domenica 12 gennaio 2025

Anche Treviso non passa


 




I proverbi ogni tanto -e per fortuna - ci azzeccano. Non c'è 2 senza 3, terza vittoria di fila per la OJM basket Varese, filotto rimediato stasera a Masnago contro Treviso. Sì, ma che stress, che fatica, che sferzata alle coronarie dei tifosi varesini. Mai un po' di tranquillità. Quando si vince va tutto bene, ma proprio tutto bene non è che vada. Comunque godiamoci il risultato finale, 12 punti, 6 vittorie, stanotte niente camomilla per dormire. Varese inizia bene, le triple entrano (dipendiamo troppo dalle triple!), Treviso sbaglia e gli arbitri si dimostrano particolarmente fiscali. Comunque stiamo sempre avanti: 25-18 dopo un quarto. Molto promettente anche il secondo quarto, sempre per lo stesso motivo: entrano le bombe, addirittura tre di fila di Bradford, ispiratissimo, più una di Alviti, una di Hands, Alviti schiaccia e siamo al massimo vantaggio (48-33), altra triplona di Hands (ancora una volta il migliore) e così si va negli spogliatoi 56-43. Il terzo quarto è una tragedia. Dopo aver raggiunto un altro bel distacco (61-45) ecco la paralisi totale, un 17 a 0 per i veneti che è una pappina tremenda. Il nostro coach chiama il time-out in grave ritardo, sfondamento di Tyus ed è il sorpasso (61-62). Due triple per Varese ci tengono a galla: 73-72 all'ultimo intervallo. Via, ultima fatica, ultimo stress. E parte molto male. Due palle perse di fila, con il lungo Kao che perde regolarmente palla sotto i tabelloni, mani saponetta. Quando mancano 7 minuti alla fine siamo sotto di 5 (76-81) e anche il tifoso più fervente perde la fede, la bilancia ora pende nettamente per Treviso, in fiducia, in partenza verso la vittoria. E invece no. I ragazzi ci credono. Lottano. 83-83, 86-83 a -2'30", 88-83, 88-86...Fra i più tenaci segnalo ancora una volta capitan Librizzi, che con una tripla e un'entrava a cavatappo fa 5 punti essenzialissimi. Tyus perde una lente, stop, la ritrova, la lava e se la rimette, 90-87, poi 90-89 quando manca 1'. Tiri liberi per noi, Libro ne fa uno solo (91-89), ma loro sbagliano. Tiri liberi per noi, e Johnson ne fa uno solo (92-89). Mancano 4", parte la tripla di Macura, che sarebbe il pareggio, ma il ferro ci risparmia la trafila tramortente del supplementare. Vinciamo 92-89. Il cuore si placa. Macura si dispera, lo spettro della retrocessione si ritira in buon ordine. E' festa grande.
Forza Varese!!!!

Brinzio non dimentica Sergio


Brinzio, il piccolo Tibet prealpino, non si dimentica certo del suo amato sindaco Sergio Vanini, morto venerdì scorso all'età di 72 anni. Borgomastro per una quindicina d'anni, il mio amico Sergio si è fatto apprezzare per la sua bontà d'animo e la dedizione al bene comune. 

I funerali di Sergio Vanivi saranno celebrati lunedì 13 gennaio, ore 15, chiesa parrocchiale di Brinzio.

Immaginiamo non resteranno molti posti a sedere.

Ciao, Sergio. 
 

sabato 11 gennaio 2025

Auguri, Elena


 

Felice compleanno alla mia amica e collega Elena, grande camminatrice.

venerdì 10 gennaio 2025

Ciao, Sergio


 

Leggo ora, dalla Prealpina online, che è morto il mio amico di gioventù Sergio Vanini. Sapevo della sua malattia. Da anni lottava come un leone. Lo voglio ricordare con questa foto dell'estate 1971, vacanze a Rapallo con la comunità parrocchiale Shalom di Biumo Inferiore, nata l'anno prima. Sergio è il terzo da destra, in piedi. 73 anni, era allora fra i 'grandi' della Shalom, fra i fondatori della comunità, voluta nel 1970 da don Angelo Morelli. Per tanti anni non ci siamo più visti, poi ci siamo ritrovati a Brinzio, lui sindaco, io grande appassionato di sci nordico. Lo ricordo alle Brinziobianche, che mi incitava. Erano i primi anni Duemila. L'ho poi ritrovato già malato, sulla rizzada della Madonna del Monte. Lentamente ma costantemente saliva. "Il medico mi dice di camminare, che mi fa bene" e lui, pur instabile nell'equilibrio, camminava tutto il giorno. Una volta mi disse:; "Vado spesso anche sulla ciclabile del lago di Varese. Cammino, cado, mi rialzo, vado avanti." Io lo guardavo con ammirazione: la sua forza di volontà era ammirevole. 

So che come sindaco è stato apprezzato. 

Ciao Sergio. 

Un abbraccio alla moglie Marilena e alla figlia Sara.

Fuoco assassino


 



Il 16 gennaio, in piazza della Motta, brucerà la pira amica del falò di Sant'Antonio, tradizione varesina (foto in alto da VareseNews). Ma il fuoco è anche assassino, e lo dimostra il recente, disastroso incendio a Los Angeles, in California. Ha causato poche vittime, ma danni inimmaginabili. E' davvero provata Bambi Bianchi Lazzati, organizzatrice del Premio Chiara, quando mi racconta di ciò che è successo martedì scorso al fratello Rudi Bianchi, da quarant'anni negli Usa, prima a New York e poi in California. Una vera tragedia. Rudi, imprenditore, fotografo e collezionista d'arte, in pochi istanti, senza poter raccogliere nulla se non gli abiti che aveva addosso, è stato costretto a scappare dalla sua casa di Pacific Palisades, fra Los Angeles e Santa Monica, una località balneare molto nota, patria del surf, ricca di villa di attori, cantanti...Di quelle ville non resta più nulla. La casa di Rudi, ricca di opere d'arte e di innumerevoli ricordi personali, è solo cenere e detriti. E così la casa di suo figlio, che è scappato con la moglie e i suoi due figli. Dal paradiso all'inferno, dal lusso alla miseria. L'incendio è partito dall'alto della collina, il vento fortissimo ha impedito l'utilizzo dei Canadair, i Vigili del Fuoco si sono trovati di fronte ad un compito impossibile, la forza della natura ha preso il sopravvento. E questo non in un paese del terzo o quarto mondo, ma negli Usa. 
Abbraccio l'amica Bambi, in questo momento davvero difficile per la sua famiglia.