martedì 30 novembre 2021

Voglia di sciare


 

Il Monte San Primo, quello nel mezzo, tutto bianco, fra Grigna e Grignetta, non fa venir voglia di sciare?

Il ginnasta Guido Figone


 

Ricordi di quando ero un ragazzino, praticavo ginnastica artistica e un po' maliziosamente si scherzava sul cognome di questo grande ginnasta italiano: Guido Figone. Essendo nato nel 1927 probabilmente non si usava allora dire: "Quello è un gran figo!" ma certamente lo è stato, vista la sua partecipazione a due Olimpiadi con buoni risultati (Londra 1948 ed Helsinki 1952) ma soprattutto i suoi titoli italiani, 8 di fila, dal 1948 al 1955: mai nessuno come lui.

Ma la particolarità è anche un'altra. Voi non immaginate certamente dove è nato Guido, nella sola città italiano nella quale non avrebbe dovuto nascere. Qual è?

Bè, fate lo sforzo di andarvela a cercare: non voglio togliervi la sorpresa! 


lunedì 29 novembre 2021

Milano


                                                                                                   ph carlozanzi


Milano stamani, vista dal Sacro Monte. Se vuoi vederla meglio, clicca sulla foto.

A Milano ho studiato 3 anni, dal 1975 al 1978, tre anni da pendolare sui treni delle Ferrovie Nord Milano, i miei soli tre anni da pendolare.

A Milano ho ambientato un capitolo del mio romanzo 'Nudo di uomo' e molti capitoli del mio romanzo del 2022. E anche qualche passaggio del mio primo romanzo, 'La Comune di Barbara'. E più di un racconto breve.

Cosa mi piace di Milano? Il Duomo, il centro..ma non posso dire di conoscerla, benché disti solo 50 km da Varese. 

A Milano ci sono andato anche due volte in bicicletta, la prima volta (nel 1977) andata e ritorno, la seconda con ritorno in treno.

Nella periferia di Milano (a Cesano Boscone) ho corso una maratona, nel 1999.

Ma una cosa non perdono a Milano: lì è morto mio fratello Marco.

Saul al LESS


 

Dopo l'esordio a Besozzo e a Legnano, lo scorso sabato, Saul arriva a Varese a presentare il suo nuovo album, 'The infinite inside'. Per chi ama la musica folk-country è una bella occasione quella proposta da Lone Stars e Go Country Records, che invitano sabato 4 dicembre, dalle 16 alle 19 presso LESS, bar gastronomico di via Finocchiaro Aprile 5 (piazza del Tribunale) a Varese, per uno showcase dove si potranno ascoltare alcuni brani del cd, in live, con Saul e Guido Zanzi, musicista e co-produttore del disco. 

Per info e prenotazioni: 340.1025910   less@bargastronomico.it

domenica 28 novembre 2021

La duecentesima non da solo


 

Cari amici ciclisti, dopo 199 salite in bici al Campo dei Fiori nel 2021 da solo (a partire dalla fine di febbraio), mi piacerebbe vivere la duecentesima con qualcuno. So bene che fa freddo e avete già deposto la bici in garage, ma forse qualche temerario c'è e ha piacere di venire sabato 4 dicembre, con ritrovo alle 10.30 davanti al cancello di Villa Toeplitz.

Un po' di storia, se a qualcuno interessa: ho cominciato a salire oltre le cento volte l'anno in bici al Campo dei Fiori nel 2007, omaggio ai Mondiali di ciclismo a Varese, in programma l'anno dopo. Da allora, in questi 14 anni, quasi tutti gli anni sono salito oltre le 100 volte, a parte l'anno scorso e altre due o tre volte. Record precedente: 167 volte nel 2015. A chi mi domanda se non mi annoio a fare sempre la stessa salita, rispondo di no, per alcuni motivi: poiché non dedico allo sport più di un'ora e mezza al giorno, questa salita è ideale, parto da casa e inizia subito, non ci sono chilometri di avvicinamento; ha una lunghezza giusta, 9 km, né troppo poco né troppo, giusta per me; ogni salita ha i suoi incontri, le sue particolarità, le sue novità; in questi ultimi anni, con i miei problemi di tachicardia, non posso allontanarmi troppo, perché in caso di tachicardia così giro la bici, scendo e sono subito a casa senza fatica. 

