ph carlozanzi
Ragazzi, puntiamo in alto ma teniamo i piedi a terra. Seguiamo istinto e ragione: se ci sono, servono entrambi. Non disprezziamo i consigli dei vecchi, non vediamo sempre nuvole all'orizzonte.
Tuffiamoci nell'azzurro.
venerdì 4 maggio 2018
La Girometta d'Oro a Giuseppe Redaelli
ph carlozanzi
Già da un paio d’anni la tradizione (che prevede l’assoluto silenzio sul vincitore della Girometta d’Oro della Famiglia Bosina, sino al momento della consegna del premio) viene sgambettata, e leggo oggi su VareseNews, in anteprima, la notizia: sarà Giuseppe Redaelli a portare a casa il prezioso riconoscimento, una stretta di mano poderosa a chi ha saputo amare la sua città, contribuendo al suo sviluppo e alla sua promozione. Però non vale, io lo sapevo ma così ho privato il mio blog dell’anteprima. Terrò presente l’anno prossimo. La cerimonia di consegna avverrà domenica 6 maggio in Salone Estense, alle ore 10, alla presenza dei notabili della città e –speriamo- di molti varesini.
La
prima a vincere la Girometta fu, nel 1958, la Nobildonna Luisetta Tola Doria
vedova Molina, poi nomi autorevoli (Piero Chiara, Giuseppe Zamberletti, Alfredo
Binda, Alfredo Ambrosetti, Salvatore Furia…) o realtà associative di pregio
(Società varesina di Ginnastica e Scherma, Sezione Alpini di Varese, Casa San
Giuseppe, La Prealpina e il Luce…). E ora tocca allo stampatore-editore
Giuseppe Redaelli, proprietario de La Tipografica Varese. Il nonno Giuseppe, il
padre Ernesto, lui e il figlio Gianandrea, generazioni di tipografi,
stampatori, editori appassionati, al loro lavoro e alla loro città. Ho
conosciuto Ernesto e Giuseppe negli anni Novanta, in occasione della
pubblicazione di un paio di miei libri presso Lativa; ho ritrovato Giuseppe in
questi anni per il Calandari dra Famiglia Bosina e soprattutto in occasione di
eventi organizzati dalla ‘sua’ Varese Vive, un’associazione che non lesina in
fatto di iniziative importanti.
Bravo
Giuseppe. Domenica verrò certamente a stringerti la mano.
giovedì 3 maggio 2018
L'essenziale dell'esperienza
ph carlozanzi
Ho appena terminato di battere al pc una griglia di valutazione (naturalmente copiata!) che è d'obbligo per noi docenti. Battendola (per fortuna mi ha fatto perdere non più di mezz'ora) ho sentito rimpolparsi ancor più una mia ferrea convinzione: l'esperienza ti permette davvero di arrivare all'essenziale, sfrondando tutto ciò che è orpello e svolgendo il più velocemente possibile quelle incombenze assolutamente inutili ma d'obbligo, pensate da chi poco è stato in aule e palestre, probabilmente molto ha letto (libri di chi naturalmente è stato poco in aule e palestre...) e pensa di poter fare del bene alla scuola con griglie di valutazione...Per fortuna la mia amata materia mi permette di lavorare in assoluta libertà, sfruttando al meglio l'esperienza che mi sono fatto con oltre quattro decenni di lavoro in palestra, coi ragazzi.
Agli inventori di griglie consiglio di frequentare aule e palestre e -per la mia materia- di tanto in tanto di farsi anche un bel balletto, sull'esempio dei Truzzi Volanti (vedi foto)
Ho appena terminato di battere al pc una griglia di valutazione (naturalmente copiata!) che è d'obbligo per noi docenti. Battendola (per fortuna mi ha fatto perdere non più di mezz'ora) ho sentito rimpolparsi ancor più una mia ferrea convinzione: l'esperienza ti permette davvero di arrivare all'essenziale, sfrondando tutto ciò che è orpello e svolgendo il più velocemente possibile quelle incombenze assolutamente inutili ma d'obbligo, pensate da chi poco è stato in aule e palestre, probabilmente molto ha letto (libri di chi naturalmente è stato poco in aule e palestre...) e pensa di poter fare del bene alla scuola con griglie di valutazione...Per fortuna la mia amata materia mi permette di lavorare in assoluta libertà, sfruttando al meglio l'esperienza che mi sono fatto con oltre quattro decenni di lavoro in palestra, coi ragazzi.
