venerdì 4 marzo 2022

Sabato magro


 

Non sono certo un tipo da Carnevale, da sabato grasso, da maschere e coriandoli (vedi poesia) ma questo Carnevale magro, questo continuo stress da avvenimenti avversi sta esagerando.


Carnevàl

di carlozanzi

 

 

Varès, quatàda sü nel sabat grass,

pitüràda e giüiusa ‘mè Arlechìn,

tira innànz i sò carr e la baldoria:

Re Busìn, Pin Girumèta, ul zopp, ‘na strìa.

 

In pée, senza maschera e trumbèta,

vestì di solit pagn, cumpàgn da ier,

vardi, curiùus, la matàna du la gent,

mia bun da fass vidè senza ritègn.

 

Ul carö, valt me ‘na züca, smùrza ‘l cùur;

ciàpa fiàa, scàpa via pö turna chi;

‘na brencàva da curiàndul  l’è par mi,

piögia sèca, caréza d’alegrìa.

 

6 marzo 1999

 

 

 

 

 

 

Carnevale

 

 

Varese, coperta nel sabato grasso,

pitturata e gioiosa come Arlecchino,

tira avanti i suoi carri e la baldoria:

Re Bosino, Pin Girometta, uno zoppo, una strega.

 

In piedi, senza maschera e trombetta,

vestito dei soliti panni, uguale a ieri,

guardo, curioso, la pazzia della gente,

incapace di farmi vedere senza ritegno.

 

Il figlio, alto come una zucca, spegne la corsa;

prende fiato, scappa via poi torna qui;

una manciata di coriandoli è per me,

pioggia secca, carezza d’allegria.

 

                                                                      

Una foto dell'Ottocento


 

Via Virgilio, la nuova chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio Olona (ultimata nel 1895), le rotaie del tram, il Sacro Monte solo con le Cappelle, una carrozzella in questa foto del mese di giugno 1899 (foto Ed.Alinari).


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Con Cecco al Campo dei Fiori


 

Salita in bici al Campo dei Fiori stamani con l'amico Francesco Lenotti detto Cecco. Mi ha tirato un po' il collo ma ho retto con dignità. 

giovedì 3 marzo 2022

Laura e Daniele sposi


 

Felice matrimonio a mia nipote Laura e a Daniele.

Laura, ottima sportiva, ex alunna Vidoletti detentrice anche di un titolo provinciale nel salto in alto, amante della montagna, è qui fotografata probabilmente al lago delle Locce, ai piedi del ghiacciaio del Monte Rosa.   

Meschino



 Si può reagire in molti modi allo stress causato dalla follia della guerra, che giunge dopo lo stress (non ancora risolto) della pandemia. Parlo non di chi subisce direttamente il conflitto ma di chi, come il sottoscritto, lo vede alla televisione. Ci si può deprimere, sfiancati da tanto incomprensibile dolore. Si può buttarla sulla solidarietà, aprirsi al desiderio di fare del bene, aiutare, rendersi disponibili in svariati modi, affinché chi soffre soffra un po' meno grazie anche al nostro aiuto. Si può provare una rabbia inconcludente...e ci si può gettare ancor più nella vita, come a dire: 'Già ci attende la morte, questa ora si avvicina ancora di più quindi godiamoci la vita, quel che ci resta da vivere, operiamo, togliamoci le residue soddisfazioni...' Un risvolto esistenziale (quest'ultimo) che molti potrebbero giudicare meschino, egoista...eppure - a mio avviso - più comune di quanto si pensi...e in fondo comprensibile. 

 

mercoledì 2 marzo 2022

Coscienza a posto


 

L'espressione 'in coscienza sono a posto' è espressione non corretta, fuori luogo. Nessuno può dirsi a posto in coscienza. Mai. Il limite (il cristiano lo chiama peccato) è in tutti noi, quindi siamo sempre in difetto, anche i cosiddetti santi lo sono. Meglio sarebbe dire: far tacere la coscienza, tranquillizzarla, quietarla, rabbonirla, addormentarla...Prendiamo ora questa disgrazia della guerra, questa follia. Che dobbiamo fare, noi che non siamo direttamente coinvolti? Che non siamo in Ucraina? Sì, va bene, un'offerta, una preghiera, un digiuno (io il digiuno non lo capisco), informarsi, essere solidali ma poi? Poi la vita va avanti, la nostra vita continua, ed è giusto non solo occuparci del nostro lavoro, dei nostri impegni inderogabili..ma anche di cose piacevoli, di svaghi...Che dobbiamo fare? Stare tutto il giorno con il pensiero ai nostri fratelli nella sofferenza? Annullare ogni divertimento fino alla fine del conflitto? E' vero, sentiamo dentro di noi che qualcosa stona, che siamo un po' vigliacchi, un po' mediocri ma un equilibrio dobbiamo pur trovarlo...eccoci allora con in mano il panno capace di spolverare i sensi di colpa.... 

martedì 1 marzo 2022

Regina delle Prealpi - L' atletica leggera a Varese


 

REGINA DELLE PREALPI – L’ATLETICA LEGGERA A VARESE

 

Verrà presentato venerdì 25 marzo 2022, ore 21, Salone Estense di via Sacco, a Varese, il nuovo libro di Carlo Zanzi.

Titolo: ‘Regina delle Prealpi – L’atletica leggera a Varese’

 

Green-pass e mascherina obbligatori

 

Si consiglia la prenotazione:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-regina-delle-prealpi-latletica-leggera-a-varese-265026670907

 

Si tratta della storia dell’atletica leggera a Varese città e immediate vicinanze (Gavirate, Malnate, Tradate, Arcisate), arricchita con immagini e video. Nella ricostruzione storica, si fa cenno anche al passato di società gloriose della nostra provincia, come la Virtus Gallarate e la Pro Patria di Busto Arsizio. Vengono ricordati gli atleti che hanno dato lustro al nostro territorio, con partecipazioni alle Olimpiadi, titoli nazionali e record; vengono menzionati gli atleti che attualmente fanno ben sperare, ma non si tratta di un libro che parla solo di ‘vecchie’ e ‘nuove’ glorie. Per la prima volta si tenta una ricostruzione, pur sintetica, della storia delle società di atletica leggera varesine, si dà spazio a chi non ha mai vestito la maglia azzurra ma lo stesso ha vissuto e vive interessanti esperienze sportive. Si allarga il campo, spostandosi dall’atletica su pista alle corse campestri, alla corsa in montagna, alle cosiddette ‘tapasciate della domenica’, all’atletica scolastica…La copertina è di Valentina Zanzi.

 

Durante la serata, i presenti riceveranno la pass per accedere gratuitamente e poter leggere il volume.

 

 

Carlo Zanzi  

c.zanzi56@gmail.com

338.6806423