mercoledì 29 dicembre 2021

I vecchi non vecchi


 

L'altro giorno ero in auto e ho incrociato, a piedi, un mio amico. Avrà una decina di anni più di me, diciamo intorno ai 75 anni. Quindi, lo si voglia o no, vecchio. Poiché lo conosco da quando era giovane, nel suo viso e nel suo incedere da vecchio ho rivisto il suo volto e il suo passo da giovane, ho rivisto il giovane che era in lui, e tale visione ha addolcito il suo essere vecchio, quasi una doppia persona, il vecchio e il giovane insieme. Poi ho pensato a me, vecchio anch'io, un po' meno di lui ma sempre vecchio: poiché mi conosco bene e so com'ero da giovane (a parte che ci sono le foto), e so come mi sento dentro, mi viene da dire che sono vecchio ma in realtà non lo sono o almeno non mi sento tale e che quindi c'è una grande sproporzione fra l'età anagrafica e quella 'percepita'. Siamo vecchi ma in fondo non lo siamo. Poi ho pensato a quando ero un ragazzino e i vecchi mi facevano pena, anzi, mi veniva spontaneo prenderli in giro e fare loro scherzi, sapendo che un vecchio era inoffensivo o almeno poco offensivo e senz'altro meno veloce di me nella fuga. Ora ho l'età per essere preso in giro da un ragazzino. E ciò non mi garba. 

'Dopo il traguardo' di Alex Schwazer


 

“Questo libro è un resoconto sincero, schietto, fedele di ciò che mi è capitato. Non è la confessione di un diavolo e neppure l’apologia di un angelo. Chi vuole leggere la biografia di un uomo senza peccati ne deve scegliere un’altra, non la mia.”

Questo si legge in quarta di copertina del libro di Alex Schwazer, ‘Dopo il traguardo’ (Feltrinelli), un incipit che colpisce e che certamente invoglia alla lettura. Perché la sincerità e l’ammissione di colpa fanno sempre colpo. Alex: in copertina una sua vittoria a Roma 2016. Alex, marciatore professionista, talento di Vipiteno, gambe, cuore e polmoni incredibili ma (per sua ammissione) testa fragile, con la predisposizione a tenere tutto per sé, a gioire e a soffrire in silenzio, a faticare sino all’ultima goccia di sopportazione. Schwazer vince, a soli 23 anni, la 50 chilometri di marcia alle Olimpiadi di Pechino 2008, un successo incredibile, mai nessuno così giovane sul gradino più alto del podio in una 50 km, la gara della fatica estrema. Una vittoria che arriva dopo vari travagli (la voglia di smettere, il tentativo con il ciclismo dopo aver abbandonato l’hockey) e che s’apre a nuovi tormenti, a crisi, a risultati fallimentari, il tutto completato con la scelta scriteriata di doparsi, anche in questo caso fai da te, con l’epo comprata in Turchia. Doparsi perché Alex è stanco di vedere i russi sfacciatamente ‘aiutati’ dai farmaci arrivare prima di lui, con tanto di sberleffi. Nessuno l’aiuta, è solo, si butta nel baratro, viene scoperto, squalificato alla vigilia delle Olimpiadi di Londra 2012. Un dramma, il pianto in diretta mondiale, l’ammissione di colpa, la depressione e la risalita, la voglia di dimostrare ai suoi tifosi ma ancor prima a se stesso che può tornare l’atleta pulito, che ha vinto senza inganno. E ci riesce, la risalita è dura ma Alex ci riesce, è pronto e competitivo per le Olimpiadi di Rio 2016 ma arriva il secondo stop, questa volta non per colpa sua: urine non conformi, niente Rio, squalifica sino al 2024, l’ergastolo per un atleta. Alex non è forte di testa, rischia di smarrirsi per sempre ma ancora una volta rinasce, reagisce, aiutato da una donna, da una figlia, dai pochi veri amici che non lo abbandonano. Inizia una lunga battaglia giudiziaria, che vede l’assoluzione “per non aver commesso il fatto” ma non ancora la redenzione per il tribunale sportivo: la squalifica incomprensibilmente rimane. Riuscirà l’atleta altoatesino, ora marito e padre di due figli, allenatore di runner, un uomo che molto ha sofferto e imparato…riuscirà a tornare in gara per le Olimpiadi di Parigi del 2024, quando avrà quarant’anni? Un bel libro davvero, per chi ama lo sport, l’atletica, per chi ama la verità e non si scandalizza se scopre rivalità, bassezze, illegalità, sotterfugi, egoismo, complotti e miserie anche sui sentieri della regina degli sport, dove il doping c’è eccome. Purtroppo.

Alex Schwazer, nato a Vipiteno nel 1984, è l’atleta più giovane nella storia delle Olimpiadi ad aver vinto l’oro nella 50 km di marcia. Nel suo palmarès due bronzi ai Mondiali, un oro agli Europei e nove titoli italiani. E’ sposato con Kathi e ha due figli, Ida e Noah. Ed è l’autore di un libro che può fare del bene.

martedì 28 dicembre 2021

L'ultimo saluto ad Anna Maria Gandini


 



