domenica 23 marzo 2025

Miro Panizza - Campione tra i campioni


 

Vladimiro Panizza detto Miro, classe 1945, soprannominato la Roccia di Fagnano Olona, ciclista professionista dal 1967 al 1985 eccetera eccetera eccetera: e se volete dare sostanza a questi eccetera non dovete far altro che comprare il libro che il giornalista Paolo Costa ha dedicato al Miro delle Fornaci di Fagnano, morto prematuramente di infarto nel 2002, a soli 57 anni. Titolo: ‘Miro Panizza – Campione fra i campioni’ (Macchione editore). Probabilmente il cuore che l’ha tradito è stato sin troppo ‘maltrattato’ da Panizza nei tanti anni di sport agonistico, o forse no, questo nel libro non è scritto, ma certamente il ragazzo di Fagnano non si è mai risparmiato in bici, ha buttato il cuore oltre l’ostacolo e ancora più su, soprattutto verso l’alto visto che era uno scalatore, condannato dal fisico (165 di altezza per 58 kg di peso) a pagare dazio principalmente nelle cronometro. Costa (che non è giornalista sportivo ma ha lo sport nel sangue, soprattutto il ciclismo, e ha già firmato libri dedicati a Binda, Bartali e Contini) regala agli appassionati una biografia 'panizziana' davvero completa, ricca sì di numeri, date, eventi, vittorie, statistiche e immagini, ma carica anche di aneddoti, di testimonianze di campioni più o meno noti, che hanno pedalato con il Miro, che sono stati i suoi capitani o i suoi gregari, che hanno battagliato, litigato e vissuto momenti di profonda amicizia con la Roccia dal cuore tenero. Il testo in quarta di copertina (vedi foto) dice già molto. Aggiungo solo qualche dato: Vladimiro Panizza ha il record di partecipazioni al Giro d’Italia (18, 16 dei quali conclusi, e per 8 volte si è classificato nei primi 10). Nel 1980 ha indossato per sei giorni la maglia rosa. 31 vittorie nei professionisti, alcune memorabili. Ha indossato (oltre alla maglia azzurra, in diversi Campionati mondiali) le maglie Vittadello, Pepsi Cola, Salvarani, Cosatto, Zonca, GBC, Brooklyn, Scic, Vibor, Sanson, Gis, Del Tongo, Atala Campagnolo, Ariostea.

Miro ha condiviso fianco a fianco gli epici duelli Merckx-Gimondi e Moser-Saronni, battagliando fra gli altri con un campionissimo come Bernard Hinault. Sanguigno, spontaneo, generoso, sincero, poco diplomatico, schietto e franco, Miro è oggi ricordato con affetto da tutto il mondo delle due ruote sottili.

Così si conclude il testo di Paolo Costa in quarta di copertina: ‘…Il bello del ciclismo, per me giornalista non di sport (ho quasi sempre lavorato nella comunicazione pubblica) è che posso permettermi di trattare corse e ciclisti per diletto. Tentando, se possibile, di fare anche della beneficenza. Questa volta, pensando a Miro, animatore di tante iniziative di solidarietà, l’invito è a dare una mano alla Casa di Miro (che ospita disabili) e alle opere francescane in terra Santa.’   




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