sabato 16 novembre 2024

Gavirate accogliente


Come è noto agli amanti della Regina delle Prealpi, Carmine Pirrella (primo a sinistra) è l'anima dell'Atletica Gavirate. Stamani, sabato 16 novembre, grazie alla sua accoglienza, io, mia figlia Valentina e suo marito Umberto abbiamo potuto accedere alla pista in tartan dell'impianto sulle rive del lago di Varese, per un test sui 10.000, supervisionato dal prof. Beppe Balsamo, tecnico di atletica. Un'oretta di sano sport, l'incontro con due amici, foto di rito.

 

venerdì 15 novembre 2024

E' ancora e sempre staffetta Andolfatto


 






Era il mese di ottobre del 1998: ad Arcisate, sull’anello di 200 metri della pista di atletica, nasceva la staffetta 12x1000 ‘Memorial Luigi Andolfatto’. Tanto è cambiato in questi 26 anni, ma l’entusiasmante staffetta di corsa, riservata agli alunni delle medie inferiori, è una certezza annuale, e infatti stamani, venerdì 15 novembre, ecco l’Andolfatto, non più sul pistino di atletica in tartan ma, vista l’abbondanza di scuole presenti, sui prati della Lagozza, già teatro di affascinanti corse campestri Fidal. E se si dice Andolfatto si dice prof. Silvano Danzi, perché fu lui, nel 1998, a ideare e organizzare la manifestazione sportiva, e sempre lui l’ha portata avanti in tutti questi anni. Ma da soli si fa poco, e infatti il prof. Danzi ha sempre trovato validi aiuti nei colleghi, nella società di atletica di Arcisate, nello Sci Nordico eccetera eccettera, e se ci aggiungiamo l’ingrediente più importante, cioè l’entusiasmo delle giovani leve, la staffetta è fatta. Inoltre stamani il clima era perfetto, freddo al mattino presto ma per l’ora della gara, le 10.30, il sole era una dolce carezza, che ha baciato i ragazzi, indorato i colori dell’autunno e regalato un terreno in ottime condizioni. Capelli al vento, voglia di primeggiare, fatica e soddisfazione, qualche inevitabile pianto, delusioni ed esaltazioni, sogni infranti e sogni appagati, perché questa è la vita, questo è lo sport. L’importante è mettersi in pista, e stamani alla Lagozza tanti ragazzi hanno schiacciato l’erba, oltre trenta formazioni, scuole da tutta la provincia. Tralasciamo per una volta classifiche e premi, bravi tutti, anche se (mi si conceda un po’ di nostalgia) una foto di gruppo la dedico alla ‘mia’ scuola, la media Vidoletti, sempre presente, stamani addirittura con due formazioni, cioè 24 alunni. Dirò infine, per i pochi che non conosco l’Andolfatto, come si svolge la gara: partono le prime, una femmina di prima, un giro di circa 1000 metri, poi passaggio del testimone alla seconda ragazza, poi un maschio di prima, un altro maschio e poi le seconde e infine le terze, 12 alunni per ogni squadra, 6 maschi e 6 femmine, chi arriva primo vince. Tutto qui. La corsa è gesto naturale, per i ragazzi addirittura spontaneo, istintivo, certamente benefico.

W l’Andolfatto. E per il 2025? Il prof. Silvano Danzi, al termine di una brillante carriera, raggiungerà il traguardo della meritata pensione. Lui non si sbilancia, ma un autunno senza Andolfatto sarebbe un po’ meno autunno.


giovedì 14 novembre 2024

La Famiglia Bosina in festa


 



Non può finire l’anno senza la tradizionale Festa degli Auguri della Famiglia Bosina, che è in programma venerdì 6 dicembre. I soci e i simpatizzanti si scambieranno gli auguri natalizi, e verrà presentato il Calandari dra Famiglia Bosina par ur 2025. La cena si terrà alla Locanda Cà dei Santi, via Molini Trotti 7 (vicino alla Lindt), Varese. Ritrovo ore 20. Prenotarsi entro il 1 dicembre presso Libreria Canesi di via Walder 39, Varese tel 0332.287047   Cristina Iotti 328.7656189   segreteria@famigliabosina.it  costo 45 euro.