La sua Varese non l’ha dimentica e stamani era presente in gran numero per l’ultimo saluto ad Anna Maria Gandini, giornalista, testimone della Varese del passato, elegante signora della cronaca varesina. Presenti il sindaco Davide Galimberti, il mondo del giornalismo, quello sportivo (il figlio Umberto è dirigente sportivo) e i varesini d’antan. Novant’anni, Anna Maria era la figlia di un giornalista de La Prealpina, giornalista professionista a sua volta, in Prealpina con la cronaca nera e poi in Rai, voce del Gazzettino Padano, del Telegiornale, collaboratrice al Corriere della Sera, ritorno in Prealpina con la rubrica ‘La mia Varese’. E’ riuscita dove non è riuscito suo papà, cioè raccogliere in un volume i ritratti dei personaggi, delle piccole storie che hanno confezionato la ‘grande’ storia varesina: di libri ne ha pubblicati quattro. Celebrante padre Gianni Terruzzi, anima di Radio Missione Francescana, la Messa si è conclusa con le parole del figlio Umberto, commosso per la presenza di quella città che sua mamma ha amato e descritto, con eleganza, mai sopra le righe, diremmo con raffinatezza, una Liala non della narrativa ma della cronaca. “Se ne è andato un altro pezzo di Varese” dice uscendo dalla basilica Carla Tavelli, sua amica, fonte di aneddoti spesso consultata da Anna Maria. Certo, è vero, dopo Natale Gorini, dopo Augusto Caravati ecco nel giro di pochi mesi l’ultimo saluto anche di Anna Maria Gandini, personaggi molto diversi eppure uniti dall’amore per Varese e dal bisogno di lasciare una traccia, perché non vinca la dimenticanza.  


lunedì 27 dicembre 2021

I funerali di Annamaria


 


Stamattina, martedì 28 dicembre, alle 10.45, nella basilica di San Vittore in Varese, verranno celebrati i funerali della giornalista Annamaria Gandini.

Nel 1996 venne pubblicato il libro 'La mia Varese', che raccoglie molti pezzi di Annamaria, curatrice di una rubrica molto seguita sul quotidiano La Prealpina. Come spesso capita quando muore l'autore, chi lo ha conosciuto va a recuperare un suo libro e dice: "Bello...interessante...per fortuna ha avuto l'idea di scriverlo..." 

Per chi ama Varese, questo libro è come una carezza. 

Festa dei nonni



 Natale è la festa dei bambini...ma anche dei nonni!

domenica 26 dicembre 2021

Dita sporche e sigarette


 

Pensando alla giornalista Annamaria Gandini mi è tornato alla mente un episodio (aneddoto tipo quelli che Annamaria utilizzava per la sua rubrica 'La mia Varese') che coinvolge mio papà Mario e le maestre della scuola elementare 'Canetta' di Sant'Ambrogio Olona (in foto, prima del recente restauro). 

Siamo nel 1935, pieno fascismo, mio papà frequenta la Canetta, è in terza elementare, per il terzo anno la sua maestra è una certa Piatti, nota fascista, metodi militareschi. I voti sono buoni ma mio papà viene bocciato. Come mai? Mistero, ma forse una ragione c'è. Durante un controllo delle mani e delle unghie, la maestra picchia mio papà perché ha le unghie sporche, e lui replica: "Perché mi picchia? Anche lei ha le dita sporche, perché fuma!" Allora, dire a una donna che fumava era come darle della prostituta. Papà Mario venne bocciato e si ritrovò in terza un'altra maestra, Annamaria Gandini, la zia della Gandini giornalista morta ieri, una maestra assai diversa dalla Piatti, molto materna; aveva studiato presso le Romite Ambrosiane del Sacro Monte, aiutò mio padre a riprendersi dal trauma della bocciatura.

La Varese di Annamaria



 Ho conosciuto Annamaria Gandini a metà degli anni Novanta, quando avevo da qualche anno dato inizio alla mia carriera di giornalista al settimanale 'Luce' e leggevo regolarmente il quotidiano La Prealpina, quindi la rubrica 'La mia Varese', curata da Annamaria. Poche righe, storie della nostra città, pezzi che poi regolarmente venivano raccolti in libri, che portavano lo stesso titolo 'La mia Varese'. Poi un giorno mi chiamò, conosceva mio papà Mario, venivano entrambi da Sant'Ambrogio, era alla ricerca di nuove storie varesine e forse il 'vecchio' Zanzi avrebbe potuto darle una mano. Da allora ci siamo spesso incontrati, io le facevo avere regolarmente i miei libri, lei li pubblicizzava al 'Gazzettino Padano'. Da lei ho preso spunto per la mia rubrica sulla Prealpina, 'Pensieri & Parole', e da lei ho imparato a raccogliere in antologia i pezzi, riproponendoli in formato libro. Per anni ci siamo incontrati anche alla Messa presso la chiesa bianca di viale Aguggiari. Sempre elegante, figlia di giornalisti, giornalista per tutta la vita. 

Ciao, Annamaria.

venerdì 24 dicembre 2021

Fabio



 Stamani, alle 8, nella chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore, abbiamo pregato per Fabio. Era la vigilia di Natale del 2005 quando Fabio è morto, un ragazzino, un concentrato di vita. 

E' impossibile reggere certi lutti.

Ma forse è vero che nulla è impossibile a Dio. 



 

Lo so che così è comodo


 

Sì, lo so che così è comodo...un solo augurio per tanti....ma sono davvero tanti quelli ai quali vorrei augurare Buon Natale e non ce la faccio singolarmente...con qualcuno ma la maggior parte resta fuori...così raggiungo altri...Qualche anno fa volevo fare il 'fenomeno' (ogni tanto mi capita) e il giorno di Natale sono salito in bici al Campo dei Fiori con questo cartello: Gesù è nato, io spero...nel duplice significato di 'spero che sia davvero nato, e spero che questa santa nascita renda la vita migliore'.

