giovedì 3 marzo 2016

Mano

                                                                 ph carlozanzi


MANO
di carlozanzi

Bacio e bacio ancora la tua mano,
baci sfiorati, saltelli sulla pelle,
profumo di una vita coccola,
delicatissima mano che s’aggrappa
al cielo inscatolato in un locale
che accoglie la mia schiena ripiegata
su cinque dita che valgono paure,
pianti nel cuore, preghiere, delusioni
purché si torni, la sera, a questa mano
che sfiora il pizzo, che tiene il tempo al sonno,
che accarezza due labbra rinsecchite,
miniatura di porcellana, eccelsa arte
di un generoso, misterioso Dio.

3 marzo 2016



Ciao, Guglielmo



Gugliemo Moroni (eccolo, a sinistra, con Pippo Gazzotti) lo conoscevo solo di vista, perché era una presenza fissa sulle nevi del Brinzio. E' morto qualche giorno fa. Socio dello Sci Nordico Varese (nella foto, lo scorso giugno, durante la festa per i 40 anni del sodalizio), grande podista in gioventù (aveva vinto anche una Cinque Mulini nelle categorie giovanili), amante della neve e degli sci stretti, Guglielmo era conosciuto e stimato. Qualche volta mi avrà senz'altro offerto il famoso e fumante e delizioso tè del Brinzio, il tè per me più gustoso di tutto l'anno, che si beve sudati, affaticati e felici.

La 'prima' di Manuela



Ringrazio l'amica Manuela Huber, per il regalo di questo libretto. Si tratta di una raccolta di poesie ispirate dalla pratica del Tai Chi Chuan, antica e raffinata arte marziale cinese. Gli autori dei testi sono Natalia Radice e Matteo Scotti. Manuela ha curato le illustrazioni. La copertina rappresenta un ideogramma, cioè la traduzione in ideogramma del titolo: OSSERVAZIONI DEL CIELO POSTERIORE.
Non conosco il Tai Chi Chuan, so che la simbologia del ramo come radicamento è molto presente: in senso fisico, come equilibrio,  e in senso interiore-spirituale, come consapevolezza e diritto a stare su questa terra. 
E' la prima pubblicazione di Manuela, che non sia un booklet di un cd musicale. Si occupa infatti di impaginazione grafica presso una casa discografica. E' il suo primo, ma non sarà certo l'ultimo suo lavoro. Il ghiaccio è rotto. 

La mia scrittura - 49



Il 1996 è anche l’anno dell’uscita del mio primo libro scritto a sei mani: le mie due, più quelle di Pietro Macchione e di Francesco Ogliari. Si trattava di un’altra proposta dell’editore Macchione, ‘I Cinquant’anni dell’A.S.E.A. – Breve storia dei Trasporti Varesini’
Il libro venne presentato in grande stile il 7 settembre 1996 alle Ville Ponti, con a seguire una cena luculliana, offerta agli autori e anche alle consorti. Sottolineo la cosa, anche se può sembrare un dettaglio, perché sarà una delle pochissime occasione che un mio libro propizierà una cena, gratis, con Carla. Ricordo ancora l’evento, e soprattutto la cordialità di Francesco Ogliari, davvero un uomo d’altri tempi.  Già lo avevo conosciuto in Consiglio comunale, come assessore alla motricità. Assertore del ripristino delle funicolari varesine e del trambus, avvocato-scrittore con una passione sfrenata per i trasporti, autore di una monumentale opera in non so quanti volumi sulla storia dei trasporti, autore di oltre duecento libri, filantropo, uomo dalla cultura smisurata, realizzatore del Museo dei Trasporti di Ranco, noto non solo in Italia, Ogliari mi volle come giurato di un Premio letterario, che aveva organizzato, legato al Museo dei Trasporti. Con me Luisa Negri, Lamberto Ruffini e Fabrizia Buzio Negri. Una bella esperienza, che portai avanti per qualche anno.     


