Più la Chiesa rinnova l'invito, quaresima dopo quaresima, al digiuno (inteso come rinuncia di cibo) meno lo capisco. Ma per fortuna la Chiesa ripropone sempre il brano del profeta Isaia: "...Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:...dividere il pane con l'affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo..." Sto con Isaia, anche se poi non riesco a portare a compimento né l'uno (perché non ne vedo l'utilità) né l'altro (perché amo la vita comoda, senza troppi scossoni). Ma almeno non faccio passare per digiuno 'religioso' un espediente per dimagrire. Che poi, a ben guardare, data la mia età, non sarei neppure tenuto al digiuno, avendo abbondantemente superato i 60 anni. E mentre capisco il non obbligo a chi ha meno di 18 anni (da giovani la fame è tanta!), capisco meno la libertà dopo i 60, ma tant'è.

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