La Famiglia, con il suo regiù Luca Broggini (foto), intende sottolineare due date. Il prossimo anno, 2025, segnerà i 70 anni del sodalizio, nato nel 1955, e sarà quindi un anno di riflessione sul futuro di questa realtà associativa. Ma la seconda data è già una festa, cioè la festa per il numero 70 del Calandàri. Per dare spazio all’evento, oltre alla tradizionale presentazione del 6 dicembre, si aggiunge un momento ad hoc, in calendario domenica 15 dicembre, ore 10.30, presso la sede dell’ANCE in via Cavour 32, a Varese.

Sfogliando il primo numero, il Calandari do ra Famiglia Bosina par or 1956 (foto), si nota anzitutto l’introduzione, firmata dal Resgioo Ermenegildo Trolli, proprietario del Calzaturificio di Varese: ‘La FAMIGLIA BOSINA ha voluto iniziare il suo primo anno di vita colla pubblicazione di questo Almanacco…Per quanto riguarda questo primo saggio di attività, rivolgo un grazie sincero alla penna dell’Avv. Giulio Moroni, all’arte del prof. Giuseppe Talamoni ed alla regia di Umberto Bagaini: uniti nella collaborazione hanno reso possibile questa nostra realizzazione. Se nel suo complesso questo Almanacco risulterà modesto, prego gli amici di essere indulgenti: i primi passi sono sempre i più difficili ed il tempo a nostra disposizione era brevissimo…Molti sono i programmi allo studio che si possono compendiare nella frase: Valorizzare il passato della nostra Varese e tenere bene gli occhi aperti sul futuro…’

Ed eccolo il primo numero del Calandàri, in copertina il focolare, il camino, disegno di Giuseppe Talamoni. Quindi una sessantina di pagine, con lo schema che verrà mantenuto nei decenni: il calendario dell’anno a venire, la pubblicità (quella della Tessilomnia a colori), gli articoli, foto in bianco e nero, l’elenco dei soci fondatori della Famiglia Bosina, ben 210, con alcuni nomi che davvero sono parte della storia della nostra città.

Da allora questo annuario non ha perso un anno, puntuale nelle librerie dalla metà di dicembre. Le pagine da 60 hanno superato le trecento, una quarantina i collaboratori, firme autorevoli, giornalisti, storici, narratori, poeti, fotografi, cittadini che amano scrivere ma soprattutto amano Varese, il suo territorio, la sua storia, il suo futuro. La copertina di questo prezioso numero 70 mostra le 69 copertine che hanno anticipato quest’ultima (foto). 

Cos’è il Calandàri è detto chiaramente nel risvolto di copertina: ‘…Non è un libro solo in dialetto, non è un libro solo rivolto al passato, non è un libro di nostalgici, non è un libro per vecchi. E’ il libro varesino con più storia: esce infatti ininterrottamente, ogni anno, dal 1956…Di cosa parla? Di Varese città, di Varese provincia, del nostro territorio prealpino, Canton Ticino compreso, letti nel passato, ma anche nel presente e nel futuro…”

La Famiglia Bosina ricorda infine che c’è tempo sino al 14 dicembre per partecipare al Concorso Poeta Bosino, riservato a poeti che ancora amano scrivere nel nostro bel dialetto. Il bando si trova, insieme ad ogni altra notizia, sul sito della Famiglia: www.famigliabosina.it

 


mercoledì 13 novembre 2024

E' una ruota che gira


 

La vita è una ruota che gira, ciò che hai fatto tu poi lo fanno altri, e ciò che altri hanno fatto prima di te, poi toccherà a te. Mi piace veder crescere i miei ex alunni. Ieri ho incontrato al supermercato due miei ex alunni: si sono sposati e ora attendono un bimbo, anzi, due gemelli, un maschio e una femmina. Nei loro occhi la gioia e l'attesa. Stamani apro Varese News e mi ritrovo Beatrice, una biondina dal carattere tosto, ottima sportiva, sapevo che giocava a calcio. Ora la ritrovo autista dei bus delle Autolinee Varesine, la più giovane autista dell'azienda e la prima donna a guidare bus della linea extraurbana. Nel suo caso la vita è molte ruote che girano, almeno quattro se non sei quelle dei bus in questione. Non salgo mai sui pullman quindi Beatrice la saluto da qui. Già ho incontrato Alessio, ex alunno che guida regolarmente i bus in salita e discesa al Campo dei Fiori. Ora anche Beatrice.  

