mercoledì 20 febbraio 2019

Carol


Ieri sera ho visto alla tele un film del 2014 convincente, ben fatto: 'Carol', regista Todd Haynes. Candidato a molti premi, narra la storia d'amore di Carol e Therese, due donne, una non più giovane e raffinata, l'altra giovane, commessa di un grande magazzino. Siamo nell'america dei primi anni Cinquanta, puritana, che non approva affatto l'omosessualità, tanto più se una delle due donne è di ottima famiglia. Che dire? Le due attrici, Cate Blanchet (Carol) e Rooney Mara (Therese) viaggiano ad alti livelli. Un film in carta patinata, luci soffuse, pochi dialoghi, molto è lasciato alla musica, agli sguardi, agli occhi fantastici delle due attrici. In particolare Rooney Mara, che ho scoperto essere la Lisbeth Salander di Millennium-Uomini che odiano le donne. Irriconoscibile, allora si era fatta rasare i capelli, aveva accettato la tortura dei piercing, come potevo riconoscerla? Ritrovarla nella delicata, commovente immagine della bella Therese? Un film che consiglio; ancora una volta mi ha fatto pensare a quanto la scrittura debba percorrere un arduo cammino, perché sia in grado di rendere ciò che emotivamente danno la musica e le immagini.

La poliziotta di Savona



Venerdì 22 febbraio, ore 18, libreria Feltrinelli di Varese, presentazione del romanzo giallo 'La poliziotta di Savona' (Pietro Macchione editore), scritto dal giudice Ottavio D'Agostino.
Presenterà il giornalista e scrittore Franco Giannantoni.

Umberto e Matteo


                                                                                              ph carlozanzi


Umberto Bossi, classe 1941, fondatore della Lega Nord, uomo politico a suo modo innovativo, sta male ma pare non più in pericolo di vita. Pensando a lui mi è venuto il confronto con Matteo Salvini, leader attuale della Lega, uomo politico che ha fatto 'innamorare' la maggior parte degli italiani, soprattutto chi bramava la pensione. 
Una sola volta ho avuto modo di avvicinarmi a Bossi e di parlare con lui. Era il 1994, era appena uscito il libro che ho scritto su Roberto Bobo Maroni, andammo in un gruppo a bere un caffè allo Zamberletti di corso Matteotti, lì regali il libro al senatur che mi guardò di traverso, disse qualche parola roca e mi snobbò totalmente. Maroni mi aveva detto che Umberto non aveva preso bene quel libro su di lui: era Bossi il capo, e nessuno poteva permettersi di metterne in dubbio l'egemonia. A quel tempo Bossi era inavvicinabile, non riuscii nemmeno ad intervistarlo per il libro. Nel 2004 Bossi rischiò di andarsene definitivamente, a soli 63 anni. Lo salvarono prendendolo per i capelli, restò segnato a vita da quell'ictus, fu l'inizio della sua fine politica. In una delle sue prime interviste dopo la malattia, ebbe a dire che negli anni precedenti era andato come una macchina, nessuno lo fermava, dormiva pochissimo, viaggiava tantissimo, si sentiva eterno, indistruttibile, potente e salvatore della Patria (non usò precisamente questi termini ma tale era in concetto). La malattia lo sorprese. Lo fotografai il 29 settembre del 2008, giorno dei Mondiali di ciclismo a Varese (vedi foto). Naturalmente aveva ripreso a fumare. 
Mi pare che Salvini stia seguendo la stessa strada di Bossi. Fossi suo padre, lo inviterei a darsi una calmata.  

martedì 19 febbraio 2019

Passo del sole

                                                                                            ph paolo russo


Ricevo dal mio amico Paolo questa stupenda foto, scattata sabato scorso, durante un'escursione con l'amico Bruno nella zona del Passo del Lucomagno, in Svizzera. Si nota al centro il profilo seghettato del Pizzo Columbo (2545 m slm), i miei amici hanno aggirato sulla sinistra il Pizzo raggiungendo il Passo del Sole (2367 m  slm) dopo tre ore di cammino nella neve immacolata.
Scrive Paolo: "Questa è la montagna che amo. Che mi rigenera. Qui trovo il vero silenzio, la bellezza del Creato, qui riordino le preoccupazioni di ogni giorno."

clicca sulla foto per ingrandirla

Gioia quieta

                                                                                              ph carlozanzi






GIOIA QUIETA
di carlozanzi


La grande luna in cielo
chiama la primavera,
la terra secca e fredda
attende ciò che spera.

Un uomo nano guarda,
spera la primavera,
nel corpo che appassisce
ritrova ciò che era.

Una primula canta
felice d’esser nata
mentre una donna cura
che non sia calpestata.

Col sole del mattino
sorge una gioia quieta,
il mondo non la nota,
qualcuno ha un’ora lieta.




20 febbraio 2019

lunedì 18 febbraio 2019

I primi fiori

                                                               

E' mia abitudine fotografare i primi fiori che spuntano nel piccolo prato sotto il mio balcone.
La natura fa il suo corso.
Io faccio parte della natura, quindi faccio il mio corso.
Sto spuntando. 

domenica 17 febbraio 2019

La vita in un attimo


Ieri sera ho visto al Nuovo un buon film, 'La vita in un attimo' (Life itself) scritto e diretto da Dan Fogelman, con Oscar Isaac, Olivia Wilde, un ottimo Antonio Banderas e altri bravi interpreti.
Forse non avremmo bisogno di film come questo per ricordarci che la vita può essere davvero drammatica, può metterti in ginocchio, in un attimo cambiarti in peggio il futuro...eppure narratori, sceneggiatori, registi non fanno che toccare questi temi...il che avrà un senso. Bisogna dire che Fogelman forse abbonda in episodi poco edificanti, botti improvvisi che sorprendono lo spettatore...Abbiamo una storia di coppie intrecciate, di padre e madre in figlio, bimbi-ragazzi traumatizzati dalla vita....ma non mancano messaggi di speranza..la vita non si conclude mai, continua nei figli (un inno se vogliamo alla procreazione, al valore della famiglia), l'amore può rimetterti in piedi...Alcune forzature e banalità, un finale strappalacrime con spiegazione della morale che il regista avrebbe potuto rendere meglio, il tutto in una New York dagli incroci assassini, con vicenda che si sposta anche a molte miglia di distanza. Diciamo un film da sette e mezzo.....che vale il costo del biglietto.