giovedì 6 marzo 2025

Un giovedì grasso solidale


 

Giovedì grasso all’insegna della solidarietà per la Famiglia Bosina che ieri, giovedì 6 marzo, ha fatto visita come da tradizione ai bambini, ricoverati presso il reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale ‘Filippo del Ponte’, e agli ospiti della Cooperativa sociale L’Anaconda. Il regiù Luca Broggini, il re Bosino con la consorte donna Lidia, il Pin Girometta, Giuseppe Micalizzi, Cristina Iotti Tumatelli, Mario Zeni hanno portato allegria, dolciumi e qualche istante di serenità. Ora non resta che la grande festa del sabato grasso, 8 marzo, con la sfilata dei carri e dei gruppi in centro Varese, il discorso di re Bosino in piazza Monte Grappa, le premiazioni.

(foto di Giuseppe Micalizzi e Mario Zeni)

 


Benvenuti nella casa di Laura Valera


 




E’ stato presentato ieri, giovedì 6 marzo, in ‘Sala Morselli’ alla biblioteca di Varese, nell’ambito degli Incontri d’autore, il romanzo ‘A casa’ di Laura Valera, intervistata dal giornalista e narratore Riccardo Prando. Chi sia Laura Valera lo scopriamo dal risvolto di copertina: una laurea in lettere, volontaria in un centro d’ascolto Caritas a Cuveglio in Valcuvia, promuove la lettura come opportunità di crescita personale. Ha un canale youtube Laura Valera, e a partire dal 2020 ha pubblicato diversi libri, per lo più romanzi. Ama leggere, scrivere, dedicare cura e attenzione alla sua famiglia e passeggiare in silenzio nei boschi della sua valle. Ma torniamo alla sua ultima opera, ‘A casa’ (Edizioni Tripla E), la più corposa fra quelle da lei scritte, oltre 400 pagine. Ci affidiamo al testo in quarta di copertina: ‘In un paese al cuore della Valcuvia, per caso o per destino, s’incontrano un prete, un bibliotecario, due donne in cerca di una svolta e un sessantenne, che quando ormai pensa d’essere al capolinea, proprio lì trova la sua casa. Ma casa cos’è? Un luogo, un tempo che ridia ali al desiderio, intrecci vite come fili, così che la metamorfosi si compia e dal bruco la farfalla spicchi libera in un soffio il suo volo. Questo è un romanzo che parla della paura di percorrere nuovi sentieri ma anche della capacità di reinventarsi, di maternità e di amicizia, di solidarietà e di lutto, del superamento delle divergenze e del coraggio necessario per essere felici, per progettare un luogo da chiamare davvero casa.’

I cinque protagonisti sono descritti dall’autrice con profondità e finezza psicologica. La scrittura è curata e gradevole.

 


mercoledì 5 marzo 2025

Enrico sul Corno Brunni


 

Mi giunge questa immagine dal mio amico Enrico Piazza, che stamani ha raggiunto con gli sci il Corno Brunni. In basso il Riale con la sua tipica chiesetta.

Meteo super.

lunedì 3 marzo 2025

Corpi imperfetti


 

Nel recente tempo del Covid si slabbrano due sipari, che pendono su due palchi diversi. Nel primo vanno rivelandosi i pensieri di Mauro, grande vecchio che si lascia andare ad un monologo, cronaca della sua decadenza e manifestazione del suo vissuto più profondo. Nel secondo palcoscenico, in terza persona, lo spettatore scopre la storia di Claudia, Marcello e Tommaso. Claudia e Marcello sono due giovani innamorati che vivono la potenza e la vulnerabilità del sentimento amoroso. Tommaso è un uomo maturo, in bilico davanti al baratro della vecchiaia incombente, che si guarda alle spalle cercando un appiglio per resistere ancora un poco nei giorni che lo hanno reso felice. Tutti i protagonisti di queste due vicende parallele hanno corpi imperfetti, che esigono, che accontentano e che tradiscono. Carlo Zanzi nella sua narrativa non poteva non lasciare traccia dei mesi della pandemia,   così indimenticabili, ma il virus malefico, con le sue vittime e le sue restrizioni, resta di sottofondo. E’ una minaccia inattesa ma i protagonisti vivono le storie di tutti e di sempre, alla ricerca della serenità, accettando l’imperfezione dentro e fuori di sé, affidandosi anche ad un Dio che appare e scompare. In ‘Corpi imperfetti’ ritroviamo i temi ricorrenti di questo autore, che sin dal suo primo romanzo, ‘La Comune di Barbara’, dell’ormai lontano 1989, ha fatto delle domande esistenziali le sue risposte più vere.     