lunedì 11 novembre 2024

Ciao, Giori


 Apprendo ora che è morto Giori Ferrazzi. Ci siamo conosciuti agli inizi degli anni Ottanta, insegnavamo insieme alla scuola media 'Bossi' di Arcisate. Insegnava religione ma si capiva subito che la sua vitalità lo avrebbe condotto altrove. Mai pago, mai soddisfatto, sempre alla ricerca. Ero uno sportivo (giocatore di rugby), tanto 'voluminoso' quanto generoso. Si sposò in quegli anni con Maddalena (spero di ricordare bene il nome), rinunciarono ai regali di nozze per contribuire alla costruzione della nuova chiesa alla parrocchia Kolbe di viale Aguggiari. Portò gli scout d'Europa a Varese. Partì poi per l'America Latina e lì è rimasto sino alla morte prematura, girando varie nazioni, progettando, realizzando: docente universitario, ristoratore eccetera eccetera. Molti anni fa, durante un ritorno in Italia, lo intervistai per il settimanale Luce. Non ricordo cosa mi raccontò, dovrei ricercare il pezzo. Ma ricordo certamente il suo entusiasmo e il suo sorriso, la sua fede in Dio, il suo slancio vitale.

Ciao, Giori.    

domenica 10 novembre 2024

Dori: "Il mio Fabrizio ha sempre 58 anni"


 



"Cosa ricordo di Fabrizio?" chiede Dori Ghezzi, rispondendo alla domanda del giornalista Vittorio Colombo. "C'è una sola cosa positiva nella sua morte prematura: che per me Fabrizio ha sempre 58 anni." Questa una delle tante risposte che ieri, domenica 10 novembre, in una bella serata in sala Napoleonica (strapiena) alle Ville Ponti di Varese, la cantante Dori Ghezzi ha regalato ai fan di Fabrizio De Andrè. Forse qualcuno si è seduto sulle eleganti poltroncine perché amante delle canzoni del duo Wess-DoriGhezzi, ma ho ragione di credere che la stragrande maggioranza fosse lì, a rincorrere le note e le suggestioni del mito di Faber, morto 25 anni fa, ancora presentissimo. Certo, non erano presenti i giovanissimi, ma qualche giovane sì e soprattutto i cinquanta, sessanta, settantenni che sono cresciuti cantando (e i più stonati solo ascoltando) le indimenticabili canzoni del cantautore genovese. A partire da quella 'Canzone di Marinella', che diede il la alla sua carriera, grazie all'interpretazione televisiva di Mina. La qual cosa lui, Fabrizio, non gradì, tanto da rispondere alla domanda: 'Lo sa che lei deve molto alla Canzone di Marinella?' E lui: 'Purtroppo sì.' Gli stava stretta, forse non l'amava così tanto (quella storia cantata presa dalla cronaca, una sedicenne prostituta che finisce nel Tànaro o nella Bormida), o forse gli scocciava ammettere che senza quell'interpretazione di altri forse Fabrizio non sarebbe decollato mai. Comunque decollò, e alla grande. Gran bella serata ieri alle Ville Ponti, con il Festival del racconto-Premio Chiara 2024 che omaggia Faber con il premio (alla memoria), 'Le parole della musica', già ricevuto anni fa da Guccini, De Gregori, Nannini, Ligabue, Vecchioni, Paoli, Conte eccetera. 
Per chi era assente c'è sempre la possibilità di rimediare acquistando il libro (foto) che, guarda caso, inizia con lui, cioè De Andrè, poi arriva l'io, cioè Dori...infine il noi, una bella coppia, costretta a vivere anche il dramma di un sequestro, in quella Sardegna che avevano adottato come seconda patria.
Io sono fra coloro che, negli anni Settanta, imbracciava la chitarra, suonava e cantava, no, la Canzone di Marinella no, non mi piaceva, ma La guerra di Piero, La Ballata dell'eroe, Geordie, Amore che vieni amore che vai, La canzone dell'amore perduto, il Chimico, la mia amata Via del Campo eccetera eccetera eccetera. 