 

Santa Maria del Monte


 

                                                                                                 ph carlozanzi


Santa Maria del Monte sopra Varese, domenica 28 novembre 2021.

clicca sull'immagine per ingrandirla

Potevo forse mancare?


 


Potevo forse mancare stamani al taglio del nastro del CDF Climb Eolo? Assolutamente no. Infatti ero presente al via. E come me anche alcuni amici: Marco (il Miguel Indurain di Biumo), il figlio Giovanni (talis pater), Carletto (The best, ma il nome lo aiuta) e Umberto (Yul Brynner di Brinzio). Essendo assai pratico di tale salita, visto il clima mi sono vestito adeguatamente: calzamaglia, tre paia di pantaloncini da ciclista più una salopette da sci nordico, quattro maglie di diverso spessore (in salita, perché in discesa ho aggiunto paille pesante e giacca a vento da sci), calza rinforzata da sci nordico, scarpa pesante  e calza soprascarpa, guanti sottili più guanti da sci, scaldacollo, fascia per le orecchie, casco. Ho scelto non la bici da corsa ma il rampichino tipo bici dei bersaglieri di mio fratello, perché con ruote grosse e quindi più sicure in discesa. Sapevo che con quella bici mi avrebbero distaccato e così è stato, subito in fondo al gruppo, dietro di me l'ambulanza, poi mi ha superato anche quella e avevo la coda delle auto. Con la mia solita immaginazione ho pensato di aver forato, stavo risalendo la fila delle ammiraglie ma non ci riuscivo. Qualcuno si è ritirato, un paio li ho superati lungo il percorso, non sono arrivato ultimo. E' già qualcosa. 

Taglio del nastro per la CDF Climb Eolo


 





4°-5° gradi non di più, la neve su alla meta, cioè al Belvedere del Campo dei Fiori, eppure oltre 150 amanti della bici erano presenti stamani, domenica 28 novembre, al taglio del nastro del CDF Climb Eolo, la famosa striscia azzurra che accompagna lungo la tratta stadio 'Ossola' - Campo dei Fiori, con cartelli ad ogni km. Fra i pedalatori nomi eccellenti. Anzitutto Ivan Basso (in foto insieme al sindaco Galimberti), team-manager della Eolo Kometa, e con lui tre ciclisti professionisti in maglia Eolo, e cioè Ravasi, Fancellu e Montoli (foto), e poi gli ex Stefano Zanini e Noemi Cantele...e persino un pedalatore con bici e tenuta del 1925 (foto). E tante autorità: dal sindaco di Varese Davide Galimberti all'assessore allo sport Stefano Malerba, dal presidente della Camera di Commercio Fabio Lunghi agli uomini del Parco Campo dei Fiori, presidente Giuseppe Barra e direttore Giancarlo Bernasconi, Alessandro Boriani, sindaco di Luvinate e poi i due attori principali, e cioè Rinaldo Ballerio (Elmenc e Eolo) e Renzo Oldani, della Binda. Discorsi, promesse, ringraziamenti (Ballerio forse si è tolto un sassolino nella scarpa, affermando che questo CDF Climb Eolo è il solo risultato ottenuto in 5 anni di Consiglio comunale, mentre il sindaco ha detto che in realtà Ballerio ha fatto molto altro...). Persino il rito dello spumante che vola in aria (per me uno degli sprechi maggiori del ciclismo!) all'atto del taglio del nastro e poi via, in salita lungo i 10,5 Km del percorso. E chissà che non si avveri il sogno di Oldani, che la salita del Campo dei Fiori diventi tappa del Giro d'Italia come avvenne una sola volta, nel 1957. Spettacolo da fiaba in salita, già prima del Sacro Monte la neve cristallizzata sui rami degli alberi, almeno 10 cm su in cima, e poi la discesa, un vero incubo causa la temperatura davvero rigida. Ma la passione per la bici e per le bellezze naturalistiche di Varese supera ogni difficoltà. 

sabato 27 novembre 2021

Con Enzo


                                                                                                 ph pino terziroli


Ringrazio l'amico Giuseppe Terziroli detto Pino per questo scatto, che mi trova insieme al neoassessore alla cultura Enzo Laforgia, ieri pomeriggio, in sala Morselli. Ho saputo da Arnaldo Bianchi che Laforgia si è messo in aspettativa dall'insegnamento, per dedicarsi a tempo pieno al nuovo ruolo, una scelta che certamente gli sarà costata, ma che depone a suo favore, circa la serietà con la quale Enzo intende fare l'assessore alla cultura in una città così impegnativa come Varese.

