venerdì 31 luglio 2015

Un concerto d'alta quota

                                                                                               ph carlozanzi



UN CONCERTO D’ALTA QUOTA

Sono le otto del mattino di una splendida giornata di sole, domenica 6 settembre 2009, quando un gruppo di musicisti si presenta alla stazione della funivia San Carlo-Robiei, in Val Bavona, Canton Ticino. I musici sono piuttosto assonnati, ci si è alzati presto per trovarsi lì a quell’ora. Ma la Piedomont Brothers Band è chiamata ad un impegno nell’aria rarefatta dei duemila, ai piedi del ghiacciaio del Basòdino. E sarà uno spettacolo suggestivo. Mock e soci hanno a loro disposizione una terrazza in prossimità della stazione di monte della funivia, vicino alla grande diga del Robiei. Ad ascoltarli, sul prato o seduti ai tavoli di legno, amici ma soprattutto  villeggianti, amanti dei monti saliti lassù per una passeggiata, che si fermano incuriositi. Il pienone sarà all’ora di pranzo: polenta, capriolo, salsiccia, bruscitti, formaggio di malga, condita con la musica della PBB.

Marco in quel periodo non è in forma. Nonostante la sua passione musicale trovi gratificazioni nel nuovo gruppo, la depressione segue strade non sempre identificabili. E’ uno straniero oscuro, un’ospite sgradita, indecifrabile, vigliacca. Ma sarà proprio la musica, e anche la fatica fatta ai Robiei per mantenere l’impegno, ad aiutare Mock ad uscirne. 


Vodafone senza respiro

                                                                                              ph carlozanzi


Ieri sera mi sono trovato al Vodafone Village di Lorenteggio, periferia di Milano, alle 8 di sera. Osservavo questi giovani, con cartellino Vodafone, che uscivano ben oltre le 20. I giovani, quando hanno il lavoro (ed è una grazia) non vengono certo risparmiati dai moderni capi, che li strizzano mica male. Si dirà: sono giovani! Ma la vita non è lavoro a senso unico. 

Tramonto di periferia

                                                                                               ph carlozanzi


Non mi capita quasi mai di gustare un tramonto alla periferia di Milano. Ieri sera si è presentata l'occasione. 

giovedì 30 luglio 2015

La poesia di Arnaldo

                                                                                                ph carlozanzi



Il verde tenero dei faggi
di arnadlo bianchi

Il verde tenero dei faggi
su di un cielo pastello.
Un sottile disagio
la fisarmonica lontana.
Il grigio chiaro dei faggi
sopra una terra rossa.
Uno scivolare lento
di grilli dentro i cuori.
All'orizzonte verdi monti e azzurri laghi
nella sera. 

Agosto '91 - Alpe del Tedesco

Temporale in Casa Tognola


TEMPORALE IN CASA TOGNOLA

12 luglio 2008, un temporale esagerato bagna Varese e provincia: peccato che la sera è in programma, a Casa Tognola della Rasa, uno dei primissimi concerti della Piedmont Brothers Band. Ron Martin è in Italia per la prima volta: ricambia la visita che Mock gli ha riservato l’anno prima. E’ uscito il cd d’esordio della band, ‘Bordertown’: i critici lo accolgono assai bene, e così il pubblico ristretto degli amici. Ora si tratta di farsi conoscere, di ampliare gli orizzonti. E si comincia dal piccolo, una corte antica alla Rasa. Ma il cielo non vuol saperne di fare il bravo: una tregua ma proprio al momento di attaccare con gli strumenti, altra pioggia villana. Alla meglio si copre l’attrezzatura con la plastica trasparente: Ron, Mock, Rosella, Guido, Antonio, Alessandro, il Caccia, Chicco non demordono, vanno avanti. Si sa che la gavetta è dura, ma l’entusiasmo non difetta alla PBB. Le note si confondono a tratti con le gocce di pioggia che rimbalzano sul cellophane, ma quando la tempesta dà tregua, la bella musica della Piedmont corre per i viottoli del paese, sale verso la Martica, il Chiusarella, il Sacro Monte.
Qualcuno regala alla PBB un video, a futura memoria.

