mercoledì 1 luglio 2015
Il viaggio di Albert - 9
Altra giornata tribolata per il mio amico viaggiatore Albert quella di ieri, mercoledì 1 luglio. In Francia c'è lo stato di allerta da canicola: raccomandano di stare all'ombra, bere molto e non praticare sport. Mentre Albert fa tutto il contrario. Bere beve, ma per il resto..Ieri vento contrario sul Rodano, faticaccia immane. "Ero in mezzo al fiume, che è molto largo...mi pareva di essere su una barchetta di carta..." racconta Albert, che ad un certo punto ha cercato di portarsi sulla terraferma. Ma l'operazione non è stata affatto semplice. E' finito in una palude di alghe, dopo peripezie di ogni tipo ha avuto fortuna, ha smontato l'Albert-pedalò e ha continuato sulla provinciale.
La dedica di Enrico Arcelli
Ho avuto la fortuna di intervistare più volte Enrico Arcelli. Lo feci ad esempio in occasione dell'uscita de 'Il nuovo correre è bello', versione riveduta, corretta e ampliata del noto best seller Correre è bello. Era il gennaio del 1999, il medico sportivo aveva la mia attuale età, 59 anni, io 16 in meno e mi stavo allenando per correre la mia prima maratona. Il prof lo sapeva, così mi fece gli auguri, per la maratona e perché grazie alla corsa e alla bici potessi a lungo mantenermi in forma. Proprio in quel 1999 corsi le mie due uniche maratone (una a marzo e l'altra ad ottobre) senza mai raggiungere i livelli di Arcelli (che era sceso sotto le 3 ore!) ma comunque con soddisfazione. E sempre in tema di maratone, fra i molti libri scritti da Arcelli ricordo con piacere quello che realizzò con il mio amico giornalista Max Lodi, altro maratoneta varesino.
Si comincia da Carnago
Partirà da Carnago venerdì 3 luglio (ore 21, Birreria Siebter Himmel di via Monte Rosa 33) il 'Compasses and Maps Summer Tour', che vedrà Doug Rorrer, Ron Martin e Marco Zanzi insieme. Un lancio alla grande per il nuovo cd della Piedmont Brothers Band.
L'ultima fatica
ph maria grazia maglione
Ultimo Collegio docenti, stamani, alla Vidoletti. Per me è l'ultimo dell'anno scolastico 2014-2015: altri ne verranno. Ma per il mio amico Michele (maglia azzurra, con il preside Antonio) oggi è stato l'atto conclusivo della sua carriera scolastica. L'ultima fatica. Sempre sorridente e ottimista, Michele varca la soglia del locale 'pensione' speranzoso e beato. Del resto Michele ha da subito dovuto adattarsi, quindi non gli difetta certo questa abilità. La sua primissima infanzia è eloquente: nato in compagnia di un fratello gemello, il fratello rimase con la madre, Michele venne affidato ad una servizievole bàlia, che lo curò sino all'anno di vita, se non di più. Rivide la mamma solo dopo quello spazio di lontananza. "Con un inizio così" mi confidò un giorno "non ho certo paura ad adattarmi a una nuova situazione." E noi non lo dubitiamo.
Buona pensione, caro Michele!
Ultimo Collegio docenti, stamani, alla Vidoletti. Per me è l'ultimo dell'anno scolastico 2014-2015: altri ne verranno. Ma per il mio amico Michele (maglia azzurra, con il preside Antonio) oggi è stato l'atto conclusivo della sua carriera scolastica. L'ultima fatica. Sempre sorridente e ottimista, Michele varca la soglia del locale 'pensione' speranzoso e beato. Del resto Michele ha da subito dovuto adattarsi, quindi non gli difetta certo questa abilità. La sua primissima infanzia è eloquente: nato in compagnia di un fratello gemello, il fratello rimase con la madre, Michele venne affidato ad una servizievole bàlia, che lo curò sino all'anno di vita, se non di più. Rivide la mamma solo dopo quello spazio di lontananza. "Con un inizio così" mi confidò un giorno "non ho certo paura ad adattarmi a una nuova situazione." E noi non lo dubitiamo.
Buona pensione, caro Michele!
Enrico Arcelli e quel libro mancato
ph carlozanzi
Nella foto vediamo il prof. Enrico Arcelli lo scorso mese di ottobre, ad Arcisate, durante il Memorial Andolfatto staffetta 12x1000, bellissima gara di atletica per i ragazzi delle medie. Con lui il nipote (del quale andava molto fiero, promessa dello sport varesino) e il prof. Enrico Piazza, docente alla Vidoletti. Proprio in quel periodo tornavo da un giro in bici e davanti alla sua casa, in via Vico, ho incontrato il prof. Enrico Arcelli con il mio amico Giulio Clerici, medico sportivo, medico del Varese calcio. E proprio Giulio, conoscendo il mio amore per la scrittura, lanciò la proposta: "Carlo, perché non scrivi un libro sul prof?" E per prof intendeva Enrico Arcelli, che senz'altro sarà stato suo maestro nell'arte della medicina sportiva. Il prof. sorrise, come suo solito, e disse con estrema umiltà: "Non c'è molto da scrivere!"
Questo dà la misura del personaggio.
Nella foto vediamo il prof. Enrico Arcelli lo scorso mese di ottobre, ad Arcisate, durante il Memorial Andolfatto staffetta 12x1000, bellissima gara di atletica per i ragazzi delle medie. Con lui il nipote (del quale andava molto fiero, promessa dello sport varesino) e il prof. Enrico Piazza, docente alla Vidoletti. Proprio in quel periodo tornavo da un giro in bici e davanti alla sua casa, in via Vico, ho incontrato il prof. Enrico Arcelli con il mio amico Giulio Clerici, medico sportivo, medico del Varese calcio. E proprio Giulio, conoscendo il mio amore per la scrittura, lanciò la proposta: "Carlo, perché non scrivi un libro sul prof?" E per prof intendeva Enrico Arcelli, che senz'altro sarà stato suo maestro nell'arte della medicina sportiva. Il prof. sorrise, come suo solito, e disse con estrema umiltà: "Non c'è molto da scrivere!"
Questo dà la misura del personaggio.
Il viaggio di Albert - 8
ph alberto bortoluzzi
Il viaggio di Albert continua nella calura e nella sofferenza, ma Alberto non molla. Ieri, 30 giugno, arrivo a Valence dopo oltre 8 ore in sella, a 40°. Purtroppo i continui sbarramenti sul Rodano (ogni 30 km) obbligano Albert a lasciare il fiume e a proseguire in bici su strada. Programma rovinato? Niente affatto -dice il pedalatore varesino- eticamente non ci sono differenze, sono sempre io a faticare, a pedalare, e che sia per terra o per acqua poco importa. Un po' all'asciutto un po' al bagnato, Albert punta al mare, sempre più vicino.
Il viaggio di Albert continua nella calura e nella sofferenza, ma Alberto non molla. Ieri, 30 giugno, arrivo a Valence dopo oltre 8 ore in sella, a 40°. Purtroppo i continui sbarramenti sul Rodano (ogni 30 km) obbligano Albert a lasciare il fiume e a proseguire in bici su strada. Programma rovinato? Niente affatto -dice il pedalatore varesino- eticamente non ci sono differenze, sono sempre io a faticare, a pedalare, e che sia per terra o per acqua poco importa. Un po' all'asciutto un po' al bagnato, Albert punta al mare, sempre più vicino.
Iscriviti a:
Post (Atom)