La sala di Guido


 





Inaugurata ieri sera la Sala Morselli alla Civica biblioteca di Varese, un locale prezioso, che raccoglie il fondo Morselli, donato al Comune di Varese a futura memoria dello scrittore Guido, morto suicida nel 1973, nella sua bella villa di via Limido, a Bosto: aveva 61 anni. Inaugurata alla presenza del sindaco Davide Galimberti, dell’assessore alla cultura Enzo Laforgia, di Chiara Violini, Elena Emilitri e Valentina Tin Marocco, per la Biblioteca varesina, di Andrea Bortoluzzi e di Linda Terziroli, la giovane docente di lettere ‘innamorata’ di Guido Morselli, che a lui ha dedicato anni di studio e un libro, ‘Un pacchetto di Gauloises’ (Castelvecchi editore).

Un locale da 50 posti a sedere, la giusta misura per eventi culturali, presentazioni di libri….dove non c’è quasi mai la ressa ma c’è il pubblico di chi ama i libri, la lettura e gli autori (come Morselli) di genio.

In eleganti mobili appositamente realizzati in questa sala riposano i libri di Guido, un autore colto, a volte ostico da ‘digerire’, un filosofo della narrativa, un personaggio che Varese non sempre ha capito, e che non hanno subito compreso neppure gli intellettuali delle case editrici (persino Vittorio Sereni, Italo Calvino…), che hanno ripetutamente e regolarmente rispedito al mittente le sue opere, sino al grande successo postumo.

Questo pomeriggio, domenica 28 novembre, a partire dalle 15.30, con ritrovo in piazza del Podestà, sarà possibile incontrare nuovamente lo scrittore, una visita guidata ai luoghi morselliani del centro Varese, con una pièce teatrale realizzata da un gruppo di studenti.  

Guido Morselli è uno scrittore che mi incuriosisce, che invidio per la sua abilità narrativa e il suo sapere, mi interessa la sua vita appassionata e sofferta, fuori dagli schemi; mi sono gustato la biografia scritta dalla Terziroli. E mi sono ‘divertito’, nel mio ultimo romanzo ‘Sassolungo’, ad introdurlo come personaggio collaterale, una storia nella storia, inventata eppure non credo lontana dalla realtà.  


venerdì 26 novembre 2021

Luci nella notte


 



Nella notte della pandemia e delle troppe miserie umane, anche a Varese, ieri sera, si sono accese le luci del Natale.
Ci conviene salire tutti sulla carrozza di Cenerentola, ci conviene tornare bambini, come è scritto anche sul Vangelo.
Che vantaggio c'è ad essere adulti? Addirittura vecchi? 

Parlare di sè



 Di sé bisognerebbe parlare con molta parsimonia. E' meglio che di noi (possibilmente bene) parlino gli altri. Chi scrive un'autobiografia desta qualche sospetto. Il mahatma Gandhi (faccio un esempio) non aveva tempo per parlare di sé, ci hanno giustamente pensato gli altri. Io, quindi, passo subito nella categoria dei mediocri, che corrono il rischio di scriversi un'autobiografia...e forse, un pezzo qui un pezzo là, la sto già scrivendo. Più uno parla di sé (escludendo i suoi limiti, gli altri, senza autoironia, con troppa autostima) più scende nella scala della mediocrità, sino a sfiorare la bassezza. Io credo di stare, fra i mediocri, un po' nel mezzo, quindi mediocre anche in questo.

E poi, a parlar troppo di sé - pur senza dire bugie - si allunga anche il naso.  



Starci sopra


                                                                                                     ph carlozanzi


La sola cosa positiva della nebbia è che regala foto suggestive...Ma bisogna starci sopra.

giovedì 25 novembre 2021

Auguri, Mike


 

Felice compleanno al mio amico (e grande amico di Mock) Mike Gallivan (è quello al centro con barba e occhiali), musicista del Colorado, componente della PBB. Lui viene spesso in Italia, prima o poi andrò anch'io negli States!

mercoledì 24 novembre 2021

'Stella del mare' di Umberto Belardinelli

 



