sabato 8 ottobre 2022

Scrittura come compimento


 

Non ho letto nulla di Annie Ernaux, Premio Nobel per la Letteratura 2022. Mi è molto piaciuta la sua frase: 'Se non le scrivi le cose non arrivano al loro compimento, sono state solamente vissute.'

Chi scrive sa di avere anche un compito...forse persino una missione...una responsabilità...

Arnaldo, poeta


 

Felice compleanno al mio amico Arnaldo Bianchi, poeta.

giovedì 6 ottobre 2022

Un' Europa da fiaba

 




                                                                         ph carlozanzi



Non restavano sedie libere stasera in Sala Morselli, alla Civica Biblioteca varesina. Nell’ambito degli Incontri con gli autori, era oggi sul ‘palco’ Roberto Fassi (giornalista, scrittore, già maestro e dirigente scolastico) con il suo libro ‘Un’Europa da Fiaba’. Di che si tratta lo leggerete poi. Dirò solo che Fassi è stato introdotto da Valentina Marocco (per la Biblioteca), dall’assessore ai Servizi Educativi del nostro Comune, Rossella Dimaggio,  dall’editore Fiorenzo Croci, da Annarosa Confalonieri per il Cavedio e dalla musica di Mario Cremona (chitarra) e del figlio Francesco (canto).

La professoressa Confalonieri (foto in basso) ha spiegato nei dettagli la differenza fra fiaba e favola, ha posto alcune domande all’autore, che ha risposto come sua abitudine con controllata competenza.

Roberto Fassi è un narratore varesino, giornalista per anni al settimanale ‘Luce’ e appassionato di letteratura per ragazzi, oltre che fotografo e viaggiatore. Molto seguito il suo sito www.viaggivecchiaeuropa.wordpress.com.

Il suo nuovo libro è destinato principalmente a ragazzi fine elementari-primi anni delle scuole medie, anche se la fiaba non ha limiti di età.

Le edizioni Il Cavedio di Fiorenzo Croci hanno affrontato questo rischio editoriale nella convinzione che si possa collaborare alla costruzione dell’Europa unita e solidale anche attraverso la fiaba.

“Il pifferaio magico e il gatto con gli stivali” racconta Roberto Fassi “sono personaggi molto conosciuti, molto meno è noto Smolineck e il principe con le orecchie d’asino, eppure tutte queste figure di fantasia appartengono allo stesso mondo delle fiabe europee. Dai tempi dei tempi, narrare storie fantastiche è comune ai paesi del Vecchio Continente.”

Non abbiamo già grande abbondanza di libri di fiabe?

“Certo” ammette Fassi, “nel mercato editoriale attuale sono centinaia i libri di fiabe proposti in libreria e in rete, ma si tratta per lo più di riduzioni a tutto vantaggio della sola veste grafica o di testi con una narrativa eccessivamente retorica. Noi siamo andati in controtendenza.”

In che senso?

“Anzitutto siamo andati alla ricerca delle versioni originali. Alcune risalgono alla fine del 1600, come quelle di Charles Perrault, o agli inizi dell’Ottocento, come quelle dei fratelli Grimm. Trovati gli originali, li abbiamo tradotti e quindi adattati per i giovani lettori odierni, con una riscrittura dinamica e divertente, senza compromettere la cadenza della fiaba antica. Del resto lo stesso Italo Calvino sostiene che la necessità della rielaborazione delle fiabe è insita nella loro stessa natura.”

Eccoci quindi al contenuto del libro: 12 fiabe, 9 classiche e 3 contemporanee. Fra le classiche non potevano mancare ‘I quattro musicanti di Brema’ (dalla tradizione tedesca) e ‘I vestiti nuovi dell’Imperatore’ (dalla tradizione danese), fiabe notissime, unite ad una fiaba ritrovata dall’accademico portoghese Francisco Adolfo Coelho e ad una delle opere ottocentesche della scrittrice boema Bozena Nemcova. Infine tre fiabe contemporanee, nate dalla penna dello scrittore varesino: ‘Jumbo e la gazza ladra’, ‘Voglia di luna’ e ‘La presa della pastiglia’.