E alla fine un brindisi: si festeggia anche il compleanno di Mock, qualche giorno prima, il 5 luglio, ha compiuto 49 anni.  

mercoledì 29 luglio 2015

Rosso e nero

                                                                                        ph vittorio zamberletti


Questa sera l'amico Vittorio Zamberletti (che abita dietro a casa mia) ha scattato alcune foto dal suo balcone: Sacro Monte e Campo dei Fiori. Ho 'rubato' le sue foto e ho forzato un po' i colori affinché esprimessero il mio stato d'animo, stasera, in salita lungo la rizzàda della Madonna del Monte, in preghiera.

Un concerto memorabile



UN CONCERTO MEMORABILE

7 luglio 2011, una caldissima serata estiva, zanzare in esubero, affollati happy hours ai bar del centro di Milano. Molta gente si avvia al Teatro Fontana, per un concerto di musica country-bluegrass. Sala colma, cresce l’interesse, sul palco Paolo Vites, giornalista e critico musicale, introduce la serata: “Welcome to Nashville, benvenuti a Nashville…” Paolo fa riferimento alla capitale del Tennessee, patria della musica country, un genere poco conosciuto in Italia (la sola Shania Twain ha un fun club italiano), mentre negli Usa va alla grande.
“Ho sentito Marco Zanzi suonare tanti anni fa. Ero in Liguria, la mia regione, e una sera mi trovo questi tre musicisti che propongo musica country. Non credevo alle mie orecchie. E oggi Marco è qui, con la Piedmont Brothers Band…”
Sul palco salgono Mock, Ron, la PBB ha al suo attivo due album, in lavorazione un terzo, il gruppo cresce, grazie anche all’incontro con gli OutOfSize, amici milanesi quali Manuel Corato, Francesco Frugiuele, Milena Careri. La Piedmont ha l’opportunità di uscire allo scoperto, di presentarsi al pubblico milanese: è il tempo del salto di qualità. E il salto ci sarà, perché quella serata resterà memorabile. Mock e Ron vanno alla grande, coppia affiatata, come suonassero insieme da decenni. Ottima la voce femminile di Milena Careri, i brani dei due cd di esordio della PBB (Bordertown e Lights of your party) scorrono veloci e gratificanti, fra cover e inediti.

Il concerto merita un video, e Marco non si tira indietro. Ecco ‘Welcome to Nashville’, Piedmont Brothers Band live in Italy.    

Il nuovo libro di Salima


Complimenti alla poetessa varesina Salima Martignoni (siamo insieme nell'antologia poetica di NEM), che festeggia l'uscita della sua nuova raccolta di poesie. 

La notte dei poeti


martedì 28 luglio 2015

Le autostrade della mia anima


Le autostrade della mia anima

Nei primi tre cd della Piedmont Brothers Band si contano sulle dita di una mano le canzoni, con testo scritto da Marco. Mock lascia spazio al materiale (abbondante e di qualità) che Ron Martin ha accumulato nel suo cassetto, senza trovare gli stimoli per la pubblicazione. Input che Marco gli ha offerto e che Ron ha accolto di buon grado, raccogliendo meritate gratificazioni in Bordertown, Lights of your Party e The Piedmont Brothers Band III, il terzo cd del gruppo, uscito nel 2012, un anno dopo il memorabile concerto della Piedmont in Sala Fontana a Milano, evento che ha trovato la degna collocazione in un apposito album.
Nel terzo lavoro della PBB Marco firma il testo di un solo brano, l’undicesimo del cd, ‘The highways of my soul’, Le autostrade della mia anima.
L’avventura della PBB va a gonfie vele, il gruppo cresce, si aggiungono nuovi amici, è in programma un secondo viaggio a Eden, non più Mock da solo ma la band al gran completo. Sarà l’occasione, quel tour negli States, per riceve fra l’altro la cittadinanza onoraria di Eden, cittadina del North Carolina, patria di Ron e di Doug Rorrer. La musica corre, e corre anche la gioia di Marco sulle autostrade dell’anima.
Questa volta lo spunto è offerto da una fotografia: Marco ha un anno, dietro a lui mamma Ines che spinge il passeggino su a Villa Mirabello, colle ai Giardini Estensi di Varese. Quella foto apre la porta dei ricordi: la mamma che porta il piccolo Mock ai Giardini, così vicini all’abitazione di via Ugo Foscolo. Marco si rivede sul trenino di Villa Mirabello, rivede i concerti che la mamma pianista teneva, radunando i suoi quattro figli e il marito, ritrova le partite a calcio tra fratelli, nel corridoio della nuova abitazione, in viale Belforte.
La musica è allegra, forse anche troppo rispetto al testo, che lascia spazio alla nostalgia. Il finale è comunque positivo:
“Ora quel piano non suona più, i quattro fratelli non sono più bambini, ma la musica suona ancora, lungo le autostrade della mia anima…”  
Il pulmino targato PBB (un’auto non basta, sono in troppi) corre sulla via, e Mock alla guida sa bene dove andare.


