lunedì 2 ottobre 2017
La cima di Luca
Stamani ho incontrato il mio amico e collega Marco, prof di ginnastica alle superiori, e mi ha commosso. Avrei voluto abbracciarlo. Un tempo lo invidiavo, perché è uno che scala le montagne. Sa arrampicare, anzi, è docente di arrampicata. So che il mio desiderio di arrampicare non potrà mai realizzarsi. Pazienza. Oggi non lo invidio più perché lo scorso mese di gennaio, in un incidente sulla strada, è morto Luca, suo figlio di 27 anni. Nessuno può invidiare un padre che ha perso un figlio. Mi raccontava Marco che quest'estate ha scalato una fra le Pale di San Martino, la Pala del Rifugio, sopra il rifugio Treviso, ha portato con sé una immaginetta plastificata, con la foto di Luca, ha cercato una nicchia fra le rocce, dove poterla riporre. "Sono arrivato in cima e ho trovato subito ciò che speravo di trovare" mi ha detto. Poi mi ha incoraggiato circa la mia voglia di arrampicare: "In fondo sei leggero..." ha concluso, e se ne è andato con i suoi alunni.
Un banjo molto scordato
Tutti facciamo esperienza dell'inaffidabilità della nostra mente. Ogni tanto qualche corto circuito arriva. E' un organo delicato, instabile, che tutto presiede e tutto può distruggere.
La mente di Stephen Paddock, 64 anni, a detta del fratello una persona normale, ha fatto il peggio che potesse fare. Perché un banjo (strumento simbolo della musica country americana) può avere vari gradi di stonatura, ma il banjo di Stephen si è trasformato in svariati fucili automatici. E ha fatto fuoco. E' salito in cima ad un Hotel di Las Vegas, ha ascoltato un po' di musica country, ha guardato la folla felice e ha pensato, prima di farsi fuori, di portare con sé più gente possibile, che evidentemente, in quel momento, odiava in sommo grado. Odiava la vita, odiava chi era in vita, odiava tutto. Ovvio che ho paura della mente di tipi come Stephen. Ma a volte anche la mia mente va tenuta a bada.
Possiamo andare in giro tranquilli, perché l'eventualità di finire ammazzati da un folle (terrorista, lupo solitario con la mente a brandelli, uomo comune che va in tilt...) è talmente bassa (siamo miliardi di individui) che non ci cambia la vita...e infatti tutti vanno in giro abbastanza tranquilli.
Ma non dimentichiamoci della nostra, di mente.
domenica 1 ottobre 2017
OJM Varese-Umana Reyer Venezia: 62-80
ph carlozanzi
Certo, andare a sbattere subito contro il bus dei Campioni d'Italia di Venezia non è il massimo, ma a Varese questo è toccato, e la resistenza è durata un quarto e mezzo, poi i lagunari si sono messi ai remi e la gongola veneta ha vinto la regata.
Bene la prima, cioè l'inizio: Varese è rombante e ribatte colpo su colpo, soprattutto con la nuova guardia Waller (n° 24), che è veloce e ci azzecca assai. Poi tre palle perse e per i veneti carbura Dominique Johnson (foto), e cominciano i primi dolori: 17-20 alla fine del primo quarto. Reggiamo anche una parte del secondo, con un interessante n° 66, la nuova ala Hollis, che somma 12 punti anche se la sua danza non è elegante: efficace sì. Intanto i primi giudizi: il nuovo play Wells (n° 22) e abile nel palleggio, la palla cala bene in attacco ma non tira, e quando tira per lo più sbaglia. Il nuovo lungo Cain (n° 16) appare tosto ai rimbalzi ma a disagio nel tiro. Comunque Venezia scappa, e a metà partita siamo 33 a 44 per loro. L'intervallo non ci giova. Si inizia con un paio di palle perse, mentre Dominique è strepitoso, 19 punti, e tutta Venezia gira bene. Tre quinti del quintetto si conoscono a memoria, sono reduci da uno scudetto. Varese è aggressiva in difesa, ma si capisce che ora si tratta di difendere la faccia, restare intorno ai 20 punti di scarto, che è il tetto per evitare la debacle. Pelle è il solito Pelle, rimbalzi, schiacciate e stoppate: stop. Ma arriverà solo qualche rimbalzo e una stoppata. Avramovic non appare infallibile al tiro, il nuovo play Tambone sfiora la sufficienza, capitan Ferrero alterna buone cose a errori tosti. Troppo poco si è visto per giudicare l'ala Natali, mentre Okoye dà qualche speranza. Chi resta? Una Venezia inarrestabile, che chiude il quarto 46-67. Le statistiche parlano di una supremazia dei veneti nelle triple senza discussioni (58% per loro, 14/24, contro l'11% per noi, 2/18!!!), parità nel tiro da due, e parità anche sui rimbalzi. Vinciamo nelle palle perse (14 contro 11). L'ultimo quarto è solo la lotta per stare nei 20 punti di scarto, Dominique esce fra gli applausi, 22 punti e un bel 20 di valutazione. La valutazione totale, dopo il terzo quarto, è 82 a 37 per Venezia.
