Dopo aver raggiunto in questi anni tutte le cime del Monte Rosa, dopo essere stato al Campo base dell'Everest, la mia amica (ed ex alunna Vidoletti) Sara Bianchi si è tolta una nuova soddisfazione alpinistica, raggiungendo con un gruppo di amici la cima del Monte Araràt (m 5137), la più alta montagna della Turchia. Famoso, fra l'altro, per le numerose citazioni bibliche (il sacro testo dice che qui si posò l'Arca di Noè, finito il diluvio universale), Ararat significa 'Montagna del dolore' (fonte Wikipedia), ma per Sara è stata più che altro un'ascesa carica di emozioni positive, al netto della inevitabile fatica di ogni impresa di trekking sui monti. Ecco le sue parole: "E' stata un’esperienza indimenticabile e bellissima..con alcuni dei
ragazzi già ci conoscevamo da viaggi precedenti..altri sono diventati nuovi
amici..tante risate, tanto vento e tanto freddo, ma soprattutto tanta soddisfazione..eravamo
in campi d’alta quota, ma i ragazzi dello staff ci hanno sempre supportati ed
aiutati..il nostro 'masterchef' Ayhan ci ha sempre fatto trovare pasti
deliziosi..Ahmed ha organizzato i campi alla perfezione e ha riempito le nostre
serate con 'party' a ritmo di musica curda e balli tipici..Adam ci ha guidati
in vetta e mi ha regalato l’emozione di una corsa letteralmente a perdifiato
sul ghiacciaio a 5000 metri..e infine Firat, l’organizzatore del viaggio, ci ha
coccolati durante la permanenza a valle..insomma, ci hanno regalato delle
emozioni uniche..una montagna che nasconde un’Arca perduta, ma soprattutto
un’ascesa unica ed emozionante..."