sabato 15 ottobre 2022
Auguri Paolo
venerdì 14 ottobre 2022
Giallo nel giallo Oggero
A che ora sia arrivata (e se sia arrivata) Margherita Oggero oggi in Salone Estense a
Varese, dove era attesa per parlare del suo ultimo romanzo giallo, ‘Il gioco
delle ultime volte’ (Einaudi) ancora non lo so. L’incontro era in orario alle
18, alle 18.15 davano la Oggero in auto a Gallarate, quindi presumo non sia
iniziato prima delle 19. Un piccolo giallo nel giallo. Del resto non è
essenziale per la mia breve cronaca, che intende presentare in estrema sintesi
la giallista torinese, molto nota anche per i suoi racconti, diventati la serie
televisiva ‘Provaci ancora prof’ con Veronica Pivetti. Probabilmente la
scrittrice, 82 anni e ancora alla guida dell’auto, ha calcolato male i tempi di
avvicinamento da Torino alla Città Giardino, non certo agevole da raggiungere
nell’ora del rientro. Il giornalista de La Prealpina Diego Pisati, uomo di
cultura e di rispetto degli orari, deputato a presentare la Oggero, è arrivato
invece in Salone con largo anticipo, seguito poi anche dalla presidente della
Commissione Cultura del nostro Comune, Manuela Lozza (eccoli insieme nella
foto). La Oggero è stata sino al 2002 una docente, poi si è messa a scrivere
come un rullo compressore, più o meno un romanzo all’anno, ottenendo larghi
consensi e molti lettori. Il nuovo romanzo è la vicenda di una ragazza di 15
anni, molto bella, che non avrebbe alcun motivo per finire sotto un tram, per
suicidarsi. L’incidente capita, ma è suicidio?
Avevo già trovato anche il luogo adatto per scattare una bella foto alla
giallista, ma mi devo limitare a pubblicare qui una foto scaricata da Google.
Segnalo, sempre per la rassegna Nord in Giallo, due incontri di domenica
16 ottobre. Due autori ben più giovani della Oggero, i miei amici Luca Crovi
(ore 10.30, Sala Morselli in biblioteca a Varese) e Andrea Fazioli (ore 11.30,
stessa sala).
Farinetti in giallo
Continua la bella iniziativa culturale ‘Nord in giallo’, il giallo
d’autore contemporaneo racconta il Nord. Si legge nel programma: ‘In Italia
si parla di letteratura ‘gialla’. Nel resto del mondo si parla di letteratura poliziesca,
investigativa, noir, polar, hard boiled, thriller….E’ comunque il genere
letterario più frequentato dai lettori ed è quello che oggi ha forse saputo
meglio esplorare ed indagare le trasformazioni, le contraddizioni, i misteri
del nostro tempo, meritandosi di volta in volta la definizione di romanzo
sociale, romanzo storico, non-fiction novel….’
Ma che belli!
Da un paio di giorni, nei miei panni di nonno, mi capita di passare
dalla zona del Liceo Classico ‘Cairoli’ di Varese, il mio liceo, alle 7.45,
giusto l’orario dell’arrivo degli studenti. Ci passo volutamente a piedi, con
calma, gustando il piacere del ricordo dei miei anni (ma allora ero teso e
preoccupato, nessun piacere o ben pochi) e il bello della visione di questa
gioventù, del futuro del nostro paese. Domina il nero (pantaloni neri, felpe
nere, giacche nere, scarpe nere)...qualche bianco, praticamente nessun colore
vivace, una sorta di lutto, un colore che ben descrive lo stato d’animo degli
studenti, in ambascia per ciò che li attende. Eppure molti sorridono. Molti
ripassano, libri aperti, quaderni aperti, cellulari accesi, qualcuno ripassa
con davanti il caffè o la brioches al vicino bar-pasticceria. Rare le coppie,
rarissimi i baci, qualche sigaretta. Molti sono seduti e attendono, altri
arrivano più o meno di fretta. La superiorità numerica delle ragazze è
evidente. Poi attraverso via XXV aprile, lascio il Classico e la media Dante e
mi porto nella zona Ragionieri-Geometri. Cambia poco, se non una maggior
presenza maschile. Li invidio? Sì e no...Certamente invidio la loro età e la
loro fresca bellezza, non il fatto che fra pochi minuti suonerà la campanella e
dovranno render conto del loro studio. Si faranno coraggio a vicenda, e questo
è consolante. Sono felice, mi piace tutta questa vita, questo domani che vibra,
che si interroga prima di essere interrogato. Poi abbraccio i miei nipotini,
una vita ancor più dolce e in divenire. Sto bene.
Galante, fra nobiltà e miseria
Continua la bella rassegna culturale ‘Incontri d’autore in biblioteca’
in Sala Morselli, alla Biblioteca Civica di Varese. Ieri, giovedì 13 ottobre, è
stata la volta dello scrittore e poeta Gianfranco Galante, che ha presentato il
suo nuovo romanzo ‘Il nobile ricco e il povero nobile’ (Macchione editore). Con
lui la giornalista e scrittrice Anna De Pietri e il docente e scrittore
Vincenzo Capodiferro. Dopo i saluti di Valentina Marocco (per la Biblioteca),
si è sviluppato l’incontro (presenti fra gli altri l’editore Pietro Macchione,
il poeta Umberto Belardinelli e l’ex comandante dei Vigili del Fuoco Giulio De
Palma), prima del quale abbiamo rivolto alcune domande all’autore.
La sua penna corre veloce, ha già pubblicato diversi libri, questo
romanzo di cosa tratta?
“E’ una storia ambientata in Baviera nel 1952. E’ la vittoria della
nobiltà sulla miseria del dopoguerra tedesco.”
Quanto c’è di vero e quanto di finzione?
“E’ una storia fantastica ma insieme così reale che potrebbe essere accaduta
centinaia di volte. Scrivendola infatti ho pensato fosse vera. Di storico
abbiamo parte del processo economico tedesco di quel periodo, alcune ville e
alcuni castelli. Il resto è finzione letteraria.”
Questo è il suo dodicesimo libro. Lei spazia dalla narrativa alla
poesia. Citiamo qualche titolo: ‘La vita pretende dignità’, ‘Mario’, Volevo
raccontare una storia’...Il linguaggio poetico non è molto diverso da quello
narrativo?
“Potrei rispondere così: il mio romanzo è trattato poeticamente.”