Auguri a Rosanna e Claudio



Sebbene con un giorno di ritardo, auguri per i trent'anni di nozze agli amici Rosanna e Claudio

Auguri, Marta



Buon onomastico a mia nipote Marta

Lo schizzo del mercoledì



GODITI LA VITA
di carlozanzi

Lui mi ha detto, l’altro giorno: “Goditi la vita, finché puoi.” Aveva occhi tristi e sofferenza nell’anima. Ma ci credeva a quell’invito, tanto che lo ha ripetuto: “Dà retta a me, goditi la vita.” Poi ci siamo abbracciati.
Ora sono qui, una sera come tante, in attesa di ospiti, in annunciato ritardo. Ma la pizza è pronta, la focaccia è calda e croccante. Se c’è una cosa che mi intristisce è attendere ospiti mentre la pizza si raffredda, la focaccia perde la sua tiepida friabilità, fatta apposta per sposarsi con una fetta di crudo, con un tondo di salame felino.
Guardo dal balcone, gli ospiti non s’annunciano in fondo al viale alberato. E’ una sera meravigliosa, né caldo né freddo: giusto.
“Goditi la vita, finché puoi” e le sue parole galleggiano fra le foglie nuove dei platani, salgono verso la luna, si posano sul mio balcone.
Prendo un cavatappi e stappo la Bonada dei Colli Piacentini, fresca, spumosa. Ne verso due dita nel mio bicchiere. Mi avvicino alla focaccia, da me impastata, curata nella lievitazione, cotta e condita. La sento mia, predisposta per appagare il mio bisogno di piacere. Anche minimo, ma piacere. Prendo l’angolo, il più croccante, due fette di salame, il bicchiere, mi siedo sul divanetto in vimini, all’aperto. So che sarà un godimento di un attimo, nulla più di un effimero piacere serale, un sapore che se ne andrà come un rivolo d’acqua succhiato dalla terra assetata. Ma ho deciso di concedermelo. Nonostante lui, lontano, senza appetito. Perché lui me l’ha consigliato. So che non mi biasimerà.
La piccola fetta di focaccia cede ai miei denti e alle mie tentazioni, il salame pare fatto apposta per quell’unione, il vino fresco, frizzante amabile, non dolce, amabile, che si lascia amare, soddisfa per pochi secondi la mia sete. Che è sete di giustizia, di serenità senza dolore, priva dei graffi di un destino venuto male. Con l’appagamento della gola scende l’illusione che potrebbe esistere una felicità duratura. Ma la focaccia non c’è più, gli ospiti non si vedono; torno in sala, due dita di Bonarda, un’altra fetta di focaccia, una fetta di crudo di Parma. Mi siedo, mi illudo, raccolgo quel piacere, guardo verso le stelle, penso a lui.
Un’auto si avvicina, sono loro: fra poco ci sarà festa nella mia sala, una cena dove le confidenze, i racconti, i pettegolezzi permetteranno di non pensare. Il rumore coprirà la voce che ho dentro.

