domenica 11 settembre 2022

Auguri doctor


Felice compleanno al mio amico Giulio Clerici detto doctor (occhiali da sole), valido medico sportivo e ottimo tennista. Grazie alla sua abilità professionale ha evitato per me guai di salute, prevenendo un acciacco silente e malandrino. La foto è del 2018, io sono invecchiato lui no, grazie al suo buon umore!
 

sabato 10 settembre 2022

Debolezze di nonno


 


Sono un grande sportivo, non come risultati (oimè) ma come spirito e predisposizione filosofica. Come volete che accolga i primi risultati sportivi dei miei nipotini? Ma con esultanza!!!!! Anch'io vinco un po'...finalmente!

venerdì 9 settembre 2022

Strana vicenda la mia


Da giovane dicevano che ero troppo vecchio e mi occupavo di cose serie, da vecchio dico a me stesso che sono troppo giovane ma in fondo mi sta bene, e vorrei recuperare il tempo perduto in gioventù...Strana parabola la mia...Una sorta di Benjamin Button dei poveri, una disarmonia fra il dentro e il fuori...ma forse siamo un po' tutti così...

giovedì 8 settembre 2022

Un pensiero alla volta



 Con l'età i pensieri si sommano, si accumulano e ci schiacciano.

Probabilmente i bambini riescono a selezionare un pensiero alla volta.

L'abbraccio di Ernesto Masina


 



Scrittore davvero interessante Ernesto Masina, che ieri pomeriggio ha inaugurato in sala Morselli a Varese l’edizione 2022/2023 degli Incontri letterari in biblioteca. Massina ha 87 anni e ancora tanta voglia di scrivere, penna veloce che gli ha permesso di completare il suo sesto romanzo, L’abbraccio (Robin edizioni), in un pomeriggio e mezzo. “Prima di andarmene” ha detto Masina “sentivo l’urgenza di scrivere qualcosa per le donne.” E così ha fatto. “L’abbraccio descrive un dialogo immaginario fra un uomo e una donna, reduci da una separazione. E in questo dialogo emerge una mia profonda convinzione: anche se ora le cose stanno un po’ cambiando, la donna subisce sempre il latente maschilismo dell’uomo, e a volte se ne accorge solo quando da lui si separa. Un maschilismo che a volte è persino indotto dalle stesse mamme delle giovani donne.”

Dopo i saluti di Valentina Marocco, per la Biblioteca varesina, l’assessore Rossella Dimaggio ha intervistato l’autore, noto sino ad ora soprattutto per il romanzo L’orto fascista e per i tre romanzi ambientati a Breno, in Valcamonica, terra dei suoi avi. Per molti anni Ernesto Masina si è dilettato come grande lettore, poi ha scoperto che si divertiva a  scrivere e che i suoi libri piacevano ai lettori, quindi non ha più smesso.


lunedì 5 settembre 2022

La bandiera scandalosa


 

Ecco la bandiera italiana che sventola allo stadio 'Franco Ossola': scandalosa. Pessimo biglietto da visita per la nostra città!

Ritorno al 'Franco Ossola'


 



Da spettatore di una partita di calcio non facevo ritorno al ‘Franco Ossola’ da almeno 50 anni. Iniziavano gli anni Settanta, avevo fatto l’abbonamento alla Ignis basket, arrivavo mezz’ora prima della partita, l’ultimo quarto d’ora si entrava gratis allo stadio, vedevo la fine della partita del Varese, poi attraversavo la piazza ed entravo al Palazzetto. L’Ignis vinceva sempre, il Varese calcio un po’ meno, ma ci si divertiva lo stesso. Con il Varese mi ero fatto la bocca buona negli anni Sessanta, Varese da serie A e B, Petruzzo Anastasi, Marosi, Lonardi, Da Pozzo (allora giocavo in porta), Sogliano...Mio padre mi portava all’ingresso, chiedeva gentilmente ad un perfetto sconosciuto di accompagnarmi dentro, in genere nessuno si rifiutava, entravo sulle tribune di fronte alle tribune coperte: all’inizio erano solo assi di legno e tubi di ferro, poi, dopo la promozione in A, salirono al cielo tribune in cemento, comprese le curve. Ricordo di aver visto fra l’altro un Inter-Varese: Helenio Herrera, Sandrino Mazzola, Corso, Facchetti (il gigante di Treviglio), Suarez eccetera. Mi intrufolavo in ogni angolo pur di avvicinarmi ai miei idoli, vederli lì e non alla tele o sui giornali era come un miracolo, un’apparizione fiabesca, la presenza di uomini che appartenevano ad un’altra dimensione, avevano colori più vivi, risaltavano come fossero fosforescenti. Al ‘Franco Ossola’ sarei tornato molte altre volte, non come spettatore ma come aspirante maratoneta. Finiva il millennio, volevo correre una maratona, mi allenavo testardamente sull’anello tarlato e malconcio dello stadio, vedevo ciclisti girare e calciatori allenarsi. Eppure ieri, dopo 50 anni, sono tornato allo stadio. Come mai? Soprattutto per tre giocatori, due miei ex alunni e il figlio di un mio amico. Gli ex, cioè Filippo Boni e Gianluca Piccoli: uno era in panchina e l’altro nemmeno convocato, oimè. Il terzo, Francesco Gazo, figlio di Gabriele, mio amico d’oratorio, morto prematuramente in questo 2022: volevo stare vicino a Lele.

E’ stato bello tornare. Prato perfettamente verde, poche nuvole nel cielo turchino, i nostri biancovestiti, i milanesi dell’Alcione arancioni. Unica nota stonata: la bandiera dell’Italia in cima ai distinti, stracciata, senza il rosso, davvero un brutto vedere. Sparuto gruppo di ultras che non ha smesso un attimo di cantare, gridare, incoraggiare, sventolare, tambureggiare: complimenti per la costanza. Sulla cronaca sarò sintetico: il Varese parte un po’ timoroso, l’Alcione va all’arrembaggio e rischia di segnare più volte, ma la dura legge del gol punisce i meneghini: a metà primo tempo Carlo Ferrario, classe 1986, segna. Il Varese si rianima, l’Alcione comincia a temere e si intimidisce. Il Varese non domina, l’Alcione si fa cattivo sulla fascia sinistra ma Giovanni Foschiani va ancora in gol alla fine del primo tempo: 2 a 0. L’Alcione non pare rassegnato ma nemmeno troppo grintoso e così nonnino Ferrario fa doppietta: 3 a 0. Partita finita, salvo un ingenuo errore difensivo del Varese nei minuti di recupero, con rigore per l’Alcione e gol della bandiera: 3 a 1.

Altro da segnalare? I giocatori che corrono plaudenti verso gli ultras, molti fra gli spettatori che sono nonni con nipoti al seguito, vecchi tifosi nostalgici del Varese che fu e pronti a mandare al diavolo arbitro e giocatori avversari, ma anche a bacchettare i nostri. E infine: forza Varese!