venerdì 5 settembre 2025

I 70 di Giagor



 

Grande festa stasera a Biumo Superiore per i 70 anni del mio amico e quasi coetaneo Gianni Argese detto Giagor. Tanti amici, clima spensierato come si conviene per il raggiungimento di un traguardo che comincia ad essere ragguardevole. 

Cifra tonda, festa doppia, auguri tripli!

Premio Chiara d'autunno


 



Conferenza stampa, stamani in sala matrimoni a Palazzo Estense, per l'edizione autunnale del Premio Chiara 2025. E subito la prima notizia: dopo 37 anni di Premio, per la prima volta manca Bambi Lazzati. Chi l'ha sostituita (Salvatore Consolo e Cesare Chiericati) hanno comunque rassicurato i presenti: le condizioni di salute vanno migliorando, Bambi ha già messo sul piatto molte idee per il Chiara 2026, dopodiché un applauso beneaugurale ha dato il la all'evento. Hanno preso la parola i rappresentanti della Regione Lombardia (con un messaggio), della Provincia di Varese, del Comune della Città Giardino (presenti il sindaco Davide Galimberti, l'assessore alla Cultura Enzo Laforgia e la presidente della Commissione cultura Manuela Lozza), del Comune di Luino, quindi Salvatore Consolo ha illustrato il programma. Si parte il 21 settembre con la presentazione dei 25 finalisti del Chiara Giovani; il 28 settembre verrà proiettato il docufilm 'Io sono Lago'; il 3 ottobre verrà presentata la raccolta di racconti che ha vinto il Chiara inediti, e cioè 'L'estate di San Martino' di Rodolfo Nicodemi; il 4 ottobre ci sarà la presentazione del carteggio Banfi-Sereni; gran finale il 19 ottobre in Sala Napoleonica alle Ville Ponti, con i tre finalisti del Premio Chiara, lo spoglio in diretta delle schede e le premiazioni. Tornerò di volta in volta sui singoli eventi.
Tutto il programma in dettaglio su www.premiochiara.it

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giovedì 4 settembre 2025

'Lettere a Robespierre' di Raimondo Fassa

 





Raimondo Fassa, già ‘borgomastro’ di Varese negli anni Novanta, Parlamentare europeo, docente dentro e fuori l’Italia, intellettuale colto, affabulatore nato, si è distinto anche ieri sera, giovedì 4 settembre, chiamato da VareseNews a presentare il suo ultimo libro, ‘Lettere a Robespierre’. Sottotitolo: Giacomo Casanova all’ombra della Rivoluzione francese. Ha fatto gli onori di casa Marco Giovannelli, mentre ha intervistato l’autore Ferdinando Giaquinto.

Di che parla il libro? Ecco una sintesi, un copia e incolla da internet: 

Che cosa accade quando un libertino in esilio, affezionato all’ancien régime come Casanova, decide di scrivere al più intransigente dei rivoluzionari come Robespierre, ormai scomparso, ma ancora vivo come spettro del secolo? In queste dodici lettere immaginarie, un uomo disilluso ma lucido - ironico, sensuale, filosofo dell'esperienza - si rivolge all’Incorruttibile, interrogando il suo ideale di purezza, la sua sete di giustizia, e le ombre che la ghigliottina ha lasciato dietro di sé.
Ne nasce un dialogo impossibile tra due visioni del mondo: l’una radicata nel piacere, nell’individualità e nell’arte di vivere; l’altra dominata dall’Idea, dal dovere e dalla fede assoluta nella Storia. Ma a scrivere è l’uomo che ha attraversato l’Europa del Settecento prima che questa crollasse, figlio di attori, amante del teatro, testimone di un’epoca che si spegne.
Un romanzo epistolare, filosofico e drammatico, che mette in scena il confronto tra l’io e il secolo, la maschera e il volto, l’ideologia e la verità.

Il personaggio di Giacomo Casanova deve interessare molto a Fassa. Pur non diventando un ‘casanovista’, legge tutto ciò che c’è da leggere su di lui, compresa la Histoire de ma vie (Storia della mia vita). E così immagina. Siamo negli ultimi anni della vita del celebre seduttore (1725-1798). Scappato da Venezia, senza soldi, Casanova trova accoglienza come bibliotecario dal Conte di Walastein a Dux, in Boemia. Anziano, acciaccato, mal visto dalla servitù, non ha altra via di fuga che il ricordo. Scrive la storia della sua vita, la sua opera più importante. Qui inizia la non certezza storica. Si narra infatti che interruppe la stesura del memoriale per scrivere una lettera di 120 pagine a Robespierre, uno dei padri della Rivoluzione francese. Non esiste copia di tale scritto, né abbiamo la risposta dell’Incorruttibile, anche perché ghigliottinato nel 1794. Che fa Raimondo Fassa? Si mette nei panni di Casanova e scrive 12 lettere indirizzate a Robespierre, lettere che verranno consegnate ad un sacerdote e da lui al Conte di Walastein.

Per chi ama la filosofia di vita di Casanova (“non bello ma alto quasi due metri”), per chi non crede più di tanto nella purezza della Rivoluzione francese e delle rivoluzioni in genere (“che spesso hanno come esito una dittatura”), per chi ha avuto modo di conoscere l’ex sindaco della Città Giardino e apprezza la sua scrittura, la sua carica vitale e il suo coinvolgente sorriso, bene, un nuovo libro è servito.

Il fascino delle Pale di San Martino






Stupende immagini mi giungono dalle Pale di San Martino di Castrozza, grazie agli amici Giovanna e Adriano, che ringrazio.

 

Compensazione


 

Quando si è giovani genitori con figli che crescono, sono molti gli spazi di contemplazione, è straordinario seguire l'evoluzione di una vita; non si ha molto tempo per la tristezza, c'è troppo da fare e la natura ci regala la forza necessaria per tutte le incombenze di uno, due, tre e magari anche più figli. Poi, se si è fortunati, si diventa nonni. E allora le cose cambiano. E' sempre grande lo stupore, meravigliosa l'osservazione di una vita in cammino verso il futuro, ma poiché all'evoluzione (dei nipoti) si accompagna l'inevitabile involuzione psicofisica (dei nonni), allora ecco la compensazione: la parabola ascendente rende più sopportabile la parabola discendente. Con i nipoti nessuna invidia (un tarlo che a volte accompagna il vecchio che osserva il giovane), ma solo riconoscenza.