Mi alzo, fra un attimo suoneranno alla porta. Alzo il bicchiere nell’aria, sul fondo solo le tracce rosse della Bonarda: lo ringrazio e torno in casa. 

La Top Ten della NEM





La ragione di tanto successo? Diario d'Africa non è il solito libro di viaggi ma un insinuante racconto fatto di continue sorprese che s'intrecciano lungo le tormentate e polverose strade di un Continente sospeso tra preistoria e futuro, tra superstizioni e desiderio di riscatto, tra povertà e mistero. Oggetto di studio per ben quattro tesi di Laurea e un convegno sul viaggio.


UNA MISSIONE FORTUNATA di Guido Morselli (3^ Edizione)

Sono presenti, qui, racconti dialoghi, moralità, interviste, pagine di viaggio: una miscellanea di generi capace di fornire al "vecchio" lettore di Morselli una riprova della della sua istrionica abilità narrativa e al "nuovo" l'occasione di una scoperta indimenticabile.

 - LO SPLEEN DI MILANO di Viviana Faschi
(Vincitrice del premio "Giuseppe Giusti" 2015 e "Camaiore" 2015 e finalista al "Fogazzaro" 2015)
Lo Spleen di Milano” di baudelaireiana memoria è l’Opera Prima di Viviana Faschi, che inaugura egregiamente questa collana chiamata “Le Civette” proprio in omaggio alla “vecchia” Editrice Magenta e agli occhi del predatore notturno sacro agli dei che secondo la tradizione greca come scrive accuratamente il prefatore, questa è una “poetica della sguardo”, infatti la scrittura della giovane Faschi è una personale riflessione sui limiti dell’agire umano e sul grande disegno che la Poesia universale dona alla realtà quotidiana

- MANI PADAMADAN - Viaggi di sola andata di Dino Azzalin (2^ Edizione)


Cosa accade, cosa ci succede, quando si viaggia? Quanto sangue suggella il miracolo con cui abbiamo appuntamento? Quanto tempo erode la felicità del viaggio a quello della vita? Azzalin descrive nell’altrui cultura, la propria scoperta del mondo che coincide con la rivelazione del sé, attraverso riflessioni profonde, dei fondamenti della stanzialità e del nomadismo.

- NELLA SUA QUIETE di Benedicta Froelich (2^ Edizione)

Il libro di Benedicta Froelich, “Nella sua quiete”, vincitore del Premio Morselli 2013, non è solo un romanzo storico ma una novella vera, straordinariamente densa di particolari che rivelano l'eccezionalità della vita e anche della morte di una delle più emblematiche figure del novecento: T.E. Lawrence, meglio conosciuto al pubblico come ‘Lawrence d’Arabia’.

DIRTI ZANZOTTO di Niva Lorenzini e Francesco Carbognin 

Nel volume dirti «Zanzotto». Zanzotto e Bologna (1983-2011), edito a Varese per le cure di Niva Lorenzini e di Francesco Carbognin, figurano i testi ricavati dalla registrazione audio e video di interventi tenuti oralmente da Andrea Zanzotto nel corso dell’ultimo trentennio, unitamente agli Atti del primo Convegno di Studi dedicato alla memoria del Poeta a un mese dalla scomparsa, svoltosi a Bologna presso la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio il 24 novembre 2011.




Il carteggio inedito tra Luciano Anceschi, Piero Chiara e Luciano Erba rappresenta una delle testimonianze focali di un periodo storico tra i più ferventi della cultura e della poesia del dopoguerra. Averli riportati alla luce con il sapienzale e lungo lavoro di Serena Contini rappresenta una grande occasione per far luce ad una antologia di poeti, quella di Quarta Generazione, che ha condizionato gli anni delle avanguardie in Italia e non solo. Infatti, da questo libro emergono autori divenuti poi il miglior “parterre” della cultura italiana come Pier Paolo Pasolini, Andrea Zanzotto, Umberto Bellintani, Alda Merini, David Maria Turoldo e altri 29 non meno importanti poeti italiani che hanno segnato un epoca.