Per avvicinarci alla poesia di Umberto Belardinelli, bisogna tener conto di alcuni fattori. Anzitutto il significato che Belardinelli dà alla sua poesia, ed è lui stesso a chiarirlo: “Il desiderio di raccontare vive dentro di me e si presenta attraverso la lirica e la metrica che da sempre mi affascinano. Non amo tuttavia la rima, né la poesia che segue determinati schemi, perché in questo modo vivrebbe ingabbiata. La poesia utilizza la parola come strumento ma, al pari di altre arti, può far vivere paesaggi, suoni, profumi ed immagini dentro i nostri pensieri.” Ciò premesso, dobbiamo sottolineare la grande fede in Dio del poeta, nato a Messina nel 1956 ma arrivato subito a Varese, una fede nella Parola, una fede che è stata duramente provata in questi ultimi anni da una grave malattia, fede che è stata per lui àncora di salvezza, sollievo, sostegno nella speranza della guarigione ma anche nella grande speranza di una Vita oltre la vita. Terzo elemento da considerare, l’ammirazione di Belardinelli per Santa Faustina Kowalska, la ‘segretaria’ della Misericordia, la mistica morta giovane, dopo sofferenze e visioni celesti. Infatti la terza raccolta poetica che qui presentiamo, ‘Stella del mare’, è una silloge per S. Faustina, terza raccolta che arriva dopo ‘La luce duplice del bene’ (2019), dedicata sempre a Santa Faustina in una sorta di ex-voto, e ‘L’albero del tempo’ (2020), una raccolta di poesie che raccontano un lungo periodo di vita.

Ma passiamo al nuovo lavoro. Si inizia con una ricca e dotta introduzione del professor Vincenzo Capodiferro, quindi la prima poesia, che dà il titolo alla raccolta: ‘Stella del mare’. E’ una poesia dedicata alla Madonna…Madre del mare, stella dorata,/per tutti i naviganti della fede: faro di Dio;/…

Le poesie sono alternate da pensieri tratti dai diari di Santa Faustina e da riflessioni dell’autore. In una di queste, posta all’inizio delle liriche dedicate alle schiere degli angeli, il poeta scrive: “E’ affascinante la visione del Paradiso di Santa Faustina, perché in quel luogo meraviglioso riconosce la gerarchia degli angeli o spiriti celesti. Il primo accenno alle gerarchie si riscontra nell’Antico Testamento, dove queste splendide figure appaiono in una scala ben distinta tra cielo e terra…” Ecco allora poesie dedicate ai Serafini, ai Cherubini, ai Troni, alle Dominazioni…Ecco l’incipit della poesia ‘Arcangeli’: Da sempre messaggeri, araldi senza età,/meraviglioso coro che non ha respiro,/dita nebbiose che muovono nel suono/le corde vibranti di una dolce cetra/…

Seguono poesie dedicate ancora alla Madre di Dio, al Paradiso, a Gesù, dives in misericordia, Signore della Misericordia. E se Dio è il Dio della Misericordia, e Santa Faustina la santa della Misericordia, non possiamo non affermare che Umberto Belardinelli è il poeta della Misericordia, in simbiosi-sintonia con la santa, desideroso di continuare la sua missione utilizzando anche lo strumento poetico. Non a caso la riflessione finale dell’autore è dedicata alla spiegazione della festività dedicata alla Divina Misericordia, istituita nell’anno 2000 da Papa Giovanni Paolo II, che si celebra la Domenica in Albis, domenica dopo la Pasqua.

Belardinelli si fa missionario, vorrebbe comunicare ai lettori la gioia che nasce dalla fede, la consolazione che dà la speranza di una Vita eterna che non conosce la morte. Le sue sono poesie-preghiere, un invito a pregare insieme, ad andare al di là delle cose, a lasciarsi nutrire dalla contemplazione del Mistero, a credere nell’indicibile. Ed ecco il suo saluto, gli ultimi versi dell’ultima sua poesia, ‘Il testamento’:…..Desidero che ogni anima in dolore/possa nutrirsi all’albero del frutto/e Tu concederai a quelle suppliche/la conoscenza del Divino e dell’Amore./Infine, voglio che tutto sia compiuto/dentro le linee di ogni tuo pensiero,/da chi modella l’opera che hai disegnato,/fino alla fine dei giorni sulla terra.

Auguri, Luisa


 Felice compleanno alla mia amica Luisa.

