giovedì 5 novembre 2026

'La ragazza di Vicolo Pandolfini' di Nando dalla Chiesa

 






Aria nuova alla Civica Biblioteca di Varese: orari dilatati, molti giovani presenti, non solo libri ma un luogo ospitale per iniziative culturali e socializzanti. Me ne sono accorto ieri sera; la buona abitudine del giovedì dell’incontro con l’autore è però rimasta, la piccola rivoluzione operata da Claudia Giussani (nuova direttrice) non ha coinvolto la presentazione di libri, e ieri era in Sala Morselli un nome famoso: Nando dalla Chiesa. Classe 1949, figlio del generale Carlo Alberto (morto nell’agguato di mafia a Palermo il 3 settembre 1982), laurea in sociologia, una vita dedicata alla politica, alla docenza universitaria, alla pubblicazione di libri (a partire da quel ‘Delitto imperfetto’ che fu atto d’accusa contro chi favorì la morte del Generale, di sua moglie e dell’agente di scorta), all’impegno per la legalità, per la lotta contro la criminalità organizzata, questa volta ha voluto scrivere una delicata storia d’amore, quella che lo ha visto protagonista in quanto ragazzo e poi marito di Emilia, la sua adorata moglie, la ragazza siciliana di vicolo Pandolfini. Si conobbero a Palermo nello sbocciare degli anni Settanta, lei 18 anni, lui 21, e da lì non si sono mai lasciati, sino alla morte di Emilia, nel 2021. 44 anni di matrimonio, ideali condivisi, trascorsi fra Palermo e Milano. “Ho voluto scrivere questa storia, che qualcuno ha definito una fiaba, in terza persona” ha detto ieri l’autore, intervistato da Claudia Giussani, “perché volevo che la protagonista fosse lei, Emilia. A volte si parla di qualcuno mettendo il nostro io davanti, non volevo correre questo rischio.” Dalle parole misurate, meditate, lente, si è colto il profondo legame che ha unito questi due protagonisti della vita sociale e politica italiana: l’uno, Nando, più esposto al pubblico, l’altra, Emilia, nel silenzio di una militanza generosa, nell’ombra, capace di incidere su chi la incontrava, in primis il marito. “Solo dopo la sua morte ho scoperto” ha ammesso Nando “che alcuni giovani dialogavano con lei anche su questioni personali.” ‘La ragazza di Vicolo Pandolfini’ (San Paolo edizioni) è stato scritto per colmare un’assenza incolmabile, per far conoscere chi, per natura e per scelta, aveva deciso di stare dietro le quinte, ma a maniche rimboccate.


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