venerdì 4 dicembre 2015

Mock Story - 167

                                                                                                     ph cibi


29 aprile 2015 - Un temporalone serale si foga sopra i cieli di Varese, ma questo non ci impedisce di tener fede all'appuntamento, cena alla Trattoria della Rosa di Cazzago Brabbia. Ci incontriamo con Francine e suo marito. Francine, parigina spesso in Italia, ha conosciuto e molto apprezzato la musica di Mock e vuole incontrarlo. Io sono un po' tagliato fuori perché Marco, che parla assai bene l'inglese, può dialogare con Francine in quella lingua, ma per fortuna la signora francese sa anche un po' di italiano. Una serata che ricordo con grande piacere. 

Non nominarlo invano

                                                                                            ph valentina zanzi


Osservo questa foto di Valentina Zanzi, fotografa, mia figlia, che ha intitolato 'Non nominarlo invano', immagine d'attualità, in tempi dove nel nome di Dio si giustificano atti disumani, terribili. 
La giudico una buona foto, l'intuizione artistica c'è. Io non sono un esperto, ma amo fotografare.
L'immagine mi ha fatto tornare al dicembre del 1987, Valentina aveva due anni, era appena nata la mia seconda figlia, Maddalena. Il TG mi aveva 'regalato' le immagini della Prima Intifada palestinese, avevo scritto di getto questa poesia:


DRAMMA
di carlozanzi

La pietra dura batte l'infedele,
ignara all'urlo mesto del dolore.
Ingiusto colpo si spreca a vendicare
ogni giustizia, così un altro muore.

Si svende il primo pianto della vita,
si getta il vecchio inutile, stonato.

Muto e impaurito mi perdo in questo dramma.
Fisso la mano rossa, l'ignoranza
del troppo male, cercato per menzogna.

Scolora l'uomo, il suo riflesso Vero.
Piango il volto di Dio, lacrime amare.

Un amico generoso



Una gran bella notizia da Josh Villa. Mock ora è anche in Africa!




Ciao a tutti, approfitto di questo spazio per comunicarvi una bella notizia! gli amici di Abbi Cura di Loro - Onlus avvisano che oggi è arrivata una cospicua donazione da parte di un amico di Mock che era presenta all' house concert a scopo benefico del 21 novembre. La cifra per la costruzione della Paillotte dedicata a Marco in Togo ad Afagnan è stata raggiunta e superata, grazie a questa donazione ma anche grazie alle donazioni che sono arrivate dal giorno del Mock day quando è stato presentato il progetto. Noi andiamo avanti, il centro per i malati mentali avanza e nei padiglioni che sono già stati costruiti ci sono già una ventina di pazienti in cura. in un momento così complesso e apparentemente grigio come questo la generosità e l'affetto delle persone riesce veramente ad aprire una breccia di luce nel nostro futuro. Grazie ancora!!!!! Josh "commosso"

Irrealtà

                                                                                                   ph carlozanzi



A volte mi sorprendo in pensieri di questo tipo: non può essere reale che mio fratello Marco non ci sia più. Non è reale l'ipotesi di un Dio sopra di noi. Non è possibile che io abbia già quasi sessant'anni e sia nonno. L'irrealtà del mio reale quotidiano mi stupisce e mi impaurisce. Allora scappo nella vita, allontano i pensieri e corro, come chi è inseguito dal fuoco del mistero e della precarietà. 

142


142....ancora un po' di statistica: in aprile sono salito in bici al cannoncino del Campo dei Fiori 14 volte, 6 in maggio, con le 5 di marzo fa 25. Solo 25 volte alla fine di maggio. 

giovedì 3 dicembre 2015

Mock Story - 166



26 aprile 2015 - E' la domenica del disastroso terremoto in Nepal. Mock & Frinds suonano al Vecchio Circolino di Comerio. Ormai Marco è di casa in quel locale. Con lui Alice Clerici, Annina Satta, Stefano 'Zampa' Zanrosso e Franco 'Furbo' Svanoni. Le cure non danno gli effetti positivi desiderati, la salute di Marco non è buona, ma noi vediamo solo la sua grande voglia di vivere.