Il Tour di Saul parte da Besozzo

                                                                                                 ph valentina zanzi

 Saul, interessante cantautore luinese, che propone un genere folk-rock e folk-country, dà il via al tour di lancio del suo primo cd 'The Infinte Inside' (etichetta Go Country Records) sabato 27 novembre, ore 17, al Musicalbox di Besozzo.

martedì 23 novembre 2021

Dolce tramonto varesino


 

Tramonto dolce anche perché silenzioso...e allora si sente la scivolata del sole verso l'altra metà della sfera...Come tutti i piaceri dura poco...

Dolce miele varesino


 

È una bella iniziativa dedicata a uno dei prodotti tipici del nostro territorio: dalle 8 alle 18 di domenica 28 novembre, il centro di Varese ospiterà la “Giornata del Miele”.

Organizzata dal “Consorzio Qualità Miele Varesino” insieme all’Associazione Produttori Apistici e col sostegno di Camera di Commercio, la manifestazione offrirà a tutti la possibilità di apprezzare questo alimento naturale ricco di enzimi, sali minerali, vitamine e zuccheri semplici di pronta e immediata assimilazione. Un alimento che ha ormai raggiunto, nella lavorazione delle nostre aziende, un alto livello di qualità, tanto da aver guadagnato il marchio Dop per il miele d’acacia.

Durante la giornata di domenica 28 novembre, che gode del patrocinio del Comune di Varese, verranno allestite delle bancarelle lungo corso Matteotti e in piazza del Podestà: qui sarà anche possibile acquistare il nostro miele e i suoi derivati. Non mancherà uno spazio didattico, dove sarà anche allestito un alveare in miniatura.

La nostra provincia conta una produzione tra le più significative in Italia: il settore apistico varesino è forte di ben 105 imprese, 500 hobbisti e 15mila arnie.

Includendo nella propria gamma d'offerta le principali essenze floreali, quali acacia e castagno, oltre allo stesso tipo millefiori, il miele varesino è una delle eccellenze del nostro tessuto produttivo sul versante enogastronomico. Una preziosità che, negli anni di punta, ha anche toccato i 550mila chilogrammi di produzione, per un valore commerciale di oltre 3 milioni di euro.

 

 

 

 

 

lunedì 22 novembre 2021

Una Messa per Fabio


 

Venerdì 26 novembre, ore 18, chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore, verrà celebrata una Messa in ricordo di Fabio, nel giorno del suo compleanno. 

Auguri, Caterina


 

Felice compleanno a mia figlia Caterina.

Nèbia bàsa


 
                                                                                                    ph carlozanzi


Nèbia bàsa, bell temp la làsa....come dire che sopra la nebbia c'è il sole...e in effetti queste foto lo dimostrano, Valcuvia e Valtravaglia sotto il manto nebbioso, ma sopra i 350 metri circa splende il bel sole di Lombardia. 


clicca sulle foto per ingrandirle

sabato 20 novembre 2021

OJM Varese - Derthona Tortona: 85-76


 

                                                          ph carlozanzi

Serata magica al Palazzetto già 'Lino Oldrini', anticipo del sabato sera che è già festa per Varese; dopo la gioia di Trieste ne giunge un'altra, sperata ma niente affatto scontata, con Tortona lanciatissima. Siamo ancora in emergenza, niente lunghi, niente Wilson e resta fuori referto anche il nuovo play Marcus Keene, in pratica siamo in 8 più i 2 ragazzini. Bene l'inizio, 5 a 0, ma Derthona dopo qualche tentennamento comincia a rodare e l'ex Cain, in coppia con il piccolo ma micidiale Wright, tengono botta: 25-20 dopo un quarto. Si parte molto bene (31-20) e il pubblico si scalda, zittisce la nutrita presenza di tifosi avversari, si alza in piedi con il classico "Tutti in piedi per il Varese!" Poi però pasticciamo un po', non costruiamo e i 5 punti di margine del primo quarto restano tali: 43-38. Dopo l'intervallo lungo Varese parte a tutta, il tifo è alle stelle, tornano i bandieroni, torna la curva, i ragazzi rispondono con triple e difesa aggressiva, bene un po' tutti ma brillano soprattutto Mr Beane e Jalen Jones. triplone di Sorokas, Gentile rallenta il gioco, regala tranquillità, poi caccia una bella tripla anche lui, e con lui pure De Nik e anche Amato, per quell'attimo che sta in campo, segna due punti. Il solo a secco è Ferrero, per il resto tutti mettono il loro mattoncino. Intanto, inspiegabilmente, coach Ramondino lascia  a mettere ragnatele in panca Chris Wright: meglio per noi. Anche Cain è poco utilizzato, mentre fa faville per le canotte nere Sanders. 66-52 per noi prima dell'ultima frazione di gioco: 14 punti basteranno? Mr Beane manocalda è ispirato, triple su triple ma anche due schiacciate andate a vuoto, in compenso schiaccione di Jones, il vantaggio lievita, Kell fa buone cose, Gentile è roccioso. A 6 minuti dalla fine abbiamo 21 punti di vantaggio: 77-56. E' fatta! Niente affatto, loro ci credono ancora, si fanno più aggressivi, noi perdiamo qualche palla di troppo, un refolo di panico serpeggia fra i biancorossi, Tortona si avvicina pericolosamente, dimezza lo svantaggio, 81-71 a meno di 2 minuti dalla fine. 83-76 a -23". Si teme il colpaccio, la beffa. Ma Beane è freddo ai liberi, completa la sua serata di gala, finisce 85-76. Due vittorie di fila dopo tanto digiuno, una mezza abbuffata, una fetta di panettone in anticipo. Molto molto bene.
Forza Varese! 

