Eravamo vicini di casa, in via Vico. Ancora lo vedo Paolo Infantino uscire con la bici da corsa, mi ha sempre ricordato, fisicamente e per la posizione in sella, il diablo Claudio Chiappucci, naturalmente con qualche anno in più sul groppone. Andava dai suoi amici ciclisti della US Sant'Ambrogio, per il classico giro del sabato o della domenica e poi, da pensionati, di tutti i giorni o quasi. Con lui e con quelli della Sant'Ambrogio sono uscito una sola volta: in gruppo si andava troppo veloce per i miei gusti, troppi rischi, Paolo comunque eccelleva soprattutto in salita, come il diablo. Conoscevo meglio sua figlia Simona, mia alunna Vidoletti, grande sportiva del triathlon e ora della bici. Ci si incrocia ogni tanto al Campo dei Fiori. Da lei ho saputo del declino del papà, della malattia, del forzato abbandono delle due ruote. Da VareseNews ho saputo della morte. Ho chiesto una foto al suo grande amico Mariano Lazzati, che mi ha procurato questa: Paolo (con la sua chioma fluente) è il secondo da destra, accosciato, al suo fianco Gianni Spartà. Mariano è al centro in alto, il più sorridente di tutti. Ora però si piange. I funerali sabato 12 settembre, ore 11.30, nella chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio Olona. Abbraccio Simona e prego per Paolo.

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