Sei decenni in Famiglia



E siamo all'ultima sezione del Calandàri dra Famiglia Bosina par ur 2016, quella che descrive le Attività della Famiglia Bosina, realizzate nel 2014-2015. E allora qui voglio sintetizzare la storia della Famiglia Bosina, perché la si conosca meglio. 





SEI DECENNI IN FAMIGLIA

Novità per ciò che riguarda i ‘vertici’ della Famiglia Bosina. Il Consiglio si è profondamente rinnovato, quasi un cambio generazionale, a garanzia del futuro della nostra grande famiglia varesina.
Il nuovo regiù è Luca Broggini. Il vice è Giuseppe Micalizzi. Poi abbiamo Cristina Iotti, Beatrice Sonzogni, Carlo Bosoni, Daniele Praderio, Robertino Ghiringhelli, Marco Broggini e Roberto Damario.
Revisore dei conti è Giovanna Gervasini e Cristiano Bertemacchi.
Tesoriere è Emilio Gallina.
Segretaria è Lidia Munaretti.

Al nuovo Consiglio gli auguri di buon lavoro, e un grazie a chi per tanti anni ha dato il suo contributo, affinché la Famiglia Bosina potesse continuare il suo cammino nella nostra bella Varese.

La Famiglia Bosina compie in questo 2015 sessant’anni. Riportiamo stralci della sua storia, tratti dal sito ufficiale della Famiglia (www.famigliabosina.it)

ps per riuscire a leggere, bisogna evidenziare con il mouse

Custode del dialetto, delle usanze e della storia di Varese, la Famiglia Bosina anima la città nel segno della trazione. Importante memoria storica di ciò che altrimenti andrebbe perduto. Tra i suoi fondatori Clemente Maggiora e Mario Lodi.
Mario Lodi: Il numero del settimanale varesino "Il Matocco" del 7 maggio 1947 riportava a grandi lettere il titolo "È nata la Famiglia Bosina". Al giorno successivo, ovvero l’8 maggio festa di San Vittore, si deve far risalire la nascita della Associazione. La data ufficiale di fondazione va però ricercata nel 1955 quando uscì il primo numero del Calandari, in cui furono pubblicati i nomi di tutti i soci fondatori. Ogni anno da allora nella festa di Sant’ Ambrogio viene presentato il numero del Calandari.
Ricorda Clemente Maggiora: “L’idea era quella di riunire la gente bosina e conservare le tradizioni, il dialetto e la storia di Varese. Si voleva evitare che questo patrimonio andasse disperso in una città che aumentava sempre di più per numero di abitanti e dimensioni territoriali. Ricordiamo che nel 1927 Varese contava 27mila cittadini e nel 1958 ne aveva ormai oltre 42mila.
Bosino è l’appellativo con cui vengono chiamati da sempre i varesini. L’origine del nome però è controversa. Esistono diverse tesi: c’è chi attribuisce la derivazione dalla Val Bossa, chi lo vede come un soprannome da Sant’Ambrogio. I varesini, infatti venivano soprannominati ambrogini ed infine bosini. La terza tesi vuole il nome come appellativo con il quale i milanesi chiamavano i contadini della nostra zona. Allora Varese era un contado circoscritto dal torrente Vellone, a forma ellittica entro il quale vi era il borgo.
Vi è naturalmente una grande attenzione per il dialetto, una lingua che ormai si sta esaurendo e che in pochi, soprattutto tra i giovani, parlano. In questo senso abbiamo ristampato tutta l’opera, anche inedita, di Speri della Chiesa, il più grande poeta varesino. Abbiamo compilato un vocabolario bosino, dopo un’accurata ricerca sulla lingua e la terminologia del dialetto. Abbiamo inoltre ristampato le cronache di Varese dell’Adamollo e del Borri. Purtroppo bisognerebbe avere tempo e denaro per andare a recuperare tutti quei documenti preziosi che sono ancora conservati nell’archivio di Stato, nel registro notarile e nell’archivio delle parrocchie di Varese e Como.
Per alcuni anni la Famiglia Bosina ha goduto di un significativo appoggio di due banche: il Credito Varesino e la Popolare di Luino.”