Sole dopo i 500


 

Oggi, sabato 20 novembre, la nebbia si è abbassata. ieri arrivava a 900 metri, evento raro, oggi è scesa intorno ai 450/500. Ecco il mare di nebbia stamani alle 9.30, dal Belvedere del Campo dei Fiori. 

venerdì 19 novembre 2021

Andrea Vitali intervista Piero Chiara


                                                                                              ph carlozanzi


Fra gli scrittori italiani di successo, Andrea Vitali è quello che conosco meglio, non perché ho letto tutti i suoi romanzi (ne pubblica uno all’anno!) ma perché è venuto spesso a Varese, lui del lago di Como, è mio coetaneo e ho seguito (all’inizio anche con un po’ di invidia) tutta la sua brillante carriera. Iniziata brillantemente insieme alla (meno brillante) mia, perché lui partecipò e vinse il Premio Mont Blanc all’inizio degli anni Novanta, io partecipai e persi. Poi vinse il Premio Chiara (io partecipai e non arrivai nemmeno nella terna) e lì cominciai ad intervistarlo per La Prealpina e ci conoscemmo. Poi venne ingaggiato dalla Garzanti e partì a vendere un sacco di copie. Andrea in questi anni l’ho visto spesso, più volte l’ho intervistato, sono sinceramente felice per lui, che ancora ha l’abitudine di scrivere prima a matita su una risma di fogli A4, poi batte al computer, che ha ancora la bella abitudine di mantenere la vena creativa, di vendere assai (milioni di copie in tutti questi anni, tradotto in svariate lingue) e di salutare senza alcuna ‘supponenza’ gli estimatori come il sottoscritto. Questo pomeriggio Vitali era a Varese non per parlare dei suoi libri ma dello scrittore che – a detta di molti – più gli somiglia, e cioè Piero Chiara. Si è immaginato una intervista al narratore luinese. Tutto ciò nell’ambito del Premio Chiara e più in particolare delle iniziative a contorno della mostra al Castello di Masnago, che presenta i Piaceri di Piero Chiara, una mostra che proseguirà sino alla fine di dicembre, e forse sino alla fine di gennaio 2022.

Presenti le anime del Premio, Romano Oldrini (che ha definito Vitali “una macchina da guerra”) e Bambi Lazzati, buona affluenza nella Sala degli Svaghi al castello varesino, il Vitali affabulatore ha regalato una piacevole serata ai presenti. Vitali, medico prestato alla letteratura, medico tornato in campo come volontario vaccinatore (e questo certo gli fa onore), è definito da una mia amica “uno scrittore che non si smette mai di rileggere”, da Corrado Augias (Il Venerdì di Repubblica) “So per certo che questo scrittore è tra i massimi di quell’esigua pattuglia della narrativa italiana che vuol mettere sotto gli occhi del lettore storie ben congegnate, con personaggi ricalcati evidentemente dal vero, salvo l’aggiunta di quel tanto in più che li rende appunto ‘romanzeschi’.”