Ripropongo la foto.

Qualcuno allora, vedendo l'immagine, mi disse che avrei dovuto scrivere non I hope ma I believe, cioè Io credo. 

La mia fede è la fede di chi ogni giorno ricomincia da capo, di chi la sera, comunque, riesce a rinnovare la scommessa della preghiera. Ed è già molto. 

mercoledì 22 dicembre 2021

Il racconto di Simone

 


 

Puntuale, come ogni anno, ecco il racconto di Natale del mio amico Simone. 



Caldè

di Simone Mambrini



 

“Ma cosa ci fa quel sacco di plastica informe in mezzo ai pacchetti sotto l'albero?”

La domanda, pur fatta a bruciapelo, non mi aveva sorpreso; del resto era oggettivamente un luogo insolito dove mettere il sacco del bucato da lavare, proveniente dalla casa di riposo.

“Quello è il regalo di mio padre. Lo scarto domani.”

Risata, “sei sempre il solito” e via. Ma stavolta mi son sentito in dovere di spiegare.

No, no. E' proprio un regalo, per me. E' la presenza silenziosa di chi non ha mai fatto grandi discorsi (non era nemmeno nelle sue corde) ma che coi fatti e nel silenzio ha educato.

Come quella volta che era domenica e si è partiti tutti per il lago; destinazione Sarigo, da amici di famiglia. Al lago si poteva andare in tre modi, in famiglia: bardati da picnic e con tutta l'attrezzatura per pescare, oppure bardati ma senza pescare, l'attrezzatura in auto “solo per provare le canne”, come diceva lui. Il che consisteva nel lanciare l'esca in acqua, esattamente come quando si pescava, e l'umore della mamma, inizialmente contrario, si trasformava ironicamente in un “permesso di pesca differito”.

E il terzo modo? Semplicissimo, era quello per il quale, considerato l'umore materno, non si poteva nemmeno pensare di portare l'attrezzatura. Motivo per cui quella volta che eravamo attesi da amici il vestiario era consono e adatto alla giornata estiva: pantaloni lunghi e polo.

Arrivati al porticciolo di Caldé, concessione di sosta per poter guardare i pescatori. “Almeno quello...”. Si respira l'aria più fresca, con quel profumo tipico dell'acqua del Maggiore, portata dallo stesso vento che lo increspa, e intanto lui sale sul muraglione gironzolando intorno ai pescatori, per sbirciarne mosse, trucchi, attrezzature e soprattutto i cestini del pescato. Improvvisamente uno di loro, che ha l'aria di non essere nemmeno molto esperto, si agita. Ha abboccato, e sembra grosso. Di lì a poco si crea un piccolo pandemonio. E' troppo grosso. E' enorme, affiora un secondo e gli esperti sentenziano: “E' una tinca! Enorme! Non ce la puoi fare con quella canna e quel filo, da arborelle. Taglia il filo, altrimenti spacchi anche la canna!”

Tecnicamente avevano ragione: per puro caso, nuotando, una tinca molto grossa era accidentalmente incappata nell'amo; nemmeno aveva tentato di prenderne l'esca, si era impigliato di lato, nelle branchie. Una bella sfortuna per il pesce ma anche per il pescatore, a sentire i colleghi. Ma ce n'era uno, sul pontile, vestito ‘della festa’ e senza ferri del mestiere, che di diverso aveva anche il parere.

“Non tagli il filo, per l'amor del cielo, glielo lasci anzi, lo faccia stancare!”

Il pescatore non si sentì di disobbedire a nostro padre, che appariva autorevole e sicuro, tra il disappunto degli esperti del luogo, che scuotevano la testa o lo prendevano blandamente in giro.

Nostra madre guardava la scena tra lo sconsolato e il divertito.

Alla fine si fece dare anche la canna, e cominciò a lottare lui, col pesce. Sfiancandolo, dopo interminabili minuti. E cosa c'era altro da fare, se non ridare la canna al fortunato vincitore della lotteria lacustre della domenica, e scendere in acqua con il “guadino” (termine tecnico che indica il bastone con la rete, dove si conclude la faccenda)?

Pesce preso, grandi applausi di tutti, complimenti dei pescatori, grandi pacche sulle spalle al papà, foto di rito del tizio con la sua preda, lunga dallo stinco a mezza coscia, saluti finali e spariscono tutti. Rimaniamo lì, noi figli, mia madre che guarda lui. Bagnato completamente dai piedi, scarpe comprese, fino a dieci centimetri sopra alla cintola. “Neanche la polo hai salvato!”, ma rideva, sicura che a Sarigo i Montalbetti avrebbero provveduto a rivestirlo, in un modo o nell'altro. Cesare aveva più o meno la stessa taglia...

E lui lì, scaricato in apparenza da tutti i suoi osannatori, felice come un bambino davanti all'albero di Natale.

E a noi figli rimaneva una lezione da imparare, senza grandi discorsi appunto, ma solo con l'esempio. In tre punti.

Se qualcuno ha bisogno di aiuto e se tu sei quello che glielo può dare, aiutalo.

Non ti attendere ricompense, gratitudine particolare: sii felice del fatto di averlo potuto aiutare, e goditela.

Se vai al lago in gita con papà, porta un cambio completo di riserva.