Finisce 62 a 80. La faccia è salva, buone cose si sono viste, siamo all'inizio e contro i primi della classe. Ci sta.
Forza Varese!
La Martin di Marco
ph cibi
La Martin di mio fratello Marco detto Mock è tornata a suonare oggi, nella sala cultura dell'oratorio 'Molina' di Biumo Inferiore. Io e Guido l'abbiamo accarezzata, un abbraccio a Marco. E poi video e le sue canzoni, quelle di maggior contenuto religioso. Un pomeriggio di ricordi e di bella e buona musica. Grazie al talento di Marco.
La Martin di mio fratello Marco detto Mock è tornata a suonare oggi, nella sala cultura dell'oratorio 'Molina' di Biumo Inferiore. Io e Guido l'abbiamo accarezzata, un abbraccio a Marco. E poi video e le sue canzoni, quelle di maggior contenuto religioso. Un pomeriggio di ricordi e di bella e buona musica. Grazie al talento di Marco.
Gentle storm di Luca Bellandi
ph carlozanzi
Vernissage ieri pomeriggio, in galleria Ghiggini, della mostra 'Gentle storm', di Luca Bellandi. La tempesta dell'artista livornese, per la prima volta in mostra alla prestigiosa galleria varesina di via Albuzzi, ha i connotati della gentilezza. "Una tempesta non deve per forza avere caratteristiche negative" racconta Bellandi. "Qui ho voluto presentare una tempesta gentile, una tempesta di bellezza, un messaggio di positività in un tempo carico di tensioni e di cupezza." Una tempesta che porta fiori e colori, abbinati a corpi di donna, ad animali, a brevi testi.
Dice di lui Alberto Gavazzeni: "La sua è comunque capacità emotiva, attraverso i tralci di fiori, i pappagalli variopinti o i pesci, di cogliere l'incanto momentaneo della natura e della sua risplendente provvisorietà." Secondo Gian Ruggero Manzoni "su Luca Bellandi è stato detto molto perché in arte lui stesso è molto, del resto un pittore che non suscita parole è come un mago che non fa miracoli..."
Il rinfresco è stato offerto dalla pasticceria Oliver di Galliate Lombardo.
La mostra è aperta sino al 22 ottobre, orari da martedì a domenica, 10-12.30/16-19.
Vernissage ieri pomeriggio, in galleria Ghiggini, della mostra 'Gentle storm', di Luca Bellandi. La tempesta dell'artista livornese, per la prima volta in mostra alla prestigiosa galleria varesina di via Albuzzi, ha i connotati della gentilezza. "Una tempesta non deve per forza avere caratteristiche negative" racconta Bellandi. "Qui ho voluto presentare una tempesta gentile, una tempesta di bellezza, un messaggio di positività in un tempo carico di tensioni e di cupezza." Una tempesta che porta fiori e colori, abbinati a corpi di donna, ad animali, a brevi testi.
Dice di lui Alberto Gavazzeni: "La sua è comunque capacità emotiva, attraverso i tralci di fiori, i pappagalli variopinti o i pesci, di cogliere l'incanto momentaneo della natura e della sua risplendente provvisorietà." Secondo Gian Ruggero Manzoni "su Luca Bellandi è stato detto molto perché in arte lui stesso è molto, del resto un pittore che non suscita parole è come un mago che non fa miracoli..."
Il rinfresco è stato offerto dalla pasticceria Oliver di Galliate Lombardo.
La mostra è aperta sino al 22 ottobre, orari da martedì a domenica, 10-12.30/16-19.
Un'oretta con Marco
ph attilio aletti
Sì, non durerà di più l'incontro con mio fratello Marco, oggi pomeriggio, domenica 1 ottobre, presso l'oratorio 'Luigi Molina' di Biumo Inferiore, piazza XXVI maggio. Diciamo dalle 16.30 (16.45, quarto d'ora accademico) alle 17.45, e chi deve andare alla Messa delle 18 farà in tempo. Non sarà nella Sala a Vetri ma sopra, nella ex cappella dell'oratorio, oggi elegante sala conferenze, confortevole e con la possibilità di proiettare video. Nessun problema di traffico, a quest'ora, per via della Gran fondo Tre Valli varesine (a parte zona Casbeno....), in compenso le tanto criticate aree di parcheggio azzurre saranno gratis.
Sì, non durerà di più l'incontro con mio fratello Marco, oggi pomeriggio, domenica 1 ottobre, presso l'oratorio 'Luigi Molina' di Biumo Inferiore, piazza XXVI maggio. Diciamo dalle 16.30 (16.45, quarto d'ora accademico) alle 17.45, e chi deve andare alla Messa delle 18 farà in tempo. Non sarà nella Sala a Vetri ma sopra, nella ex cappella dell'oratorio, oggi elegante sala conferenze, confortevole e con la possibilità di proiettare video. Nessun problema di traffico, a quest'ora, per via della Gran fondo Tre Valli varesine (a parte zona Casbeno....), in compenso le tanto criticate aree di parcheggio azzurre saranno gratis.
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