giovedì 19 marzo 2026

Il Calandàri all'Anna Frank


 


Continua il cammino del Calandàri dra Famiglia Bosina, che ha una meta precisa: farsi conoscere. Perché l’annuario, pur avendo 71 anni d’età, non ha ancora raggiunto una visibilità degna della sua storia e dei suoi contenuti. E’ poco noto non solo ai giovani (e sin qui ci può stare) ma anche ai varesini d’antan. Grazie alla disponibilità della biblioteca ‘Bruna Brambilla’, che ha sede presso la scuola media Anna Frank alle Bustecche, Roberto Fassi e Paolo Costa, collaboratori del Calandàri, hanno organizzato e animato un happy-hour culturale, che si è tenuto giovedì 19 marzo 2026 in via Carnia. Dopo l’introduzione di Lucio Mangiarotti, si è parlato del Calandàri in generale, della sua storia, dei suoi contenuti, e più nei dettagli dell’ultimo numero, il 71, quello cioè par ur 2026. Roberto Fassi ha poi illustrato il suo articolo, con immagini e didascalie, un saggio sulla storica linea tranviaria Varese-Luino, che per una cinquantina d’anni (i primi 50 del Novecento prealpino) ha reso avventuroso il tragitto fra i due laghi. Uno spazio è stato riservato anche alla copertina del numero 71, grazie all'intervento della fotografa che ha realizzato le due immagini: Nicoletta Macchi. Presenti fra gli altri, per la Famiglia Bosina, il regiù Luca Broggini e Mario Zeni. L’aperitivo culturale si è infine trasformato in aperitivo enogastronomico, grazie ai volontari Auser (fra gli altri, Rocco Cordì, Elena Pezzullo...), che da anni mantengono viva (e soprattutto aperta) questa biblioteca, organizzando poi presentazioni di libri ed altri eventi culturali. Perché – come ha sottolineato Paolo Costa – il Calandàri ha senso solo se aiuta a fare comunità.


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