Questo blog, ormai prossimo ai vent'anni di vita, è sì un mio spazio pubblico, ha un certo numero di lettori e sono contento di averli, ma è nel contempo uno spazio privato, dove pubblico pensieri che potrebbero favorire commenti del tipo: 'Troppo facile, si fa fare le recensioni dai suoi amici. Vuoi che parlino male di lui?' So che qualcuno lo penserà e non leggerà, ma aggiungo qui lo stesso le parole del mio amico giornalista Michele Mancino. La foto è di qualche anno fa. Siamo insieme nella giuria del Premio Chiara per inediti, con Bambi Bianchi Lazzati, Andrea Fazioli, Diego Pisati. Avevo chiesto agli amici qualche parola sui miei primi 40 anni di scrittura. Questo ha scritto Michele:
Carlo ha una virtù rara:
la costanza nello scrivere. Per lui la scrittura non è mai stata soltanto un
esercizio della mente, ma un gesto di appartenenza alla propria terra e,
insieme, una forma di cura, anche del corpo. Nel corso degli anni si è misurato
con ogni registro espressivo: il dialetto, il racconto, il romanzo, la poesia.
Scrive molto, ma soprattutto scrive con una gioia autentica, che affiora da
ogni pagina e da ogni sillaba.
Confesso di provare una
sana invidia per questa sua capacità di abitare la scrittura con tanta
naturalezza, intrecciandola ad altre passioni che lo definiscono, prima fra
tutte la montagna. È un equilibrio raro, che restituisce il senso pieno di una
vita vissuta con intensità e coerenza. Per questo guardo con sincera
ammirazione a Carlo: uno splendido figlio, fratello, marito, padre, insegnante,
amico e scrittore.
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