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mercoledì 2 marzo 2016

Openjobmetis Varese-Royal Hali Graziantep: 74-71

 


Mamma li turchi!!!!! E in effetti i turchi del basket stasera ci hanno fatto tremare sino alla fine, ma alla fine li abbiamo rispediti al mittente. Sempre avanti (26-15; 42-31; 60-54), ecco il pasticcio sul finale, con il sorpasso dell'ex Rautins a 2' dalla fine: 70-71. E quando conta anche la fortuna, la fortuna ci dà una mano: canestro di Wayns che vale oro (72-71 a -38"), errore loro e Cavaliero che sale in cattedra, e dalla linea della carità fa 1 su 2, poi prende il rimbalzo, altro fallo, altro 1 su 2 e due punticini bastano: 74-71. 
Con Faye sotto processo per l'eccesso (positivo alla cannabis), Varese va ai quarti della Fiba Cup e giocherà contro Anversa.
Forza Varese!  

La mia scrittura - 48

                                                                                    Mario Zanzi, il canuto pasticcere della Dama Bianca


Il 1996 è anche l’anno del mio primo ‘Pensieri & Parole’. Galvanizzato dai miei primi articoli su La Prealpina, proposi a Gianni Spartà di collaborare anche nelle pagine di Varese città. Gli mostrai un giorno quello che lui ama definire pezzulli, corsivi che partono dalla cronaca per passare al commento, alla nota di costume, alla riflessione. Non so per quale motivo (forse la morte) era tornata in cronaca la Dama Bianca, l’amante di Fausto Coppi. Mio padre mi aveva raccontato un aneddoto riferito alla bella signora dal cappotto bianco: l’aveva conosciuta negli anni Cinquanta, forse in occasione dei Mondiali di ciclismo a Varese, o più probabilmente di una Tre Valli varesine. Mio padre Mario lavorava allora alla Pasticceria Marcolini di via Albuzzi. Un giorno vide entrare la Dama Bianca, voleva una torta speciale, a forma di montagna con piccoli ciclisti in salita: era per il suo Fausto. Mio padre, mi sembra Coppiano e non Bartaliano, cercò di accontentare al meglio la cliente. Ebbene, raccontai la storia, che uscì nella pagine di Varese col titolo: ‘Il pasticcere della Dama Bianca’. Un corsivo di poche righe. Spartà mi disse di continuare su quella strada, quei pezzulli erano carini, avrebbe trovato lui lo spazio nelle pagine di Varese. “Mi raccomando, 50 righe non di più se no il lettore si stanca” fu il consiglio del caporedattore. Ed io eseguii. Il primo pezzo che uscì nella rubrica ‘Pensieri & Parole’, novembre 1996, aveva come titolo: ‘Mille lire per un briciolo di pace’ e faceva riferimento alla consuetudine di dare 1000 lire come offerta, e mettersi il cuore in pace. Ebbene, quei corsivi sono continuati per anni, su La Prealpina, su Luce e anche su la Provincia di Varese. Ho poi mantenuto il titolo della rubrica anche per il mio blog, ma questa è storia recente. Ci arriveremo.    


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Paolo in Val Grande



La Val Grande l'ho sempre vista dall'alto, salendo al Pian Cavallone, allo Zeda, alla Laurasca. Mi hanno detto che è una valle stretta, è facile perdersi. Non so, la montagna spesso è insidiosa. L'unica cosa certa è che Paolo Rindi, dopo giorni e giorni di ricerca, è stato trovato morto stamani in Val Grande, dove era stato segnalato l'ultima volta. Forse è scivolato, forse un malore, forse chissà. L'unica certezza è il grande dolore dei suoi genitori, dei suoi parenti, dei suoi amici. Non conosco Paolo e non conosco la Val Grande. Non conosco nemmeno un dolore così forte. Ma lo immagino...molto bene.
Ciao, Paolo.