giovedì 17 marzo 2022

Chiara e le streghe


 


Chiara Zangarini, scrittrice raffinata, presenterà il suo nuovo libro sabato 19 marzo, ore 16.30, Salone Estense, via Sacco a Varese.

Titolo: 'Elisabetta degli Oleari - Strega'   (Macchione editore)

20 marzo 1520, Venegono Superiore, l'Inquisitore frate Battista da Pavia cerca streghe, facendo appello alla popolazione. Vengono denunciate cinque donne: Margherita, Caterina, Maddalena, Tognina ed Elisabetta, Elisabetta degli Oleari. L'autrice scava fra le righe del processo e ci regala una storia di donne sopravvissute ma non domate, affamate di amore. 


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E così...


E così, anche questa mattina, se vogliamo andare avanti lungo la salita della vita, dobbiamo immaginare che la guerra sia così lontana da non esistere, che la pandemia sia così debole da essere solo un ricordo, che la morte in realtà, per noi, non esiste e che tutto il nostro agitarci, trafficare...abbia un senso. Dobbiamo scrollarci di dosso il deprimente fardello della malinconia e trovare il sole anche dove non brilla, il fiore anche su un ramo secco...Via, andare..no, non sediamoci a riflettere...via...andare...

 

martedì 15 marzo 2022

Il test a Gavirate


 

Ieri il test delle chiodate sono andato a correrlo sul tartan di Gavirate. Per me è la prima volta in questo bell'impianto di atletica leggera. Alle 7 di sera c'era grande vitalità in riva al lago: ragazzini che giocavano al pallone sul prato, gente d'ogni età e prestanza fisica che correva, saltava, lanciava, nel nobile tentativo di arrivare alle Olimpiadi (i più giovani) o più verosimilmente di mantenersi in forma (i meno giovani). Ringrazio l'amico Carmine Pirrella, anima dell'Atletica Gavirate, che mi ha ospitato.  

sabato 12 marzo 2022

Terra e gente...serenamente


 





Il titolo in rima ha una ragione: Serena Contini, studiosa appassionata, è la coordinatrice e l’anima, da anni e anni, di ‘Terra e gente’, appunti di storia di lago e di montagna, il libro, l’annuario della Comunità Montana Valli del Verbano, che è stato presentato ieri, venerdì 11 marzo, a Cittiglio. Un ricchissimo numero 29, dell’anno 2021, presentato con qualche mese di ritardo causa pandemia ancora vigente, che mostra in copertina due disegni di A.Beltrame (tratti dalla Domenica del Corriere del novembre 1921): si tratta del Milite Ignoto, del soldato senza nome che ancora riposa nell’Altare della Patria a Roma. Almeno cento persone sono intervenute ieri nella Sala polivalente di via Marconi. Al tavolo dei relatori, oltre a Serena, sedevano Rossella Magnani (sindaco di Cittiglio), Simone Eligio Castoldi (presidente della Comunità Montana Valli del Verbano), Marco Fazio (assessore alla cultura della Comunità Montana) e Mario Iodice (docente al liceo Classico ‘Cairoli’ di Varese e all’Università dell’Insubria). Una serata culturalmente interessante, un libro che è una ricchezza per la Comunità Montana e per la comunità varesina in generale, un dono frutto di un intenso e ‘faticoso’ lavoro del Comitato di Redazione, composto da Francesca Boldrini, Federico Crimi, Elsa Damia, Ercole Ielmini, Stefania Peregalli, Gianni Pozzi, Emilio Rossi e Simona Zinanni, una team coordinato da Serena Contini. Il professor Iodice ha sintetizzato i contenuti delle circa 300 pagine del libro, riccamente illustrato e graficamente pregevole; abbiamo 17 articoli, con le firme di Fabio Scotto, Giuseppe Battarino, Gianni Pozzi, Alessandro Corti, Serena Contini, Anna Pariani, Luisa Negri, Sergio Redaelli, Michele Mancino, Enzo R. Laforgia, Riccardo Prando, Francesca Boldrini, Emilio Rossi, Elisa Scancarello, Gregorio Cerini, Giorgio Roncari e Luisa Oprandi. Impaginazione, grafica e stampa di Nastro & Nastro.