Piero Chiara e Luciano Erba scrivono la prefazione di un libro di 33 poeti, che formano quella di Quarta Generazione- La giovane poesia (1945-1954), la più importante antologia del dopoguerra e che ha condizionato gli anni delle avanguardie in Italia e non solo. Infatti, da questo libro emergono autori divenuti poi il miglior “parterre” della cultura italiana di intere generzioni, come Pier Paolo Pasolini, Andrea Zanzotto, Umberto Bellintani, Alda Merini, David Maria Turoldo Maria Luisa Spaziani e altri importanti poeti italiani che hanno segnato un epoca. Ristamparla oggi in forma anastatica significa arricchire lo scaffale degli amanti della poesia di un un libro fondamentale per la loro formazione culturale e poetica.


IL QUADRATO DEL CERCHIO di Giancarla Giorgetti (2^ Edizione)



Con Il quadrato del cerchio Giancarla Giorgetti non solo ha scritto un romanzo perfetto, ricco di colpi di scena e straordinariamente avvincente, ma ha anche trovato un “modulo” narrativo originale, personalissimo, scegliendo come detective una ragazza del tutto lontana dal mondo della polizia e attorniata da un gruppo di amiche e amici con cui divide riflessioni e congetture; da questo testo sarà realizzato entro la fine del 2015 un film ambientato sulle sponde del lago Maggiore.



- NUOVA PRESENZA 3 di Poeti a Varese 


Una raccolta di 65 poeti (dai 15 ai 95 anni) scelti senza scuole di appartenenza né di linee di tendenza ma come testimonianza di una fervente e vivace attività creativa del territorio prealpino. Infatti, insieme a nomi e poeti laureati, vi si trovano “performer e animatori culturali, professori, freestyle e vernacolari, in un affresco variopinto e vitale”.



10°- CHE SIA NEVE di Sergio Di Siero


Le “chiacchiere di paese” raccolte da un barbiere incuriosito dal ritrovamento di alcune lettere datate 1935, vengono contrapposte a vicende storiche, componendo il tracciato di una vita, quella di Lina, che muore centenaria e zitella dopo un'esistenza apparentemente insignificante. Lina, Artemio e Cherubina vivono in un paesino toscano ai piedi del Monte Falterona sopraffatti da luoghi comuni. Sarà il lettore a scoprire grazie ai riferimenti datati tra il Trentacinque e l'Ottanta del secolo scorso che, al di là della realtà che si racconta il paese, ce n'è un'altra. Attraverso il passato, diventato presente, si scoprono trame diverse. Perchè nessuna vita è senza senso, siamo ignari esecutori di un disegno divino che non comprendiamo. Così i personaggi non sono quelli che il paese vuole che siano, perchè la verità non è una e noi non conosciamo abbastanza chi abbiamo di fronte. Grazie a un armadio e a tutto quello che c'è intorno, il barbiere cambierà la sua vita e sarà finalmente disposto... .
Ricevo con piacere dall'amico poeta editore Dino Azzalin  questa classifica dei 10 libri di maggior successo della Nuova Editrice Magenta, casa editrice varesina dell'amico Dino. Guida la classifica il suo Diario d'Africa. Molto bene. Segnalo poi all'8° posto il giallo della mia amica Giancarla Giorgetti, 'Il quadrato del cerchio', romanzo dal quale è stato tratto un film, a breve nelle sale. Al 9° posto l'antologia di poeti varesini, che mi vede presente con due poesie. Infine, al 10° posto, il romanzo del mio amico Sergio Di Siero, 'Che sia neve'.
Complimenti agli scrittori targati NEM e a Dino Azzalin.

