Nell’ambito
degli Incontri d’autore, organizzati dalla Civica biblioteca varesina, ieri, giovedì
26 febbraio, ha presentato il suo romanzo ‘Pyramiden’ Linda Terziroli. Con lei
Silvio Raffo. L’autrice ha subito sottolineato il piacere di trovarsi in sala
Morselli, già, perché la Terziroli, docente di lettere alla media ‘Anna Frank’,
è fra le massime esperte e ammiratrici dello scrittore, per il quale ha curato
la prima (e sola) biografia in italiano (‘Un pacchetto di Gauloises’ –
Castelvecchi editore). Trovarsi in quella elegante sala, circondata dal lascito testamentario di Morselli, libri su libri su libri, è stato il viatico migliore
per presentare il suo ultimo romanzo, ‘Pyramiden’ (Bertoni editore). E che alla
sinistra di Linda sedesse il prof. Silvio Raffo, ‘colorato’ e brillante come
sua abitudine, non è stato certo un caso. Come riconosciuto dallo stesso
docente-poeta-narratore, la Terziroli è la sua allieva “meglio riuscita”,
autrice di una storia che contiene tutto ciò che Raffo ama: una storia ‘derelitta’,
carica di mistero, che ha per protagonisti una docente, una scuola, un
ospedale. “Quando ho letto il testo in quarta di copertina” ha detto Raffo “ho
avuto un trasalimento, come a dire: Ma questo l’ho scritto io!” Chi conosce i
romanzi di Raffo certo riconoscerà nella trama, nella scelta dei luoghi e dei
personaggi, nell’atmosfera carica di mistero, nel dire e non dire, nel trovare verità
ma solo a metà, un fil rouge che lega ‘Pyramiden’ che so, a ‘Spiaggia paradiso’,
a ‘Virginio’ dell’autore, già prof al Liceo Classico ‘Cairoli’ di Varese.
Pyramiden,
città fantasma nell’isola di Spitsbergen (isole Svalbard, Norvegia, nord Europa
che più a nord non si può), qui si è recata tempo addietro la Terziroli, in
questo luogo di vita, poi di abbandono (derelitto, appunto) e poi di rinascita,
una enclave russa in terra norvegese, cittadina di minatori e di mistero, in
questo luogo (si diceva) arriva la protagonista della storia, insegnante che
oltre ai suoi alunni trova un ospedale, dal quale giungono voci e lamenti.
Questi gli ingredienti, che Linda Terziroli ha saputo amalgamare e ‘cucinare’
con una vena narrativa che il poeta Arnaldo Bianchi (ieri presente in sala) ha così
sintetizzato: “Vedo tracce di Kafka e di Murakami.” Non male come accostamento.
E a questo punto la domanda è d’obbligo: l’allieva ha superato il maestro? Non
resta che leggere Pyramiden e dare una risposta.
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