Tutti
sognano, da vivi, il proprio funerale. Credo l’abbia fatto anche Arnaldo Bianchi,
mio collega alla Vidoletti, flautista, morto prematuramente a 64 anni. E credo
che abbia immaginato un funerale non molto diverso, anzi quasi identico a
quello che si è celebrato stamani (il suo), sabato primo marzo, nella chiesa di
Santo Stefano protomartire in Tradate: un funerale con tanta gente e tanta
musica. Tanta gente ce n’era, eccome. Del resto Arnaldo era docente di musica,
maestro di flauto traverso, quindi per professione e passione ‘regalava’ ai
suoi alunni, agli spettatori dei suoi concerti, emozioni positive, commozione,
quindi gioia e umana sensibilità. Chi prova questi sentimenti è riconoscente verso
chi facilita il loro manifestarsi. E’ quindi spiegato il motivo di tanta gente.
Tanta musica: era facile immaginarlo, vista la vita di Arnaldo. Tanta ma anche
buona musica, perché se la musica non è buona, se stona, non regala le emozioni
sudescritte. E stamani la musica è stata ottima: la magia dell’organo, del
flauto traverso, dei violini…e poi le voci, educate, potenti e delicate al
tempo stesso. Un piacere per le orecchie e per il cuore.
Così
ho detto quasi tutto. Ringrazio per esser stato presente stamani a Tradate, e ringrazio
di aver incontrato Arnaldo, sebbene per poco tempo. Ma a volte non occorrono né
i mesi né gli anni.
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