Gli
altri: a volte la loro felicità ci fa invidia, ci regala sentimenti non
positivi. Ma c’è chi invece pende da questa serenità interiore, la ammira,
desidera imparare, magari in buona fede rubarne il segreto. E poi donarlo ad
altri, attraverso la scrittura. Questo l’intento di Laura Valera, che da anni
ha fatto dello scrivere una sua modalità espressiva, un privilegiato strumento
di comunicazione: ha raccolto le storie di alcuni personaggi sconosciuti al
grande pubblico ma non estranei a lei, volti abbastanza noti almeno nella sua
Valcuvia o nei paraggi. Nomi che se trascritti qui direbbero poco ai più, ma a lei
non dico che abbiano cambiato la vita, ma l’hanno certamente arricchita, regalandole
quella porzione di speranza, necessaria per tirare a sera con un minimo di
soddisfazione. Dato l’argomento e la finalità, il titolo non poteva che essere ‘Sentinelle
di speranza’ (EEE edizioni). Che fa una sentinella? Vigila, cura, protegge
qualcosa di importante. I personaggi da lei intervistati (poche pagine
ciascuno) questo fanno, non dormono di fronte alle sfide della vita, non
poltriscono in attesa di chissà quale miracolo, ma si danno da fare, uniti
tutti dalla soddisfazione di portare a termine questo compito. Si legge in
quarta di copertina: ‘Che cos’hanno in comune un giornalista, una pittrice,
una maestra, un agricoltore, un diacono, una mamma volontaria nella Protezione
Civile e tutti gli altri ricordati in questo libro? Un dato ricorrente è la
loro gratitudine verso la vita, il sentirsi fortunati, privilegiati…Tutte sono
portatrici di valori, sono capaci di scelte coraggiose, si mettono in gioco,
orientano la loro vita verso gli altri, amano quello che fanno…’
E
così torno al punto di partenza: quando vediamo una persona felice non
invidiamola… ascoltiamola.

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