Penso
a Pietro, alla nostra amicizia, e mi viene naturale scrivere. Anche questo era
un tratto comune in noi: l’amore per la scrittura.
Ho
sentito parlare di Macchione per la prima volta agli esordi degli anni Novanta,
alla tele. Era scoppiato il bubbone tangentopoli anche a Varese, Pietro era
diventato assessore all’urbanistica nella giunta Angelo Monti, che durò solo un
mese. Poi ci siamo conosciuti di persona, in Salone Estense, durante i consigli
comunali della Giunta di Raimondo Fassa. Lui era consigliere comunale, notò in
me l’entusiasmo del giovane cronista politico alle prime armi, avevo tutto da
imparare, mi disse: “Bravo Zanzi, mi piace questo suo entusiasmo!” Ricordo
alcune interviste a lui, soprattutto quando divenne assessore all’urbanistica,
con la grana del Piano Regolatore Generale. Nel frattempo avevo cominciato a
pubblicare libri, e quando nella primavera del 1994 nacque la Macchione Editore
fui molto contento. Sempre in quell’anno trovai Pietro che nuotava in piscina,
vasche e vasche senza fermarsi. Durante una pausa a bordovasca mi disse (ormai
eravamo passati al tu): “Carlo, vorrei che tu scrivessi la storia delle
Crocerossine a Varese.” Detto fatto nel 1994 uscì il mio primo libro con lui, seguito
l’anno dopo dalla storia della banda di Velate, nel ’96 ‘I cinquant’anni
dell’ASEA’, nel ’97 ‘Cara Castronno’. Ma io amavo soprattutto la narrativa,
romanzi e racconti. Avevo da parte un po’ di racconti, chiesi a Pietro di farne
una raccolta e lui mi accontentò. Volevo dare come titolo ‘Da amor a Roma’ ma
lui scelse ‘Fax d’amore’. “Del resto -mi disse- è l’editore che decide il
titolo.” Era il 1998, e in quello stesso anno pubblicai sempre con lui anche il
libro (con foto di Carlo Meazza) ‘Varese-parole e immagini di un luogo amato’.
Un giorno Pietro mi diede in mano un libro, era la storia romanzata della Tenda
Rossa, la tragica avventura del dirigibile Italia, di Umberto Nobile e del
Polo. Disse: “Carlo, leggitelo e poi vedi di scrivere un romanzo d’avventura
tipo questo. Sono storie che vanno.” Lo lessi ma quel genere di romanzo non era
nelle mie corde e non se ne fece nulla.
Pietro
era un vulcano di idee, lasciata la politica, pensionato come docente, si buttò
anima e corpo nella sua casa editrice, che stava coinvolgendo decine e decine
di autori. Nel 2001 pubblicammo ‘Varese-Il bianco e il nero’, sempre con foto
di Carlo Meazza. Nel 2002 ‘Le residenze per anziani’. Poi si fece avanti con la
storia delle Agende Varese. Mi disse: “Carlo, dovresti selezionarmi un po’ di
notizie su Varese e il suo territorio, e alla fine dell’anno usciamo con una
Agenda, completata con le foto dei fotoreporter della Prealpina Ghiotto e
Puricelli. Che ne dice?” Ci pensai e mi feci coinvolgere dal suo entusiasmo.
Alla fine del 2003 uscì ‘Varese 2003 – cronaca per immagini e parole’. Uscì
anche grazie all’aiuto di Luigi Orrigoni, mecenate della cultura varesina, che
aveva preso in simpatia Macchione. Infatti nel 2004 uscì, sempre con il
sostegno di Mister Tigros, ‘Panathlon Club Varese – 50 anni’.
Pietro
mi disse: “Caro Carlo, l’idea dell’Agenda va modificata, direi di fare
un’agenda classica, con lo spazio per scrivere gli appuntamenti, e a piè di
pagina una ‘breve’ di un avvenimento dell’anno prima. Poi al centro ci mettiamo
un po’ di foto con dida, sempre di Ghiotto e Puricelli. Che dici?” Ancora una
volta lo seguìi, ed ecco ‘Agenda Varese 2005’. In quello stesso anno 2004 uscì
anche ‘Una città in cornice’ sempre con foto di Carlo Meazza. Nel 2007 proposi
a Pietro un romanzo breve, ‘Vicolo Canonichetta’, arricchito dalle foto di
Meazza, e ancora una volta l’editore amico si dimostrò tale, e il libro uscì.
Sempre in quel 2007 pubblicò ‘Lam Pak Tung’, la storia del missionario di Velate
Padre Adelio Lambertoni, scritto da me e da Gianni Spartà. Mi presi qualche
anno di pausa, non certo Pietro, che continuava a lavorare ad un ritmo
impressionante. “Il lavoro è la mia vita” mi ripeteva spesso. Unica concessione
la passeggiata quotidiana al Sacro Monte. Un giorno gli dissi: “Caro Pietro, ti
vedo tutti i giorni che sali, ma perché non ti prendi una bella tuta e un paio
di scarpe da tennis? Sei sempre in giacca…” E lui: “La giacca mi è comoda, ha
le tasche, così tengo dentro ciò che mi serve!” Nel 2013 tornai alla carica, e
Pietro mi pubblicò ‘Valzer par Varés’, poesie e racconti, nel 2015 ‘Il giorno
che tremò la notte’, (raccolta di racconti), nel 2016 la biografia di mio
fratello Marco, nel 2019 il romanzo ‘Nudo di uomo’. Per un paio di libri l’ho
‘tradito’ con la Robin Edizioni, ma sono tornato a lui con gli ultimi due miei
romanzi, ‘Fuggiaschi’ (2023) e ‘Corpi imperfetti’ (2025).
Ho
pubblicato oltre 40 libri, e più di 20 con Pietro Macchione, quindi lo posso
definire con assoluta certezza il MIO editore. Ma soprattutto un mio amico. E
se è vero che ai tempi di facebook l’amicizia si è allargata sino a
diventare una vaga conoscenza digitale, non è certo il caso del mio rapporto
con Pietro.
Amava
la Val Gardena, l’Alpe di Siusi. E anche questo è un luogo del cuore che ci
unisce.
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