 


martedì 21 dicembre 2021

Arte&Pandemia-Testimonianze: un contributo alla memoria


 


Antonio Bandirali (in foto), dinamico e creativo presidente del Circolo degli Artisti di Varese, tempo fa entra al museo Osterreichische Galerie Belvedere di Vienna e ammira un quadro di Egon Schiele. Ne resta colpito. L’autore rappresenta l’insieme della sua famiglia proiettata nel futuro con le sue aspettative, formata da Schiele e dalla moglie Edith con un neonato. La prima stesura del quadro risale al 1917. Il dipinto raffigura Schiele e la moglie con il titolo ‘Coppia accovacciata’. Dopo la prematura scomparsa della moglie al sesto mese di gravidanza nel 1918 per l’epidemia spagnola, Egon Schiele riprese la tela e aggiunse il bambino mai nato alla base dei piedi della moglie. Pochi giorni dopo, anche Schiele morì di pandemia e successivamente il quadro venne rinominato ‘The Family’.

Più di un secolo dopo la spagnola, la pandemia torna ad inquietare e ad interrogare l’umanità. Bandirali ricorda quel quadro e pensa alla pandemia, all’arte: perché non chiedere all’arte varesina di dire qualcosa su questi tragici giorni? Perché non riunire entro la rigida copertina di un volume le opinioni di varesini più o meno illustri, certamente sensibili allo ‘scandalo’ del Covid19, e se non le loro parole le loro opere, quadri, fotografie, ispirate al momento certamente indimenticabile? L’entusiasmo di Antonio Bandirali è contagioso, il progetto ‘Arte&Pandemia – Testimonianze’ trova il consenso del ‘Circolo degli Artisti di Varese’, dell’Associazione Culturale Europea (ACE) presso il JRC di Ispra e della ‘Fondazione Comunitaria del Varesotto’, delle Associazioni ‘Varese Nascosta’ e della ‘Società Storica Varesina’, nonché i patrocini della Regione Lombardia, della Provincia e del Comune di Varese e di alcuni sponsor. Ecco però il momento più difficile: trovare le decine e decine di persone disposte in qualche modo a mettersi in gioco, a confessare la propria fragilità, le paure, utilizzando gli strumenti dell’arte. Ma le testimonianze arrivano, generose, quasi una liberazione, un desiderio presente, un’occasione per un contributo, sempre infinitamente modesto rispetto a chi, con la pandemia, ha lottato in prima persona, da malato o da sanitario sulla linea del fronte. Ed ecco il libro, recentemente presentato alla città di Varese, un elegante volume di oltre 150 pagine, venuto alla luce grazie anche ad Alessandro Stagni, titolare di Grafiche Esse Zeta, ammirevole nel suo altruismo. Lo introducono Attilio Fontana (Presidente di Regione Lombardia), Davide Galimberti (sindaco di Varese), Maurizio Ampollini (Presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto), David Wilkinson (Associazione Culturale Europea), premessa di Renzo Dionigi (autore, con Filippo Maria Ferro, del recente libro ‘Non è la prima volta – Epidemie e pandemie: storie, leggende e immagini’) e ricca presentazione di Antonio Bandirali. E poi via, si parte con le testimonianze: docenti universitari, insegnanti di ogni ordine di scuole, economisti, imprenditori, giuristi, storici, artisti, giornalisti, medici, infermieri, filosofi…Ripeto: oltre 150 pagine, immagini in alta definizione e non poche parole scritte. Testimonianze di più pagine, dotte, con citazioni, o poche frasi ‘semplici’ ma assolutamente mai banali, certamente sincere. Opere d’arte e il ricamo dei caratteri inchiostrati, che raccontano, che emozionano, che danno speranza. Perché non è ancora finita, la pandemia del nuovo millennio non si chiude come si chiude il libro, c’è ancora da camminare e da pazientare.

Questo mosaico di testimonianze rimarrà nel tempo, un contributo alla memoria, anche un abbraccio a chi, dalla pandemia, è stato travolto.


E' nata Benedetta


 

Evviva! Oggi è nata Benedetta, quinta nipotina dei miei amici Paola e Gigetto. Non avendo foto della neonata, ho pensato alla benedetta per eccellenza, la Madonna, e ho pensato alla nostra bella Madonna del Monte, dove fra qualche anno (prima accompagnata da genitori e nonni, poi da sola o in gruppo) la nostra Benedetta salirà (magari anche di corsa come il sottoscritto), stupìta di tanta bellezza. 

Sia quel che sia, questa della nascita di Benedetta è un'ottima notizia. 

Una Messa per Fabio


 

Venerdì 24 dicembre, alle ore 8, nella chiesa parrocchiale di Biumo Inferiore, verrà celebrata una Santa Messa alla memoria di Fabio Aletti.

lunedì 20 dicembre 2021

Inverno


 

Oggi inizia l'inverno. Non lo si direbbe, stando alla foto scattata ieri dal mio amico Enrico Piazza, tramonto sul lago Maggiore, a Santa Caterina del Sasso Bàllaro. Già oggi sono arrivate le nuvole, il giorno di Natale probabilmente pioverà...non va bene la pioggia a Natale, che scioglierà la neve del Brinzio. Non va bene. Il Natale è bianco, non grigio. 

