Stamani stavo tagliando l'erba del prato quando, nel cortile del mio vicino, ho notato questo quadretto simpatico, a conferma che anche le tartarughe si amano. La femmina camminava (un moto di rifiuto per ciò che stava subendo?) mentre il maschio, imperterrito, caparbio e voglioso, ogni dieci secondi circa dava un colpetto e insieme emetteva un gridolino acuto (se notate, il tartarugo ha la boccuccia aperta, colto proprio nell'attimo fatale). A detta del mio vicino, vanno avanti per molte ore. Qualche malevolo lettore dirà che sono un 'guardone', che alla mia età devo accontentarmi di guardare, abbassandomi alle tartarughe. Non è così. Diciamo che sono interessato a scoprire come, fra gli esseri viventi, si cerchi di sfruttare, di vivere quell'illusorio, fugace e a volte deludente attimo di piacere, per lo più concentrato nell'attesa.

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