Le autostrade della mia anima


Le autostrade della mia anima

Nei primi tre cd della Piedmont Brothers Band si contano sulle dita di una mano le canzoni, con testo scritto da Marco. Mock lascia spazio al materiale (abbondante e di qualità) che Ron Martin ha accumulato nel suo cassetto, senza trovare gli stimoli per la pubblicazione. Input che Marco gli ha offerto e che Ron ha accolto di buon grado, raccogliendo meritate gratificazioni in Bordertown, Lights of your Party e The Piedmont Brothers Band III, il terzo cd del gruppo, uscito nel 2012, un anno dopo il memorabile concerto della Piedmont in Sala Fontana a Milano, evento che ha trovato la degna collocazione in un apposito album.
Nel terzo lavoro della PBB Marco firma il testo di un solo brano, l’undicesimo del cd, ‘The highways of my soul’, Le autostrade della mia anima.
L’avventura della PBB va a gonfie vele, il gruppo cresce, si aggiungono nuovi amici, è in programma un secondo viaggio a Eden, non più Mock da solo, ma la band al gran completo. Sarà l’occasione, quel tour negli States, per riceve fra l’altro la cittadinanza onoraria di Eden, cittadina del North Carolina, patria di Ron e di Doug Rorrer. La musica corre, e corre anche la gioia di Marco sulle autostrade dell’anima.
La musica mette allegria, le parole rispecchiano uno stato d’animo estremamente positivo. Il pulmino targato PBB (un’auto non basta, sono in troppi) corre sulla via, e Mock alla guida sa bene dove andare.


lunedì 27 luglio 2015

Preghiera per Marco

                                                                                         ph valentina zanzi



Domani sera, mercoledì 29 luglio, ore 21, Prima Cappella del Sacro Monte di Varese: preghiera per Marco.

Goin' Home-Ritorno a casa


La prima canzone con testo di Marco Zanzi (musica di Marco Zanzi e Chicco Comolli), pubblicata su un cd distribuito non solo fra pochi intimi, è 'Goin' Home', canzone n° 16 del primo cd della Piedmont Brothers Band, 'Bordertown', uscito nel 2008.
E' un momento di grande euforia per Mock. Il suo progetto Piedmont (suo e di Ron Martin) si sta concretizzando con un cd, il primo cd. Come il primo libro per uno scrittore, così il primo cd per un musicista non si dimentica mai, è una gratificazione non da poco, elettrizza e dà carica. Per preparare il cd, Mock l'anno prima, nel 2007, è volato a Eden, North Carolina, dove ha incontrato di persona l'amico (sino a quel momento solo via internet) Ronald Martin, sconosciuto cantautore statunitense, del quale Marco apprezza molto la voce e le canzoni inedite. Infatti Bordertown presenta alcune cover ma  molti brani inediti firmati Ron Martin, fra i quali quello che dà il titolo all'album, 'Bordertown', città di confine, perché città di confine sono sia Eden che Varese. 
Per Marco quel viaggio nel North Carolina, ai piedi della Blue Ridge Mountain, è indimenticabile. Così sente il desiderio di scrivere un testo che ricordi quei momenti: si torna a casa, un jet lo sta riconducendo nella sua Garden City prealpina, ma Marco non può fare a meno di ringraziare Dio e i nuovi amici che ha incontrato negli Usa. Parole semplici, scritte con tanta voglia di continuare questo progetto inedito, che sta coinvolgendo Mock al cento per cento.
Ron ricambierà la visita l'anno successivo, nel 2008, anno di uscita del primo cd PBB, che viene salutato con entusiasmo dalla critica specializzata di musica country-rock-bluegrass: John Einarson, Raffaelle Galli (Buscadero), Aldo Pedron, Paolo Vites (Jam).  
L'avventura della Piedmont Brothers Band è partita alla grande.   

Fra granturco e canali

                                                                                             ph carlozanzi


Io in bici ci vado molto spesso, ma esclusivamente in salita o discesa. Mai in piano. Ieri, seguendo i consigli di mia figlia Valentina, grande ciclista di pianura, ho preso la strada del Marzale, dietro a lei, fra canali, campi di granturco, il fiume Serio, un orizzonte piatto che non sono abituato a vedere. Facendo attenzione a non finire nel canale, pedalando per piccole strade non trafficate, ho ammirato fra l'altro la presenza di chiese molto belle. Eccone due, luogo di devozioni per i cremaschi: in alto il santuario della vergine della Misericordia di Castelleone; sotto, il piccolo santuario del Marzale. Una pedalata rilassante. Ringrazio mia figlia per averla propiziata. 