Mare di nebbia


 

                                                                    ph carlozanzi


E' molto raro che la nebbia si insinui a coprire la Rasa e Brinzio, o che soffochi la Valcuvia e la Valtravaglia. Stamani, venerdì 19 novembre, lo ha fatto. Le foto sono state scattate alle 9.30, dalla cima del cannoncino al Campo dei Fiori. Nella foto in basso il Sasso del Ferro sbuca dal mare di nebbia, che galleggia sino ai 900 metri circa, poi il sole.

giovedì 18 novembre 2021

Saul in Tour

                                                                                               ph valentina zanzi
 

Non si ferma la vena creativa di Saul Bertoletti, nome d’arte Saul. Dopo diversi progetti non ‘ufficiali’, ecco un nuovo cd, undici brani scritti (parole e musica) da Saul: ‘The Infinite Inside’. 

Ma rispetto ai precedenti lavori qui abbiamo almeno due importanti novità. La prima riguarda l’interesse che Saul ha suscitato verso l’etichetta discografica emiliana ‘Go Country Records’ che produce, pubblica e promuove un ampio spettro di musica americana, dall’Hillbilly & Roots Country al Bluegrass, dal Folk all’Americana

La seconda novità è che finalmente può partire il Tour di lancio del nuovo disco, con almeno tre date certe: il 27 novembre 2021, ore 17, al ‘Musicalbox’ di Besozzo; stesso giorno ma alle 21.30 al ‘Velvet Pub’ di Legnano e il 5 gennaio 2022, ore 21, a Castelleone (Cremona), da ‘Alice nella Città’. 

Il quarantenne cantautore luinese-scozzese (per oltre vent’anni è vissuto in Scozia) propone brani Folk-Rock e canzoni che richiamano con più convinzione il genere Folk-Country

Testi in inglese, musica di ottima fattura, grazie al contributo di Guido Zanzi (che è anche il produttore dell’album), Umberto Bellodi, Andrea Perino, Riccardo Cugnasco, Sara Mainardi, Gino Mancuso, Alessandro Grisostolo e Alessandro Pioppo e soprattutto di Mattia Manzoni che oltre a dare il suo contributo come tastierista ha curato il mastering finale.

Incontriamo Saul a Varese, presso i Toeplitz Recording Studio, dove sono stati registrati i brani, fra l’ottobre del 2019 e il gennaio del 2020. Detto del genere musicale, ci interessa capire soprattutto i testi, perché le parole sono nota fondamentale nel lavoro di Saul, che punta molto sul contenuto non solo musicale. 

‘The Infinite Inside’ spiega Saul, “l’infinito dentro…sì, il fil rouge di tutte le canzoni del mio nuovo album è l’infinito. La mia fonte di ispirazione è stata l’Infinito di Giacomo Leopardi, sono stato di recente a Recanati. Importante è stato anche l’incontro con Davide Rondoni e la sua lettura dell’Infinito leopardiano. Ho cercato di immaginare come tutto e tutti noi facciamo parte di una linea che ci unisce; dovremmo essere più critici su come spendiamo il tempo di queste nostre vite brevissime. L’album contiene anche riferimenti alla mia visione agnostica dell’infinito. Ci si può sentire parte di qualcosa di infinito, senza credere nell’al di là? Sì, perché nascita e morte sono piccolissime gocce nell’oceano dell’infinito.” 

Vediamo allora, in sintesi, il significato dei testi dei singoli brani.

“La prima traccia è ‘Weapons’ – Armi” spiega Saul. “Riprendo qui alcuni temi particolarmente sentiti, cioè la mia reazione all’era dell’informazione tecnologica. I social network sono come dare una pistola ad un bambino, possono distruggere la realtà in pochi secondi. La ricerca della verità è falsata, le opinioni sono ormai l’unica verità. Il secondo brano è ‘And I Woke’ – E Mi Sono Svegliato – una ballata introspettiva e un po’ autocritica. Mi è capitato di spendere le mie energie in cose apparentemente importanti ma che poi si sono rivelate futili e hanno distratto e dirottato la mia ‘missione’ alla ricerca di me stesso.

Abbiamo poi ‘Underclass of ‘92’, che è la traccia più amarcord dell’album. Parla dei miei vent’anni e della fortuna di vivere ancora il rock’n’roll come stile di vita, prima dell’era digitale. Il 1992 è stato l’anno dove la controtendenza UK ha cambiato la musica dance in rock, e vederla cambiare con gli occhi da teenager è stata quasi come l’esperienza dell’arrivo del rock negli anni ’60.

‘Greasy Surface’ - Superficie Oleosa - è una metafora che mi piaceva sviluppare: su una superficie oleosa l’acqua forma piccole gocce che non si incontrano, un po’ come le nostre vite; siamo connessi o è solo una sensazione e in realtà non ci si incontra mai?

