Premessa indispensabile: ringrazio ogni giorno, ogni ora, ogni minuto di essere arrivato sino alla mia attuale età, e in discreta salute. In me non albergano supponenza, rabbia, rivendicazioni, rimpianti e rimorsi. Ci mancherebbe altro. Eppure quasi ogni giorno (dato che ci vado quasi ogni giorno), entrando in tarda mattinata in un noto supermercato della mia città, rinnovo una considerazione. Ci resto solo pochi attimi, prende le due o tre cose che mancano, pago, esco, dieci minuti al massimo. Ma ecco il pensiero: non mi sento a mio agio, quasi fossi fuori posto. E invece non sono affatto fuori contesto, trovo tutti amici della mia età, qualche anno meno, qualche anno più, capelli bianchi, calvizie assoluta, coppie bisticcianti dopo una vita insieme, rigidità, consuetudini incallite, carrelli pieni come dopo una carestia. E' la mia gente, boomer o matusa che dir si voglia, ma provo un senso di estraneità. Nego l'evidenza. Rifiuto il confronto. Mi apparto dentro una ridicola indifferenza, che non è certo superiorità. Insomma...scappo fuori subito.

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