Menta ventennale


 



E' uscito il numero natalizio della rivista 'Menta e Rosmarino', rivista culturale dei comuni di Besozzo, Caravate, Cazzago Brabbia, Cittiglio, Cocquio Trevisago, Cuvio, Gavirate, Gemonio, Laveno Mombello, Leggiuno e Orino. Pagine che compiono vent'anni, siamo al numero 47. Ed è il direttore di MeR, Alberto Palazzi (in foto), a raccontarci qualche tratto di questa storia affascinante: "Menta e Rosmarino, un'associazione che si cinge romanticamente il capo con i profumi della nostra terra, spegne quest'anno venti candeline. Siamo proprio noi della Redazione i primi a stupirsene, soprattutto tornando con il pensiero allo spirito di avventura che animava i nostri esordi...Si era infatti partiti un po' per gioco - alcuni di noi amavano scrivere - ...A quel punto ci siamo dati un programma che, per altro, a distanza di anni è rimasto quasi immutato: dare voce ai valori della tradizione, in particolare al bisogno di radici e di comunità in un'epoca di spaesamento e insicurezza...Ci siamo poi sempre imposti di portare avanti tutto ciò senza indulgere ad anacronistiche nostalgie: solo un po' di amarcord, non regressivamente nostalgico, ma utile a sollecitare qualche comparazione e riflessione critica...Nel corso di questi anni abbiamo poi dato il là anche a una casa editrice che ha pubblicato una ventina di titoli, mentre da sempre disponiamo di un sito (mentaerosmarino.it)..."
I miei più sinceri auguri al prof. Palazzi, alla sua squadra di appassionati, ai molti e qualificati collaboratori che scrivono su MeR, una rivista raffinata che ha il dolce sapore delle nostre terre e - non da ultimo - l'invitante profumo della carta inchiostrata. 

domenica 19 dicembre 2021

Messa di Natale de La Casa di Varese


 


Sabato sera, alla Messa prefestiva della Brunella, gli operatori della Fondazione 'La Casa di Varese' hanno vissuto la loro Messa natalizia, celebranti il vicario episcopale di Varese, Mons. Giuseppe Vegezzi, Mons. Giovanni Buga, per 'La Casa', e don Sergio Vegetti. Presenti molti operatori del noto consultorio varesino, a partire dal direttore Giuseppe Tarantino. Mons. Buga ha ringraziato tutti i presenti, tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita del momento liturgico (molto apprezzata la nuova chitarrista) invitando a recarsi alla Fondazione (che ha sede a pochi metri dalla chiesa della Brunella, in via Crispi 4) per conoscerne l'attività e per rendersi disponibili a diventare soci o comunque collaboratori, volontari per un servizio alla famiglia davvero importante.

Ogni info la si può trovare anche sul sito: www.lacasadivarese.it

Solo per 5 punti


 


La OJM Pallacanestro Varese ha perso anche ieri a Sassari e piange in fondo alla classifica, ultima insieme a Bologna e a Cremona. Però Pesaro ha solo 2 punti in più. E poi altre squadre a 10 punti. Quindi non siamo ancora in A2. Ci vuole ottimismo. E poi diciamo la verità: non abbiamo perso di 30 punti, come altre volte. Abbiamo perso di 5 (104-99), potevamo vincerla, quando si arriva punto a punto è così, si vince e allora va tutto bene, si perde e allora va tutto male. Vediamo di stare nel medio, dove stat virtus. Non deprimiamoci. E poi la partita prima abbiamo perso anche lì di un niente, dopo un tempo supplementare. Potevamo essere a 10 punti, e invece siamo a 6. Dai, su, coraggio. Non ho visto la partita, ho seguito solo gli ultimi due minuti e poi ho letto la cronaca del mio amico Damiano. Partiamo senza Alex Gentile, Pare che Egbunu, il nostro pivot, e Mr.Beane abbiano cileccato alla grande, mentre hanno fatto faville Little Markus Keene e Tray Kell, 60 punti in due. Ultimi due minuti: 91-93 per noi, Egbunu 1 su 2 nei liberi (tanto per cambiare, mai 2 su 2) e siamo 91-94. Sassari pareggia con una tripla, poi ci sorpassa (96-94), poi pareggiamo di nuovo con due liberi, poi triplone di Logan per loro (99-96) e qui è la fine perché esce De Nik per 5 falli. 100 a 96 per i sardi, poi un ottimo 3 su 3 nei liberi di Little Markus (100-99) e si spera, ma le ultime azioni non ci sono amiche e alla fine è 104-99. Non tutto è sterco quello che non luccica...è vero, abbiamo perso ma c'è modo e modo. 

Dai, coraggio.....Forza Varese! ...e Buon Natale.... 

Ul racùnt par Natàl da Simone


 

Ul destìn... quand ca 'l rìva 'n fiö

 

" 'Mè la và, sciùr Gabriele? "

" Mi bén, e lée? "

 

Sa salüdàvan inscì, tücc i sìir, dal lünedì al venerdì. Lée la ghe dàva dul lü, anbén l'età da lée l'éva mia tròpp distànt da quéla da lü par quéll ca la pudéva fà pensà  la cundiziùn da quéll'ómm, ca 'l paréva specià sémpar 'n quaicóss, lì, setàa gió cun gran cuntégn, visìn a l'ültim basèll du la scàra dul metrò in piàzza dul Dómm.

 

Sa cugnussévan da 'n quài ann, da quand la Raffaella l'éva cumincià a laurà par 'n'imprésa grànda, ca la gh'éva i sò ufìzzi püssée impurtànt pròpi lì visìn. La s'éva interessàda sübit da lü quand l'éva vist ca 'l stàva setàa gió lilinscì, la savéva no se tütt ul dì o dumà in di ur indùa gh'è 'l püssée gran passàgg da gent, silenziùus ma cunt un surìis par tücc, tütt intapàa anbén vestìi a la sanfasàn. L'éva pensàa e duperàa pròpi 'sti paròll par descrìiv 'sto ómm ai sò cumpàgn dul laurà. Lùur évan sübit s'ciupàa dul rìid e gh'évan dìi: "Te la chì n'àltra ca l'ha ciapàa 'na còta par ul Maèstar!"

