lunedì 19 gennaio 2026

Il mio amico Pietro


Penso a Pietro, alla nostra amicizia, e mi viene naturale scrivere. Anche questo era un tratto comune in noi: l’amore per la scrittura.

Ho sentito parlare di Macchione per la prima volta agli esordi degli anni Novanta, alla tele. Era scoppiato il bubbone tangentopoli anche a Varese, Pietro era diventato assessore all’urbanistica nella giunta Angelo Monti, che durò solo un mese. Poi ci siamo conosciuti di persona, in Salone Estense, durante i consigli comunali della Giunta di Raimondo Fassa. Lui era consigliere comunale, notò in me l’entusiasmo del giovane cronista politico alle prime armi, avevo tutto da imparare, mi disse: “Bravo Zanzi, mi piace questo suo entusiasmo!” Ricordo alcune interviste a lui, soprattutto quando divenne assessore all’urbanistica, con la grana del Piano Regolatore Generale. Nel frattempo avevo cominciato a pubblicare libri, e quando nella primavera del 1994 nacque la Macchione Editore fui molto contento. Sempre in quell’anno trovai Pietro che nuotava in piscina, vasche e vasche senza fermarsi. Durante una pausa a bordovasca mi disse (ormai eravamo passati al tu): “Carlo, vorrei che tu scrivessi la storia delle Crocerossine a Varese.” Detto fatto nel 1994 uscì il mio primo libro con lui, seguito l’anno dopo dalla storia della banda di Velate, nel ’96 ‘I cinquant’anni dell’ASEA’, nel ’97 ‘Cara Castronno’. Ma io amavo soprattutto la narrativa, romanzi e racconti. Avevo da parte un po’ di racconti, chiesi a Pietro di farne una raccolta e lui mi accontentò. Volevo dare come titolo ‘Da amor a Roma’ ma lui scelse ‘Fax d’amore’. “Del resto -mi disse- è l’editore che decide il titolo.” Era il 1998, e in quello stesso anno pubblicai sempre con lui anche il libro (con foto di Carlo Meazza) ‘Varese-parole e immagini di un luogo amato’. Un giorno Pietro mi diede in mano un libro, era la storia romanzata della Tenda Rossa, la tragica avventura del dirigibile Italia, di Umberto Nobile e del Polo. Disse: “Carlo, leggitelo e poi vedi di scrivere un romanzo d’avventura tipo questo. Sono storie che vanno.” Lo lessi ma quel genere di romanzo non era nelle mie corde e non se ne fece nulla.

Pietro era un vulcano di idee, lasciata la politica, pensionato come docente, si buttò anima e corpo nella sua casa editrice, che stava coinvolgendo decine e decine di autori. Nel 2001 pubblicammo ‘Varese-Il bianco e il nero’, sempre con foto di Carlo Meazza. Nel 2002 ‘Le residenze per anziani’. Poi si fece avanti con la storia delle Agende Varese. Mi disse: “Carlo, dovresti selezionarmi un po’ di notizie su Varese e il suo territorio, e alla fine dell’anno usciamo con una Agenda, completata con le foto dei fotoreporter della Prealpina Ghiotto e Puricelli. Che ne dice?” Ci pensai e mi feci coinvolgere dal suo entusiasmo. Alla fine del 2003 uscì ‘Varese 2003 – cronaca per immagini e parole’. Uscì anche grazie all’aiuto di Luigi Orrigoni, mecenate della cultura varesina, che aveva preso in simpatia Macchione. Infatti nel 2004 uscì, sempre con il sostegno di Mister Tigros, ‘Panathlon Club Varese – 50 anni’.

Pietro mi disse: “Caro Carlo, l’idea dell’Agenda va modificata, direi di fare un’agenda classica, con lo spazio per scrivere gli appuntamenti, e a piè di pagina una ‘breve’ di un avvenimento dell’anno prima. Poi al centro ci mettiamo un po’ di foto con dida, sempre di Ghiotto e Puricelli. Che dici?” Ancora una volta lo seguìi, ed ecco ‘Agenda Varese 2005’. In quello stesso anno 2004 uscì anche ‘Una città in cornice’ sempre con foto di Carlo Meazza. Nel 2007 proposi a Pietro un romanzo breve, ‘Vicolo Canonichetta’, arricchito dalle foto di Meazza, e ancora una volta l’editore amico si dimostrò tale, e il libro uscì. Sempre in quel 2007 pubblicò ‘Lam Pak Tung’, la storia del missionario di Velate Padre Adelio Lambertoni, scritto da me e da Gianni Spartà. Mi presi qualche anno di pausa, non certo Pietro, che continuava a lavorare ad un ritmo impressionante. “Il lavoro è la mia vita” mi ripeteva spesso. Unica concessione la passeggiata quotidiana al Sacro Monte. Un giorno gli dissi: “Caro Pietro, ti vedo tutti i giorni che sali, ma perché non ti prendi una bella tuta e un paio di scarpe da tennis? Sei sempre in giacca…” E lui: “La giacca mi è comoda, ha le tasche, così tengo dentro ciò che mi serve!” Nel 2013 tornai alla carica, e Pietro mi pubblicò ‘Valzer par Varés’, poesie e racconti, nel 2015 ‘Il giorno che tremò la notte’, (raccolta di racconti), nel 2016 la biografia di mio fratello Marco, nel 2019 il romanzo ‘Nudo di uomo’. Per un paio di libri l’ho ‘tradito’ con la Robin Edizioni, ma sono tornato a lui con gli ultimi due miei romanzi, ‘Fuggiaschi’ (2023) e ‘Corpi imperfetti’ (2025).

Ho pubblicato oltre 40 libri, e più di 20 con Pietro Macchione, quindi lo posso definire con assoluta certezza il MIO editore. Ma soprattutto un mio amico. E se è vero che ai tempi di facebook l’amicizia si è allargata sino a diventare una vaga conoscenza digitale, non è certo il caso del mio rapporto con Pietro.

Amava la Val Gardena, l’Alpe di Siusi. E anche questo è un luogo del cuore che ci unisce.    





 


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