Davide Libro contro Golia Belinelli: 104-95


 





Una partita che vale non solo il prezzo del biglietto, ma dell'intero abbonamento: sto parlando di OJM Varese-Virtus Segafredo Bologna, partita di basket che si è disputata stasera, domenica 10 novembre a Varese. Dopo l'ennesima figuraccia, domenica scorsa, il coach dei biancorossi aveva esclamato: "Vergogna!!!" E stasera la vergogna è stata cancellata, vendicata, annichilita da una partita incredibile. Varese, come da pronostico, è gracile, incerottata ed incompleta al cospetto di Bologna, più forte in ogni reparto, che dall'alto dei vertici della classifica guarda con baldanza nelle retrovie, dove Varese arranca con solo due punticini. E infatti Varese è subito sotto: 3-11. C'è chi dice: 'Se perdiamo di 20 è già buona!' E invece no. Armiamo l'arma dei tiri da 3 punti e Johnson ha la mira infallibile: 3 bombe di fila, più una di Alviti, il play Matteo Librizzi (promosso capitano pur sommando solo 22 anni) arringa il pubblico (assai numeroso) e così si va al primo intervallo 24-22. La OJM prende coraggio, la Virtus perde sicurezza. E via con l'arma del tiro da fuori, essenziale perché l'area nemica è presidiata da giganti: due triple di Hands e una di Brown che (?) giocherà assai poco. Problemi? Non ha gradito alcune scelte del coach? Schiaccia Johnson ed è ovazione. Si va al riposo lungo 51 a 44. Bè, almeno metà partita abbiamo retto, anzi, siamo persino avanti. Si riparte e comincia il Librizzi time. Mi scuseranno gli altri giocatori, ma ora do spazio soprattutto a lui (foto), e con lui al bolognese Belinelli: da qui il titolo. Libro è un condottiero sicuro, mai dono, arringatore di folla ma (ed è quel che più conta) segna, fa assist, porta palla senza perderla o fare scelte affrettate. Fra i varesini sono altri che denotano bizze e mani saponetta, così Bologna recupera (grazie soprattutto a Belinelli) e si va all'ultimo riposo 76-74. Varese riparte male, l'impressione è di una squadra che meritoriamente ha dato tutto ma non ha la benzina per un altro quarto, mentre i felsinei hanno la panchina lunga e la partita in mano. Infatti eccoli avanti 77-81. 'E' finita!' pensano i più. E' finita per Varese. Bravi lo stesso, avete dato l'anima e la sconfitta è onorevole. E invece no. I rossovestiti ci credono, e su tutti il capitano, che parte alla carica: tripla, altra tripla, tripla di Hands. Quando mancano 3' siamo 88-88. Altra bomba di Davide Libro (91-88) e il pubblico regala un'ovazione festante a Matteo. Ma Belinelli non ci sta, 3 punti anche per lui (91-91) Finalmente Alviti c'azzecca, dopo numerosi ferri (94-91) e mancano 90". A questo punto, nel momento cruciale, Bologna sbaglia, Varese no: 2 punti di Hands, schiacciata terremotante di Kao, freddezza glaciale di Libro nei liberi ed è fatta: 104-95. Per Capitan Matteo (udite udite) 40 di valutazione, 28 punti, 71% da 3, 88% nei liberi, 9 assist. Golia Belinelli si ferma ad un modesto 22 di valutazione, 23 punti e un gran mal di testa, dato dalla pietra scagliata da Davide Libro. Naturalmente la partita non la vince un uomo solo, quindi onore al merito anche agli altri, con qualche attimo in campo anche per Assui. Bravo anche coach Mandole (foto). Ma stasera il Mannion di turno, il Pozzecco di turno, l'Avramovic di turno si chiama Matteo Librizzi detto Libroo!!!!
Forza Varese!