sabato 22 febbraio 2025

Bruno a Leo

 Io e Leonardo ci conoscemmo in epoca analogica, molto giovani, quando fuori del liceo volantinavano quasi ogni giorno... stessi bus, stesso liceo, paesi limitrofi, abbiamo cominciato a scambiarci commenti, dischi, cassette: andava pazzo per "A saucerful of secrets", secondo disco dei Pink Floyd, che gli avevo passato ... sui bus lo trovavo spesso coinvolto in scherzose schermaglie verbali con altri... noi si conversava, parecchio, di rado di temi personali, per pudore credo...gli argomenti non mancavano mai: sveglio nell'afferrare, leale nella replica, senso del ritmo, aggiornato sempre, pronto allo scarto, mai burbero... un pomeriggio d'estate andammo a vedere "Nosferatu" di Werner Herzog, una sera d'estate andammo a Lugano, lungolago in auto, un sabato pomeriggio mi portò con sè in radio, dove conduceva un programma... conservo ancora alcune sue dense foto che stava per gettare, in bianco e nero, la sommità di un fico, prove per impratichirsi con una macchina fotografica... le trovavo bibliche, una è rimasta appesa a lungo in camera.

Poi mi sono trasferito in un'altra regione: gli smartphone non esistevano, non frequento Facebook, ci siamo persi di vista.

Le solite cose insomma ma insolita è stata la mia reazione alla notizia della sua scomparsa, tra l'altro giuntami mesi dopo, più di trent'anni dopo l'ultima volta che ci incrociammo, lui ancora longilineo, da Villa... come avessi perso qualcuno di prossimo, di luminoso, di connettivo, non una meteora, e vedo che eravamo in molti a condividere quest'impressione di lui... era così anche da giovane: presente, in bell'equilibrio tra cuore e mente. 



Mi è giunta, assai gradita, questa testimonianza di Bruno Nicolini sull'amico comune Leonardo Falabella detto Leo (foto). Ad oltre due anni dalla sua morte non ci siamo certo dimenticati di lui.


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