‘Me, No One or Someone Else’, cioè io, nessuno o qualcun altro: è una riflessione sul nostro futuro. 

Quando andremo sotto terra, saremo solo un mucchio di ossa? Forse saremo davvero solo cibo per vermi. Dico nel testo: per dimostrare la mia teoria, vieni e scuoti la mia bara, il suono che sentirai saranno solo ossa marce.

Poi abbiamo la traccia che dà il titolo all’album, ‘The Infinite Inside’- L’Infinito Dentro. La domanda retorica nel ritornello “Come potrei? Giuro che sento l’infinito” si riferisce al fatto che la nostra spiritualità a volte è così forte che non riusciamo nemmeno a respirare, una forma di sublime che continua, come l’oceano o il vento che ci fa sentire parte di qualcosa di immenso. Si vivono due sensazioni: la vita è preziosa, ma nel contempo ci si sente vulnerabili.

Il concetto di ‘Quicksand’ – Sabbie Mobili - è un po’ questo: sii felice non solo per te stesso ma anche per gli altri, perché l’infelicità porta di solito ad essere crudeli e conduce gli altri nelle tue sabbie mobili dell’infelicità.     

Amo Shakespeare, il bardo ha ispirato il mio brano ‘To Thine Own Self’, sii vero con te stesso, frase che pronunciò Polonious in Hamlet. Cerchiamo di essere onesti almeno con la nostra anima. E siamo al brano numero nove, ‘The Circle of Neglect’, il circolo dei trascurati. Mi immagino un girone dantesco, persone trascurate sono in costante moto di poco amore per se stessi e non riescono ad uscirne, facendo del male a loro stessi e agli altri. Vivere la vita in modo coraggioso non è da tutti, molti preferiscono scendere a scomodi compromessi e poi sfogarsi con il prossimo. 

‘Afterlife’ - Vita dell’Aldilà - è una canzone ironica: le religioni puntano sull’aldilà, ma si dimenticano che la vita dell’aldiquà va vissuta e amata. 

Infine ecco ‘The Wind and the Crows’ - Il Vento e i Corvi - è un brano allegorico, il vento è simbolo dell’infinito, i corvi -secondo molte culture- rappresentano la precarietà della vita, quindi senti il vento come forma di eterno, e osserva i corvi come costante richiamo alla brevità del nostro esistere.” 

 

                                                                                                                                                                 

 

Auguri, Carlo


 

Felice compleanno al mio amico e collega Carlo Pirani, felicemente pensionato, felicemente nonno, felicemente ai vertici del tennis master nazionale e anche più su. Rubo questa immagine dalla sua pagina fb perché con lui (che è quello a destra) abbiamo un altro ottimo tennista, Giulio Clerici, medico sportivo 'personale' di Carlo, che lo segue e lo cura, affinché possa continuare ancora a lungo a praticare il suo sport preferito.

mercoledì 17 novembre 2021

Meraviglia della natura


                                                                                          ph pippo gazzotti


Ieri, scendendo in bici dal Campo dei Fiori, ho incontrato il mio amico Pippo Gazzotti, più o meno nella zona del Grand Hotel. Mi ha detto di aver visto e fotografato una meraviglia della natura, che anch'io ho cercato ma non ho più trovato. Oggi Pippo mi ha inviato la foto. Eccola. 

martedì 16 novembre 2021

Auguri a Fausta e Gabriella


 

Felice compleanno alle mie amiche Fausta e Gabriella.

Sogno o non sogno?

                                                                                            ph da agorà news


Essere o non essere, questo è il dilemma! Sognare o non sognare, ecco la questione! E' meglio non sognare, evitando così la delusione del sogno infranto, oppure è meglio sognare, accettando l'inevitabile ridimensionamento? Quando non il totale fallimento? Io sono comunque e sempre per la seconda ipotesi. Sognare è allenante, cioè morto un sogno se ne fa un altro, poi ci si 'risveglia' e poi si sogna ancora....ciò che conta è l'attesa, la speranza, il progetto...e poi magari, eccezionalmente, un sogno può anche avverarsi. L'eccezione che conferma la regola. Non sognare, non rischiare, stare sempre alla finestra, sulle difensive, regala una tranquilla, costante insoddisfazione, una noia depressiva, un non vivere.