La serata è stata arricchita da uno spazio teatrale, una fiaba di confine interpretata da Stefano Beghi (Karakorum Teatro), con musiche di Marco Prestigiacomo. Infine un brindisi, davvero molto gradito.


giovedì 10 marzo 2022

Quanto meno la faccia



 Va bene, non siamo così generosi da ospitare che so una mamma con un bimbo ucraino in fuga dalla guerra, va bene, ci sta, non è facile, ma quanto meno mostriamo con l'espressione del viso, evitando certe stonature, che siamo dispiaciuti per la guerra, per la nostra povera umanità...E così i talk-show, moderiamo almeno i toni...gli argomenti non sono tutti uguali, non si può usare la stessa enfasi per la guerra Russia-Ucraina e per un dibattito politico o per una vittoria ai Campionati europei di calcio...C'è differenza...Quanto meno le facce e i toni del conduttore e degli ospiti siano più contenuti e rispettosi...Non dico di piangere ma un minimo di decenza...

I cocci di vetro di Valeria


 


                                                                                      ph carlozanzi

Nuovo, interessante incontro letterario alla Sala Morselli della Civica biblioteca della città di Varese. Uno ogni giovedì, alle 18, ormai è un rito, una bella abitudine. Interessante, anche perché non è affatto facile incontrare una ragazza del '99 che ha già pubblicato due raccolte di racconti, 'La landa delle strane idee' e questa nuova, 'Cocci di vetro' (editore bookabook). La giovane varesina si chiama Valeria Franco, dell'età già si è scritto, maturità al liceo classico 'Cairoli', università nell'ambito della comunicazione e almeno mezz'ora al giorno ("Cerco di mantenere questo ritmo" ci dice) dedicata alla scrittura. Un'abitudine dell'infanzia, una buona abitudine, e se il buongiorno di vede dal mattino...Già, ma come è questo mattino? Di che scrittura si tratta? Racconti brevi, massimo dieci pagine, una ventina in questa raccolta, che ha alcuni temi costanti, un fil rouge che li accomuna: la morte, l'incomunicabilità. 
Non ci si deve affatto sorprendere che una giovane affronti tematiche così impegnative, esistenziali. E' più facile guardare in faccia alla morte quando è teoricamente vicina ma statisticamente assai lontana (come è più facile rapportarsi con una persona anziana quando la vecchiaia è remota). Quando l'età ci avvicina alla morte, la si scantona e si pensa a vivere. Valeria, intervistata questa sera da Elena Introini (che ha letto anche alcuni passaggi della prosa della Franco), ha dimostrato spigliatezza (e questo non depone a favore di uno scrittore, che dovrebbe essere 'incapace' di comunicare a parole orali) e profondità di pensiero, e invece questo sì è un buon viatico, soprattutto per una ventiduenne. Insomma, la stoffa ci pare buona ma è presto per giudicare. Il mattino è il mattino, poi c'è tutta la giornata da trascorrere, compresa la sera. Vedremo. Intanto mi pare che si possa investire qualche euro per questo libro, senza farci intimorire dalle tematiche scelte da chi è stata traumatizzata a 8 anni, per aver visto alla tele 'Profondo rosso' (confessione dell'autrice).

mercoledì 9 marzo 2022

La buona guerra


 

La buona guerra. No, non alludo alla guerra giusta, alla guerra santa...non esiste guerra giusta...La guerra, nella sua follia, ha anche qualcosa di buono, di bello, ed è la straordinaria mobilitazione dei soccorsi, la generosità di molti, moltissimi, che finalmente trovano un senso alla loro vita prestando soccorso a chi è nel bisogno...e spesso sono giovani, è bellissimo vedere giovani idealisti che partono e aiutano...E' un bene non solo per chi pratica la buona azione e per chi ne riceve i benefici, ma anche per me, che nulla faccio di 'straordinario' a vantaggio di chi soffre per la guerra. E' un bene per me perché mi dà fiducia nell'umanità, perché le persone generose sono il necessario contraltare, affinché i conti siano almeno in pareggio: c'è il male ma c'è anche il bene. E allora si può andare avanti.