venerdì 3 dicembre 2021

L'atletica leggera a Varese


                                                                                                ph archivio Zanzi


Amo l'atletica leggera, amo rovistare nel passato, amo scrivere e sono in pensione, era quasi inevitabile che mi mettessi a fare una ricerca sull'atletica leggera a Varese. E mi sto divertendo un sacco. E' come fare un puzzle, si trovano le tessere e insieme il puzzle si allarga. Che ne sarà di questa ricerca? Non lo so, forse rimarrà solo una mia ricchezza, una mia curiosità soddisfatta, forse la pubblicherò, nel qual caso credo che lo farò su internet. Con un e-book. Intanto raccolgo materiale e qui propongo una chicca. Ancora nel dopoguerra l'atletica leggera era spesso praticata all'interno delle gare di ginnastica artistica. Ad esempio la storica Società Varesina di ginnastica e scherma, nata nel 1878, proponeva anche prove atletiche. Ecco un esempio, a me molto caro: siamo nel 1949, stadio di Firenze, 'Trofeo Capella'. Gara di ginnastica ma anche una prova di velocità, nella quale mio papà Mario sfreccia prima di altri compagni di squadra. Si notino le scarpette leggere da ginnastica artistica.

Chi avesse foto o notizie interessanti sull'atletica leggera a Varese mi contatti pure: carlo.zanzi@teletu.it



 











giovedì 2 dicembre 2021

200...e nulla più


 

Il meteo dovrebbe essere favorevole, il freddo assicurato, la gloria (per tutti i partecipanti) pure...che altro volete dalla vita?

WhatsApp ci condanna



 WhatsApp ci condanna, con quelle maledette freccettine che diventano azzurre, segnalando  che il nostro messaggio è stato letto. WA mette a nudo il nostro vezzo, la nostra pessima abitudine di non rispondere, di darsi tempo, di curiosare senza impegno, di stare alla finestra, di non esporsi, di indagare senza sporcarsi le mani. Che poi è un lusso non solo di WA ma dei social in genere, un Like non lo si nega a nessuno, sì, è vero, si sa chi lo ha mandato ma non si va oltre. Che poi è la comodità-limite del digitale, tutto da seduti, dietro uno schermo, riparati, anonimi...niente più passi per scendere in strada, niente più rischi.

Certo, è comodo, come negarlo? Non posso certo farlo io, che sto utilizzando un blog e fb...non dovrei parlare...sì, li uso ma ne riconosco i limiti e faccio ammenda.  

mercoledì 1 dicembre 2021

Ul nostar bel dialètt



 Ringrazio il quotidiano 'La Prealpina' e il giornalista Riccardo Prando per questa intervista sul dialetto bosino.

Anni fa, forse in occasione di un mio buon piazzamento al concorso 'Poeta Bosino', l'amico poeta Romano Oldrini mi disse: "Carlo, bravo, però non dimenticarti l'italiano!" come a dire che potevo certo scrivere poesie in dialetto ma che la lingua più adatta a me era l'italiano. In effetti io scrivo in italiano, e solo qualche poesia in dialetto ogni tanto, due-tre all'anno, e le motivazioni le ho dette nell'intervista. Ogni tanto, nei miei romanzi, ci piazzo qualche dialogo in dialetto, come in 'Sassolungo'. Sono felice di conoscere un po' anche la lingua dei nostri padri. E' una ricchezza. E sono triste nel pensare che nemmeno le mie figlie hanno una seppur vaga idea di qualche parola in bosino. Sono meno ricche di me, ed è anche colpa mia.  

Un buon esempio

                                                                                        ph cibi
 

Dovremmo tutti prendere esempio da questa pianta grassa, che si trova nel mio salotto: chiede poco e dà molto. Qualche goccio d'acqua, e regala per Natale questi meravigliosi fiori rossi.