 

Inscì l'éva ciamàa ul barbùn dul metrò da quèi ca sa fermàvan a vidé dumà i aparénz, par via dul lapis négher ca 'l sa vedéva vegnì föra dal sacugìn du la giachéta invéci dul fazzuletìn. Ma chi 'l passàva via sènza vardà pulìto pudéva mia vidé che i pagn évan slisàa ma nétt; che 'l sò fà l'éva sitìiv e riservàa, e che la sua riservatézza la saltàva sübit a l'öcc quand ca 'l sa sentìva squadràa da 'n quaivün.

 

Lü 'l stàva lilinscì, in dul sò cantùn, cun 'na bréga da föj da càrta culuràda. 'Sta càrta, sóta i sò dìid, la sa trasfurmàva in caplaùur.

 

"Origami".

 

L'éva stai 'na fréga da ann prìma, in süi banch da scöra, ca l'éva imparàa a fai e, quand l'éva piantàa lì 'na vita da sciuri e 'n laurà impurtànt, l'éva stai bun da ritruvài e perfeziunài cunt 'l sò ingégn fìna a fài diventà 'na spécie da atraziùn par i furestée. I fiö 'l vardàvan cunt ul nàas in mèzz a la fàcia intànt ca da i sò man vegnévan föra cign, ran che saltàvan dumà a tucài cunt un dìid, gabiàn. Tütt ròbb pö cumpràa dai sò pà.

 

Parchè sa gh'évan i mamm, inscàmbi, évan i fiùr a vèss creà dai sò man. Fiùr da loto, tülipàn, rös e àltar ròbb dul génar. Cunt i danée 'l mangiàva, 'l sa tegnéva in ùrdin, e 'l cumpràva la càrta. La Raffaella, però, l'éva mia 'na dòna 'mè i àltar, la sa cuntentàva mia di ròbb che i àltar disévan da lü e, dàsi dàsi, 'n dì 'drée l'àltar, l'éva capìi quéll che ghe interessàva püssée. Lée la gh'éva in cà 'na mügia da quèi ròbb fài da càrta e l'éva passàa 'na centéna di sò intervàl dul mesdì a mangià 'n sànguis intànt ca la vardàva l'ómm a laurà. La savéva nagótt da lü; ul nòmm, e pócch d'àltar... però la vedéva la lüüs di sò öcc quand l'éva 'n fiö a vardàll. E quand 'l cuntinuàva a fall, intant ca i sò gent 'l menàvan via, e 'l tegnévan par 'na man e l'altra la strengéva la sò òpera da purtà a cà.

 

L'éva 'n'ugiàda d'un ómm ca 'l vedéva in tücc i fiö ul sò fiö. Quéll fiö che, un dì disgraziàa, l'éva vugàa in ciél, e 'l s'éva menà 'drée, da lì a pócch, ànca la sua màma, ca l'éva mia stàia bóna da tegnì bòta a quéll gran dispiasé. Ma quést 'l savéva propi nissün.

 

Dumà la Raffaella l'éva prüsmàa 'n quaicóss, parchè, intant ca 'l vardàva in dul laurà, l'éva vist burlà gió dal sacugìn, in dul tirà föra ul lapis, 'n litràtt sbiavìi ca 'l nàva a ris'c da vugà via par un culp d'aria vegnüü fö da la scàra dul metrò cumè 'l füdéss anca lü in ritàrd par ul laurà. Quéla vòlta ul Maèstar l'éva saltàa sü in pée da rebetùn e 'l s'éva metüü a cùrigh adrée par catàll, cumè 'l füdèss un tesòr da quèi preziùus. E l'éva preziùus dabùn.

 

'Na sìra la gent la passàva intùrna in prèssa, intrüsciàda par i spées ca sa fann sèmpar, quand la piàzza dul Dómm la slüsìss par ul Natàl ca l'è 'drée a rivà.

 

Nissün 'l ghe vardàva 'dòss, infìn l'éva 'n barbùn che 'l durmìva: dumà par un pù, o no, 'l cambiàva fórzi 'n quaicóss?

 

Lü 'l strengéva in di man quéll litràtt, cunt ul surìis da chi l'ha savüü specià tanti ann l'ugiàva dul sò fiö, in dul vidé quéll da tücc i àltar fiö che passàvan danànz ai sò öcc. 

 

Traduzione in dialetto bosino di Antonio Borgato (dicembre 2021)

Racconto originale in lingua italiana: "Il destino... nell'arrivo di un bambino"

di Simone  Mambrini (Natale 2016)

sabato 18 dicembre 2021

Aperto anche il posteggio in via Rainoldi


 

In occasione della presentazione del Calandàri d'ra Famiglia Bosina par ur 2022, in programma domani, domenica 19 dicembre, ore 10, sede ANCE di Varese (via Cavour 32) verrà aperto anche il posteggio auto, in fondo a via Rainoldi, sulla destra.

