martedì 25 marzo 2025

Felicita Morandi e l'avventura di fare scuola


 

A pochi passi da via Felicita Morandi, in Varese (la via delle carceri dei Miogni), e per la precisione in via Albuzzi 16, una targa ricorda che lì vide i natali, nel 1827, Felicita Morandi. Già, ma chi era costei? E perché parlarne, se sono trascorsi 200 anni? L’occasione mi è offerta dal ritorno in voga di un corposo volume, realizzato nel 2008, che reca nel titolo: ‘Felicita Morandi e l’avventura di fare scuola – Biografia di un’educatrice lombarda’ (Macchione editore), scritto a molte mani e reso possibile dalla Direzione didattica Varese 6 – Centro studi del Varesotto, fortemente sollecitato da Roberto Fassi. Sì, perché alla Morandi venne dedicata la scuola elementare, che proprio in via Morandi ancora sorge e svolge il suo importante compito educativo. Qui sarò breve, con la promessa di tornarci su più in dettaglio quando, nel 2027, Varese farà giustamente memoria di questa illustre concittadina, poiché saranno i 200 anni dalla sua nascita.

La bimba Felicita, così chiamata dai genitori perché apportatrice di felicità nella famiglia, nasce nel 1827 in via Albuzzi da una famiglia dell’agiata borghesia, si presenta con un carattere vivace, al limite della ribellione, poco riflessiva e molto attiva. I suoi studi si fermano alla terza elementare, farà tappa in vari collegi, avrà modo di perseverare nella sua condotta non esemplare (soprattutto per i canoni femminili di allora) ma darà prova di grande sensibilità soprattutto verso le persone sofferenti, gli orfani in particolare. Da autodidatta continuerà a formarsi culturalmente, dando spazio anche ad una produttiva dote poetico-letteraria. Malattie, lutti, crisi economica e altri eventi negativi porteranno Felicita ad una scelta radicale: niente matrimonio ma un lavoro, che le consenta di mantenere (dopo la morte del padre) la madre e le sorelle. Ecco allora la Morandi in giro per il nord Italia, come istitutrice e quindi come ispettrice principalmente negli orfanotrofi. Nella sua attività saprà unire dolcezza e fermezza di carattere, idee innovative circa le linee educative da adottare negli orfanotrofi, lasciando in eredità anche numerose opere letterarie. Morirà nel 1906, vivendo in povertà gli ultimi anni della sua incredibile vita.

Ecco il sommario, che dà l’idea della completezza del volume:

‘Felicita Morandi, educare scrivendo’ prefazione di Renata Lollo.

‘L’educatrice e la scuola varesina a lei dedicata’ di Angelo Monti.

‘1-L’educazione e l’istruzione nel XIX secolo in Italia e in Lombardia: La scuola in cammino’ di Mariuccia Nisolli.

‘2-La condizione dell’infanzia nelle terre lombarde dell’Ottocento’ di Anna Macrì.

‘3-Nascita, primi vagiti e giovinezza di Felicita Morandi, varesina’ di Tiziana Cabri e Annarosa Manfreda.

‘4-Il borgo di Varese a metà Ottocento: il re in città’ di Luigi Ambrosoli.

‘5-Cenni di storia della pedagogia italiana ed europea tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento’ di Annarita Tola.

‘6-Felicita Morandi: gli anni della maturità, educatrice e scrittrice’ di Angelo Nocera.

‘7-Commento ai Programmi didattici della scuola elementare ai tempi dell’unità d’Italia’ di Patrizia Gavazzi.

‘8-Il luogo di un’eredità pedagogica: la scuola primaria MORANDI di Varese e l’autonomia’ di Daniela Tam Baj.

‘9-Una vita di sani principi per la signorina Felicita’ di Rita Lorenzi.

’10-Segnalazione delle principali opere di F. Morandi in ordine cronologico’.

Nessun commento:

Posta un commento