“Siamo andati in controtendenza anche per ciò che riguarda il rapporto testo-illustrazioni. Non sono molti i disegni, come pochi erano quelli dei libri per ragazzi degli anni Sessanta e Settanta. Le illustrazioni sono di Renato Pegoraro.”

Questa nuova avventura editoriale è promossa e sostenuta da Anmig Varese e Anmig Lombardia. Il libro è disponibile a Varese presso la Libreria degli Asinelli (piazza della Repubblica 5) e la sede de Il Cavedio (Varese Corsi – piazza della Motta 4). I ricavati delle vendite di Un’Europa da fiaba, come accade per molte opere delle Edizioni Il Cavedio, saranno devoluti alla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica.



 

                                                                            

La luna di Varese



 Non so perché ma la luna di Varese è sempre la più bella.

mercoledì 5 ottobre 2022

Butterfly


 
                                                                                                 ph carlozanzi

Silvestro, nuovo direttore


 

Forse non tutti sanno che Silvestro Pascarella, nuovo direttore del quotidiano La Prealpina, è stato un ottimo atleta, eccellente ostacolista (foto tratta dal libro 'Regina delle Prealpi').

Auguro al dottor Pascarella buon lavoro: certamente se cadrà saprà rialzarsi!

martedì 4 ottobre 2022

Saul...il 15 ottobre


 

Non si ferma la vena creativa di Saul Bertoletti, nome d’arte Saul. Dopo diversi progetti non ‘ufficiali’, ecco un nuovo cd, undici brani scritti (parole e musica) da Saul: ‘The Infinite Inside’. 

Da rimarcare l’interesse che Saul ha suscitato verso l’etichetta discografica emiliana ‘Go Country Records’ che produce, pubblica e promuove un ampio spettro di musica americana, dall’Hillbilly & Roots Country al Bluegrass, dal Folk all’Americana

Il quarantenne cantautore luinese-scozzese (per oltre vent’anni è vissuto in Scozia) propone brani Folk-Rock e canzoni che richiamano con più convinzione il genere Folk-Country

Testi in inglese, musica di ottima fattura, grazie al contributo di Guido Zanzi (che è anche il produttore dell’album), Umberto Bellodi, Andrea Perino, Riccardo Cugnasco, Sara Mainardi, Gino Mancuso, Alessandro Grisostolo e Alessandro Pioppo e soprattutto di Mattia Manzoni che oltre a dare il suo contributo come tastierista ha curato il mastering finale.

Incontriamo Saul a Varese, presso i Toeplitz Recording Studio, dove sono stati registrati i brani, fra l’ottobre del 2019 e il gennaio del 2020. Detto del genere musicale, ci interessa capire soprattutto i testi, perché le parole sono nota fondamentale nel lavoro di Saul, che punta molto sul contenuto non solo musicale. 

‘The Infinite Inside’ spiega Saul, “l’infinito dentro…sì, il fil rouge di tutte le canzoni del mio nuovo album è l’infinito. La mia fonte di ispirazione è stata l’Infinito di Giacomo Leopardi, sono stato di recente a Recanati. Importante è stato anche l’incontro con Davide Rondoni e la sua lettura dell’Infinito leopardiano. Ho cercato di immaginare come tutto e tutti noi facciamo parte di una linea che ci unisce; dovremmo essere più critici su come spendiamo il tempo di queste nostre vite brevissime. L’album contiene anche riferimenti alla mia visione agnostica dell’infinito. Ci si può sentire parte di qualcosa di infinito, senza credere nell’al di là? Sì, perché nascita e morte sono piccolissime gocce nell’oceano dell’infinito.” 

