martedì 21 febbraio 2017
Il piano rinnovato
Questa sera, martedì 21 febbraio, ore 20.30, aula magna della scuola media Vidoletti (via Manin 3, Varese), concerto di inaugurazione del piano Ibach restaurato (eccolo in foto).
Ingresso libero.
lunedì 20 febbraio 2017
L'ultimo saluto a Paolo
Domani, martedì 21 febbraio, ore 14.15, al Palazzetto dello Sport di Varese (oggi PalA2A) si svolgerà la cerimonia di commiato per Paolo, che tante volte ha giocato su quel campo (come nella foto scelta). In questi casi si dice: l'ultimo saluto a Paolo. Sarà difficile però non salutare ancora Paolo, per molto tempo, nel ricordo e nella preghiera. A 18 anni non si è maturi nemmeno per la vita (anche se lo Stato così ratifica): figurarsi per la morte.
Il pensiero di Paolo
Non
riesco ad allontanarmi dal pensiero di Paolo. Così vado alla ricerca di
fotografie, quelle che abbiamo fatto insieme negli anni della Vidoletti: un
giovanissimo Paolo, prima media, al torneo di calcetto di Barasso, e poi ancora
basket, al Palazzetto, finale provinciale, e nella trasferta che ci ha visti
guadagnare l’accesso alla finale regionale di Caspoggio. Paolo in terza media
porta capelli lunghi, si fa più cupo, la preadolescenza con le sue bizze, i
suoi malumori, le sue incomprensioni e la sua muta protesta lo vede in prima
linea. La palla a spicchi è la sua valvola di sfogo, la sua gratificazione, la
sua gioia. Del resto è bravo. Tutti vorremmo praticare sempre ciò che meglio ci
riesce.
Qui
voglio abbracciare soprattutto lui, ma anche i suoi genitori, le sue sorelle
(mie alunne), il fratello maggiore che non conosco, i suoi parenti (in
particolare Massimo).
domenica 19 febbraio 2017
Paolo
La
vita è così imperfetta che bisogna inventare canzoni che dicano: “La vita è
perfetta.” Aggiungendo che “Se cadi, la vita ti aspetta….” Dove? In paradiso?
Forse, ma bisogna crederci.
Paolo,
un mio ex alunno, è morto stamani a diciotto anni, dopo una malattia senza
scampo. Non so come abbia vissuto i mesi della cura inutile, della sofferenza.
Non so con quali occhi abbia guardato al suo futuro, ai suoi genitori, alle sue
sorelle, ai suoi amici. So che Paolo amava il basket, follemente. Ho cercato di
gratificarlo alla Vidoletti (eccolo in foto), anche se ad un certo punto, visti
i traballanti risultati nelle altre materie, ho pensato fosse giusto dirgli: “Bene,
Paolo, o mi dimostri di impegnarti in tutte le materie, o sono costretto a lasciarti
fuori squadra. Del resto le due esse della Vidoletti sono sport e studio.” Non
credo di aver mai dato seguito alla minaccia, forse una volta. Però venne
bocciato, cambiò sezione, dalla D alle E, divenne alunno del mio collega Enrico Piazza. Lo rividi anni dopo,
al funerale del nonno: piangeva. Voleva molto bene a quel nonno. Paolo era un
istintivo, in campo dava tutto e anche
qualcosa in più. Non era ragazzo di molte parole, il suo sorriso era delicato.
Appena ho saputo della sua morte, il suo nome si è unito alle parole ripetute
delle nostre preghiere. La mia poca fede gliela regalo tutta.
La parata di Antonio
Antonio Bonina, grande portiere della Cassiopea degli anni Sessanta, compie oggi 74 anni. Auguri! Una leggenda metropolitana racconta ciò: Antonio, incurante dell'età, qualche giorno fa è salito sul campo dell'oratorio Molina di Biumo Inferiore, cercando di ripetere (vinto dalla nostalgia) il suo tuffo plastico, che si può ammirare in foto. Al momento dello stacco aereo, una signora alla finestra della casa di fronte avrebbe urlato: 'Ma l'è màtt?' Al che Antonio, rinsavito, ha rinunciato all'esibizione.
sabato 18 febbraio 2017
Questo piano suona benissimo!
Nel
ricordare l’appuntamento di martedì 21 febbraio (ore 20.45, aula magna
Vidoletti di via Manin, a Varese), concerto di inaugurazione del pianoforte
Ibach restaurato (simile a quello nella foto), a ingresso libero, riporto alcuni
ricordi di mio papà Mario, in merito all’unico concerto di mia mamma Ines in Salone
Estense nel 1952, probabilmente suonando sull’Ibach oggi alla Vidoletti. Il
Mario ricorda che, su consiglio della sua docente di piano, mamma Ines provò il
concerto non solo sul suo piano, ma anche invitata in altre case, grazie alle
molte conoscenze dei suoi fratelli Bruno e Mario. Suonò anche a Villa
Ponticaccia (la bella Villa del prof. Luigi Ponticaccia, ‘capo’ dell’Ospedale
varesino), da un prof. del Liceo Classico, che abitava al Quartiere Garibaldi
(dove risiedeva mio zio Mario, e dove nel 1961 si trasferì la mia famiglia) e
in altre case. Sempre mio padre ricorda che la sua futura moglie suonò anche in
una famiglia dove due ragazze stavano imparando a suonare il piano,
lamentandosi perché il loro strumento era scordato, poco adatto alle loro
ambizioni pianistiche. Ebbene, il padre, dopo aver ascoltato mia mamma nella
prova-concerto, disse: “Figlie mie, avete sentito che il vostro piano suona
benissimo?” Mi si perdoni per questa ‘esaltazione’ delle abilità pianistiche di
mia mamma ma qualche applauso, postumo, se lo merita.
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