzio, Rabindranath Tagore ed un gruppo di musicisti tra i quali Arturo Toscanini, Jan Paderewski, Mieczysław Horszowski, Vladimir Horowitz.

Quindi, si addentra nella “scoperta” della Villa e del Parco, quest'ultimo di straordinaria ricchezza grazie ai giochi d'acqua «musicali» ed ai giardini «eclettici».

Le ricche note al testo e la bibliografia rendono ancora più prezioso e godibile questo lavoro su di un aspetto non sempre conosciuto della cultura e dell’arte in Italia, patrimonio da conservare e da trasmettere per progettare il futuro».

 

L’autore desidera ringraziare:

- Roberto Gervasini e Pietro Macchione, il primo quale “ideatore” della mia ricerca sulle “storie” di «Villa Toeplitz», il secondo per la fiducia più volte dimostrata nel mio modesto lavoro;

- il dottor Piergiovanni Salimbeni che ha “riscoperto” il telescopio appartenuto ad Edvige Toeplitz e mi ha gentilmente concesso l’uso delle immagini da lui scattate.

- Agnieska Kaczmarek Tucci per la traduzione dal polacco in Italiano delle pagine dedicate ad Edvige Toeplitz nel libro Polawiaczki perel: Pierwsze Polki na krancach swiata di Ula Ryciak;

- Il personale degli archivi e delle biblioteche cui mi sono rivolto e quello della «Cineteca Italiana» di Milano. L’Università degli Studi dell’Insubria, nelle persone dei professori Ezio Vaccari (Centro di Ricerca sulla Storia della Montagna, della Cultura Materiale e delle Scienze della Terra) e Daniele Cassani (RISM), di Sara Fontana e Claudia Biraghi (Centro Internazionale di Ricerca per le Storie Locali e le Diversità Culturali), per la collaborazione e per l’intervento «Villa Toeplitz e l’Università degli Studi dell’Insubria», pubblicato in «Appendice» al testo.

Le splendide foto di copertina sono di Eugenio Manghi.