mercoledì 14 ottobre 2020

Torna il Poeta Bosino


 

POETA BOSINO 2020

Torna, organizzato dalla Famiglia Bosina, il concorso per poesie dialettali ‘Poeta Bosino’. Torna nonostante il Coronavirus e le difficoltà del momento, nella speranza di raccogliere abbondanti adesioni fra i rimatori varesini che amano il nostro bel dialetto. Si può partecipare senza tassa di iscrizione, con una o due poesie in dialetto bosino, da inviare (insieme alla traduzione in italiano) entro le ore 19 del 5 dicembre 2020 alla Libreria Antiquaria Canesi di via Walder 39, a Varese. Attenzione al regolamento, per evitare di essere esclusi in partenza. La poesia deve essere anonima, non premiata in altri concorsi né pubblicata. Deve recare in calce un motto o pseudonimo. Quindi le 6 copie della poesia in dialetto (più le sei copie della traduzione in italiano) vanno inserite in una busta grande, da consegnare alla Libreria con la scritta Concorso Poeta Bosino 2019. In una busta piccola bisogna inserire un altro foglio con il motto scelto e i dati anagrafici, nome cognome, via, telefono….La busta piccola va nella busta grande e si chiude il tutto. La premiazione dei primi tre con la proclamazione del Poeta Bosino avverrà durante la Festa du ra Giobia, ultimo giovedì di gennaio 2021. Ma attenzione: questo non è sicuro, sempre per via del virus. Se non fosse possibile organizzare la tradizionale cena con premiazione, la Famiglia Bosina troverà un’altra modalità.

Partecipate numerosi!!!!!

Marco, 5 anni dopo - 13


 

La mia (nuova) canzone

 

Siamo alla fine degli anni Settanta, sono per Marco gli anni dell’esperienza nella Steamboat Willie con il fratello Guido, Antonio Borgato, Alessandro Grisostolo, Stefano Dall’Ora, Rosella Cellamaro. Iniziano anche le prime registrazioni, senza grosse pretese e grandi mezzi, ad uso personale, per pochi intimi. Ma sono certo che tutti i componenti della band amante del country non disdegna di pensare ad un futuro disco. Chissà.

Due sedute di registrazione, una nella clausura della Val d’Intelvi, nella vecchia casa Munaretti, giorni di prove e di incisioni. Altro lavoro alle Ville Ponti, nell’abitazione della nonna di Stefano Dall’Ora, musicista eclettico, così importante nella carriera di Mock. E proprio durante quelle prove Marco presenta agli amici la sua prima canzone, parole e musica: My Song. E’ una canzone d’amore, dedicata alla sua ragazza: Gabriella.

 

Questa è la mia canzone che ti avvolgerà,

che ti avvolgerà completamente,

come le braccia dell’amore ti avvolgerà,

sarà come una fedele stella che veglia su di te.

 

Marco ha qualche anno in meno della maggior parte dei componenti della Steamboat  (solo Stefano è suo coetaneo), che non prendono molto sul serio quel testo (in inglese, naturalmente) e quella musica semplice, lontana dalla musica che suonano in quel periodo. E tutto finisce lì. Una delicata canzone d’amore che resta nel buio sino a due anni fa, quando Mock progetta il suo album da solista. La riprende, chiede l’aiuto di Mike Gallivan (bassista del Colorado), che aggiunge una strofa al testo, e la incide col nuovo titolo  ‘My (new) song’, La mia (nuova) canzone, che è la 14^ del cd ‘Time to start again, Time to fly again’.

Resta una canzone un po’ atipica rispetto al genere caro a Mock. Ma è una bella canzone e, inutile sottolinearlo, commovente, pensando alla storia d’amore di Marco e Gabriella, che si sono conosciuti giovanissimi e non si sono più lasciati.

Una canzone che termina così:

 

Quando sei sola sarò al tuo fianco,

quando sarai con la gente avvolgerà la tua mente.

Porta il tuo cuore ai confini dell’eccezionale,

porta il tuo sguardo a vedere il cuore delle cose.

 

Beh, la mia voce si spegnerà

ma c’è la mia canzone che parlerà al tuo cuore,

c’è la mia nuova canzone che parlerà al tuo cuore.


13-continua

martedì 13 ottobre 2020

Marco, 5 anni dopo - 12


 

Una tristezza che scorre come un fiume

 

Il cd di Marco, ‘Time to start again, time to fly again’, uscito nel 2014 insieme al cd ‘Marco Mock Zanzi’, i due lavori che vedono Marco lasciare per un istante la Piedmont Brothers Band per sperimentarsi come solista, è un lavoro venato di tristezza. Per stessa ammissione dell’autore, più di una canzone lascia spazio alla malinconia, una vena di sottofondo che è caratteristica del musicista varesino. E fra i 14 brani, quello che raggiunge il top di questo sentimento è ‘Rivers of Sorrows’, fiumi di tristezza.

