mercoledì 22 febbraio 2017
E' nata Caterina
Evviva! Ieri, 22 febbraio, è nata Caterina, la prima nipotina dei miei cari amici Anna e Gigi. Felicitazioni, e ben arrivata alla neonata!
Da Ilacqua, ottimo vino
Fabio
Ilacqua (paroliere di Occidentali’s Karma, canzone vincitrice di San Remo 2017) e
Luca Chiaravalli (che ha arrangiato il brano e diretto l’orchestra) sono stati
festeggiati questa sera al Circolo di Casbeno, luogo amato da Fabio,
assiduamente frequentato prima del successo inatteso e travolgente del brano,
che tutta Italia sta ballando. Sindaco Davide Galimberti (che ha consegnato ai due una medaglia), vicesindaco Daniele Zanzi, il consiglio del Circolo
al gran completo, i casbènatt, la stampa, foto di qua e di là, video e tanti
applausi per questo piccolo-grande paroliere (classe 1975) e per il ‘watusso’
gallaratese (classe 1971), amici da vent’anni, ora anche compagni di lavoro e
di successo. I due (attesi dal governatore Bobo Maroni ai piani alti del
grattacielo meneghino), oggi promettono di non tradire gli ideali, declinati
con parole quali semplicità, purezza di intenzioni, musica scritta e suonata
per il piacere di farlo, senza intenti commerciali, ma in fondo ciò che conta è
che ci regalino altra buona musica. E se arrivano successo e soldi, è anche
giusto. Se li sono meritati, dopo anni e anni di gavetta. Fabio è stato mio alunno alla Vidoletti sul finire degli anni Ottanta, un ragazzino
silenzioso e scattante. Poi l’artistico, Brera, quadri dipinti e musica scritta
e suonata, ma soprattutto un lavoro di contadino a Casbeno. Personaggio
poliedrico, a suo modo colto e con idee chiare. Poi questo successo inatteso e sperato: un botto, come i tappi che sono saltati stasera a Casbeno, per
il brindisi. Dall’Ilacqua, ottimo vino. Prosìt. E così sia, cioè Amen.
Il ritorno di Giulio
Molto bene. Apprendo ora da Varesenews che il mio amico e compagno di liceo Giulio De Palma (primo a destra) torna a Varese, a fare il comandante dei Vigili del Fuoco. Già venne anni fa, dopo varie peripezie. Poi ripartì e ora torna, credo ormai sino alla pensione. Figlio di comandanti (suo padre Pietro fu comandante dei pompieri varesini dal 1971 al 1981), Giulio è persona equilibratissima, dalla parlata pacata, dal sorriso facile. Ricordo negli anni del liceo andavo spesso nella sua abitazione in via Legnani, sede del Comando dei Vigili del Fuoco: si studiava, ma soprattutto si giocava a biliardo e a tennis tavolo. Veniva dall'Emilia, ottimo giocatore di volley (allora), eccellente a scuola, genio della matematica.
Bentornato, amico mio.
Non vi tedierò
Non vi tedierò con le ripetitive immagini delle mie salite in bici al cannoncino del Campo dei Fiori, anche perché (visti i miei obiettivi sportivi 2017) dovranno essere assai. Ma la prima salita dell'anno è per me speciale, e merita un'immagine. Di solito c'è la neve, quest'anno niente. Mi sa che la stagione sciistica, per me, si è definitivamente conclusa. Una stagione assai breve, priva delle sciate a Brinzio. Mi approssimo alla primavera con un po' di amaro in bocca. Non mi sono sfogato abbastanza. Se mi troverete un po' nervoso, sapete il perché!
martedì 21 febbraio 2017
Un Ibach per Gjoni
Serata
davvero speciale ieri, 21 febbraio, nell’aula magna della scuola media
Vidoletti, per l’inaugurazione del piano a coda Ibach restaurato. Coordinato
dal flautista Arnaldo Bianchi, l’evento ha visto la partecipazione del maestro (ex
alunno Vidoletti) Federico Gandini, pianista accompagnatore alla danza e
restauratore. Alla sua equipe si deve il prezioso lavoro svolto sul piano a coda
di inizio novecento, che è tornato nuovo, pronto alle mani davvero educate del
giovane pianista Kristofer Gjoni. Classe 1998, allievo del maestro Marco Sala,
Gjoni ha incantato i presenti. Si è poi unito al clarinettista Giona Pasquetto,
per la parte finale del concerto. La Vidoletti, grazie ai docenti di strumenti,
ai prof. di musica, al preside e alla vicepreside, ai genitori del Consiglio di
istituto e ad altri appassionati, da anni sta curando questa nuova ‘pianta’ musicale,
che cresce e si arricchisce anche di questi martedì in musica. Prossimo appuntamento
l’8 marzo: una festa della donna con un concerto di chitarra, poesie in
dialetto e in italiano, racconti.
Il gran cuore di Paolo
ph carlozanzi
Centinaia
di persone, soprattutto giovani, questo pomeriggio si sono sedute sulle tribune
del Palazzetto dello Sport, e il tifo era solo per lui: Paolo. Un palloncino
rosso con la scritta ‘Ti amo’ dava l’idea che il ragazzo stesse già volando.
Fiori, palloni da basket, magliette della Pallacanestro Varese, firme, una
foto, le parole di papà Giuseppe e di mamma Daniela, riservate a questo loro figlio dalla grande
sensibilità, capace soprattutto nei dieci mesi della malattia di diventare
adulto. “Si sono ribaltate le parti” ha detto papà Giuseppe. “Sono i genitori
che dovrebbero educare i figli, dare loro l’esempio, qui è stato Paolo, il mio
eroe, ad insegnarmi il coraggio.” Una testimonianza che ha segnato anzitutto
chi gli è stato più vicino (i genitori, il fratello, le sorelle, la sua
ragazza), ma anche tutti quelli che hanno, poco o tanto, incontrato la sua
storia. Poi altre parole, lette dai suoi
amici, e poesie scritte dal diciottenne che ha saputo sopportare il peggio
della vita: un male incurabile, cure debilitanti, dolore, paura.
Che
dire? Nel breve periodo per me è la seconda testimonianza di qualcuno che sa
vivere la sofferenza con grande dignità, vincendo la battaglia più dura: mio
fratello Mock e Paolo. Con Mock ho potuto ‘respirare’ la sua vicenda
incredibile, con Paolo no, ma mi fido di chi gli è stato accanto. E porto con
me il rimpianto per non aver valorizzato al top (forse nemmeno capito nel
profondo) Paolo nei suoi anni alla Vidoletti. Da me si meritava il massimo.
Auguri, Enrico
Felice compleanno al mio amico Enrico, già docente di lettere e scienze motorie, vicepreside alla Vidoletti (eccolo infatti alla destra del 'padre' Antonio), oggi a riposo pensionistico.
Un abbraccio.
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