E’
morto, all’età di 79 anni, il professor Giuseppe Armocida detto Giugi. Ci siamo
conosciuti agli inizi del nuovo millennio, quando divenne Assessore alla
Cultura del Comune di Varese. Si diede da fare per sponsorizzare l’iniziativa
del Liceo Artistico ‘Frattini’ di Varese, cioè valorizzare e ricordare l’architetto
Bruno Ravasi, mio zio, fratello di mia mamma. Poi ci siamo persi di vista, sino
a non molti anni fa, quando ci unì la comune passione per la storia locale, lui
presidente della Società Storica Varesina, erede di Leopoldo Giampaolo, io coordinatore
del Calandari dra Famiglia Bosina. Gentilmente si rese disponibile a
collaborare al Calandari con un articolo, meno gentilmente io non risposi al
suo invito di scrivere un pezzo per la Rivista della Società Storica Varesina.
Benché incoraggiato da Giuseppe, mi pareva di non essere all’altezza di quel
volume. Mi arrivò poi per posta, nel 2024, un suo librettino, ‘Discorsetto sul
piacere di non viaggiare’, un piccolo volume di minime confidenze. Lo recensii
con molto piacere. Si legge nel risvolto di copertina: Giugi (Giuseppe)
Armocida vive a Ispra (sul lago Maggiore) dove è nato 77 anni fa. E’ stato
psichiatra negli ospedali pubblici in Lombardia e poi professore nelle facoltà
di Medicina e Chirurgia di alcune università nel Sud, nel Centro e nel Nord
Italia. Ora, nella vecchiaia, gli è permesso ordinare il proprio pensiero anche
fuori dai confini tracciatigli dalla professione e presentare senza imbarazzo
queste amichevoli confidenze, forse aritmiche e irregolari, ma tutte sincere.
Ciao
Giuseppe.
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