Il brano nasce in un periodo di fatica fisica e morale: un lavoro che non soddisfa, la depressione che si affaccia, che vaga nel fondo dell’anima, la paura di aver fallito una vita, di non essersi giocati al massimo. Allora Marco una mattina posteggia l’auto lungo la provinciale che lo conduce al suo luogo di lavoro, scende, lancia lo sguardo sul lago di Varese. Nel suo immaginario quel lago piatto diventa un fiume, anzi, molti fiumi:

 

Fiumi di tristezza scorrono profondi nel mio cuore.

I giorni felici sono passati,

ho nostalgia e sono solo, mi sento così triste,

sommerso in fiumi di tristezza e dolore.

 

Marco imposta il testo con i canoni dell’amore deluso: una storia finita male, dolci labbra rosse da rimpiangere….

 

Non avrei mai voluto incontrarti,

le tue labbra rosse erano più dolci del vino.

Posso ancora sentire la tua voce da sirena, piccola cara,

che mi sussurra dolci parole d’amore.

 

Tutti i testi della Piedmont Brothers Band sono in inglese, lingua che pare inventata apposta per la musica, lingua scelta per necessità, poiché i lavori della band hanno mercato anche negli Usa e in altre nazioni.

Ma stiamo alla canzone, che anche nella seconda strofa mantiene il medesimo sentimento. Forse quella mattina pioveva, non è dato saperlo, ma certo Marco in quel momento stava per cadere.

 

Sono qui tutto solo nella pioggia, ragazza,

che giro senza meta per la città,

per dare libero sfogo alla mia immaginazione.

Mi sento come se stessi per cadere.

 

Infine il ritornello:

 

Rivers of sorrows run deep in my heart.

All the good times are over.

Homesick and lonesome I’m feeling so blue.

Drowned in rivers of sorrow and pain,

Drowned in rivers of sorrow and pain.


12-continua

 

 

lunedì 12 ottobre 2020

Saslong


 

Romanzo di formazione, ‘Sassolungo’ è la storia di Luigi Frigerio, che si snoda fra il 1910, data della sua nascita, e il 1987, momento importante della sua vita. Non inganni il titolo: non si tratta di un romanzo ambientato prevalentemente in montagna, anche se le Dolomiti sono presenti, con il loro fascino.  La vicenda narrata, che scorre nel gioco di realtà e fantasia, storia ed invenzione, è ambientata soprattutto a Varese, descritta nella sua evoluzione da prima della Grande Guerra agli anni Ottanta. La grande storia è però solo accennata, di sottofondo. Carlo Zanzi ha scritto un romanzo familiare, dove emerge il rapporto fra i nonni e i nipoti, fra Battista (padre di Luigi) e il nipote Bruno, e fra Luigi e il nipote Marco. Storie d’amore, di tradimenti, la passione per la montagna, i patimenti della guerra, gioie e dolori, abbracci e incomprensioni…Nella prima parte è frequente nei dialoghi l’uso del dialetto varesino. 


Chi desidera ordinare online il romanzo, su Google o altro motore di ricerca scrivere sassolungo romanzo 

Marco, 5 anni dopo - 11

                                                                                         ph attilio aletti
                                 

La canzone di Mock

 

La canzone che meglio rappresenta Marco Mock Zanzi, riprodotta anche su una maglietta blu, song che dà il titolo a un album, è ‘Time to start again, time to fly again’. E’ tempo di ripartire, è tempo di volare: da due anni questo è il motto di Marco, per sé e per gli altri. E’ il suo costante richiamo, quando ha lo spazio per ricordarlo. Sia cantando che parlando. Ed è anche una delle sue canzoni più richieste.

Ascoltando il brano, le parole di questa canzone, uno certo penserebbe che è stato scritto dopo il 2013, a seguito della malattia. Ma non è così. Le parole sono nate prima di quell’anno, e la prima versione voleva sottolineare l’aspetto della speranza, perché la vita ti fa cadere, anzi, a volte pare proprio che lo faccia nei momenti di grande gioia, ma con la volontà, e l’aiuto di Dio, ci si rimette in piedi. Nel brano Mock ripensa al suo passato, scegliendo due episodi chiave della giovinezza: l’acquisto (negato) di una chitarra 12 corde (la bionda) e l’amore (contrastato) con una ragazza. E in entrambi i casi gli adulti (i genitori prima, un prete poi) non gli hanno dato fiducia, hanno messo davanti altro. Una caduta ogni volta, con la necessità di riprendersi. E ogni volta Marco ce l’ha fatta: con la chitarra, con la futura moglie e in tante altre vicende della vita.

