sabato 14 giugno 2025

Mister Wakiky Momba

 




Lo scrittore varesino Gianfranco Galante, penna assai produttiva, ha dato alle stampe (Scriptores edizioni) un nuovo libro, che è stato presentato oggi, sabato 14 giugno, presso la sala dell'oratorio di Sant'Ambrogio Olona. Con l'autore erano presenti Vincenzo Capodiferro, docente e scrittore, e il poeta Umberto Belardinelli. 
Titolo: 'Mister Wakìky Momba'. Galante affronta, con questo saggio romanzato, con questa storia vera parzialmente modificata, ma non nella sostanza, lo spinoso argomento della migrazione delle genti dal sud del mondo verso il nord. Wakìky Momba (nome di fantasia) ha un fratello, probabilmente gemello ma non è certo che lo sia, di nome Mbele. I due vengono dal villaggio di Momba, in Tanzania, e agli inizi degli anni novanta, a vent'anni, decidono di avventurarsi verso una nuova vita. Avrà quindi inizio una incredibile avventura attraverso i molti stati africani che separano la Tanzania dalla Libia (vedi cartina), e quindi dal Mediterraneo e dall'Italia. Wakìky è il leader fra i due: alto, robusto, energico, deciso (da qui la scelta del titolo), sarà lui a dar forza al fratello durante i numerosi arresti, le torture, le vessazioni, tappe forzate di un esodo doloroso che infine li porterà in Libia, dopo anni di viaggio. Buttati su un barcone, raggiungono le coste italiane ma i due verranno separati e solo dopo un anno potranno ricongiungersi: Mbele riabbraccerà il fratello Wakìky a Milano, e da trent'anni ormai abitano a Busto Arsizio, hanno un lavoro, una famiglia, figli, una casa, la dignità che l'Africa aveva loro negato. In estrema sintesi questa è la storia, che i lettori troveranno leggendo Mister Wakìky Momba. Che - lo ripeto - non è un romanzo d'avventura, non è pura invenzione, ma una storia vera, arricchita da riflessioni su un tema caldo, che divide, complesso, attualissimo.  

Un Matteo da serie A


Complimenti all'ex alunno Vidoletti Matteo Piccoli, che con la sua squadra, Cantù, torna in serie A1 di basket. Lo rivedremo quindi al Palazzetto. Io, grande tifoso di Varese, non posso tifare Cantù, ma i complimenti a Matteo sì.  

 

Quando il fascismo dettava la dieta


 



Pubblico delle grandi occasioni ieri sera in 'Sala Ambrosoli' di Villa Recalcati a Varese, convenuto per la presentazione del libro 'Quando il fascismo dettava la dieta' (People edizioni). Sottotitolo: La propaganda a tavola, tra sovranità alimentare e autarchia. Autore il prof. Enzo Laforgia, docente di scuola superiore e attuale assessore alla cultura del Comune di Varese. Con lui la giornalista di VareseNews Stefania Radman e il docente universitario Antonio Orecchia. 

Il volume alterna momenti 'leggeri', più che digeribile, simpatici, soprattutto nella sezione dedicata alle ricette, ad altri piuttosto indigesti, ovviamente non per pesantezza di scrittura ma perché l'argomento si sofferma su un italico ventennio non proprio appetibile. Si tratta di una ricerca storica rigorosa e insieme assai leggibile, che affronta un aspetto di un tempo dove la politica, volta alla 'costruzione' di un nuovo modello di italiano, entrava in ogni settore della vita del cittadino, quindi anche in quello alimentare. E su tutti lui, Benito Mussolini, che affermava di mangiare parcamente (eppure non è che fosse magrissimo!), niente eccessi, niente tabacco, niente alcol, assolutamente bandita la pennica pomeridiana, indice di pigrizia, niente affatto consona al nuovo modello di virilità. Così dicasi per i carboidrati, per la pasta in particolare, e qui il futurismo imperante ci mise la sua parte: un italiano dinamico non poteva mostrarsi con la pancetta. E via con le indicazioni, le ricette, i consigli se non gli obblighi, il tutto condito però con le restrizioni di materia prima, portate dalle sanzioni (a seguito dell'avventura coloniale africana) e dal mito dell'autarchia: si faccia tutto a casa nostra. Ma il tutto divenne presto il poco, e poi il niente. 

Per Sara non inizia benissimo


 

Non inizia benissimo la stagione alpinistica per la mia amica (ex alunna Vidoletti) Sara Bianchi. Prima uscita ieri sul Monte Rosa, ed ecco il messaggio che mi invia (con foto): '...Poteva iniziare meglio. Nel percorso Indren/rifugio Gnifetti si è scatenato un temporale di grandine improvviso che ci ha costretti a rifugiarci al Mantova...una cosa impressionante...ci cadevano i fulmini sulla terrazza...per questioni di sicurezza ci siamo fermati qui...troppo rischioso proseguire...speriamo nel tempo domani...dicono bellissimo...ma lo dicevano anche di oggi!'

venerdì 13 giugno 2025

Alessia Gazzola, libri a valanga


 





Alessia Gazzola ha la mia stima. Perché scrive bene? Questo non lo so, non avendo letto dei suoi romanzi nemmeno una riga. Ma vende assai bene, milioni di copie in molte nazioni del mondo. E se uno decide di fare lo scrittore di professione, deve vendere, altrimenti è costretto a cambiare lavoro. Sì, perché Alessia, classe 1982, messinese trasferitasi ora a Verona con marito e due figli, quando iniziò a scrivere lo fece per hobby, continuò (saggiamente) a studiare, laurea in medicina, professione di medico legale sino al 2017, quando capì che - guadagni alla mano - avrebbe potuto vivere di sola scrittura. Un traguardo che ben pochi raggiungono. Lei sì. Quindi ha la mia stima. Nove romanzi con protagonista Alice Allevi (con tanto di serie televisiva Rai), altri tre con Costanza Macallè (anche qui serie Rai) e ora ecco la nuova eroina, Miss Bee. Alessia probabilmente non entrerà nelle antologie della letteratura italiana né vincerà il Nobel. Sarà dimenticata, prima o poi, ma intanto gode il successo letterario, le tipografie lavorano, le avventure delle sue protagoniste, gialli senza sangue né sesso (così fra l'altro le ha definite il giornalista Andrea Giacometti che l'ha presentata ieri sera, nell'ambito del Premio Chiara, padrona di casa Bambi Lazzati) si sommano, e tutti vissero felici e contenti.  
Brava Alessia. 

Albert in festa


Felice compleanno al mio amico Alberto Bortoluzzi detto Albert. Definirlo non è facile. Direi che è l'uomo dei progetti impossibili...che lui realizza. Lungo sarebbe l'elenco delle sue iniziative artistiche, sportive....e anche letterarie, visto che con la raccolta di racconti 'Long Drink' ha vinto il Premio Chiara inediti, edito poi da Macchione. E proprio dalle sue parole scritte prendo le mosse, per descriverlo: lì era giovane, ma un po' così è rimasto. Il raccontino si intitola Stefania: '...La scopai talmente tanto da farmi delle escoriazioni sul pene. La mattina dopo al suo risveglio mi abbracciò raggiante dicendomi: - E' stato bellissimo! - Ma con suo stupore la mia risposta fu invece completamente diversa: - Troppo tardi! -....'

Albert è anche imprevedibile.   

giovedì 12 giugno 2025

Auguri, Pippo


 

Felice compleanno al mio amico Giuseppe Gazzotti detto Pippo. Settant'anni con tante esse: sport, salute, serenità, sci....