domenica 3 agosto 2025

Sara Bianchi sulla Cima Dufour del Monte Rosa

 










Sara Bianchi, ex alunna Vidoletti, classe 1982, la Nives Meroi delle Prealpi, oggi, domenica 3 agosto 2025, ha completato l’ascesa a tutte le 18 cime del Monte Rosa. Le mancava la più alta, la Dufour, e anche questa è caduta sotto i suoi ramponi. Ma dire ‘caduta’ non è termine che lei apprezzerebbe, perché Sara è un’alpinista che porta un rispetto estremo per la montagna.

“Oggi ho conquistato la Dufour dalla via normale italiana (la cresta Rey era troppo sporca)” racconta Sara al cronista. “Siamo partiti alle 3.40 dalla Capanna Gnifetti. Con la Dufour posso dire di aver toccato tutte le 18 vette del Monte Rosa. Non è stato semplice, faceva freddissimo e un vento implacabile ci ha accompagnati ininterrottamente. Peró è stato magnifico.

Nonostante la foschia siamo riusciti a distinguere bene dalla vetta il lago di Varese. E’ sempre strano vederlo da lassù quando noi siamo abituati a vedere il Rosa da qui

Comunque un’emozione incredibile che ripaga di tanti allenamenti. Non ci sarei riuscita senza il supporto del “Boss” Luca Moroni che sa infondere fiducia e tranquillità anche nei momenti più difficili e pericolosi. Lui ha creduto nel mio sogno e mi ha aiutata a realizzarlo. Secondo il suo parere di guida questa è una delle più belle normali italiane. Non posso che essere d’accordo, sarà che per me era una vetta particolarmente sentita, ma non ho potuto non piangere davanti a quella meraviglia.”

Sara ammette che ha patito per il freddo: “Su era gelido, non riuscivamo a scaldarci in nessun modo, neanche dopo 3 ore di salita su ghiaccio.”

Poi si lascia andare ad una considerazione commovente: “Il mio papà è contentissimo, la mia mamma non c’è più ma ogni volta che sono su la sento con me, forse perché sono più vicina. Lei è sempre in vetta a dirmi “brava”. E’ per lei che ho fatto la Capanna Margherita la prima volta 4 anni fa, il mio primo 4000, e da lì non ho potuto fermarmi.

Quando si è sul ghiacciaio tutto si ferma, c’è solo il rumore dei ramponi e del respiro affannoso. Tutti i sensi sono all’erta, la mente è completamente nel presente, nel qui e ora, ci si sente un tutt’uno con la montagna ma sempre sapendo che bisogna portarle rispetto, perché è immensa e noi siamo nulla al suo confronto.”


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