Vi aspetto giovedì 27 marzo, ore 18, 'Sala Morselli' - Civica biblioteca di Varese    via Sacco. 

domenica 2 marzo 2025

Pietro il pizzaiolo

                                                                                  foto La Prealpina
 

Non sono un frequentatore di ristoranti a svariate stelle, la categoria degli chef non è fra quelle da me più seguite, ed in particolare chef Cannavacciuolo (il Bud Spencer degli chef, con un cognome che è uno scioglilingua) mi pare goda di un fama superiore ai meriti, ma non sono un esperto per giudicare. Lunga premessa per dire che invece alla pizzeria Piedigrotta di Varese ogni tanto ci vado, conosco il simpatico e generoso Antonello e ho appreso della recente visita dell'uomo che consiglia, in caso di assenza di spazzolino, di nettare i denti con una nota marca di gomma americana. Ma non è di costui che voglio parlare, ma chi chi è inginocchiato ai suoi piedi, e cioè del pizzaiolo Pietro, essendo lui il figlio dei miei cari amici Fabrizia e Paolo. Un ottimo pizzaiolo, come ottima è la pizza di Piedigrotta: e lo dico io, non Cannavacciuolo.

sabato 1 marzo 2025

Le chiavi di Varese a Re Bosino


 



Davano pioggia per sabato primo marzo, giorno d’inizio del Carnevale bosino, tanto che le auto storiche (tradizionalmente presenti per il primo corteo) sono rimaste in garage. E invece questo pomeriggio a tratti è comparso anche il sole, quindi il 32° Carnevale bosino ha avuto il suo esordio all’asciutto. E corteo si è fatto, a partire dalla stazione delle Ferrovie Nord Milano dove, alle 15 in punto, il nostro borgomastro Davide Galimberti ha incontrato re Bosino (al secolo Antonio Borgato), il regiù della Famiglia Bosina Luca Broggini, il Pin Girometta, la banda La Concordia di Crenna, alcune varesine in abiti tradizionali (compresa donna Lidia, la consorte del monarca di Carnevale), la sempre presente Cristina Iotti Tumatelli e il corteo ha preso le mosse: via Morosini, piazza XX Settembre, corso Moro, piazza Monte Grappa, via Marcobi, via Sacco, ingresso a Palazzo, con la consegna delle chiavi della città. Ma prima Re Bosino ha tenuto un breve discorso, rivolto principalmente al sindaco che (come ha ribadito più volte Pin Girometta) ora ha a disposizione una settimana di vacanza. Perché ci penserà Re Bosino ad occuparsi di Varese. Concetto ribadito dal sovrano anche sul balcone di Palazzo, al termine della cerimonia.

Un grazie ed un applauso sono toccati alla Famiglia Bosina, in festa per i suoi 70 anni di vita in questo 2025, perché nonostante le difficoltà che di anno in anno aumentano (soprattutto carenza di volontari) stoicamente continua nella sua opera, per valorizzare le nostre tradizioni e fra queste il Carnevale che (come si può leggere in molte cronache antiche) era momento molto vissuto e partecipato a Varese, certamente a partire dai primi del Novecento, quando già arrivava Re Bosino e le feste nei teatri e per le vie della città erano ‘favolose’.


Arnaldo Bianchi: un gran funerale.

 







Tutti sognano, da vivi, il proprio funerale. Credo l’abbia fatto anche Arnaldo Bianchi, mio collega alla Vidoletti, flautista, morto prematuramente a 64 anni. E credo che abbia immaginato un funerale non molto diverso, anzi quasi identico a quello che si è celebrato stamani (il suo), sabato primo marzo, nella chiesa di Santo Stefano protomartire in Tradate: un funerale con tanta gente e tanta musica. Tanta gente ce n’era, eccome. Del resto Arnaldo era docente di musica, maestro di flauto traverso, quindi per professione e passione ‘regalava’ ai suoi alunni, agli spettatori dei suoi concerti, emozioni positive, commozione, quindi gioia e umana sensibilità. Chi prova questi sentimenti è riconoscente verso chi facilita il loro manifestarsi. E’ quindi spiegato il motivo di tanta gente. Tanta musica: era facile immaginarlo, vista la vita di Arnaldo. Tanta ma anche buona musica, perché se la musica non è buona, se stona, non regala le emozioni sudescritte. E stamani la musica è stata ottima: la magia dell’organo, del flauto traverso, dei violini…e poi le voci, educate, potenti e delicate al tempo stesso. Un piacere per le orecchie e per il cuore.

Così ho detto quasi tutto. Ringrazio per esser stato presente stamani a Tradate, e ringrazio di aver incontrato Arnaldo, sebbene per poco tempo. Ma a volte non occorrono né i mesi né gli anni.