Vediamo allora, in sintesi, il significato dei testi dei singoli brani.

“La prima traccia è ‘Weapons’ – Armi” spiega Saul. “Riprendo qui alcuni temi particolarmente sentiti, cioè la mia reazione all’era dell’informazione tecnologica. I social network sono come dare una pistola ad un bambino, possono distruggere la realtà in pochi secondi. La ricerca della verità è falsata, le opinioni sono ormai l’unica verità. Il secondo brano è ‘And I Woke’ – E Mi Sono Svegliato – una ballata introspettiva e un po’ autocritica. Mi è capitato di spendere le mie energie in cose apparentemente importanti ma che poi si sono rivelate futili e hanno distratto e dirottato la mia ‘missione’ alla ricerca di me stesso.

Abbiamo poi ‘Underclass of ‘92’, che è la traccia più amarcord dell’album. Parla dei miei vent’anni e della fortuna di vivere ancora il rock’n’roll come stile di vita, prima dell’era digitale. Il 1992 è stato l’anno dove la controtendenza UK ha cambiato la musica dance in rock, e vederla cambiare con gli occhi da teenager è stata quasi come l’esperienza dell’arrivo del rock negli anni ’60.

‘Greasy Surface’ - Superficie Oleosa - è una metafora che mi piaceva sviluppare: su una superficie oleosa l’acqua forma piccole gocce che non si incontrano, un po’ come le nostre vite; siamo connessi o è solo una sensazione e in realtà non ci si incontra mai?

‘Me, No One or Someone Else’, cioè io, nessuno o qualcun altro: è una riflessione sul nostro futuro. 

Quando andremo sotto terra, saremo solo un mucchio di ossa? Forse saremo davvero solo cibo per vermi. Dico nel testo: per dimostrare la mia teoria, vieni e scuoti la mia bara, il suono che sentirai saranno solo ossa marce.

Poi abbiamo la traccia che dà il titolo all’album, ‘The Infinite Inside’- L’Infinito Dentro. La domanda retorica nel ritornello “Come potrei? Giuro che sento l’infinito” si riferisce al fatto che la nostra spiritualità a volte è così forte che non riusciamo nemmeno a respirare, una forma di sublime che continua, come l’oceano o il vento che ci fa sentire parte di qualcosa di immenso. Si vivono due sensazioni: la vita è preziosa, ma nel contempo ci si sente vulnerabili.

Il concetto di ‘Quicksand’ – Sabbie Mobili - è un po’ questo: sii felice non solo per te stesso ma anche per gli altri, perché l’infelicità porta di solito ad essere crudeli e conduce gli altri nelle tue sabbie mobili dell’infelicità.     

Amo Shakespeare, il bardo ha ispirato il mio brano ‘To Thine Own Self’, sii vero con te stesso, frase che pronunciò Polonious in Hamlet. Cerchiamo di essere onesti almeno con la nostra anima. E siamo al brano numero nove, ‘The Circle of Neglect’, il circolo dei trascurati. Mi immagino un girone dantesco, persone trascurate sono in costante moto di poco amore per se stessi e non riescono ad uscirne, facendo del male a loro stessi e agli altri. Vivere la vita in modo coraggioso non è da tutti, molti preferiscono scendere a scomodi compromessi e poi sfogarsi con il prossimo. 

‘Afterlife’ - Vita dell’Aldilà - è una canzone ironica: le religioni puntano sull’aldilà, ma si dimenticano che la vita dell’aldiquà va vissuta e amata. 

Infine ecco ‘The Wind and the Crows’ - Il Vento e i Corvi - è un brano allegorico, il vento è simbolo dell’infinito, i corvi -secondo molte culture- rappresentano la precarietà della vita, quindi senti il vento come forma di eterno, e osserva i corvi come costante richiamo alla brevità del nostro esistere.” 

                                                                                                                                                                                     Carlo Zanzi

ph valentina zanzi