Questa canzone è anche un richiamo a Dio, alla necessità della fede, al conforto che nasce dalla vicinanza di un Padre buono.

Ma la caratteristica di ‘Time to start again’, scritta e messa in un cassetto, è che ha una seconda vita, insieme ad una sola vita pubblica, cominciata con la registrazione del pezzo per l’omonimo cd, uscito nel 2014. E qui il significato profondo ha una svolta: sempre la speranza, ma è proprio dalle vicende dolorose della vita che può arrivare la forza per realizzare ciò che si è sempre sognato di portare a compimento ma non si è mai fatto. E allora Mock aggiunge ‘Time to fly again’: non è solo il tempo di ricominciare, ma è il tempo di volare.

Ecco la strofa finale e il ritornello di ‘Time to start again’.

 

Sono ancora un uomo con molti sogni ma ancora molte difficoltà.

A volte mi sento al massimo, ma molte altre volte mi sento così giù!

Ma mi piace suonare la mia cara 12 corde e amo mia moglie così tanto.

So che ho in me la forza e ho Dio al mio fianco.

 

Tempo di volare ancora, tempo di volare ancora.

Vedi? La tua vita sta splendendo ancora,

e i tuoi sogni sono di nuovo per strada.

Tempo di volare ancora, tempo di volare ancora.

Non dimenticare che hai la forza di rialzarti e di volare ancora.

11-continua

domenica 11 ottobre 2020

Marco, 5 anni dopo - 10


 

Ritorno alle origini

 

Quando si passa il varco dei cinquant’anni, dopo tanto correre, in genere si prende fiato. Solo una sosta, per riprendere il viaggio. A volte è più di un sorso d’acqua, è la riflessione su quella corsa, è la sensazione di aver corso tanto girando in tondo, di aver corso prendendo una direzione che non ci conduce dove vorremmo. Oppure è la consapevolezza che la corsa porta verso il baratro (o il volo salvifico, dipende dai punti di vista) e allora perché tanta fretta? Meglio fermarsi e guardare indietro, quando “tutto era ancora intero” (Guccini), quando si costruiva e, soprattutto, si sognava. Marco probabilmente, quando ha scritto e musicato il brano ‘Back to the country’ (che dà il nome al cd), era in questa fase della vita, uno spazio sofferto e costruttivo, di crisi e di rinascita.

 

Tornare alle origini, ho bisogno di acqua fresca per ripulire la mia anima.

Tornare alla mia amata, ho bisogno del suo sorriso e del suo abbraccio.

Tornare alle montagne, ho bisogno di spazi selvaggi per liberare la mia mente.

Tornare al Signore lassù, ho bisogno che mi mostri la via.

 

Le origini: l’amata, le montagne, Dio. E’ in quella direzione che bisogna guardare perché il futuro è incerto, i sogni di gloria restano sogni, i fantasmi della delusione, del fallimento, di una vita non gustata sino in fondo non regalano pace.

 

La mia mente vaga passiva mentre i giorni passano stancamente.

I pilastri dei miei avi sono solo delle rovine ammassate.

I ponti sono caduti, la via è accidentata e incerta.

Ho imparato dalla vita che ho solo bisogno di tornare ancora indietro.

 

Il passato allora non è solo nostalgia, ma fonte di saggezza che può regalare aria nuova.

 

Preziosi ricordi scorrono nella mia mente.

L’insegnamento di persone sagge e di amici che mi aprono il cuore.

Il dono delle bambine, il loro affettuoso sorriso

mentre leggevo loro le favole, oh, ho solo bisogno di tornare ancora indietro.

 

E il finale regala speranza, una speranza fondamentale, che darà a Marco la forza di affrontare ciò che, qualche tempo dopo, arriverà come una nuova tempesta nella sua vita.

 

La direzione ora è più chiara:

la benedizione di nuovi fratelli,

l’amore della mia amata.

Ho tuttavia ancora bisogno di tornare indietro.

 

Tornare alle origini, ai principi che hanno scaldato la mia anima.

Tornare alla mia amata, alla luce del suo dolce volto.

Tornare alle montagne, alle rocce e alla corona di creste.

Tornare al Signore lassù, sono felice che mi mostri la via.

 

Going back to the country, the old tenets that warmed my soul.

Going back to the one I love the light of her tender face.

Going back to the mountains, back to the rocks and crown of peacks.

Going back to the Lord above I’m glad He shows me the way

10-continua

Auguri, Maddalena


 

Felice compleanno a mia figlia Maddalena