lunedì 11 novembre 2019
Festa degli Auguri e Calandàri par ur 2020
Come da tradizione, la Famiglia Bosina porge gli auguri natalizi con largo anticipo. Giovedì 5 dicembre, alle ore 20, in Salone Estense (via Sacco, Varese) è in programma la Festa degli Auguri, con cena e brindisi. E' anche l'occasione per presentare alla città il nuovo Calandàri. Scopriremo chi è il personaggio di copertina. Lo scorso anno toccò a Noemi Cantele, campionessa di ciclismo (in foto, la Festa degli Auguri del 2018). Ci si può prenotare (entro il 27 novembre) telefonando alla Libreria Antiquaria Canesi (0332-287047), a Cristina Iotti (328-7656189) o inviando una mail a segreteria@famigliabosina.it
Auguri, Martino
Felice onomastico a Martino, nipotino di Gabriella e Mock, nonché grande amico di mio nipote Tommaso.
venerdì 8 novembre 2019
Poeta Bosino 2019
Antonio Borgato, poeta bosino 2018
POETA
BOSINO 2019
Torna,
organizzato dalla Famiglia Bosina, il concorso per poesie dialettali ‘Poeta
Bosino’. Si può partecipare senza tassa di iscrizione, con una o due poesie in
dialetto bosino, da inviare (insieme alla traduzione in italiano) entro le ore
19 del 7 dicembre 2019 alla Libreria Antiquaria Canesi di via Walder 39, a
Varese. Attenzione al regolamento, per evitare di essere esclusi in partenza. La
poesia deve essere anonima, non premiata in altri concorsi né pubblicata. Deve
recare in calce un motto o pseudonimo. Quindi le 6 copie della poesia in
dialetto (più le sei copie della traduzione in italiano) vanno inserite in una
busta grande, da consegnare alla Libreria con la scritta Concorso Poeta Bosino
2019. In una busta piccola bisogna inserire un altro foglio con il motto scelto
e i dati anagrafici, nome cognome, via, telefono….La busta piccola va nella
busta grande e si chiude il tutto. La premiazione dei primi tre con la
proclamazione del Poeta Bosino avverrà durante la Festa du ra Giobia, giovedì
30 gennaio 2020.
Partecipate
numerosi!!!!!
sabato 2 novembre 2019
Zuccone
Qualcuno sostiene che io sia uno 'zuccone', cioè una persona che difficilmente modifica le sue opinioni, rigida, poco disposta al cambiamento. Costoro hanno perfettamente ragione. I tipi come me non se la passano bene, mal si adattano alle curve della vita, alle buche, ai sobbalzi, agli imprevisti.
(zuccone gentilmente concesso per la foto dai gestori del ristorante 'Cantoni' di Credera Rubbiano - Cr)
venerdì 1 novembre 2019
Concerto di Ognissanti
Davvero ben riuscito, ieri sera, il Concerto di Ognissanti, che si è tenuto nella chiesa di Sant'Antonio alla Motta. Una meditazione musicale proposta dal Coro Santa Maria del Monte, diretto da Gabriele Conti, al pianoforte Giacomo Mezzalira (in foto, il Coro durante le prove prima dell'esibizione). Musiche di Palestrina, Duruflè, Magistrali, Bettinelli, Mezzalira, Bach, Mendelssonn-Bartholdy, Whitbourn e Rutter.
La meditazione musicale è stata organizzata dalla Fondazione La Casa di Varese onlus.
sabato 26 ottobre 2019
Mutatis mutandis
Felice compleanno a don Angelo Morelli, che si avvicina (non ancora troppo, però) agli ottanta. Eccolo (a sinistra nella foto) nel 1978, chiesa del Lazzaretto, durante la Messa per il 25° di nozze dei miei genitori. E proprio in quegli anni don Angelo è stato per me un prete importante, fondatore di una comunità decisiva vuoi per la mia scelta matrimoniale (lì ho incontrato mia moglie, e già questo basterebbe a rendere profetica e benedetta la Shalom) vuoi per il consolidarsi di una idealità cristianocattolica che, a tanti anni di distanza, colma di dubbi e di distinguo e di fatiche, ancora regge.
Don Angelo ripeteva alcune frasi, spesso latine, nei suoi discorsi: la più nota era 'mutatis mutandis' e regolarmente aggiungeva 'che non vuol dire cambiate le mutande!'. Cambiando ciò che c'è da cambiare, in pratica 'fatte le debite distinzioni', così, traducendo liberamente. Ebbene, mutatis mutandis, si potrebbe dire che la comunità Shalom di allora in fondo è la stessa di adesso, anche se in apparenza tutto è cambiato, a cominciare dal nostro aspetto fisico (allora eravamo giovani e belli) eccetera eccetera eccetera. Cosa resta? Bè, don Angelo che sta ancora 'bene benissimo', resta l'amicizia e soprattutto resta (in differenti gradi di fede e di convinzione) la speranza di non morire mai, fidandosi del Signore risorto, che anche grazie a don Angelo incontrammo allora, negli anni Settanta e Ottanta, e da allora ci 'tormenta' e ci consola.
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