Una comodità in più.

venerdì 17 dicembre 2021

Valeria e Alessio


 


Non conoscevo la dottoressa Valeria Porcaro, medico, morta tragicamente in centro città a Varese, residente a Brinzio. Oggi ho scoperto invece di conoscere suo marito, il dottor Alessio Diolisi. Erano gli anni Novanta, era nata a Sant'Ambrogio la rivista 'Sul Sagrato', il giovane Alessio, allora studente universitario, si rese disponibile a fare il fotografo per quei fogli, dando sfogo ad una sua passione. Collaborammo per qualche anno, poi 'Sul Sagrato' chiuse i battenti, il dottor Diolisi cominciò a lavorare. Non ho più saputo niente di lui, sino ad oggi.

Mi piacerebbe potesse 'leggere' questo mio abbraccio, la mia vicinanza in un momento tanto impegnativo.  

Vaccino e San Martino


 


Il sole al tramonto indora il San Martino, montagna valcuviana della resistenza varesina. E ci vuole una certa resistenza anche a sopportare questo Covid19 e relative vaccinazioni. Per me questo pomeriggio è arrivata Moderna: non c'è due senza tre. Dopo due Astrazeneca, ecco Moderna. Organizzazione ottima a Rancio Valcuvia, mezz'oretta ho fatto tutto, Centro Vaccinale iperefficiente.

Tramonta il sole e speriamo tramonti anche questa piaga biblica.

A Brinzio è uscito il gattone


 



Mi avevo avvisato l'amico Pippo ieri sera, al coro: "Guarda che è uscito il gattone...domani va là...un'autostrada..." E così stamani ero là, sulla pista del Brinzio. Chi arriva si scoraggia, vede molto ghiaccio, segni, sassi, erba....deve seguire le righine (chi ama la neve sa di che parlo) e allora troverà, nella zona nord della pista, quella sempre in ombra, l'autostrada fatta dal 'gattone', il nuovo gatto delle nevi, largo m 5.50, capace di tracciare la pista anche con 10 cm di neve. Ieri è uscito e stamani alle 9 era una meraviglia. Niente binari, però, solo pattinato.

giovedì 16 dicembre 2021

Ho ritrovato il luogo



 Nel gennaio del 2016 avevo scattato una foto in centro a Varese, si vedeva il nostro Bernascone e una torretta. Era piaciuta ad Albert Bortoluzzi, noto fotografo, l'aveva usata per un suo libro ed una mostra. Troppo buono. L'ho scelta come foto di copertina del Calandàri dra Famiglia Bosina par ur 2022. Quando mi hanno chiesto dove l'avessi scattata, ho avuto più di un dubbio: non ricordavo il punto esatto. Credevo in via Sacco, verifico ma non era quella la via. Oggi sono riuscito a ritrovare il luogo: via Veratti, proprio di fronte al cancello del Broletto. Ho scattato questa foto, molto simile a quella del 2016, stessa ora più o meno, stesso sole al tramonto. 

mercoledì 15 dicembre 2021

Il Coro Vidoletti a Sant'Ambrogio


 

Il Coro 'Angelo Vidoletti', diretto dal maestro Cesare Castiglioni, si esibirà sabato 18 dicembre 2021, ore 21, nella chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio Olona, via Rossetti 9. I canti aiuteranno a meditare sul Mistero del Natale.

Saranno rispettate le norme antiCovid.

martedì 14 dicembre 2021

Anche Nini Bossi sulle nevi di Brinzio


 

Anche Claudio Bossi detto Nini, anima dello sci nordico a Cunardo (insieme al padre) sciava stamani sulla pista del Brinzio, in attesa che si possa sciare anche a Cunardo, speriamo per Natale. "Stiamo sparando" dice Nini. "Dovrebbe fare un po' più freddo ma non ci lamentiamo, forse settimana prossima calano di nuovo le temperature." Classe 1959, in pensione da questo settembre, mio collega di educazione fisica e amico, Nini, maestro di sci, sciava stamani con leggerezza ed eleganza nonostante una neve non certo per principianti, un po' dura e 'malmessa'. Io infatti sciavo assai prudentemente, intorno ad un piccolo anello evitando i tratti più ripidi, mentre lui viaggiava sicuro.

ps la foto, autoscatto dal basso verso l'alto, ci deforma un po'. E' vero che non siamo più giovani, ma la foto inganna!

lunedì 13 dicembre 2021

Rudolph, la renna dal naso rosso


 


Dopo averci raccontato, lo scorso Natale, la storia di Gesù Bambino, Babbo Natale e una stella di nome Cometa (nel libro per bambini ‘Una notte, tanti anni fa’) Marta Zanzi, giovane narratrice e disegnatrice varesina (per hobby, è docente di lingua inglese), ci regala per questo Natale 2021 una nuova avventura per i nostri bimbi, ‘Rudolph, la renna dal naso rosso’. Già, la nona renna di Babbo Natale, quella con il naso che luccica nella notte buia e nebbiosa, illuminando la via verso i regali, non è molto conosciuta in Italia, e soprattutto pare non vi siano libri in italiano, con la sua storia. Ci ha pensato Marta, che con poche frasi a caratteri assai leggibili e molte illustrazioni a colori ce la racconta. Meglio, ci offre lo strumento per leggerla a chi fantastica per natura, per dono d’età. Si legge in quarta di copertina: ‘Tanto tempo fa, al Polo Nord, vicino al villaggio di Babbo Natale, nacque una piccola renna…mamma e papà capirono subito che aveva qualcosa di speciale…lo noterà anche Babbo Natale?’