Per la prima volta senza Mock



Ieri a Cantello (Festa Texana) la Piedmont Brothers Band per la prima volta ha suonato senza Mock. Cecilia Zanzi, Annina Satta, Stefano Zanrosso, Francesco Frugiuele e Franco Svanoni hanno fatto del loro meglio per sopperire alla mancanza, e la PBB non ha certo sfigurato. Marco ringrazia, e assicura che farà di tutto per esserci, la prossima volta, sul palco. 

Fratelli sulla croce


Penso ai tanti fratelli che soffrono. E' per loro questa mia poesia, impreziosita dal disegno di Manuela Huber.


Crùuz
di carlozanzi

Te sètt biòt, Te sètt màgar, dapartì,
tacà su mèzz in ciel e mèzz in tera:
dent la gesa, sura ‘l müür bianc da calcina,
‘me ‘n gatt rampèghi sü, da Ti, a la crùuz.

Ul prèet al basta pü, sufèga ‘l cant
e i me patèr, stremì, vùsan rabiùus
par mia murì, stasìra, insèma a Ti.

Rampèghi e trövi ‘n òmm cumpàgn da mi,
màgar e biòtt, quatà sü di so dulùur
e da ‘n pagn, cunt ul cò cal guàrda giò.

“Sèmm chi, mi e Ti, stasìra, a slazà ‘l gropp.
Sèmm chi, ‘me düü fradej, a cercà ‘n Pà,
scundù fra tèra e ciel, l’è da truà,
par guadagnà la nòtt e ‘l dì ca vègn.”

Me’n ragn sùra la tela vò a la crùuz;
ul me sufrì ma permètt da stà cun Ti,
ma l’è düür ul sermùun, murì ‘me ‘n làdar,
pròpi Ti, che a sto mund te mai rubà.

Visìn al me Signùur ul fiàa ripòsa,
tacà al so legn la musica l’è növa;
la gent, sòta, la prega e la ta ciàma
a turnà, par mangià ‘l tuchèll da pan

ca l’è dulz, dulz ‘mè l’òmm tacà a la crùuz,
biòtt ‘mè ‘n fiö ma vestì cunt sèda e ràas,                                                      
sura ‘l cò ‘na curòna, l’òmm al tàas,
gòtt da sangh, ghè nagòtt püssèe preziùus.

novembre 2005

2^ classificata ex aequo al Concorso Poeta Bosino 2005







Croce

Sei nudo, sei magro, da solo,
appeso mezzo in cielo e mezzo in terra:
dentro la chiesa, sopra il muro bianco di calcina,
come un gatto mi arrampico su, da Te, alla croce.

Il prete non basta più, il canto soffoca
e i miei Padre Nostro, spaventati, urlano rabbiosi
per non morire, stasera, insieme a Te.

Mi arrampico e trovo un uomo uguale a me,
magro e nudo, coperto dai suoi dolori
e da un panno, con la testa che guarda giù.

“Siamo qui, io e Te, stasera, a slegare il nodo.
Siamo qui, come due fratelli, a cercare un Padre,
nascosto fra la terra e il cielo, è da trovare
per guadagnare la notte e il giorno che viene.”

Come un ragno sopra la tela vado alla croce;
il mio soffrire mi permette di stare con Te,
ma è duro il sermone, morire come un ladro,
proprio Tu, che a questo mondo non hai mai rubato.

Vicino al mio Signore il fiato riposa;
attaccato al suo legno la musica è nuova;
la gente, sotto, prega e ti chiama
a tornare, per mangiare il pezzetto di pane

che è dolce, come l’uomo appeso alla croce,
nudo come un bambino ma vestito con seta e raso,
sopra la testa una corona, l’uomo tace,
gocce di sangue, non c’è niente di più prezioso.