Agli inventori di griglie consiglio di frequentare aule e palestre e -per la mia materia- di tanto in tanto di farsi anche un bel balletto, sull'esempio dei Truzzi Volanti (vedi foto)
mercoledì 2 maggio 2018
La Casa in festa
Lo
so bene che tutti chiedono: associazioni, enti…lo Stato taglia i fondi e
allora, per mantenere in vita realtà solidali importanti bisogna far conto
sulla generosità dei privati. Mi permetto di dilungarmi sulla Fondazione La
Casa di Varese onlus perché conosco bene la realtà, ho scritto un libro sulla
sua storia di cinque decenni e merita il mio impegno divulgativo. L’intento
della Fondazione varesina è quello di promuovere l’assistenza e la cura della
Famiglia in ambito culturale, pedagogico, medico, psicologico, sociale,
giuridico ed etico. Cosa fare per dare una mano a La Casa? Mettere in agenda
questa data: domenica 27 maggio. Alle ore 12.30, nella sede della Fondazione
(via Crispi 3, Varese) si terrà una festa (LA CASA IN
FESTA) con un pranzo solidale, con animazione per bambini (giochi e
laboratori) e musica. 20 euro il contributo per gli adulti, 5 euro per bambini
dai 3 ai 10 anni. Naturalmente ci si può iscrivere anche all’ultimo momento,
sul posto, ma sarebbe opportuno prenotarsi prima, per la buona riuscita dell’evento.
Come? Dare il nome a me (carlo.zanzi@teletu.it 338.6806423), oppure chiamare La Casa
(0332.238079
consultorio@lacasadivarese.it) oppure con bonifico a favore del Centro
per la Famiglia istituto ‘La Casa di Varese’ onlus IBAN
IT12X0311110807000000000280 causale ‘La Casa in festa’.
Altre
info sul sito www.lacasadivarese.it
Quando non hai niente da dire
ph valentina zanzi
Quando
non hai nulla da dire, è meglio che non dici nulla.
Quando
la tua mente è piatta come un mare in bonaccia, non navigare in pensieri
sterili. Se non puoi muoverti, stai fermo e rilassati.
Accetta
la tua povertà, più ricca d’ogni tentativo di sorprendere. Sorprenditi della tua
nullità. In positivo.
Per
coerenza non dovresti condividere il tuo dire, se non hai nulla da dire, ma l’incoerenza
è parte della tua imperfezione.
Riposati.
Stai quieto. Il far niente non è dolce ma può essere salutare. So che è
impossibile annullare il pensiero, ma soprattutto è la vanagloria che s’agita, come
una flatulenza che cerca lo sfogo. Tieni dentro il cattivo odore. E se è una
serata fredda e ventosa, quando l’incoerenza dolorosa dell’esistere vince, non farla
vincere ma non annullare il dolore, dimentica e non dimentica, se per te è
utile prega, se per te è utile scrivi, telefona, dormi…ma non insegnare alla
vita come si fa, con parole sapienti e con la pancia piena.
Guarda
e impara.
martedì 1 maggio 2018
Mario e Andrea a Caldana
Conosco Mario, conosco Andrea, ho conosciuto il disegnatore della copertina del libro di Mario, conosco la bella rivista Menta & Rosmarino (ho avuto l'onore di collaborare) e il suo validissimo direttore, posso forse non propagandare questo evento? Merita.
Roberto Zanella con noi
Roberto Zanella, un vigile del fuoco morto prematuramente: non l'ho conosciuto ma a giudicare dall'affetto che ha creato intorno a sé si direbbe una persona speciale. L'anno scorso prima edizione del Memorial Zanella, che si corse partendo dall'ippodromo delle Bettole e su verso le mie zone: il pratone della Bicocca, S.Ambrogio, Velate....Seconda edizione oggi a San Fermo. Tanta gente, ottimo clima, un percorso interessante, molti saliscendi, la prima parte (per chi ha scelto come me gli 11 km) super, con passaggi suggestivi nei cortili della vecchia Penasca e discese nei boschi bianchi di mughetti, la seconda parte più piatta, troppa pianura per chi ama la salita come me. Mi sono assai divertito e ho incontrato amici: anzitutto il già comandante dei Vigili del Fuoco varesini, Giulio De Palma, mio amico e compagno di liceo, e poi Paolo Guffanti, vigile del fuoco 'emerito' (che era in veste di fotografo) e la figlia Mariachiara, grande runner, e poi alcuni miei ex alunni, fra i quali Riccardo Cipolat, ottimo triathleta. Mi aspettavo Luisa Oprandi (che è di queste terre) con la bandierina in mano dello starter, e invece ho trovato un altro consigliere comunale, Cipolat, nei panni di podista. La corsa, ottimamente organizzata dal gruppo Runner Varese e dai Vigili del Fuoco, con il supporto della parrocchia (partenza e arrivo presso l'oratorio) merita senz'altro nuove edizioni.
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