Il libro può essere ordinato su Amazon o attraverso il sito www.unanottetantiannifa.it



domenica 12 dicembre 2021

Festa degli Auguri e Calandàri par ur 2022


 



Domenica 12 dicembre 2021, nella sede dei Costruttori Edili in via Cavour, a Varese, la Famiglia Bosina ha dato vita alla tradizionale Festa degli Auguri natalizi, una festa ancora in tono minore (niente cena in Salone Estense ma apericena più ‘dietetica’) ma sempre festa, per scacciar via la maledizione del Covid e dare spazio alla solita, bella vita in compagnia. Greenpass, temperatura, mascherina, vincoli ancora necessari, speriamo per poco.

Presenti fra gli altri il regiù Luca Broggini, il prevosto di Varese Mons. Luigi Panighetti, il sindaco di Varese Davide Galimberti e il presidente della sezione Ana di Varese, l’alpino Antonio Verdelli.

Come tradizione vuole, la Festa degli Auguri è stata anche l’occasione per la presentazione del Calandàri dra Famiglia Bosina par ur 2022, annuario nato nel 1956, giunto alla 67^ edizione, che mostra in copertina il nostro campanile del Bernascone, visto da via Veratti, zona Broletto.

I saluti e gli onori di casa sono stati compito del regiù Broggini, il professor Robertino Ghiringhelli, docente universitario, ha tratteggiato le principali novità del nuovo Calandàri, l’alpino Verdelli ha parlato invece della sezione varesina delle penne nere, in festa per i 90 anni di vita. E proprio gli alpini hanno dato una mano alla manifestazione, insieme alle donne Bosine e agli altri volontari della grande Famiglia varesina. Apericena allietata dal suono del violino.   

Il Calandàri verrà presentato più in dettaglio domenica prossima, 19 dicembre, ore 10, sempre nella sede dei Costruttori Edili in via Cavour 32, a Varese. Calandàri che si trova in vendita presso la Libreria Antiquaria Canesi di via Walder 39, Varese. E per avere un’idea del contenuto del libro, ecco a seguire l’indice:

 

Harmony di Luca Broggini

Dall’io al noi    di Mons. Luigi Panighetti

I giovani sapranno ringraziarci  di Davide Galimberti

Fedeli alla tradizione

Cronaca, in sintesi, del 2020 di Carlo Zanzi

 

ATTUALITA’

 

Il grande cuore di Varese         di Gianni Spartà

Medico volontario vaccinatore, una scelta inevitabile     di Pierluigi Turtura

Tre Valli, cento emozioni         di Paolo Costa

De Marchi marchia la Tre Valli centenaria  di Carlo Zanzi

La Madonna del Campo dei Fiori      di Carlo Zanzi

ANMIG, nella storia e nel futuro       di Fiorenzo Croci

Varese: il fascino dei laghi       di Ezio Motterle

 

LA GENTE

Dante Isella, a cento anni dalla nascita        di Federico Bianchessi Taccioli

Giampaolo Cottini: la meraviglia per conoscere    di Luca Cottini

Natale Gorini: re, poeta e…monello  di Carlo Zanzi

Augusto Caravati, il visionario della concretezza  di Fausto Bonoldi

Varese 1932: il debutto de ‘I Bandiera’       di Luisa Negri

Un giovane maestro di novant’anni fa: Leopoldo Giampaolo    di Laura Aresi

 

LA STORIA E LE STORIE

In punta di sonetto         di Giuliano Mangano

Un’opera originale varesina: ‘Il marito alla moda’

di Pietro Della Valle con libretto di Luigi Grossi            di Bruno Belli

La Giustizia a Varese nel ‘600 e nel ‘700    di Fernando Cova

La Grisa     di Massimo Lodi

I custodi varesini del tesoro di Mozart         di Federico Bianchessi Taccioli

A zonzo per l’Europa     di Antonio Borgato

 

IL TERRITORIO

Nomignoli di periferia    di Roberto Fassi

Ipotesi        di Paolo Zanzi

La curva del gasato        di Pierluigi Tamborini

Toccherò il cielo   di Serena Martegani

Il ritorno di San Rocco a Comerio     di Federica Lucchini

La banda cunt i barbisìtt          di Giovanna Gervasini

L’idea geniale della Santabarbara      di Dedo Rossi

 

L’ARTE, GLI ARTISTI, I LIBRI

Il sacro di Albino Reggiori al

Santo Stefano di Laveno Mombello            di Silvano Colombo

Bruno Belli e la dimora dei Toeplitz           di Carlo Zanzi

La linea lombardo-belfortese    di Dino Azzalin

Un ricordo di Piero Cicoli        di Alberto Palazzi

 

UL CANTUN DUL DIALETT

Ul Cariö e ‘l Coronavirus        di Antonio Borgato

Ul prìmm d’utùbar da tanti ann fa      di Antonio Borgato

La guera dul Lino - 7               di Antonio Borgato

Ul punt di strij a san Fermu      di Antonio Borgato

Ul Babbo Natale   di Lidia Munaretti

La Gina      di Livio Bianchi

Rusumada e granell        di Gregorio Cerini

 

LE ATTIVITA’ DELLA FAMIGLIA BOSINA 2020-2021

Festa degli Auguri e Calandàri 2021

Festa du ra Giöbia e Poeta Bosino

Il discorso del Re per il Carnevale 2021

Fotomascherine di Carnevale

Festa di San Vittore e Girometta d’Oro 2021

Le Giromette d’Oro a oggi

Premio ippico Famiglia Bosina

Castellanze in centro

La ricchezza del Calandàri