sabato 16 giugno 2018

Super-visioni



Ogni due settimane faccio un’incursione in un noto supermercato varesino, come un razzo giro fra gli scaffali, prendo ciò che mi serve, pago e me ne vado. Venti minuti al massimo. Ogni tre o quattro mesi mia moglie mi chiede se posso accompagnarla sempre nel sopradescritto negozio e allora (qualche sacrificio occorre per meritarsi il Paradiso) accetto di buon grado. In tal caso il mio atteggiamento cambia. Armato di pazienza (ci vorrà almeno un’ora) appoggiato coi gomiti al carrello, amo guardare i clienti. Alla spesa ci pensa lei, io mi limito a far cigolare le quattro ruote, e le lunghe soste fra le corsie mi permettono di osservare la gente. Anche se è impossibile, cerco di evitare ogni risvolto di giudizio, per lo più critico, mentre col passare degli anni mi riconosco sempre più in questa umanità ‘comicodrammaticamente fantozziana’. Ricercatore mai sazio di bellezza, cerco tracce di bellezza soprattutto nelle donne, che in maggior numero frequentano il luogo, notando che la bellezza completa è assai rara, mentre non mancano particolari belli: gli occhi, i capelli, un fisico non supportato da un viso all’altezza e viceversa…Non posso non constatare eccessi soprattutto nel peso (uomini e donne qui si somigliano), e allora cerco di scacciare subito il mio ritenermi fortunato sotto questo aspetto (non è merito mio, è solo questione di metabolismo), non potendo però nascondere il mio impegno (un’oretta al giorno) per limitare ciò che gli anni depositano senza troppi riguardi. Potrei a lungo continuare con queste mie super-visioni (visioni da supermercato): la palese sopportazione di coppie a lungo collaudate e molto stanche di questo collaudo, il confronto fra madri e figlie, le disarmonie nella coppia (lui bello e lei brutta e viceversa) ma mi fermo qui. Se mi vedete appoggiato coi gomiti al carrello, con un delicato e timido sorriso sulle labbra, credetemi, non vi sto giudicando. Siamo tutti sulla stessa barca.

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